E' incredibile come il mondo del lavoro ( o del non lavoro) sia divenuto esigente,nel corso di una ventina d'anni. Prima infatti,si poteva divenire direttore di giornali senza una laurea ( vedi Feltri,Ferrara, Sansonetti), e restando nell'ambito giornalistico: Fede, Vespa e Costanzo tutti non laureati. Invece ora servono lauree,master,abilitazioni di ogni genere,e poi si resta a bocca asciutta. Ma questo non vale solo nel mondo del giornalismo e della cultura,ma anche in lavori più 'comuni', ad esempio per fare la puericultrice,o per lavorare in un centro di assistenza per anziani, è richiesta una laurea in scenze della formazione e simili, solo per citare un esempio. Poi mi vengono a parlare di bamboccioni: è logico che un ragazzo/a che studia fino a trent'anni e oltre non può permettersi di metter su famiglia, o di avere una piena indipendenza. Forse era meglio prima, quando l'amministrazione pubblica era portata avanti da persone con licenza media e da diplomati...




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