Assolti i presidenti dei Municipi : requisire le case sfitte si può!
Questa mattina i Presidenti dei Municipi X, IX e XI, Sandro Medici (Repubblica Romana), Susi Fantino (SEL) e Andrea Catarci (SEL) sono stati assolti con formula piena (perché il fatto non sussiste) dall'accusa di abuso di ufficio per avere nel 12 ottobre del 2007 requisito circa 250 abitazioni appartenenti a grandi proprietari privati che o le lasciavano sfitte o minacciavano di sfrattare gli inquilini con l'obiettivo di compiere speculazioni.
Più precisamente, gli immobili interessati dal provvedimento sono così divisi: 98 in via Marchisio , 84 in via Bibulo, 33 in via Statilio Ottato e 16 in via Caio Rutilio, tutti a Cinecittà, 11 in via delle Sette Chiese, 2 in via Ostiense, uno in via Acerbi e nove alloggi in via Appia Nuova, nello stabile che ospita il Cinema Maestoso.
Le requisizioni rappresentano un esempio di autogoverno municipale perché degli amministratori di prossimità, in collaborazione con le agenzie diritti che sono state aperte nei Municipi e con Action, hanno attuato di fatto, e con un atto di disobbedienza istituzionale, quel decentramento di cui la città ha bisogno e tarda ad arrivare. Hanno compiuto quell'atto che il sindaco Veltroni rifiutava di compiere spaventato dall'inimicarsi i poteri forti di Roma. Uno dei tanti errori in conseguenza dei quali adesso la Capitale è governata dalla destra.
I tre Presidenti adottarono questo provvedimento estremo perché estrema era, ed è, l'emergenza abitativa e occorreva dare un segnale nel senso che soltanto fermando le speculazioni e intervenendo concretamente per fermare gli sfratti e garantire affitti sociali si può affrontare il problema.
Oggi anche il Tribunale ci da ragione e, assolvendo i Presidenti, riconosce la legittimità giuridica di un provvedimento giusto e di buon senso, che reperisce abitazioni per le fasce più deboli e sanziona chi usa quelle abitazioni per fare speculazioni. Cioè, riconosce che le case servono per fondare il diritto all'abitare e non per giocare in borsa. Da oggi, le istituzioni locali hanno un potere in più per tutelare i cittadini, i territori e i beni comuni e i faccendieri e gli speculatori un motivo in più per essere preoccupati.
Non possiamo non andare alla mente ad un'altra sentenza di assoluzione del gennaio del 2008 che ha assolto i dodici attivisti di action imputati per associazione per delinquere. Anche il quel caso da un eccesso di accusa che ci considerava dei criminali si è giunti, con l'assoluzione, al riconoscimento che è legittimo e legale organizzarsi per difendere i propri diritti. IL conflitto, il movimento e le pratiche di autogoverno fondano così nuovi diritti, giuridicamente riconosciuti e tutelati.
Non possiamo che inserire questa sentenza nella tendenza che si è affermata nel Paese con le amministrative ed i referendum. La tendenza, sempre più radicata nel senso comune e negli elettori, e da oggi anche in parte della giurisprudenza per cui il mercato si deve ritrarre di fronte ai diritti e ai beni comuni.
Action diritti in Movimento
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