





perché parli di invidia sociale e non scrivi se ritieni eticamente corretto che si crei il caso tipico di un povero, nullatenente, lavora per 1200 euro al mese, se va di lusso, poi paga 600 euro al mese di fitto, sempre se va di lusso; secondo te, sarebbe solo invidia sociale se questo nullatenente poi si incazza sentendo il proprio proprietario di casa, magari coetaneo che non ha solo ereditato una palazzina di appartamenti o più, che si alza a mezzogiorno e fa la bella vita percependo diecimila euro di fitti al mese, ad esempio, ed ha il coraggio di dirgli che è lui il mentecatto perché "non vuole lavorare duro"?
Chi è la formica e chi la cicala?
Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi






E' solo invidia sociale questa, ti puoi incazzare finchè vuoi ma rimane sempre invidia sociale.
Tu stai dicendo che l'affermazione, sicuramente di pessimo gusto, di un ipotetico rampollo, deve essere punita con l'esproprio del suo patrimonio immobiliare. Se non è invidia sociale questa...
Quanto all'etica e alla morale, non trovo niente di più etico e morale della salvaguardia della proprietà privata. Al limite ammetto che il comune mi porti a fare delle scelte (ristrutturazioni, locazione ecc.) attraverso tassazioni ad hoc (tipo dalla terza casa in poi, IMU stellare se sfitta, che cosi uno sa che gli conviene affittare). Ma rimane una mia proprietà e decido io come e a chi affittare.
L'unico caso in cui ammetto l'esproprio è in presenza di infrastrutture, mica possiamo andare a zig zag tra le case.




In Vaticano la pena di morte è stata abrogata nel 2000 o 2001 piu' o meno.
Per mia scelta di vita non rispondo a persone idiote, in mala fede, ottuse o volgari, omminicchi e provocatori, presuntuosi e gente senza palle, bugiardi, millantatori, incapaci e psicolabili.



