Questo capitolo è complementare a quello sui presunti fratelli carnali di Gesù, visto che il tema è lapersona di Maria e le verità di fede ad essa collegate. In quel capitolo si parlava appunto della suaverginità perpetua, e delle prove bibliche a riguardo.
Nel presente capitolo però, si parlerà anche dei dogmi che la riguardano, che sono quattro, verginitàcompresa.
Per i protestanti, per un’atavica e subconscia abitudine le interpretazioni cattoliche sonoingannevoli, mentre, le loro, veritiere. Gli accusatori spesso scrivono:
“La chiesa cattolica romana, come ben sapete, tributa un culto a Maria, la madre di Gesù. A Mariasono rivolte preghiere e canti; le statue e le immagini che la raffigurano sono un po’ da per tutto,nelle basiliche cattoliche, negli ospedali, negli orfanotrofi, nei collegi, per le strade, per le piazze,sui monti, nelle grotte, nelle case; per esse molta gente va in delirio, davanti ad esse molte personesi prostrano invocandola affinché li aiuti, li guarisca, li consoli, e affinché li salvi. A Maria sonoanche dedicati due mesi all’anno;; Maggio, il mese di Maria;; e Ottobre, il mese del Rosario. Alcunedelle feste universali in suo onore sono: 1) l’Immacolata Concezione (8 Dicembre);; 2) la Natività (8Settembre);; 3) l’Annunciazione (25 Marzo, nove mesi prima di natale); 4) la Purificazione (2Febbraio);; 5) l’Assunzione (15 Agosto). Per quanto riguarda poi i santuari mariani venerati damilioni di Italiani ce ne sono a decine in tutta Italia. Nel mondo intero sono moltissimi.
Maria in realtà è più importante di Gesù per i Cattolici romani, per loro è una sorta di deaonnipotente a cui persino Gesù deve ubbidire. Questo è quello che gli hanno inculcato i preti sindalla loro fanciullezza. Di Maria viene detto dai preti che fu concepita senza peccato e durante lasua vita non peccò mai, che è la madre di Dio, che rimase sempre vergine, che fu la prima personaa cui Gesù apparve dopo essere risuscitato, che fu assunta in cielo anima e corpo dopo essererisorta, che in cielo prega per i Cristiani, che un giorno schiaccerà il capo del diavolo, che ècorredentrice dell’umanità, che è la madonna, e che è la madre della Chiesa.”
Chiarisco velocemente un particolare, il capo del serpente lo schiaccerà la progenie di Maria, cioèGesù Cristo, e una prima volta l’ha schiacciato sulla croce, sconfiggendo la morte. Inoltre chiarismosubito che Maria non è assolutamente considerata più potente di Gesù, nessun prete dice questo, ese controlliamo il catechismo cattolico, troviamo scritto che Maria è santa, ma sempre creaturaresta, la divinità e l’onnipotenza invece appartiene a Gesù all’interno della SS. Trinità. Gli altripunti verranno approfonditi e chiariti nella prossime pagine.
La storia dell’incarnazione inizia con la proposta che l’angelo Gabriele fa a Maria. I fratelliprotestanti partendo dal saluto dell’angelo Gabriele a Maria, tentano in tutti i modi di sminuirne ilruolo all’interno della Chiesa. Per loro l’angelo non dice “Ave o piena di grazia”, ma “colmata digrazie”, asserendo che è quest’ultima la corretta traduzione dal greco. Evidentemente ci sono volutipiù di 1500 affinché qualcuno sapesse tradurre “Kecharitòméne”, o almeno così sono convinti iprotestanti. Il culto mariano viene visto dai fratelli separati come culto di adorazione, quindiidolatrico, ecco perché parlano di “marianizzazione” del cristianesimo, ad opera dei cattolici.
Ma la dottrina cattolica non insegna ad adorare Maria, o a considerarla una dea. Ecco perché Mariarappresenta forse il punto di maggior distacco tra cattolici e protestanti, un solco incolmabile chedivide inesorabilmente la cristianità. Scrive Edoardo Labanchi, studioso protestante, nel suo libro“Marianesimo o cristianesimo?” a pag. 31 “In pratica Maria fu considerata a poco a poco, un‘doppione’ di Gesù, cioè un essere soprannaturale inferiore soltanto a Dio Padre.”
Poi continua a pag. 32 citando s.Tommaso d’Aquino, che difendeva e spiegava i dogmi mariani, efa questa riflessione: “[...] Nulla nelle Scritture ci induce a credere che Maria sia stata diversa dallealtre creature umane, se non per il fatto che fu uno strumento nella mani di Dio per la realizzazionedel Suo piano salvifico. Fu una donna singolarmente privilegiata, non c’è dubbio, aiutata da Dionell’assolvere il suo compito di madre di Gesù, ma come tutte le altre donne, soggetta anch’essa apeccare, ad avere dubbi, momenti di scoraggiamento. Quanto poi alla questione della “dignità” che
avrebbe dovuto avere Maria per accogliere in sé il Figlio di Dio, si perde di vista il senso e la naturadell’Incarnazione, che, secondo quanto afferma giustamente l’Apostolo Paolo, fu un vero e proprio“annichilimento”: “Abbiate in voi lo stesso sentimento che fu in Cristo Gesù, il quale essendo informa di Dio non reputò rapina l’essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso, prendendo forma diservo e divenendo simile agli uomini...” (Fil 2,5-7)”
Ci sono tanti passi nella Scrittura che ci descrivono uomini resi eccezionali da Dio, al fine diadempiere i Suoi disegni divini.
Uno di questi fu Mosè, ma ci sono anche Sansone, Enoch, Elia, e diversi altri, ognuno di loro dotatodi un particolare dono, per servire e arricchire la comunità.
Quante creature ad esempio possono disporre del proprio spirito, tanto da poterne dare una parte adun discepolo (vedi Eliseo). Di Enoch si dice che non morì, si vide soltanto scomparire nel cielo,questo è un fatto ordinario per le creature di Dio?
Potremmo andare ancora avanti nel raccontare i particolari doni che Dio riserva alle sue creatureprescelte, e non c’è da meravigliarsi, a Dio tutto è possibile. Non si capisce quindi da dovescaturisca il senso di meraviglia mista a commiserazione e derisione verso la dottrina cattolica, chericonosce a Maria il particolare dono dell’Immacolata Concezione, e degli altri tre che neconseguono.
I grandi doni che Dio dava ai suoi servi, non erano dei doppioni, la forza di Sansone non si riscontrain altri, oppure, la particolare potenza in spirito di Elia è anch’essa singolare. Perché i doni che Dioriservò a Maria si dovrebbero per forza riscontrare in altre creature per essere ritenuti degni di fede?I fratelli che vorrebbero vedere ogni dogma scritto a chiare lettere sulla Bibbia, sbagliano di netto.L’abitudine a ripetere sempre le stesse accuse o osservazioni a noi cattolici, li porta lontano dallaobiettività e da certe verità. Essi ad esempio accettano il fatto che Satana (assieme ai suoi) inprincipio fu creato buono, e in seguito alla sua ribellione fu cacciato dal Paradiso. Accettano purel’irreversibilità delle decisioni angeliche, Satana in quanto puro spirito non può ritornare piùindietro nei suoi passi, perché le decisioni angeliche sono irrevocabili, immutabili.
Quindi non c’è ombra di dubbio, non ritroveremo mai Satana in Paradiso, perché lui non si pente,né si pentirà mai, della sua scelta.
E’ di fede, ma dov’è scritto nella Bibbia che le scelte angeliche sono irrevocabili, e che Satana nonchiederà mai perdono a Dio?
O ancora, dove troviamo scritto che Gesù era vero Dio e vero uomo allo stesso tempo?
Nel Concilio di Calcedonia del 451 la Chiesa dogmatizzava che Gesù, “un solo e medesimo Figlio,il Signore nostro Gesù Cristo, perfetto nella sua divinità e perfetto nella sua umanità”, ma nellaBibbia non lo troviamo scritto chiaramente, ci sono dei versetti che male interpretati davano adito aeresie che definivano Gesù mezzo uomo, o mezzo Dio, oppure un “creatura” eccellente ecc..
La SS. Trinità si deduce da alcuni versetti biblici, ma non è scritta o spiegata dalla stessa Bibbia inmaniera chiara ed inequivocabile. Vi sono dei versetti dove Gesù dice che il Padre è più grande diLui, e che solo il Padre conosce la data della fine del mondo, questi saranno spiegati altrove, maresta il fatto che nella Bibbia non troviamo nemmeno la parola Trinità.
Ovviamente sono deduzioni teologiche, che vengono accettate tacitamente anche dai protestanti.Perché quelle relative a Maria vengono invece nettamente rifiutate? Per queste ultime deduzionipretendono versetti chiari e limpidi, senza dover ricorrere all’interpretazione. Se non troviamoscritto che Maria fu assunta in cielo anima e corpo, “vuol dire che non lo fu”, questo tipo diragionamento è abitudinario dei protestanti. Se, agli stessi, chiedi lumi sulla irrevocabilità dellescelte angeliche però non ti sanno rispondere, e non si sforzano più di tanto per cercare di darti unrisposta, semplicemente perché non vengono abituati a darle. L’allenamento però vienepuntualmente svolto per fornire risposte più o meno corrette sui dogmi mariani, e gli altri dogmicattolici. In pratica, si allenano spesso a denigrare la dottrina e la Chiesa cattolica, è questa la crudaverità.
In fondo per il protestante medio, non abituato allo studio della teologia, credere all’irrevocabilitàdelle scelte angeliche, al mistero dell’incarnazione, ecc., significa accettare dei dogmi di fede,
chiamandoli in altro modo. La parola “dogma” infatti, nel protestante medio suscita irritazione, “idogmi si usano solo in ambito cattolico... io credo alla verità rivelata (=dogma) da Gesù tramite laBibbia”.
Dimenticano però un ulteriore “tramite”, cioè il pastore, che interpreta e spiega la Bibbia secondo isuoi punti vista. Insomma dogmi, verità rivelate, principi indiscutibili, vanno bene purché sianoaccettati dal pastore, il protestante medio (come pure il cattolico) infatti non va a confrontare un belnulla, non si addentra in lunghi studi, si fida ciecamente del pastore e delle sue versioni.
In questo caso l’irrevocabilità delle decisioni angeliche e l’incarnazione di Gesù Cristo sono dogmitacitamente accettati fidandosi del pastore. E siccome quest’ultimo afferma che i dogmi marianinon sono biblici, gli si continua a credere sulla parola abbozzando magari qualche riflessione presaa prestito da qualche versetto malamente interpretato, nel caso di Maria, negli altri casi citati quelleverità rivelate, cioè dogmi, si accettano supinamente, punto e basta.
Il problema è sempre lo stesso, argomento per argomento, la domanda che dovrebbero porsi ifratelli separati è: “ma la mia interpretazione biblica soggettiva è infallibile?”, visto che sonotalmente convinti di capire la Bibbia da soli, è difficile convincerli che in effetti loro capiscono laBibbia così come gliela spiega il loro pastore. In un simile contesto non si capisce perché circolinocommentari biblici, a che gli servono se la Bibbia non si interpreta?
Comunque, visto che ne sono così convinti, dovrebbero spiegarci come mai ogni singolo protestantecrede di essere nella verità, ma se prendiamo un luterano e un pentecostale ci accorgiamo cheseguono dottrine diverse, la stessa cosa accade se consideriamo ad esempio un pentecostale ADI eun pentecostale modalista. Risponderanno che nei fondamentali della fede i vari rami protestantisono concordi. Bé, non direi, visto che i pentecostali modalisti non credono nella SS. Trinità, tantoper citare qualche loro divergenza interna. E poi, quali sono “i fondamentali” della fede cristiana?Se partiamo dalla fede in Dio Padre, allora potremmo considerare cristiani anche gli islamici.
Il fondamento è credere in Gesù Cristo figlio di Dio? Bè anche i testimoni di Geova credono cheGesù è figlio di Dio, ma a modo loro, infatti asseriscono che Gesù sia stato creato e non generatodal Padre. Procedendo per “piccole” differenze si arriverebbe a dire che chiunque crede in Dio, omagari (per restringere il cerchio) in Gesù Cristo, stia professando la vera fede cristiana.
La verità perderebbe così la sua assolutezza identificandosi in un caotico relativismo, dove ognunopuò credere quello che più gli aggrada, tanto una fede vale l’altra. Non è così!
Ecco che alla luce di tali considerazioni, si può tranquillamente affermare che l’interpretazionesoggettiva e singola non può essere infallibile.
Lo Spirito Santo ci spinge alla ricerca della verità (1 Ts 5,21), certi pastori protestanti invecespingono all’appagamento i loro fedeli, convinti -questi ultimi- di aver già raggiunto la verità e dinon doverla più cercare altrove. Si creano così tanti compartimenti stagni, ognuno dei quali dice eassicura di avere la verità, e se la tiene stretta.
“Io credo solo in Gesù, rifiuto ogni tradizione” questo genere di slogan echeggia ogni qualvolta siinterpella un protestante circa la sua fede, non si rendono conto di aversi creato un Gesùpersonalizzato, che differisce da tanti altri Gesù che esistono nelle altre comunità protestanti.Ognuna di esse interpreta la Bibbia in maniera “certa e sicura” arrivando a negare perfino ilsignificato del verbo “interpretare”, loro capiscono benissimo la Bibbia, perché divinamente guidati,punto e basta. La capacità critica dei singoli svanisce uniformando la loro conoscenza a quella delpastore, ciò che capisce e spiega il pastore è sicuramente corretto. Il pastore diventa così un’autoritàincontestabile, pena l’allontanamento dalla comunità. Dicono di rifiutare la Tradizione ecclesiastica(confondendola con quella umana) però accettano incondizionatamente quella proposta dal pastore,la tradizione protestante rimodellata a seconda dei punti di vista dell’infallibile pastore.
Ho scritto “infallibile”, volutamente, perché se il pastore (come avviene nella realtà) non gradiscené accetta contestazioni dottrinali da parte dei fedeli, significa che si pone in uno stato diinfallibilità, lui “non può sbagliare” quando insegna, il fedele che con insistenza propone puntidottrinali diversi viene garbatamente allontanato dalla comunità.
Il problema quindi è la conoscenza dell’unica verità, Cristo è verità, credere in Lui è salvifico, manon credere ad esempio alla Sua presenza reale nell’Eucaristia è verità?
Su Maria molti fratelli separati (specie pentecostali) scrivono interminabili analisi esegetiche, persminuirne il ruolo e la figura, la rispettano come sorella, ma non come madre. Eppure anche loroconsiderano “padre”, ad esempio un loro pastore più anziano.
Maria non intacca la fede nella Signoria di Cristo, ma piuttosto ce lo presenta per farcelo adorare.
E Ciò appare evidente nei brani del Vangelo che parlano direttamente o indirettamente di lei. Anziproprio lei è il Vangelo vissuto, reso vita di ogni giorno. E’ Maria che ancora prima della nascita delFiglio lo porta a Elisabetta e a Giovanni, che esultano di gioia. E’ Maria che lo presenta ai pastori,che poi tornano alle loro greggi glorificando e lodando Dio. E’ sempre lei che lo presenta ai Magi,che si prostrano e lo adorano. Lo stesso avviene quando al Tempio offre all’anziano Simeone ilBambino perché lo possa tenere in braccio, e dopo lui alla profetessa Anna. E a Cana di Galilea, persua iniziativa il Figlio manifesta la propria gloria divina e i discepoli credono in lui.
Ella è la nuova Eva, e come la nostra progenitrice rappresenta l’unica donna non nata da donna,Maria è l’unica Donna a essere concepita Immacolata.
Ecco cosa ci dice s.Tommaso d’Aquino in merito al concepimento di Maria:
La Chiesa celebra la natività della Beata Vergine. Ma nella Chiesa non si celebrano le feste se nondei santi. Quindi la Beata Vergine già dalla nascita era santa. Fu perciò santificata nel seno materno.Dimostrazione: Sulla santificazione della Beata Vergine nel seno materno nulla viene detto dallaScrittura canonica, che non parla neppure della sua nascita. Ma come S. Agostino [De assumpt.]argomenta con ragione che essa deve essere stata assunta in cielo con il corpo, sebbene su ciò laScrittura taccia, così pure con ragione possiamo pensare che sia stata santificata nel senomaterno. Infatti è ragionevole credere che abbia ricevuto maggiori privilegi di grazia, al di sopra ditutti gli altri, colei che generò «l‘Unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità» [Gv 1, 14], così daessere salutata dall‘Angelo con le parole: «Ave, piena di grazia» [Lc 1, 28]. Ora, risulta che adalcuni altri fu concesso il privilegio della santificazione nel seno materno: a Geremia, p. es., alquale fu detto [1, 5]: «Prima che tu uscissi alla luce ti avevo consacrato»; e a S. Giovanni Battista,di cui sta scritto [Lc 1, 15]: «Sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre». Per cui èragionevole credere che la Beata Vergine sia stata santificata nel seno materno prima della nascita.Analisi delle obiezioni: 1. Anche nella Beata Vergine fu prima ciò che è animale e poi ciò che èspirituale, poiché fu prima concepita nella carne e poi santificata nello spirito. 2. S. Agostino parlasecondo la legge comune, per cui soltanto dopo la nascita si ricevono i sacramenti dellarigenerazione. Ma Dio non ha legato la sua potenza a questa legge dei sacramenti, così da non poterconferire la sua grazia ad alcuni per privilegio speciale prima della loro nascita. 3. La BeataVergine fu mondata dal peccato originale nel seno materno per quanto riguarda la macchiapersonale;; non fu però liberata dalla pena che colpiva l‘umanità intera, secondo la quale cioè nonpoteva entrare in Paradiso se non in virtù del sacrificio di Cristo: come si dice anche dei santiPatriarchi che vissero prima di Cristo [Agost., Epist. 187, 11]. 4. Il peccato originale si contrae pergenerazione in quanto questa comunica la natura umana, alla quale tale peccato propriamenteappartiene. Ora, la trasmissione della natura umana avviene nel momento in cui la prole concepitariceve l‘anima. Quindi dopo l‘animazione nulla impedisce che la prole concepita venga santificata:essa infatti da quel momento non rimane nel seno materno per ricevere la natura umana, ma perraggiungere una certa perfezione.
Come si è detto [a. prec.], alla Vergine Madre di Dio fu concessa più grazia che a qualsiasi altrosanto. Ma risulta che a qualche santo fu concessa la santificazione prima dell‘animazione. Si leggeinfatti di Geremia [1, 5]: «Prima di formarti nel grembo materno, io ti conoscevo»;; ora, l‘animanon viene infusa prima della formazione del corpo. E altrettanto di S. Giovanni Battista pensa S.Ambrogio [In Lc 1, su 1, 15]: «Non aveva ancora lo spirito della vita, e già aveva lo Spiritodella grazia». Molto più dunque poteva essere santificata prima dell‘animazione la Beata Vergine.2. Era conveniente, come dice S. Anselmo [De concept. virg. 18], «che la Vergine risplendesse diuna così grande purezza da non potersene pensare una più grande al di sotto di Dio», secondo
l‘espressione del Cantico [4, 7]: «Tutta bella tu sei, amica mia, in te nessuna macchia». Ma lapurezza della Beata Vergine sarebbe stata più grande se ella non fosse stata mai contagiata dalpeccato originale. Quindi le fu concesso di essere santificata prima che la sua carne ricevessel‘anima. Le realtà dell‘antico Testamento sono figure del Nuovo, secondo le parole di S. Paolo [1Cor 10, 11]: «Tutte queste cose accaddero loro come in figura». Ora, la santificazione deltabernacolo, a cui si applicano le parole [Sal 45, 5 Vg]: «L‘Altissimo ha santificato il suotabernacolo», Pare che rappresenti la santificazione della Madre di Dio, che la Scrittura chiamatabernacolo di Dio là dove dice [Sal 18, 6 Vg]: «Nel sole ha posto il suo tabernacolo». Ma deltabernacolo si legge nel testo sacro [Es 40, 33 s.]: «Mosè terminò l‘opera. Allora la nube coprì iltabernacolo e la Gloria del Signore lo riempì». Quindi la Beata Vergine non fu santificata se nondopo che tutto il suo essere, corpo e anima, fu portato a compimento. Dimostrazione: La santitàdella Beata Vergine non può essere concepita come anteriore alla sua animazione per due motivi.Primo, perché la santificazione di cui parliamo è la purificazione dal peccato originale, essendo lasantità una «mondezza totale», come scrive Dionigi [De div. nom. 12]. Ma la colpa può esseremondata soltanto con la grazia, e il soggetto della grazia è solo la creatura razionale. Perciò primadell‘infusione dell‘anima razionale la Beata Vergine non fu santificata. Secondo, perché nonpotendo la colpa trovarsi che in una creatura razionale, prima dell‘infusione dell‘anima razionale laprole concepita non è soggetta alla colpa. Quindi, comunque fosse stata santificata la Beata Vergineprima dell‘animazione, non avrebbe mai contratta la macchia della colpa originale, e allora nonavrebbe avuto bisogno della redenzione e della salvezza che viene da Cristo, di cui il Vangelo [Mt1, 21] dice: «Egli salverà il suo popolo dai suoi peccati». Ma non è ammissibile che Cristo, secondole parole di S. Paolo [1 Tm 4, 10], non sia «il Salvatore di tutti». Quindi non rimane che porre lasantificazione della Beata Vergine dopo la sua animazione. Analisi delle obiezioni: 1. Dio affermadi «aver conosciuto» Geremia prima che venisse formato nel seno materno perché lo conobbe conla sua predestinazione; ma dice [ib.] di «averlo consacrato» non prima della sua formazione, bensì«prima che uscisse alla luce». Nell‘espressione poi di S. Ambrogio secondo la quale S. GiovanniBattista, pur non avendo ancora lo spirito della vita, avrebbe tuttavia già avuto lo Spirito dellagrazia, lo «spirito della vita» non è l‘anima vivificante, ma l‘aria esterna che si respira. - Oppure sipuò intendere che non aveva ancora lo spirito della vita, cioè l‘anima, quanto alle sue operazionimanifeste e complete. 2. Se l‘anima della Beata Vergine non fosse stata mai contagiata dal peccatooriginale, Cristo perderebbe la dignità di essere il Salvatore universale di tutti. Perciò la purezzadella Beata Vergine fu la più grande, ma al di sotto di quella di Cristo, che in qualità di Salvatoreuniversale non aveva bisogno di essere salvato. Cristo infatti non contrasse in alcun modo il peccatooriginale, ma fu santo nella sua stessa concezione, secondo le parole evangeliche [Lc 1, 35]: «Ilsanto che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio». Al contrario la Beata Vergine contrasse ilpeccato originale, ma ne fu mondata prima di uscire dal seno materno. Al che si possonoapplicare le parole di Giobbe, là dove dice [3, 9] che la notte del peccato originale «aspetterà laluce», cioè Cristo, «e non vedrà neppure il sorgere dell‘aurora», cioè della Beata Vergine, che allasua nascita era immune dal peccato originale (poiché, come si legge [Sap 7, 25], «nulla dicontaminato si infiltrò in lei»). (cfr, Summa Teologica S. Tommaso d’Aquino)




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roprio la devozione mariana cattolica potrebbe essere <<una delle cause essenziali dei mali dellanostra civiltà decadente>>. Onorare la Madonna, farle posto nella liturgia e nella vita è, dunque, una

