2009-08-17 20

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PIL CALA, GIU' I CONSUMI: RESISTONO SOLO I TELEFONINI
ROMA - Nel 2008 gli italiani hanno stretto la cinghia, e tra crisi globale e timori per il posto di lavoro hanno ridotto dell'1% i consumi. Per l'anno in corso le stime sono ancora peggiori, con la Confcommercio che prevede un crollo dell'1,9% (dopo il -1,5% stimato a fine giugno), con il Pil in discesa libera (-4,8%).
Emerge dal Rapporto sul Terziario 2009 che scatta la fotografia delle spese degli italiani negli ultimi sette anni. E che non risparmia previsioni negative per il prossimo futuro. Per rivedere il segno 'piu'' bisognera' aspettare il 2010: secondo le previsioni dell'associazione di categoria consumi e prodotto interno lordo segneranno una lieve ripresa con il +0,6%; tendenza che si consolidera' nel 2011, quando la spesa degli italiani crescera' dello 0,8% e il pil dello 0,6%. Ma non c'e' crisi che tenga: gli italiani non risparmiano sulle spese per i telefonini. Nel 2008, a fronte del calo generalizzato dell'1% dei consumi, l'acquisto di cellulari e' aumentato del 15,4%. Se proprio devono risparmiare, le famiglie italiane tagliano sulle spese per auto e moto (-15,1% nel 2008), servizi di trasporto (-7,4%), elettrodomestici (-7,1%) e prodotti alimentari piu' 'cari', come il pesce (-5,4%). In calo del 3% anche gli acquisti di quei beni, come il pane, la frutta, il latte e le uova, che nel 2008 hanno registrato un impennata dei prezzi a causa dell'aumento delle materie prime. Nell'ultimo anno sono aumentate solo le spese da 'bricoleur', ovvero quelle che hanno permesso alle famiglie italiane di fare da sole la manutenzione domestica: le attrezzature per la casa e il giardino hanno registrato un aumento del 14,3%, i tessuti per la casa del 4,7%. Se si prende in considerazione il periodo 2002-2008, inoltre, la passione degli italiani per i telefonini risulta ancora piu' lampante: la spesa per questi prodotti e' aumentata del 189%. Bene anche il settore elettrodomestici 'bruni', ovvero tv, impianti stereo, ecc, che ha registrato un incremento del 50%. Aumentate dal 2002 al 2008 anche le spese per i medicinali (+40%) e i servizi ricreativi e culturali (+16,5%). E le variazioni dei consumi hanno rimodellato anche la dieta degli italiani: in sei anni e' aumentato il consumo di carne (+7,2%) e pane e cereali (+5,7%), che sostituiscono sempre di piu' il pesce (-11,9%), oli e grassi (-11,9%). Si beve piu' acqua che alcolici, e si mangia sempre piu' spesso fuori casa: in sei anni le spese per la ristorazione sono aumentate del 5%.
''Era ora che la Confcommercio si svegliasse e cominciasse ad aprire, almeno parzialmente, gli occhi sulla crisi - commenta l'associazione dei consumatori Codacons - dopo gli aumenti ininterrotti dal 2002 ad oggi, ci sarebbe spazio per un calo immediato dei prezzi di almeno il 20%''. Per Adusbef e Federconsumatori ''Confcommercio avrebbe l'obbligo di tagliare i prezzi almeno del 40%''. Sulla stessa linea l'Adiconsum, che torna a chiedere ''al Governo sostegno al reddito e una moratoria per le famiglie in difficolta' a pagare le rate del mutuo o del credito al consumo''.