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Discussione: la paura

  1. #21
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    Predefinito Re: la paura

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Per curiosità, se la mente non va purificata il praticante di Raja Yoga che motivo avrebbe di seguire le otto tappe del Patañjali, in particolare Pratyahara, Dharana, Dhyana e Samadhi?
    Mentre pratico il Raja Yoga e come se la mia attenzione si rivolgesse all'azzurro del cielo.
    Anche se passano delle nuvole (mente) questo non mi impedisce di godermi l'azzurro.
    Non vorrei che qualcuno abbia messo in giro la voce che fintanto che il cielo non è limpido noi non possiamo praticare correttamente.
    Lo scopo della meditazione è godersi l'azzurro del cielo con o senza nuvole.
    Se uno mette tutta la sua concentrazione nel volere un cielo totalmente purificato è come se stesse sperimentando un cielo totalmente coperto da nuvole, non vedrà minimamente un piccolo squarcio di azzurro.
    Se siamo in questa condizione possiamo fare a meno di meditare.
    Il nostro godimento è quando sperimentiamo un pò d'azzurro e dobbiamo meditare solo quando questo anelito prevale sul disturbo che possano darci le nostre nuvole.
    Fidati, la battaglia con le nuvole è una battaglia persa.
    Aumenta il tuo desiderio di unirti con quel poco d' azzurro che senti e vedrai che dopo tutte le nuvole scompariranno automaticamente.

    Se uno mi dice che vede solo un gran cielo grigio, gli dico tranquillamente che può fare a meno di meditare.
    Mettere la nostra attenzione su quel cielo grigio può solo peggiorare le cose. E' meglio farsi una bella passeggiata.
    La mente non è così potente da tenere coperto quel cielo all'infinito.
    E' molto più potente la sete di un Cuore che anela quell'azzurro.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 14-09-13 alle 14:41
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  2. #22
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    Predefinito Re: la paura

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Per curiosità, se la mente non va purificata il praticante di Raja Yoga che motivo avrebbe di seguire le otto tappe del Patañjali, in particolare Pratyahara, Dharana, Dhyana e Samadhi?
    Come ti dicevo io concordo con te nel ritenere che la mente vada purificata. Ma concordo anche con chi dice che alla fine la mente va trascesa. Credo che sia più un problema di metodo che si riflette nel linguaggio, che altro.
    In occidente, anche in quello precristiano, l'impostazione è stata maggiormente "dualistica", tanto per semplificare. Ci sono io e c'è qualcosa da fare; una certa condotta da tenere, dei buoni pensieri da coltivare, delle opportune azioni da compiere, delle virtù da conquistare, una mente da purificare e alla fine una maggiore libertà da raggiungere. Questo modo di vedere è presente anche in Oriente, lo yoga classico è strutturato secondo delle tappe che mirano a realizzare le condizioni propizie per trascendere quella stessa mente che nelle prime tappe viene domata, calmata, equilibrata e purificata.Questa cornice "duale" se si vuole è maggiormente presente nello hatha yoga, nel karma yoga, nel raja, avendo però sempre sullo sfondo una unità impersonale di riferimento.
    Ma nello gnana e soprattutto nell'asparsa, lo yoga senza sostegno, il praticante spicca il volo direttamente andando al cuore del problema.

    Ora io non mi intendo molto di vie orientali, quindi penso che qui qualcuno saprà approfondire e rispondere meglio. La mia impressione è che un Ramana ed altri della tradizione advaita "pura" non facciano uso di posture, di particolari pranayama o di percorsi mediati, ma mirino direttamente all'indagine sull'io, in un modo a mio parere terribilmente micidiale. In questo senso ed all'interno di questa cultura credo che non abbia molto senso parlare di purificare la mente.
    Appunto, ritorniamo a quello che sto dicendo da diversi messaggi; c'è un approccio più moderato, "duale", e poi ce n'è uno infinitamente più diretto e radicale. Se si è interessati al primo non ha molto senso parlare il linguaggio del secondo.
    Ultima modifica di Tular; 14-09-13 alle 14:37

  3. #23
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    Predefinito Re: la paura

    Se uno mette tutta la sua concentrazione nel volere un cielo totalmente purificato è come se stesse sperimentando un cielo totalmente coperto da nuvole, non vedrà minimamente un piccolo squarcio di azzurro.
    Se siamo in questa condizione possiamo fare a meno di meditare.
    Ma concentrarsi sull'azzurro equivale a purificare la mente.

    Liberarsi di un influsso legandosi al suo opposto è una tecnica classica, per cui se qualcuno volesse purificare la mente dalla paura un modo (uno dei tanti) è quello di pensare al coraggio, mica alla paura; ed in generale se qualcuno volesse purificare la mente da un pensiero ritenuto nocivo uno dei tanti modi è quello di pensare esattamente al suo opposto; stessa cosa per sentimenti ed azioni.

    Non bisogna pensare che purificare equivale a concentrare l'attenzione sullo sporco da buttare via; al contrario, equivale a mirare al pulito da incrementare.
    Ultima modifica di Tular; 14-09-13 alle 20:07

  4. #24
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    Predefinito Re: la paura

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio
    Ma concentrarsi sull'azzurro equivale a purificare la mente.

    Liberarsi di un influsso legandosi al suo opposto è una tecnica classica, per cui se qualcuno volesse purificare la mente dalla paura un modo (uno dei tanti) è quello di pensare al coraggio, mica alla paura; ed in generale se qualcuno volesse purificare la mente da un pensiero ritenuto nocivo uno dei tanti modi è quello di pensare esattamente al suo opposto; stessa cosa per sentimenti ed azioni.

    Non bisogna pensare che purificare equivale a concentrare l'attenzione sullo sporco da buttare via; al contrario, equivale a mirare al pulito da incrementare.
    Se non diamo attenzione alla nostra mente, significa semplicemente che la nostra attenzione non è sulla mente, ma è da un'altra parte.

    Questa separazione non cessa perchè la mente la si trascende.
    Questa riunificazione non avviene perchè si purifica la mente.
    La mente è sempre lì , e in qualsiasi momento può dire la sua.

    Cristo sulla croce dice : -Padre perchè mi hai abbandonato.-
    Buddha a ottant'anni si è messo in viaggio perchè desiderava morire nella sua città natale.
    Ma come ?...Buddha non era quello che aveva trasceso tutti i desideri?
    Questo è un desiderio che Buddha non ha potuto esaudire, è morto a metà strada, quindi chi gli ha messo quest'idea in testa.
    Questi episodi ci dicono che quella mente parlerà fino all'ultimo, questo significa che quella mente sarà con noi vita natural durante.
    Ma se durante la nostra vita possiamo avere quest'esperienza di unione; se fra la nostra nascita e la nostra morte possiamo comprendere qual'è la Verità, anche solo per un secondo, saremo salvi completamente, e la mente non potrà farci nulla.
    E' ovvio che vorremo essere in quell'esperienza il più possibile.
    E' ovvio che vorremo che quest'esperienza si perpetuasse il più possibile.
    Ma essere in compagnia della Verità per un quarto d'ora porta la stessa comprensione di esserci stato per quarant'anni.
    La Verità non la si comprende un pò alla volta . Quando entrerà nel Vostro Cuore, ci entrerà completamente.
    Quello che noi possiamo fare per essere un tutt'uno con lei è essere nella posizione di accoglierla , e la posizione migliore per accoglierla è che questa Verità va amata con tutto il Cuore.
    Più l'amiamo e più Lei sarà noi.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 14-09-13 alle 20:36
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  5. #25
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    Predefinito Re: la paura

    Citazione Originariamente Scritto da Z4rdoz Visualizza Messaggio
    Se non diamo attenzione alla nostra mente, significa semplicemente che la nostra attenzione non è sulla mente, ma è da un'altra parte.

    Questa separazione non cessa perchè la mente la si trascende.
    Questa riunificazione non avviene perchè si purifica la mente.
    La mente è sempre lì , e in qualsiasi momento può dire la sua.

    Cristo sulla croce dice : -Padre perchè mi hai abbandonato.-
    Buddha a ottant'anni si è messo in viaggio perchè desiderava morire nella sua città natale.
    Ma come ?...Buddha non era quello che aveva trasceso tutti i desideri?
    Questo è un desiderio che Buddha non ha potuto esaudire, è morto a metà strada, quindi chi gli ha messo quest'idea in testa.
    Questi episodi ci dicono che quella mente parlerà fino all'ultimo, questo significa che quella mente sarà con noi vita natural durante.
    Ma se durante la nostra vita possiamo avere quest'esperienza di unione; se fra la nostra nascita e la nostra morte possiamo comprendere qual'è la Verità, anche solo per un secondo, saremo salvi completamente, e la mente non potrà farci nulla.
    E' ovvio che vorremo essere in quell'esperienza il più possibile.
    E' ovvio che vorremo che quest'esperienza si perpetuasse il più possibile.
    Ma essere in compagnia della Verità per un quarto d'ora porta la stessa comprensione di esserci stato per quarant'anni.
    La Verità non la si comprende un pò alla volta . Quando entrerà nel Vostro Cuore, ci entrerà completamente.
    Quello che noi possiamo fare per essere un tutt'uno con lei è essere nella posizione di accoglierla , e la posizione migliore per accoglierla è che questa Verità va amata con tutto il Cuore.
    Più l'amiamo e più Lei sarà noi.
    L’attenzione è una funzione (preziosa) della mente. Dire che non rivolgi attenzione alla mente equivale a dire che la mente non rivolge la sua attenzione a sé stessa, ma necessariamente a qualcos’altro fuori di lei. Questo significa già trascendere la mente, significa creare spazio per un’intuizione di sé non puramente mentale.
    Ma come puoi pensare di non rivolgere attenzione alla mente se la mente non è già purificata? Mi spiego: una persona agitata, piena di attaccamenti ed avversioni, non in grado di canalizzare la propria attenzione (che è sempre mentale) nel controllo e dominio dei propri stati d’animo e pensieri turbanti, come è pensabile che possa di colpo far cadere addirittura l’intera mente, rivolgendo la propria attenzione oltre la mente stessa?
    Tutto è possibile, ma la vedo come minimo molto irrealistica e molto dura.
    Infatti codici di condotta, di sentimento e di pensiero come per esempio quelli codificati nei vari yama e niyama (astensioni ed osservanze) hanno di fatto, volenti o nolenti, una valenza purificante in chi li pratica e sono a mio parere fondamentali per chiunque voglia pensare di andare oltre; e questo vale per ogni sentiero, tranne forse, come dicevo, l’asparsa puro e secco, molto difficile e per pochi, a mio parere, in quanto fa leva solo sulla incessante riflessione “chi sono io?” onde suscitare di colpo un’intuizione di sé super-razionale.

  6. #26
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    Predefinito Re: la paura

    Tornando alla paura nel contesto delle tradizioni orientali, mi sembra di averlo già scritto comunque:
    Evola nel suo bel libro “la dottrina del risveglio”, cita un passo del Majjhima Nikayo e, tra le altre cose, scrive:
    Il metodo è questo: “ se si cammina, continuare a camminare, se si sta, continuare a stare, se si è distesi, continuare ad essere distesi fino a che l’anima non vinca e non faccia svanire lo spavento”; ed aggiunge di suo “simili discipline non sono da minimizzare nell’idea, che la paura sia solo cosa da bambini e femminucce. Vi sono forme profonde, organiche di paura, forme da dirsi esistenziali perché non esaurientisi in semplici stati psicologici del singolo ma procedenti da sensazioni abissali. Essere incapaci di sentir paura, in tal caso può essere perfino segno di inspessimento e di piattezza spirituale.”

    Ora, un esempio di applicazione pratica esattamente di questo passo ce lo fornisce proprio Ajahn Chah, il cui insegnamento e la cui memoria in Thailandia sono molto stimati e venerati (gli stessi reali gli resero visita quando era ancora in vita) che a scopo didattico raccontava proprio di quando lui, giovanissimo monaco, decise di vincere le sue paure che gli venivano dal mondo thai contadino (anni ‘30) da cui proveniva recandosi di notte in un cimitero, con la ferma determinazione di restare seduto con gli occhi qualunque cosa fosse accaduta. Si scatenò un temporale esteriore (oltre che uno interiore) e restò seduto sotto la pioggia ed il vento a combattere con i propri demoni interiori; il resoconto di questa storia è scritto in un libro dedicato alla tradizione della foresta, che in questo momento non ho sotto mano e di cui quindi non ricordo il titolo, nel capitolo intitolato “nel cuore della notte”. All’alba Chah non solo era riuscito a domare le sue paure, ma venne quasi travolto da una fortissima corrente di gioia e di senso di libertà. Per lo sforzo fatto urinò sangue. Chah raccontava questo ai novizi per spronarli a praticare con serietà e con vigore, ed è proprio un esempio (se si vuole un po’ estremo ma le tradizioni monacali sono una cosa seria) di purificazione della propria mente. Fate un po’ voi.

  7. #27
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    Predefinito Re: la paura

    Seduto con gli occhi "chiusi", non avevo digitato la parola chiusi.

  8. #28
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    Predefinito Re: la paura

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio
    L’attenzione è una funzione (preziosa) della mente. Dire che non rivolgi attenzione alla mente equivale a dire che la mente non rivolge la sua attenzione a sé stessa, ma necessariamente a qualcos’altro fuori di lei. Questo significa già trascendere la mente, significa creare spazio per un’intuizione di sé non puramente mentale....
    Ho il forte sospetto che tu stia usando la parola "mente" in modo univoco.
    Usi lo stesso termine quando sarebbe opportuno fare delle distinzioni.

    Usi la parola "mente", sia quando le dai la capacità di mettere la sua attenzione su se stessa,( potremmo usare anche il verbo riflettere), poi usi la stessa attenzione, della stessa mente, a cui dai la capacità di andarsi a prendere un'intuizione fuori da se stessa, e facendo questo, LEI ( la mente ) avrebbe trasceso se stessa.

    Se la mente avesse questo potere, al di là della purificazione più spinta, potresti chiedergli qualsiasi cosa,...anche quella di andare fuori e portarti la Verità come dono, o quella di farti totalmente felice e appagato. La mente sa fare tante cose, ma questa cosa, proprio, non la sa fare.

    Buddha è stato 7 anni nella foresta per purificare la mente, ma quell'intuizione la sua mente non l'ha colta.
    La mente non è il ricettacolo della Verità, quindi può essere indistintamente: sporca e puzzolente e linda e profumanta,...non ha nessuna importanza.
    Paolo di Tarso stava uccidendo tutti i cristiani poi ha visto una Luce che ha pulito istaneamente tutta la sua mente in un batter d'occhio.

    Non è trascendendo la morte che sparirà la paura di morire, se accogliamo la Vita in noi stessi, ecco che automaticamente vedremo la morte sparire nel nulla, perchè la Vita, quella morte, non la conosce.

    Gli esseri umani hanno questa capacità di camminare al contrario: cercano di far emergere la Luce facendo sparire il buio e non comprendono che la Luce , quel buio , NON L'HA MAI VISTO.
    Così per non aver paura, vogliono trascenderla, dominarla,...invece di cercare la pace nel proprio Cuore che sarà l'unica cosa che potrà dissolverla.
    Ultima modifica di Z4rdoz; 15-09-13 alle 16:26
    *
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  9. #29
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    Predefinito Re: la paura

    Poi usi la stessa attenzione, della stessa mente, a cui dai la capacità di andarsi a prendere un'intuizione fuori da se stessa, e facendo questo, LEI ( la mente ) avrebbe trasceso se stessa.
    Non ho detto che la mente possa andare a prendersi qualcosa al di fuori di sé, ho detto che si può creare spazio per un'intuizione di sé non mentale, quindi la mente non prende fuori di sé proprio nulla.
    Ultima modifica di Tular; 15-09-13 alle 16:20

  10. #30
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    Predefinito Re: la paura

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio
    Non ho detto che la mente possa andare a prendersi qualcosa al di fuori di sé, ho detto che si può creare spazio per un'intuizione di sé non mentale, quindi la mente non prende fuori di sé proprio nulla.
    Quando un essere umano ha quel tipo di intuizione da riconoscere la Verità ascoltando una persona o leggendo qualche libro che gli fa esclamare : "E VERO !", e lui si accorge, cercando nella propria mente, di non aver mai avuto quell'esperienza,...tu dici che è stata la mente che ha creato lo spazio per riconoscere la Verità.
    Io ti dico che è la Verità, che è dentro di noi, che ha riconosciuto se stessa.
    Accade questo non perchè abbiamo fatto un corso propedeutico per preparare la mente a questa Verità.
    La Verità ha la capacità di bypassare la nostra mente e di arrivare direttamente alla mèta.

    Come ti ho dentro prima quella Verità non risiede nella nostra mente , sta in un altro posto ben preciso.
    Ma perchè svelare l'arcano e rivelarlo a chiare lettere.
    Sarà sorprendente quando la vostra mente assisterà a questa scoperta: le cadrà il mento dalla sorpresa e tutto il vostro essere piangerà dalla gioia.
    *
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