





dategli in tv Maria De Filippi ed avrete il pieno controllo mentale di TUTTO IL POPOLICCHIO ITALIANO...
Anche se tutti......IO NO !!






Mio padre era operaio e mia madre era segretaria in una fabbrica. Fai un po' te. Non credo che le condizioni lavorative degli operai siano cambiate così tanto in meglio.
Poi, se mi dici che in fabbrica si può stare senza fare niente, mollo subito il mio lavoro e cerco un posto da operaia.




Lavoro da 30 anni in fabbrica, nessuno cazzeggia in fabbrica a parte i managers


c'è anche chi previene, piuttosto che dover gestire dopo la gente incazzata:
http://www.repubblica.it/2009/03/mot...?ref=mothpstr1
Wagoner (Amm. Delegato General Motors) non è stato licenziato dai suoi azionisti ma direttamente del governo americano che ha chiesto la sua testa come precondizione in cambio di nuovi aiuti al settore. Proprio oggi infatti Obama svela il piano per salvare l'industria dei motori ed evidentemente non ha nessuna voglia di avere a che fare con manager che scaricano tutte le proprie colpe sugli altri...
Per "colpe", s'intende questo: da quando Wagoner è Ad Gm (dal giugno del 2000) il titolo ha perso circa il 98% del suo valore passando da circa 60 dollari a poco più di 1,2 dollari. E solo negli ultimi quattro anni Gm ha accumulato perdite per 82 miliardi di dollari.
Ma il terremoto nel settore auto non finisce qui: per la Chrysler c'è l'ok all'alleanza con Fiat, mentre anche la Peugeot manda via il suo Ad, Streiff. Cambia insomma lo scenario globale e non solo perché Wagoner è stato otto anni amministratore delegato e perché ha passato un'intera carriera (dal 1977, anno in cui è uscito dalla Harvard Business School) in Gm: "Per uscire dalla tempesta - spiegano al Governo Usa - occorrono i sacrifici di tutti, manager, fornitori, dipendenti, azionisti. Ma i costruttori non hanno ancora fatto abbastanza. In cambio degli aiuti Gm e Chrysler devono compiere serie ristrutturazioni. Quello che vogliamo far capire è che vogliamo un'industria automobilistica di successo. Ma deve essere realisticamente disegnata per affrontare la tempesta in atto e uscirne più competitiva di quanto non lo sia ora".

