



Ribadisco: l'eutanasia non può altro che essere promossa al di là di schemi individualisti e liberali solo in chiave eugenetica.
Ma in quel caso si tratterebbe comunque di un delirio di onnipotenza inutile.




dimentichi che possono essere considerati come un 'peso' per la comunità razziale :giagia:


Ma se il vecchio paraplegico non vuole continuare a vivere saranno cazzacci suoi, o no?Non vedo come la società possa trarne danno.
Non è l'aborto che, sebbene io non vi sia per forza contrario, può creare davvero un danno alla società.
Anche gente come Seneca e Nietzsche era favorevole all'interruzione della vita, quando essa diventava ''non più degna di essere vissuta''.


Se il vecchio vuole suicidarsi, sono cavoli suoi. Ne risponderà davanti a Dio.
Ma non si vede per quale motivo lo Stato debba riconoscere il 'diritto al suicidio'.




Peggio , si toglie l'aura di immanente e totale tragedia del suicidio, per la banalizzazione di una pratica burocratica.
Tra qualche anno si sentiranno dialoghi
"Ciao, anche te dal medico?"
"Essì ogni tanto tocca..."
"Che ti è successo"
"Ma niente, devo farmi togliere una ciste... e tu?"
"Bah figurati devo far "liquidare" il nonno..."
"Ho capito, hai già messo in vendita casa sua?"
"Ma scherzi, l'ho venduta 5 anni fa, quando l'ho messo in ospizio"
"E ora che ci guadagni, scusa?"
"Sai quanto mi costava curarlo? Non hai nemmeno idea... guarda uno strazio, non ce la facevo più... e poi insomma mi si impressionava la bambina, a vederlo sempre così malato, tant'è vero che non siamo mai andati a trovarlo"
Atroce. Ma realistico.
Preferisco di no.




Ricordo qualche anno addietro la morte per vecchiaia della mia bisnonna dopo quasi 5 giorni di agonia "pre morte" caratteristico il verso sincopato pari ad un rantolio e qualche frase apparentemente senza senso magari ripescata da un abisso colmo di ricordi ancestrali e di lontane esperienze di vita vissuta mescolati in ordine casuale. Secondo S. Alfonso Maria De' Liguori l'agonia mortale è un momento di scontro tra potenze del bene e potenze del male entrambe si disputano l'anima del moribondo. Sicuramente un'esperienza più che dolorosa e purificatrice.