Portogallo/ I due partiti conservatori al governo approvano il nuovo piano di austerità, contrari Socialisti, Comunisti, Verdi e Bloco de Esquerda.

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Ancora austerity per il Portogallo



Il Parlamento di Lisbona ha approvato le nuove misure con cui si spera di ridurre ulteriormente il deficit pubblico. Tra queste, l'aumento da 35 a 40 ore della settimana lavorativa dei dipendenti pubblici e l'innalzamento dell'età pensionabile a 66 anni


Una nuova ondata di austerità si abbatte sul Portogallo. Il parlamento di Lisbona ha approvato oggi un nuovo bilancio alla luce della bocciatura di alcune misure precedenti da parte della Corte Costituzionale. Le misure dovrebbero portare ad un ulteriore taglio dei costi con il quale il governo spera di poter ridurre al 5,5% il deficit pubblico per il 2013, già in calo del 6,4 per cento del 2012.

Ad aprile la Corte Costituzionale aveva dichiarato incostituzionali quattro misure di riduzione dei costi, fra cui il taglio dei salari dei dipendenti pubblici e delle pensioni, aprendo un buco di 3,1 miliardi di euro nel bilancio 2013. Le nuove misure adottate oggi prevedono un taglio del 10 per cento dei bilanci di tutti i ministeri, estendendo da 35 a 40 ore la settimana di lavoro dei dipendenti pubblici e aumentando l'età pensionabile da 65 a 66 anni.

Il nuovo pacchetto di austerità è stato approvato con i voti dei due partiti conservatori, che hanno la maggioranza assoluta in parlamento. Gli stessi rappresentanti dei partiti di governo hanno comunque invitato i partner internazionali del Portogallo ad essere più flessibili sugli obiettivi di bilancio, visto che quest'anno l'economia portoghese dovrebbe contrarsi di oltre il 2 per cento mentre la disoccupazione è salita a quasi il 18 per cento.

La prima risposta alle nuove misure è arrivata oggi stesso con lo sciopero degli addetti ai servizi postali contro la privatizzazione della società pubblica CTT, prevista dalle misure anticrisi varate dal Governo conservatore di Pedro Passos Coelho. All'astensione - secondo fonti sindacali - ha aderito il 90 per cento degli addetti ai turni di notte (quando si lavora per lo smistamento della corrispondenza) e l'87,65% di quelli addetti agli uffici. Il piano prevede anche la chiusura di oltre cento uffici, molti dei quali dislocati nei piccoli centri.

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