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Discussione: La Spagna nell'Asse

  1. #201
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    Predefinito Re: La Spagna nell'Asse

    il solito pressapochimo e la faciloneria italiana, a Malta c'erano 4.000 inglesi e per noi ce n'erano 15.000!

  2. #202
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    Predefinito Re: La Spagna nell'Asse

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    e per quale motivo non si fece lo sbarco a Malta visto che tutti la ritenevano una delle chiavi del Mediterraneo?
    per paura di grosse perdite?
    Qualcuno sa rispondere?

    Ho letto il link che ha postato Bagarospo, non ne condivido ne il tono e ne parte dei contenuti, datemi un po di tempo e vedo di buttare giù un documento.
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

  3. #203
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    Predefinito Re: La Spagna nell'Asse

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio

    Ho letto il link che ha postato Bagarospo, non ne condivido ne il tono e ne parte dei contenuti, datemi un po di tempo e vedo di buttare giù un documento.
    Attendo con vivo interesse la tua risposta. Nel pdf che ho postato secondo me c' è scritto, a grandi linee, tutto ciò che c' è da sapere sulla vicenda ma potrei anche sbagliarmi. Sicuramente la non invasione di malta ha compromesso fortemente le attività dell'asse nel mediterraneo. Credo che la vittoria degli inglesi nel mediterraneo sia da attribuire a 5 fattori principali. 1)Mancata presa di malta 2) Ultra 3) Radar (in mano britannica) 4) La marina italiana non disponeva di portaerei 5) Mancato coordinamento unificato di aviazione e marina italiane. Se escludiamo le portaerei la flotta italiana aveva unità eccellenti come la corazzata littorio e compagnia e un gran numero di sottomarini.

  4. #204
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    Predefinito Re: La Spagna nell'Asse

    Citazione Originariamente Scritto da Bagarospo Visualizza Messaggio
    Attendo con vivo interesse la tua risposta. Nel pdf che ho postato secondo me c' è scritto, a grandi linee, tutto ciò che c' è da sapere sulla vicenda ma potrei anche sbagliarmi. Sicuramente la non invasione di malta ha compromesso fortemente le attività dell'asse nel mediterraneo. Credo che la vittoria degli inglesi nel mediterraneo sia da attribuire a 5 fattori principali. 1)Mancata presa di malta 2) Ultra 3) Radar (in mano britannica) 4) La marina italiana non disponeva di portaerei 5) Mancato coordinamento unificato di aviazione e marina italiane. Se escludiamo le portaerei la flotta italiana aveva unità eccellenti come la corazzata littorio e compagnia e un gran numero di sottomarini.
    Non ci metterò molto, per ora posso anticiparti alcuni fatti che il pdf in questione tralascia o sottostima, in un caso afferma il falso.
    Proprio su questo ultimo "falso" voglio darti un ragguaglio veloce, dopo arriverà il resto, non è affatto vero che non avevamo i paracadutisti necessari, difatti la Folgore fu creata ed addestra proprio per l'operazione C3.
    Inoltre, non si tratto di una scelta unilaterale italiana, ma furono anche i tedeschi, sulla scorta di considerazioni che approfondirò in seguito a non volere continuare nell'attuazione del piano.
    Per quanto riguarda le cause della nostra disfatta nel Mediterraneo aggiungerei il fatto che non si prese ne Gibilterra ne Suez, entrambe le cose si sarebbero potute fare velocemente e bene all'inizio del conflitto, inoltre, la motivazione più importante, a mio, ma non solo parere, era che lo schieramento sia tattico sia strategico degli ammiragli fu sempre solo e soltanto difensivo, con più coraggio e audacia avremmo potuto spazzare via la home fleet inglese, soprattutto all'indomani delle incursioni su Suda e Alessandria.
    Per il resto, sia ULTRA, sia Malta e in minor misura il mancato coordinamento (a cui si arrivò solo nel 42 inoltrato) furono motivi che comparteciparono alla nostra sconfitta strategica, anche perchè quella tattica al di la dei fatti di Matapan e di Taranto non avvenne mai.
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


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  5. #205
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    Predefinito Re: La Spagna nell'Asse

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Non ci metterò molto, per ora posso anticiparti alcuni fatti che il pdf in questione tralascia o sottostima, in un caso afferma il falso.
    Proprio su questo ultimo "falso" voglio darti un ragguaglio veloce, dopo arriverà il resto, non è affatto vero che non avevamo i paracadutisti necessari, difatti la Folgore fu creata ed addestra proprio per l'operazione C3.
    Inoltre, non si tratto di una scelta unilaterale italiana, ma furono anche i tedeschi, sulla scorta di considerazioni che approfondirò in seguito a non volere continuare nell'attuazione del piano.
    Per quanto riguarda le cause della nostra disfatta nel Mediterraneo aggiungerei il fatto che non si prese ne Gibilterra ne Suez, entrambe le cose si sarebbero potute fare velocemente e bene all'inizio del conflitto, inoltre, la motivazione più importante, a mio, ma non solo parere, era che lo schieramento sia tattico sia strategico degli ammiragli fu sempre solo e soltanto difensivo, con più coraggio e audacia avremmo potuto spazzare via la home fleet inglese, soprattutto all'indomani delle incursioni su Suda e Alessandria.
    Per il resto, sia ULTRA, sia Malta e in minor misura il mancato coordinamento (a cui si arrivò solo nel 42 inoltrato) furono motivi che comparteciparono alla nostra sconfitta strategica, anche perchè quella tattica al di la dei fatti di Matapan e di Taranto non avvenne mai.

    Integro il mio precedente post.
    Bene, la Folgore era la divisione di paracadusti, addestrata apposta per la conquista di Malta, inoltre vi era la Divisione di fanteria aviotrasportata LA SPEZIA pronta ed equipaggiata per essere trasferita con alianti sull'isola, unitamente ad una uguale unità tedesca, stessa cosa dicasi per i paracadusti tedeschi presenti anche essi nei piani con una divisione.
    Lo sbarco era nelle mani dei capaci fanti di Marina della Divisione San Marco, più tutta un'altra serie di unità sia tedesche sia italiane per un totale di circa 70000 mila uomini con al seguito 1600 automezzi e 700 bocche da fuoco di vari modelli e calibri, il tutto scortato e protetto dalla Regia Marina e dalle aereonautiche tedesche e italiane
    l'Operazione c3 nasce nel 1940, come piani e progetti, viene iniziata la sua pianificazione materiale solo dopo la rapida riconquista di Tobruck da parte degli alleati e di Rommel in particolare, ora, ho cercato traccia di un piano anteriore all'inizio delle ostilità, a dire il vero questa cosa mi puzzava sin dall'inizio, perchè non rammentavo un fatto del genere, ma visto che De Felice non era un genio di strategia come dice qualcuno, mi sono morso la lingua e ho preso tempo.
    L'opuscolo Navi e Marinai a cui rimanda il pdf non trova nessuna traccia su internet, almeno io non sono riuscito a cavarne nulla.
    La conquista di Malta è stata pianificata durante la guerra e non nel 1938, se qualcosa è esistito prima nelle teste dei militari italiani e di Mussolini io non ne ho trovato traccia.
    Il piano a cui fa riferimento il tuo pdf è quello elaborato all'indomani della guerra di Etiopia e nel caso gli inglesi avessero deciso di entrare in guerra con l'Italia per contendergli il predominio in AOI, quel piano parla di una difesa stimata in circa 15000 uomini, ed è un piano del 1935-36, vero è che la RM aggiornò e rivide quel piano, soprattutto per quanto riguardava le difese dell'isola le quali erano notevolmente diminuite, difatti il piano aggiornato prevedeva inizialmente una forza d'urto di non più di 20000 uomini con tutto il corollario logistico e di copertura sia navale sia aerea. Nel link qui sotto trovi passo, passo come andarono in realtà le cose, purtroppo sono anni che scrivo che vi è in giro una quantità di monnezza e di parziali verità sulla nostra reale preparazione alla guerra, sulle motivazioni che ci portarono alla disfatta e sul perchè si fecero quelle scelte.
    Il pdf che tu riporti è una mistificazione scientifica dei fatti, la tecnica e il metodo sono sempre gli stessi, si mischiano ad arte parziali verità e periodi storici diversi, si agita il tutto, lo si condisce con una buona dose di retoria e il risultato che si ottiene sono persone come Candido, il quale crede, ma solo crede di saper come sono andate le cose, ma in realtà è solo uno dei tanti, bravi e intelligenti ragazzi che ha mandato in soffitta la sua curiosità e a deciso di bersi tutte le oscenità che questo regime gli propina.
    Spero di esservi, al di la di tutto, stato utile.

    Operazione C3 Malta
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    Eraclito


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  6. #206
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    Predefinito Re: La Spagna nell'Asse

    L'Italia entrò in guerra il 10 giugno 1940: sui fronti si rinunciava ad un atteggiamento chiaramente offensivo e si temporeggiava, più che altro per fare in tempo a sedersi al tavolo della pace in condizioni di privilegio; la caduta della Francia entro giugno parve suffragare questo orientamento.
    L'atteggiamento verso Malta fu inquadrato nel contesto generale.
    La Regia Marina, in data 18 giugno 1940, espose uno studio per l’occupazione dell'isola ricalcando in linea di massima uno studio precedente, realizzato negli anni 1935-1936 a seguito della crisi conseguente la guerra in Etiopia, il quale, dopo esaminato le presunte difese dell'isola, affermava che, stimati i difensori in 15.000 uomini, il corpo di spedizione non avrebbe dovuto comprendere meno di 40.000 uomini, da trasportarsi su un'ottantina di natanti di modesto pescaggio dei quali era da prevedersi la quasi totale perdita per incaglio. Le zone di sbarco venivano individuate nella parte nord dell'isola, con successivo investimento della Victoria Line. Sbarchi secondari erano previsti a Gozo e Comino ed era previsto l’intervento di tutta la squadra navale e di una flotta aerea di 500 velivoli, in larga misura bombardieri.
    Il nuovo piano aggiornava la situazione delle difese ed abbassava in 20.000 uomini appoggiati da carri armati il contingente da sbarcare prima sulla costa nordorientale dell'isola (baie di Mellieha e San Paolo), poi su quella occidentale, più aspra ma meno protetta mentre ribadiva l'intervento di tutta la squadra navale per appoggiare l'operazione.
    Questo progetto appariva tuttavia redatto all'insegna dell'incertezza, o quanto meno della previsione a lungo termine; infatti, mentre da un lato esagerava la stima delle capacità difensive di Malta in fatto di artiglieria e carri, dall'altro affidava il trasporto del contingente da sbarco ad un centinaio di natanti a fondo piatto, di cui però mancava persino il progetto.
    E’ da rilevare che, al tempo della crisi anglo-italiana seguente alla guerra con l’Etiopia del 1935, gli studi e le analisi avevano giudicato Malta obiettivo prioritario in quanto la conquista dell’isola privava gli Inglesi di un importante punto di appoggio per sommergibili, naviglio leggero e forze aeree e rendeva difficoltosa la traversata del Canale di Sicilia alle forze navali; viceversa avrebbe notevolmente rafforzato la posizione italiana nel Canale.
    Sbarco da motobragozzi durante un addestramento del "San Marco"
    Venne pure osservato come un’occupazione dell’isola era più possibile immediatamente dopo l’atto della dichiarazione di guerra mentre sarebbe stata sicuramente più difficoltosa ad ostilità cominciate.
    Nel 1940, le valutazioni al riguardo erano un po’ differenti; testualmente:
    "Date le eccezionali difficoltà dell'impresa e le forze che dovrebbero esservi dedicate, essa sarebbe giustificata soltanto se Malta rappresentasse un obiettivo decisivo. Ma avendo da tempo l'Inghilterra rinunciato a servirsene come base principale d'operazioni, la minaccia che da Malta può essere esercitata contro le nostre comunicazioni e contro le nostre basi navali è di secondaria importanza; è sufficiente che con bombardamenti aerei, con agguati di sommergibili e (quando occorre) con crociere notturne di siluranti, continui ad essere resa impossibile la permanenza a La Valletta di importanti forze navali, ad essere insidiato il movimento di quelle poche che ci sono, ad essere impedito il rifornimento dell'isola".
    E’ da rilevare che la maggioranza degli studi dedicati alle vicende marittime in Mediterraneo e, di riflesso, alle operazioni in Africa Settentrionale, attribuiscono a Malta un peso strategico determinante nell'aver causato il tracollo dell'Asse. Un’attenta e approfondita analisi rileva però che l'isola rappresentò realmente una grave minaccia solo in alcuni periodi, soprattutto nell'ultimo trimestre del 1941.
    Carro leggero CV35 in esercitazione di sbarco
    Nel primo anno di guerra la Regia Aeronautica prima, e la Luftwaffe poi, si erano accanite contro Malta, senza tuttavia causarne la "sterilizzazione" cioè la totale interdizione alle forze inglesi.
    Lo Stato Maggiore italiano dovette quindi guardare all'invasione di Malta, come all'unica possibilità di rendere incontrastato il flusso dei rifornimenti per l'Africa. Nelll'ottobre 1941 si cominciò pertanto a parlare della "Esigenza C 3 - Occupazione di Malta".
    Dopo l'esperienza di Creta, conquistata nella precedente primavera con un aviosbarco, vi era chi sosteneva un simile colpo di mano anche su Malta; ma i tedeschi erano contrari tenuto conto della elevata percentuale di perdite registrata nella precedente operazione. Era stata costituita in Italia una Forza Navale Speciale, creata nell'ottobre 1940 per un previsto sbarco in Corsica, e ad essa venne affidata la preparazione dell'operazione, parimenti si impostarono nei cantieri i mezzi da sbarco indispensabili.
    Contemporaneamente si cercava di completare il quadro delle difese dell'isola per conoscerne l'esatta entità; non essendo dislocato nell'isola alcun informatore, ci si dovette sempre basare sui soli risultati della ricognizione aerea che, anche per la presenza di vari apprestamenti in caverna, risultarono solo in parte esaurienti. L'unico tentativo di sbarco di due informatori dal mare avvenne nella notte del 17 maggio 1942 ma si risolse negativamente, con l'immediata cattura di entrambi e la condanna a morte d'uno di essi, l'irredento Carmelo Borg Pisani.
    Il traghetto FF.SS. Aspromonte si appresta a sbarcare mezzi e truppe in esercitazione
    In attesa che si pervenisse alla stesura definitiva dei piani, si continuò a bombardare dall’aria il più possibile le difese dell’isola e, per ottenere maggiori risultati, si trasferì in Sicilia un nuovo Corpo Aereo tedesco che, dal 20 marzo 1942, iniziò ad operare sul cielo dell’isola.
    Intanto, fervevano i preparativi: sulla piana di Catania apparvero le strisce per il decollo degli alianti, ora che i tedeschi, conquistati dall'impresa (da essi denominata "Hercules"), si erano decisi ad impiegarvi i ricostituiti reparti di paracadutisti; sulle coste della Toscana i reparti della F.N.S. si addestravano al difficile sbarco su un litorale alto e roccioso, simile a quello maltese (per questo fu necessario prevedere scale da pompieri e passerelle lunghe fino a 30 metri, abbattibili dalla prora dei mezzi come ponti levatoi); in vari cantieri navali si costruivano motozattere e motolance speciali; nel Lazio continuava l'addestramento la divisione paracadutisti Folgore.
    Lancio di addestramento della divisione "Folgore"
    A fine maggio 1942 il piano definitivo della C.3 poteva dirsi ultimato, in realtà erano tre piani complementari, studiati dall'Esercito, dalla Marina e dall'Aeronautica, ognuno per la parte di propria competenza.
    Il Corpo di spedizione, forte di 62.000 uomini, 1600 veicoli e 700 bocche da fuoco, si divideva in:
    Corpo d'Armata d'aviosbarco, sulle divisioni paracadutisti Folgore e VII germanica, e la divisione di fanteria aviotrasportata La Spezia;
    XXX Corpo d'Armata, sulle divisioni di fanteria Friuli, Livorno, Superga ed il 10° Raggruppamento corazzato;
    XVI Corpo d'Armata, sulle divisioni di fanteria Assietta e Napoli;
    Truppe Speciali da sbarco: reggimento San Marco, battaglioni CC.NN., arditi, etc.
    Le truppe, a parte quelle aviotrasportate aventi a disposizione centinaia di alianti tedeschi, sarebbero state trasportate da 16 piroscafi, 270 mezzi da sbarco vari, una cinquantina di altri natanti, tutti scortati da una trentina di siluranti. L'appoggio diretto sarebbe stato fornito da due navi da battaglia, mentre la squadra italiana scaglionata nei porti di Napoli, Cagliari, Messina, Reggio Calabria ed Augusta, avrebbe fornito la protezione strategica; il tutto per un consumo previsto di nafta di almeno 40.000 tonn., che dovevano essere fornite dalla Germania in quanto in Italia non ve era una simile quantità disponibile. Per la parte aerea, si prevedeva l'impiego di 900 velivoli così suddivisi: 300 bombardieri e 180 caccia dislocati in Sicilia, Calabria e Puglia; 60 aerosiluranti concentrati a Pantelleria; 60 assaltatori e 300 trasporti, su vari campi.
    In esercitazione, l'ondata di sbarco si appresta a toccare terra
    La previsione operativa richiedeva il raduno dei mezzi da sbarco nei porti di Catania, Licata, Porto Empedocle e Siracusa; tutto questo da ultimarsi entro due giorni dall'inizio delle operazioni. Il giorno X avrebbe visto il lancio in tre ondate successive delle due divisioni paracadutisti nella zona Dingli/Zurrieq, e l'aviosbarco in serata di alianti a Kalafrana e Forte Benghisa. Nella nottata, sarebbero sbarcati dal mare: il XXX C. di A. sulle spiagge di Qrendi; la divisione Superga sulle coste di Gozo; i reparti speciali a Marsaxlokk. Finti sbarchi sarebbero avvenuti di Sliema e sui due versanti di Mellieha, mentre nelle zone centrali dell'isola sarebbero stati aviolanciati molti manichini per ingannare le difese. Il giorno X + 1 avrebbe visto lo sbarco di XVI C. di A. e l'avanzata delle truppe verso le coste orientali dell'isola, con successivo accerchiamento di La Valletta.
    Il piano era dunque pronto e non v'era che da fissare il fatidico giorno X. Alla proposta italiana che lo voleva entro la prima metà del mese del giugno 1942, l'Alto Comando tedesco obiettò che per quell'epoca non sarebbero stati disponibili nè i paracadutisti, nè i mezzi navali, nè la nafta, mentre vi era un'altra operazione cui conveniva dare la precedenza assoluta: l'imminente controffensiva in Africa.
    Sbarco tramite passerella da un motoveliero attrezzato
    Purtroppo ai primi di maggio, molti dei reparti aerei tedeschi dislocati in Sicilia dovettero essere trasferiti sul fronte russo, lasciando alla ben più debole Regia Aeronautica il compito di continuare il martellamento di Malta con solamente 45 bombardieri, 15 Stukas ed una settantina di caccia. L'isola, però, era nuovamente in grado di contrattaccare dal mare e dall’aria.
    Quando Tobruk cadde inaspettatamente il 21 giugno, i tedeschi non esitarono più a chiedere il rinvio dell’attacco a Malta alla conclusione africana, che si riteneva imminente e vittoriosa; anche in Italia molti credettero che la partita fosse vinta e che, con l'Egitto conquistato, Malta avrebbe perso la sua funzione.
    Qualche mese più tardi, in Africa, qualcosa sembrava incrinare quell'ottimismo.
    Ma ormai era troppo tardi. Lo scioglimento da parte dello Stato Maggiore della "C3" era avvenuto il 27 luglio 1942.

    Bibliografia
    Mariano Gabriele - Operazione C3: Malta - Ufficio Storico Marina Militare
    Luigi Fulvi - Sotto le insegne del leone alato I marinai del battaglione San Marco nella guerra 1940 - 1943 - Ermanno Albertelli Editore
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

  7. #207
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    Predefinito Re: La Spagna nell'Asse

    Ringhio le tue risposte mi sembrano piuttosto interessanti e si ricollegano in parte a ciò che anche io sapevo cioè che l'invasione di malta saltò anche per forti resistenze tedesche. I crucchi erano rimasti shoccati dalle incredibili perditi subite nella conquista di creta con attacco aviotrasportato con annesso sbarco. Il fronte russo comportò il dislocamento di parte dei veivoli tedeschi dalla sicilia alla russia. Vero che la folgore si preparava a invadere malta ed è vero che, all'ultimo, fu spostata in africa a combattere nel deserto, a piedi, senza un mezzo corazzato in supporto. Quindi, in sostanza, l'invasione di malta fu più volte rinviato per una serie di circostanze-eventi (russia e occupazione tobruck) che la fecero passare in secondo piano. Non possedevamo i mezzi da sbarco sufficienti ed adeguati. La nostra intelligence aveva fornito informazioni insufficienti e sbagliate. Resto molto scettico sul fatto che avremmo preso facilmente gibilterra e suez nei primi giorni di guerra. Gibilterra era protetta dalla flotta francese ed inglese e suez era saldamente in mano agli inglesi. Su malta concordo che, con un po' più di coraggio, avremmo potuto prenderla nei primi giorni di guerra.
    Ultima modifica di Bagarospo; 09-10-13 alle 00:05

  8. #208
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    Predefinito Re: La Spagna nell'Asse

    Citazione Originariamente Scritto da Bagarospo Visualizza Messaggio
    Ringhio le tue risposte mi sembrano piuttosto interessanti e si ricollegano in parte a ciò che anche io sapevo cioè che l'invasione di malta saltò anche per forti resistenze tedesche. I crucchi erano rimasti shoccati dalle incredibili perditi subite nella conquista di creta con attacco aviotrasportato con annesso sbarco. Il fronte russo comportò il dislocamento di parte dei veivoli tedeschi dalla sicilia alla russia. Vero che la folgore si preparava a invadere malta ed è vero che, all'ultimo, fu spostata in africa a combattere nel deserto, a piedi, senza un mezzo corazzato in supporto. Quindi, in sostanza, l'invasione di malta fu più volte rinviato per una serie di circostanze-eventi (russia e occupazione tobruck) che la fecero passare in secondo piano. Non possedevamo i mezzi da sbarco sufficienti ed adeguati. La nostra intelligence aveva fornito informazioni insufficienti e sbagliate. Resto molto scettico sul fatto che avremmo preso facilmente gibilterra e suez nei primi giorni di guerra. Gibilterra era protetta dalla flotta francese ed inglese e suez era saldamente in mano agli inglesi. Su malta concordo che, con un po' più di coraggio, avremmo potuto prenderla nei primi giorni di guerra.
    se non sbaglio c'era anche un progetto di attacco sottomarino ad Alessandria (d'Egitto) i primi giorni di guerra, dove avremmo potuto affondare la flotta britannica, anche li' non so perchè la cosa non si fece.

    Infatti quando Mussolini dichiaro' guerra dal balcone molti pensavano a qualche attacco spettacolare a sorpresa a Malta o Gibilterra o in Egitto e invece i soldati ci misero due settimane ad arrivare al primo paese francese (Mentone) e inoltre franco-britannici bombardarono la Liguria e il Piemonte....iniziammo subito maluccio

  9. #209
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    Predefinito Re: La Spagna nell'Asse

    Citazione Originariamente Scritto da Bagarospo Visualizza Messaggio
    Ringhio le tue risposte mi sembrano piuttosto interessanti e si ricollegano in parte a ciò che anche io sapevo cioè che l'invasione di malta saltò anche per forti resistenze tedesche. I crucchi erano rimasti shoccati dalle incredibili perditi subite nella conquista di creta con attacco aviotrasportato con annesso sbarco. Il fronte russo comportò il dislocamento di parte dei veivoli tedeschi dalla sicilia alla russia. Vero che la folgore si preparava a invadere malta ed è vero che, all'ultimo, fu spostata in africa a combattere nel deserto, a piedi, senza un mezzo corazzato in supporto. Quindi, in sostanza, l'invasione di malta fu più volte rinviato per una serie di circostanze-eventi (russia e occupazione tobruck) che la fecero passare in secondo piano. Non possedevamo i mezzi da sbarco sufficienti ed adeguati. La nostra intelligence aveva fornito informazioni insufficienti e sbagliate. Resto molto scettico sul fatto che avremmo preso facilmente gibilterra e suez nei primi giorni di guerra. Gibilterra era protetta dalla flotta francese ed inglese e suez era saldamente in mano agli inglesi. Su malta concordo che, con un po' più di coraggio, avremmo potuto prenderla nei primi giorni di guerra.
    Sui mezzi da sbarco vi è una inesattezza, noi eravamo in grado di costruirli e in parte erano già in linea e il San Marco li avrebbe utilizzati, semmai il problema fu che a causa del tira e molla, la loro proggettazione e costruzione fu più volte sospesa per poi essere ripresa e comunque, dai dati che vi ho fornito, si capisce benissimo come ci siano in giro delle persone che fanno solo confusione, e questo con un solo ed unico scopo, gettare fango, più del necessario, e su fatti che inrealtà hanno una loro dinamica chiara, non si spiega altrimenti il link in testa, dove qualcuno ad arte ha fatto un bel pastrocchio.
    Per il resto, Gibilterra divenne immediatamente indifesa, vista la fine che fece la Francia, sia Gibilterra sia Suez erano alla portata degli italiani nei primi mesi di guerra, queste circostanz esono state già sviscerate in altre discussioni, presenti tra l'altro in questo forum.
    Il non prenderle fu un errore strategico, stessa cosa dicasi per malta.
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

  10. #210
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    Predefinito Re: La Spagna nell'Asse

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    se non sbaglio c'era anche un progetto di attacco sottomarino ad Alessandria (d'Egitto) i primi giorni di guerra, dove avremmo potuto affondare la flotta britannica, anche li' non so perchè la cosa non si fece.

    Debbo nuovamente chiederti del tempo, a me non risulta, ma questo non vuol dire ina ssoluto che sia falso.

    Infatti quando Mussolini dichiaro' guerra dal balcone molti pensavano a qualche attacco spettacolare a sorpresa a Malta o Gibilterra o in Egitto e invece i soldati ci misero due settimane ad arrivare al primo paese francese (Mentone) e inoltre franco-britannici bombardarono la Liguria e il Piemonte....iniziammo subito maluccio
    Candido, sinceramente il tuo atteggiamento è sconfortante, il problema era ben diverso da come lo descrivi tu, onestamente non capisco se il tuo pressapochismo è dovuto alla tua scarsa conoscenza dei fatti o alla tua volontà di provocarmi.
    In ambedue i casi, mi chiedo il perchè.
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


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