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Discussione: la paura

  1. #31
    .... .....
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    Predefinito Re: la paura

    Tutti vogliamo cacciare il buio senza portare la Luce..e la ragione è semplice..il buio per quando brutto ha il nostro sapore..ci riconosciamo in esso..è la nostra identità..e per quanto sia doloroso..è sempre meglio di nulla..della disintegrazione senza l'io e senza la Luce..

    C'è un terreno insidioso..ed è il confine..
    Sappiamo che il buio ci è nemico..e nel medesimo tempo lo riconosciamo fraterno..odioso..ma intimo..come il marito violento di una donna che non lo sa lasciare..

    In questa oscura terra di confine si combatte la battaglia finale..quella che potrà vederci vittoriosi nella Luce..scomparsi a noi stessi ma acquistati all'Origine....è una guerra di trincea..il nemico è illusorio ma noi lo rendiamo vico e tenace..la nostra indifferenza lo annienta..per questo ci combattiamo..e perdiamo..

    Arriva un momento dove la parole non bastano più..occorre agire..se questa parola può avere un senso in ambito interiore..
    Ma non bisogna avere fretta..spingere la mela a cadere dall'albero...che alla fine cadrà da sola..
    Allora chi avrà avuto pazienza ne gusterà il sapore..mentre chi per impazienza vorrà staccarla con la forza avrà la bocca piena di amarezza..

    Prepariamoci alla Luce ..alla morte di noi stessi..ma senza affrettare i tempi..il desiderio è tale che anche se volto al bene..ha sempre il sapore del fallimento..
    Stiamo sotto all'albero ..senza desiderio e senza pigrizia..nel mezzo c'è la soluzione..e ci vogliono molti anni di attesa ..ma anche questo non è automatico..
    Il Padrone della Vigna non paga il tuo tempo..ma il tuo lavoro..e chi ha lavorato bene per poco verrà pagato più di chi ha lavorato male per una vita..e il salario può essere una risata..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  2. #32
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    Predefinito Re: la paura

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Tutti vogliamo cacciare il buio senza portare la Luce..e la ragione è semplice..il buio per quando brutto ha il nostro sapore..ci riconosciamo in esso..è la nostra identità..e per quanto sia doloroso..è sempre meglio di nulla..della disintegrazione senza l'io e senza la Luce....
    Il tuo intervento è una bella foto della condizione in cui si trova l'essere umano.
    La maggioranza degli uomini che si trovano in questa "tenebra" pensano che modificando loro stessi possano risolvere il loro problema, semprechè questa situazione sia un problema. Per molti non lo è: si convincono che questo sia l'unico "stato" possibile che questa Vita ci offre.
    Quelli che sentono che questo "stato" è un problema si danno questa missione: cambiare, migliorare, trascendere se stessi.
    Molti si dimenticano che nel mondo interiore non esiste migliore o peggiore, esiste solo QUELLO CHE E'.
    L'essere umano non deve trascendere se stesso, deve semplicemente conoscere se stesso per quello che E'. Non ha bisogno nemmeno di accettare questo stato perchè E' GIA'.
    Un pezzo di legno non ha bisogno di accettare di essere fatto di legno: deve solo conoscere che è fatto di legno.
    Così l'essere umano deve solo conoscere che la sostanza di cui è fatto si chiama Verità.
    Tutta questa nomenclatura: corpo , mente, anima , cuore,...non indicano nulla.
    Noi esistiamo perchè esiste un'unica cosa: la Verità.
    Anche la parola Verità appartiene a questa nomenclatura, ecco perchè tutti i Veri Maestri ci hanno invitato a farne esperienza, perchè solo così possiamo davvero Conoscere qual'è questa Verità.

    L'unico aiuto che possiamo avere in questa ricerca è che la Verità chiama se stessa; l'ha sempre fatto e sempre lo farà.
    Se noi usiamo le parole è perchè sappiamo che basta solo una "Parola" per essere salvati: è attraverso la "parola" che la Verità ritrova se stessa dentro di noi.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 16-09-13 alle 09:02
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  3. #33
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    Predefinito Re: la paura

    Contestualizziamo e diamo un oggetto la paura.


    Credo di essere in buona compagnia, tra gli esseri umani, nell'identificare tale oggetto nella perdita di cio' in cui mi identifico (scusate il gioco di parole) e con cio' che mi tiene agganciato ai flussi e ai legami tramite cui mi sento vivo.

    Quindi tale paura deve fare i conti ad esempio con lo scorrere del tempo e con il pensiero del distacco.

    Da questa premessa da pane al pane e vino al vino, io vedo tre soluzioni "operative".

    Non fare nulla (o fare poco) e affrontare le unghiate della paura, per cacciarla indietro quando si presenta, con altre unghiate che difendano la dualità ed il legame tra l'Io e l'identificazione dell'Io.

    Lavorare per annegare tale paura in una sorta di accettazione a-valoriale (ed alcuni spunti in questo senso ci arrivano dalle tradizioni buddhiste).

    Trascendere la paura tramite una "trasformazione" che ci collochi là dove i penieri angosciosi della perdita non possono essere alimentati (perchè la perdità è sostituita dalla'eternità).
    La formuletta facile e dirsi e difficile a farsi è: annullare o ridurre il piu' possibile la dualità, intesa come processo di identificazione.

    Chi si mette dentro questa terza prospettiva per sconfiggere la paura o il disagio deve necessariamente, anche se so che Z4rdoz non è è convinto, mettere in conto una vita trasformata dalla volontà e dalla disciplina e forse da qualche concessione alle istanze della rinuncia.
    Ultima modifica di Ucci Do; 16-09-13 alle 13:20
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  4. #34
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    Predefinito Re: la paura

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Quando un essere umano ha quel tipo di intuizione da riconoscere la Verità ascoltando una persona o leggendo qualche libro che gli fa esclamare : "E VERO !", e lui si accorge, cercando nella propria mente, di non aver mai avuto quell'esperienza,...tu dici che è stata la mente che ha creato lo spazio per riconoscere la Verità.
    Io ti dico che è la Verità, che è dentro di noi, che ha riconosciuto se stessa.
    Accade questo non perchè abbiamo fatto un corso propedeutico per preparare la mente a questa Verità.
    La Verità ha la capacità di bypassare la nostra mente e di arrivare direttamente alla mèta.

    Come ti ho dentro prima quella Verità non risiede nella nostra mente , sta in un altro posto ben preciso.
    Ma perchè svelare l'arcano e rivelarlo a chiare lettere.
    Sarà sorprendente quando la vostra mente assisterà a questa scoperta: le cadrà il mento dalla sorpresa e tutto il vostro essere piangerà dalla gioia.
    Personalmente resto convinto che ciò che descrivi molto difficilmente possa accadere a chi corre dietro quotidianamente a desideri ed avversioni di vario tipo, spaziando dai più banali e deboli a delle vere e proprie forme di schiavitù ed ossessione mentale, con tutta la vasta gamma presente in mezzo a questi due estremi.
    Creare calma in sé stessi, riordinare la propria vita secondo determinate priorità, seguire una disciplina di pensiero, sentimento ed azione restano a mio parere delle condizioni utili ed indispensabili per altro anche a prescindere da qualunque realizzazione di altro tipo.

    Tu dici che invece è possibile, va bene, se questa è la tua esperienza. La mia esperienza è diversa e poiché l'esperienza è la sola maestra, sarà lei a parlare o meno , se e quando, al momento opportuno.
    Ciao
    Ultima modifica di Tular; 16-09-13 alle 21:53

  5. #35
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    Predefinito Re: la paura

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio
    Personalmente resto convinto che ciò che descrivi molto difficilmente possa accadere a chi corre dietro quotidianamente a desideri ed avversioni di vario tipo, spaziando dai più banali e deboli a delle vere e proprie forme di schiavitù ed ossessione mentale, con tutta la vasta gamma presente in mezzo a questi due estremi.
    Creare calma in sé stessi, riordinare la propria vita secondo determinate priorità, seguire una disciplina di pensiero, sentimento ed azione restano a mio parere delle condizioni utili ed indispensabili per altro anche a prescindere da qualunque realizzazione di altro tipo.

    Tu dici che invece è possibile, va bene, se questa è la tua esperienza. La mia esperienza è diversa e poiché l'esperienza è la sola maestra, sarà lei a parlare o meno , se e quando, al momento opportuno.
    Ciao
    Dici bene Tular: la nostra esperienza è l'unica cosa che per noi fa testo.

    Però io non ti ho detto che NON DEVI disciplinare la tua mente per trovare quella calma in te stesso.
    Ci sono delle persone che trovano la calma recitando un rosario o un mantra, altre la trovano ascoltando una musica o il ritmo di un tam-tam, altre ancora trovano questa serenità leggendo i versetti della Bibbia o di un altro testo sacro.
    Non ho mai detto che non lo si deve fare o che è inutile farlo, vi sto facendo notare che arriverà il giorno che non avrete più la voce per recitare quel mantra, arriverà il giorno che le vostre orecchie non udranno più quella musica che calmava il vostro animo, arriverà il giorno che i vostri occhi non potranno più leggere nessun libro, arriverà il giorno che vostro figlio troverà una coscia di pollo dentro un comodino perchè la vostra mente non sarà più così disciplinata e non riconoscerà più il frigorifero dalla credenza; EPPURE , quel giorno, la Verità sarà ancora lì con voi a sostenervi, ma voi non sarete con lei perchè avete passato la vostra vita a calmare la vostra mente, ovvero, a calmare una cosa che non esiste.
    *
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  6. #36
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    Predefinito Re: la paura

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    Contestualizziamo e diamo un oggetto la paura.


    Credo di essere in buona compagnia, tra gli esseri umani, nell'identificare tale oggetto nella perdita di cio' in cui mi identifico (scusate il gioco di parole) e con cio' che mi tiene agganciato ai flussi e ai legami tramite cui mi sento vivo.

    Quindi tale paura deve fare i conti ad esempio con lo scorrere del tempo e con il pensiero del distacco.

    Da questa premessa da pane al pane e vino al vino, io vedo tre soluzioni "operative".

    Non fare nulla (o fare poco) e affrontare le unghiate della paura, per cacciarla indietro quando si presenta, con altre unghiate che difendano la dualità ed il legame tra l'Io e l'identificazione dell'Io.

    Lavorare per annegare tale paura in una sorta di accettazione a-valoriale (ed alcuni spunti in questo senso ci arrivano dalle tradizioni buddhiste).

    Trascendere la paura tramite una "trasformazione" che ci collochi là dove i penieri angosciosi della perdita non possono essere alimentati (perchè la perdità è sostituita dalla'eternità).
    La formuletta facile e dirsi e difficile a farsi è: annullare o ridurre il piu' possibile la dualità, intesa come processo di identificazione.

    Chi si mette dentro questa terza prospettiva per sconfiggere la paura o il disagio deve necessariamente, anche se so che Z4rdoz non è è convinto, mettere in conto una vita trasformata dalla volontà e dalla disciplina e forse da qualche concessione alle istanze della rinuncia.
    Il tuo nuovo avatar mi ha fatto ridere, e mi ha ricordato un camionista che conoscevo molti anni fa. Quando lo incontravo gli chiedevo: "Come va Tugnazz ?", e lui rispondeva sempre: "Tiriamo a Campari..."

    Questa capacità delle persone semplici di ridere della propria condizione è già una piccola salvezza, la si esorcizza temporaneamente.
    Ho anche conosciuto qualcuno che, sebbene si sapesse guardare allo specchio e sorridesse gioiosamente dalla mattina alla sera, poi un giorno si è tolto la vita...
    Purtroppo se c'è una cosa che non possiamo fare, in questo "gioco" della Vita, è bluffare. Non possiamo bluffare perchè stiamo giocando contro un'avversario che sa, in ogni momento, che carte abbiamo in mano.
    Ecco perchè vi dico che non potete usare dei trucchi per cercare di nascondervi, la vostra mente vi troverà sempre...
    Qualche filosofo ha cercato , con un artifizio linguistico di farsela amica: "se ci sei tu non c'è la morte, se c'è la morte non ci sei tu".
    Questa discorso soddisfa benissimo la nostra mente, perchè sa che due cose non possono occupare lo stesso spazio contemporaneamente, ma quell'essere umano che ha la morte nel cuore e si suicida perchè gli è morta la propria compagna, come mai non ha paura di morire ? Vedete bene che anche la morte può esorcizzare la paura di morire, la paura di perdere tutto.

    L'essere umano vive una contraddizione, vuole essere appagato per tutto quello che passa il convento, ma sa che poi alla fine tutto questo gli procurerà dolore,...( Buddha docet ), ma dopo Buddha è venuto un altro Maestro che ha detto: "Cercate il Regno dei Cieli e tutto il resto vi verrà dato in più."
    Quindi c'è un modo per essere felici e appagati della propria Vita insieme a tutto il resto, basta seguire il percorso didattico che ci hanno insegnato i Maestri:
    1°) Trovare la Verità
    2°) Metterla in cima alla lista delle cose che amiamo.
    3°) Goderci LEI e tutto il resto
    Ultima modifica di Z4rdoz; 16-09-13 alle 23:10
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  7. #37
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    Predefinito Re: la paura

    L'esperienza m'insegna che ogni giorno mille pensieri si rincorrono nella mia "mente encefalica", chiamiamola così. L'immagine delle nuvole oscuratrici e il blu del cielo dietro. Questo genere di pensiero (di tipo associativo più che altro e, quindi, basato sulla mia memoria, sulla mia storia, di cui nulla posso affermare con certezza), è ciò che mi garantisce una collocazione nella vita quotidiana. Allo stesso tempo, quando sono immerso nelle faccende quotidiane mi "allontano", per così dire, da me stesso. Quando sono in quiete, avverto la sensazione di essermi assentato, lasciando il comando ad un pilota automatico, semi-automatico o addirittura estraneo. A volte questa sensazione, magari durante un momento di incazzatura, provoca una specie di "ritorno", come se l'attenzione venisse catapultata improvvisamente dall'esterno all'interno. Dura un attimo, appena il tempo di pensare "che sto dicendo?", oppure "che sto facendo?".

    Mi rendo conto che i pensieri non si fermano mai e che non avrebbe senso cercare di fermarli. E' la natura della "mente encefalica", quella di ricevere e trasmettere come una specie di radio-trasmittente.
    In momenti di quiete capita che posso osservare con maggiore nitidezza il blu del cielo dietro le nuvole. Ma è tutto un continuo allontanarmi e ritornare. E' come se la vita esercitasse sui pensieri la stessa attrazione che la Luna esercita sulle maree. Per forza occorre obbedirle, è inevitabile. Intanto più obbedisco alla vita, più sono assente, l'attenzione dispersa, l'energia dissipata.

    Prima si parlava dei due momenti fondamentali, quello involutivo e quello evolutivo. Dalla Sorgente alla carne e dalla carne alla Sorgente. La mia "mente encefalica" la Sorgente non la conosce e si aggrappa a tutto, forse perché la paura fondamentale è quella dell'ignoto.
    Ultima modifica di donerdarko; 17-09-13 alle 00:23
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  8. #38
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    Predefinito Re: la paura

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Molti si dimenticano che nel mondo interiore non esiste migliore o peggiore, esiste solo QUELLO CHE E'.
    L'essere umano non deve trascendere se stesso, deve semplicemente conoscere se stesso per quello che E'. Non ha bisogno nemmeno di accettare questo stato perchè E' GIA'.
    Un pezzo di legno non ha bisogno di accettare di essere fatto di legno: deve solo conoscere che è fatto di legno.
    La tua analisi parte sempre dall'inizio (la Verità) che identifica con la fine..(la Verità)..il resto è sogno..illusione..perdita di tempo...
    Ovviamente siamo tutti d'accordo..il Principio è la Fine...ma la nostra vita fisica e psichica si svolge illusoriamente tra questi due estremi equivalenti..e scoprirli uguali significa aver percorso le tappe dell'identificazione ed essere arrivati all'Identità Suprema..un viaggio dove pieghiamo il tempo come un foglio di carta..e annulliamo lo spazio..
    Voglio dire che una volta riconosciuta l'identità Atman Brahman..Coscienza Individuale e Coscienza Universale..riconoscimento di una mente rischiarata dalla Luce...che è il momento dell'Iniziazione effettiva..non solo virtuale..si apre il lungo cammino verso il possesso definitivo della Verità..ed è su questo cammino..che mi soffermo..in quanto condizione attuale di me stesso..condizione che può rimanere tale per un tempo indefinito se il lavoro interiore non procede verso il Centro ..che poi è il trascendimento delle condizioni limitanti e la cessazione delle identificazioni transitorie frutto del desiderio..

    Quindi..importante ..è non solo comprendere la Luce..ma svolgere anche i passi verso il nostro annullamento ..che poi è la cessazione dell'io ..o dell'ego..passi che costituiscono il lavoro..che attende l'Iniziato al Vero..

    Sapere ciò che siamo..anche in via del tutto virtuale.. è importantissimo..in quanto costituisce cibo per la mente ..e tappa che ci consente di andare oltre.. identificarci non più nel pensiero ma nella Coscienza..dapprima in modo episodico e frammentario..e poi sempre più definitivo finché verranno rimossi tutti i nodi o grumi che rendono la visone di noi stessi opaca..

    Questo è il percorso iniziatico..ed è possibile saltarlo solo in casi eccezionali..Ramana Maharschi.. per esempio..che si illuminò senza neppure sapere cosa fosse..e solo in seguito perfezionò il pensiero per esprimere la sua esperienza...ma per me non è così..e il vecchio proverbio che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare..ha una dimensione di saggezza indiscutibile per la stragrande maggioranza degli esseri umani..anche per quelli atti a comprendere più degli altri le cose dello Spirito..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
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  9. #39
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    Predefinito Re: la paura

    Caro testadiprazzo, mi piacerebbe essere più diplomatico,...mi piacerebbe usare un linguaggio per quelli che sono in cammino, e un linguaggio per quelli che hanno visto quella Luce.
    Ma la Verità che sto sperimentando non è per niente diplomatica, è ingestibile, e io sono solo un segretario.
    Per esempio in questo momento mi sta dicendo che c'è stato un momento nella tua Vita che non hai avuto bisogno di far nessun lavoro perchè il tuo Ego si annullasse, ed è stato quando eri ai piedi del tuo Maestro., in quel momento che la Verità stava emergendo dal tuo Cuore e si specchiava nel Maestro che avevi davanti agli occhi, il tuo ego è evaporato come neve al sole.
    In quel momento non esisteva più Testadiprazzo,...esisteva solo la Verità.
    Tu lo sai che non c'è bisogno di fare nessun lavoro per annullare il nostro Ego, il nostro Ego quando è travolto dalla Verità sparisce nel nulla.
    E' la Verità stessa che fa questo lavoro quando noi ci mettiamo al suo servizio.

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo
    Voglio dire che una volta riconosciuta l'identità Atman Brahman..Coscienza Individuale e Coscienza Universale..riconoscimento di una mente rischiarata dalla Luce...che è il momento dell'Iniziazione effettiva..non solo virtuale..si apre il lungo cammino verso il possesso definitivo della Verità..ed è su questo cammino..che mi soffermo..in quanto condizione attuale di me stesso..condizione che può rimanere tale per un tempo indefinito se il lavoro interiore non procede verso il Centro ..che poi è il trascendimento delle condizioni limitanti e la cessazione delle identificazioni transitorie frutto del desiderio..
    La difficoltà che tu stai descrivendo è quella di un marinaio a cui il vento ha strappato la vela.
    La vela è volata via, ma la brezza è così leggera che ci sembra bonaccia, e per paura di stare fermi per un tempo indefinito noi cerchiamo di staccare delle assi dalla barca cercando di costruire dei remi che muoveranno in qualche modo quella barca e comunque faremo una faticaccia bestiale.
    Testadiprazzo, procurati un' altra vela!!
    Valuta il fatto che quella vela la puoi sostituire come e quando vuoi: l'importante non è la vela è il vento.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 17-09-13 alle 17:55
    *
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  10. #40
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    Predefinito Re: la paura

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko
    L'esperienza m'insegna che ogni giorno mille pensieri si rincorrono nella mia "mente encefalica", chiamiamola così. L'immagine delle nuvole oscuratrici e il blu del cielo dietro....

    Prima si parlava dei due momenti fondamentali, quello involutivo e quello evolutivo. Dalla Sorgente alla carne e dalla carne alla Sorgente. La mia "mente encefalica" la Sorgente non la conosce e si aggrappa a tutto, forse perché la paura fondamentale è quella dell'ignoto.
    Quest' ultimo intervento di donerdarko è luminoso e significativo perchè stai guardando te stesso con occhi che non hanno veli; non te la stai raccontando,... stai guardando te stesso con la luce della chiarezza. Una Luce che sta illuminando persino i tuoi timori e i tuoi dubbi.
    Quando uno guarda se stesso con questi occhi disincatati significa che l'incantesimo sta crollando, ma non devi aver paura di nulla perchè quelle macerie non ti toccheranno...
    Ultima modifica di Z4rdoz; 17-09-13 alle 18:08
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