

Appunto, visto che troppo stato fa male?! Comunque quello che non riesco a capire è perché arroccarsi su posizione difensive in stile "recupero della sovranità" ecc, è ormai chiaro che contro la globalizzazione non si può fare molto, è inconcepibile parlare ancora di nazione, sovranità popolare ecc. (io direi anche democrazia, quantomeno nell'accezione rousseauiana) (certo, in un discorso di lungo periodo), o additare tutte le malefatte alla "finanza apolide" visto che questa è una REALTà e almeno di fare il socialismo in tutto il mondo è e resterà un potere (accanto a quello politico). Puoi anche provare a far De Maistre e la Restaurazione poi i risultati son quel che sono. Sarebbe meglio provare ad anticipare che far sempre il catenaccio


Ma perchè si ostinano a chiamarla "nera" ? Fantozziani
La Rivoluzione è una cosa seria, non è una congiura di palazzo e non è
nemmeno un mutamento di ministeri o l'ascesa di un partito che soppianti un altro partito.


vedo che si comincia a tener conto anche la situazione dal punto di vista tecnologico in quanto nella destra sembra mancare una visione economica e sociale a fronte dell'espandersi della terza rivoluzione industriale visto che Solitamente i programmi economici dei vari movimenti sono assistenzialisti, statici e retrogradi.
Ultima modifica di samuel cramer; 15-06-13 alle 07:49


Ma liberale può significare quasi tutto ormai. Neanche sarei così critico verso il termine. Per il resto l'articolo dice cose abbastanza corrette, anche se io tutta questa rinnovata partecipazione positiva dello Stato nell'economia non ce la vedo. A meno che il riferimento dell'autote non siano le tasse di Monti e l'aumento dell'IVA.




Penso che questo comunicato di Fratelli d'Italia chiarisca tutto onde andare avanti con l'equivoco:
Non rinnegano il passato, ma nemmeno vogliono rifondarlo. Nessuna riedizione di Alleanza nazionale, “nessuna ‘cosa nera’ che riunisca tutti gli ex di An e basta”, è il momento di guardare oltre. Con Giorgia Meloni in chiave anti-Renzi. L’obiettivo è creare un “nuovo centrodestra nazionale” con chi ci sta senza preclusioni di sorta, una “grande coalizione vincente” per “tornare a governare il Paese”, coinvolgendo, “attraverso un’alleanza” politica e strategica, tutta l’area berlusconiana, a cominciare dal Pdl. Dopo il ‘16 a 0’ alle amministrative, in una conferenza stampa a Montecitorio ‘Fratelli d’Italia’ indica le linee di un “disegno politico nuovo, un centrodestra di prospettiva con Meloni leader di riferimento”, che strizza l’occhio non solo a chi fuoriuscirà dal Pdl, ma anche all’intero mondo extraberlusconiano: da Lista lavoro e libertà di Tremonti al Mir, da ‘Fermare il declino’ al ‘Io amo l’Italia’ di Magdi Allam. L’occasione per lanciare il progetto è la presentazione delle ‘Giornate Tricolori’, due giorni di incontri, musica e dibattiti a Milano, organizzate dal partito di La Russa, Crosetto e Meloni, per parlare di futuro, riforme e larghe intese. “Nessuna operazione nostalgia, siamo abituati a fare sempre solo passi in avanti, né vogliamo intraprendere una competizione per togliere consensi a Berlusconi”, assicura Ignazio La Russa, che precisa: “Guardiamo con attenzione al dibattito in corso nel Pdl senza interferire: ci auguriamo, però, che si apra un confronto per gettare le basi di un nuovo centrodestra, perché non si può contare sui colpi di reni del Cavaliere”. Gli fa eco Crosetto, che invita a recuperare i voti dei leghisti delusi al Nord: “Vogliamo offrire la piattaforma per una discussione seria, che parta dai contenuti. Mi rivolgo innanzitutto al popolo della Lega, che si è disaffezionato”. Per Massimo Corsaro “si tratta di scavare la prima buca per ricostruire il centrodestra e guardare oltre”. La Russa giura di aver contattato le varie anime della destra, tant’è che molti esponenti di spicco sono stati invitati alla loro manifestazione, con una predilezione per i giovani quarantenni: “Ho chiamato Tremonti, Storace, Ronchi, Magdi Allam, Nania ma anche Laffranco, Bignami, Rossi”. Non sono stati invitati gli ex di An del Pdl, come Maurizio Gasparri e Altero Matteoli, che, spiega La Russa, “hanno scelto legittimamente di rimanere nel Pdl”.
Alle ‘Giornate Tricolori’ non ci saranno neanche i parlamentari di Fli. “Ho avuto un colloquio molto cordiale con Menia, ma anticipare i tempi di un incontro sarebbe un errore”, precisa La Russa. E Gianni Alemanno? “Non l’abbiamo invitato per rispetto: è giusto lasciargli un po’ di spazio e di tempo per riposare”, replica l’ex ministro della Difesa, che aggiunge: “A Roma si è battuto come un leone, è mancata la fortuna, non certo il valore, era impossibile vincere: la sua non è un’esclusione politica”. La Russa chiarisce una volta per tutte: “L’alleanza Berlusconi-Fini-Bossi non è più maggioranza nel Paese e noi vogliamo costruire il nuovo centrodestra che raccolga tutto ciò che è extra Berlusconi e sia alleabile con il centrodestra berlusconiano, che sembra marciare verso Forza Italia. Senza spaventarsi se si torna maggioranza dopo un po’ di tempo all’opposizione: non ci si vende solo per stare a tutti i costi nelle poltrone. Basta ascoltare i programmi di Galan per capire che siamo diversi, per capire come sia giusto avere due mele diverse. Aspiriamo ad essere una gamba di una grande coalizione che sia di nuovo capace di vincere”. Corsaro si sofferma sugli “8 milioni di voti a disposizione della nuova destra: non sono mica pizza e fichi, sono persone che negli ultimi due anni non hanno più votato questo centrodestra, un elettorato che è già scappato dal Pdl e che noi vogliamo unire”. Crosetto insiste: “Quando si andrà di nuovo a votare l’alternativa a Renzi, per tutto il centrodestra, può essere Meloni”. “È il nostro volto di immagine e leadership, una leader preparatissima e giovane”, aggiunge La Russa, elogiando l’ex ministro oggi assente in conferenza stampa perché impegnata in una serie di incontri.
FdI: Serve nuovo centrodestra, ma no a operazioni nostalgia - Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale
Il motto: "più liberali in economia, più conservatori nei valori" mette in evidenza alla perfezione la distanza che separa la nostra visione da chi vuole semplicemente costituire un partito conservatore e non soltanto liberale, come lo è il Pdl.
Se proprio si deve essere liberali/liberisti (cosa che non accetterò mai), meglio la Lega che guarda al territorio, anche perché è lì che si gioca la partita del futuro. Gli Stati Nazionali, in una prospettiva liberale, vanno dissolvendosi, scomparendo; allorché l'unica risposta la può fornire il territorio, non lo Stato Nazionale che ormai non abbiamo più.
Ultima modifica di GLADIUS; 15-06-13 alle 11:00


Il centrodestra nazionale... Parole a vuoto.


Meglio Renzi alla Melllloni.


La benzina non manca: Fratelli d'Italia ha raddoppiato i consensi dalle politiche di febbraio alle amministrative di maggio. Si parte con dubbi. Chi ci sta? Non è che si sbanda troppo a destra? Massimo Corsaro, uno dei big che domani da Milano accenderà la macchina assieme a Meloni, La Russa, Crosetto, Rampelli e altri, spiega il senso dell'operazione «Verso un nuovo centrodestra». Dice al Giornale: «Il Pdl ha perso 8 milioni di voti e senza Berlusconi quel partito svanisce. Non svanisce l'elettorato, però. E noi vogliamo dargli una casa». Cosa che vuole fare anche il Pdl, però. «Faremo come in Francia dove per anni il centrodestra ha due anime: una giscardiana, filogovernativa, che prima pensa di vincere e poi a cosa fare; l'altra, gollista, più identitaria. Noi saremo la costola gollista». Parole d'ordine: più liberali in economia, più conservatori nei valori.
Alleati a Berlusconi ma che pensano già al post Berlusconi. La Russa spiega: «Non si può più affidarsi soltanto ai colpi di reni, sempre più faticosi, del Cavaliere. Bisogna creare un partito che sia una gamba di una coalizione in grado di vincere». Svolta generazionale è l'altro jolly dei fratellitalioti. E la «cosa nera» ha già un leader che più giovane non si può: Giorgia Meloni, classe 1977, junior e pure donna. La Renzi dei moderati. «È il volto cui affidiamo la nostra immagine», la lancia La Russa.
La «cosa» parte, quindi; col terrore di sbandare troppo a destra. Dietro le quinte non sono mancate le frizioni con Crosetto in prima fila a dire che «no, non si può certo fare una Rifondazione aennina, né tantomeno una Rifondazione missina». La Russa s'è convinto anche se, nella truppa, è quello che ripete più spesso: «I voti da recuperare sono a destra». Ma anche lui sotterra le malinconie: «Non c'è alcuna intenzione di mettere le lancette della storia politica indietro o di fare operazioni nostalgia», giura. E tutti a dire: «E poi Crosetto non è certo ex aennino. Idem Cossiga». Altra prova? Ospite d'onore, al battesimo del week end milanese, ci sarà l'ex ministro dell'Economia Tremonti. Che è tutto fuorché vicino agli ex An. Non solo: Crosetto s'è speso affinché la «cosa» imbarchi anche quelli di Fare di Giannino e gli iperliberisti dei Tea Party. Sì, insomma, che non sia una riserva indiana troppo nera.
Ma di fatto è in quel mondo lì che pesca. Un mondo mandato in frantumi da Fini, liquidatore del Msi prima, di An poi. Già, Fini. Lui s'è fatto da parte. «Ha ritenuto di essere fonte di divisione. Prendiamone atto - dice il suo colonnello Roberto Menia - Poi, certo, quando la polvere si sarà depositata...». Tra i finiani, chi si dà da fare come una trottola per salire sul carro della destra è Bocchino, trombato di lusso, che nei giorni scorsi ha cercato di riannodare i fili con gli ex amici, lealisti a Berlusconi, Moffa, Viespoli, Alemanno. A tutti ha detto: «Siamo senza casa. Rimettiamoci insieme». Italo è andato oltre: «Alle Europee del 2014 presentiamoci con il simbolo di An».
Altolà: il simbolo è di proprietà della Fondazione e nella Fondazione, i cui soci si riuniranno in a luglio, ci sono ex An che non ci pensano nemmeno a salire sulla «cosa». Non ci sta Matteoli; non ci sta Gasparri; non ci sta Augello; sono molto dubbiosi Landolfi, Malgeri e Urso. E se Marcello De Angelis, direttore del Secolo d'Italia, dice sconsolato: «Se credo a una cosa nuova? Non credo a una cosa vecchia», Amedeo Laboccetta graffia: «Manca il leader. Non vedo una Le Pen. Nemmeno in miniatura».
La "Cosa nera" prende forma Gli ex An rifondano la destra - IlGiornale.it
Dai, possono puntare al 3%
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.