

Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


I sonnambuli si svegliano - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
Prego guardarla.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Libia. Perché siamo così stupidi, noi furbissimi? - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
Blondet
L’Italia “aveva in parte già pagato il riscatto” per i due lavoratori poi trovati massacrati. A qualcuno che poi se l’è squagliata con i soldi ed è sparito. A quanto capisco, abbiamo offerto 12 milioni di euro. La parte (quanti milioni?) l’abbiamo data all’autista che guidava il giorno in cui i due sono stati rapiti, e lui anche. Mohamed Yhaya, un giovinotto che all’Eni consideravano “sospetto”. Probabilmente è stato lui a organizzare il rapimento, ha fatto finta di essere stato anche lui pestato dai rapitori. Dopo un po’ ha detto ai nostri intelligenti di aver dei contatti, forse, con i rapitori … sapete, l’ISIS. Ho messo in giro la voce, “gli italiani pagano”.. Mi ha contattato uno, non vi posso dire di più. Non ci credono, vogliono vedere i soldi. Se me ne date un po’, ci penso io a sbloccare la situazione. Dovete fidarvi.
Presa la valigetta, e Yahya è sparito. Un trucco che funziona quasi sempre anche a Forcella. Quello che ti fa’ sapere di avere dei contatti nell’ambiente e ti può ritrovare la macchina rubata, ma certo, costa un qualcosa. Ovviamente si deve sapere che quello che ti avvicina per aiutarti a recuperare la refurtiva, è quello che te l’ha rubata. La differenza è che a Forcella sono un po’ più onesti, alla fin fine ti restituiscono la roba tua, una volta che l’hai pagata.
“Noi crediamo che sia stato Yahya ad organizzare i rapimento a scopo di riscatto, consegnato i quattro allo zio, residente nella zona di Sabratha, e noto simpatizzante degli islamici radicali, persino dell’ISIS” ha detto a Cremonesi, inviato del Corriere a Tripoli, Hassan Eldewadi, capo del consiglio municipale di Sabratha.
Mohamed e lo zio, che siano dell’ISIS, è difficile. Lo erano forse. Non adesso che hanno tre o quattro milioni di euro da godersi. Una cosa è certa: hanno diritto alla cittadinanza onoraria italiana. No, non italiana, di Scampia. A Spaccanapoli, un cialtrone così sarebbe O’Re.
Il problema siamo noi. Gli italiani. Che ci crediamo i più furbi. E ci facciamo fregare in questo modo. Tutte le volte, dai levantini, che sono più furbi di noi. E da tizie come con Vanessa e Greta, le due stronzette che i media ci hanno esaltato, “innamorate dei ribelli siriani” anti-Assad e sequestrate da detti ribelli anti-Assad, con cui probabilmente si erano messe d’accordo: chiedete il riscatto, e l’Italia paga. Sparate alto, il nostro governo è disposto a cacciare milioni.
Avranno fatto a metà? Ma noi abbiamo pagato 7 milioni e forse più, senza metterle sotto inchiesta, le abbiamo addirittura mandate a prendere con un aereo militare, con tutti gli onori. E i politici a riceverle. In coincidenza coi Tg ella sera. Ma che importa? “Abbiamo salvato vite umane”. Noi italiani non solo siamo i più furbi. Siamo i più umani e teneri di cuore. Oltre che quelli che nel mondo mangiano più bene.
Questo tendenza italiana di lasciarsi infinocchiare nelle Scampia medio-orientali è così costante, ostinata ed ottusa, da autorizzare i peggiori sospetti. Che siamo stati incaricati di finanziare l’ISIS? Con tutti i milioni che gli abbiamo dato, siamo almeno al quarto posto dopo Sauditi, Turchia e Usa. Quando il Califfo si trova un po’ a corto di liquidità, ordina: “Sequestrate un italiota e telefonate a Roma”. Subito parte la nostra intelligence, con le tasche, anzi le valige piene di contanti, atterra, prende contatto, apre le valige: quanti ne volete? Non fate complimenti. Si tratta di salvare vite umane. E noi italiani siamo furbi, abbiamo capito come si fa a rabbonirvi. Vi paghiamo. Siamo umani (chiamiamo bontà la nostra mancanza di carattere e di stoicismo).
E come si mangia bene in Italia, non si mangia da nessuna parte.
Siamo complici del Califfo. Per complotto? Dopo decenni a studiare le grandi cospirazioni mondiali, penso di averne ricavato una regola: non occorre sospettare un complotto dove la stupidità basta a spiegare gli atti di un governo.
Stupidità, provincialismo, arretratezza culturale.
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Con queste doti ci muoviamo nelle trappole sanguinose di Siria, Libia, Egitto: pensando di non aver niente da imparare, niente da temere, perché paghiamo subito. E tanto, mica poco.
Naturalmente, pagare i riscatti, così alti e con questa facilità, per di più facendolo sapere, rende gli italiani che operano in quelle zone meno sicuri. Ne facciamo delle prede succulente. Solo una stupidità titanica, congiunta alla fregola di apparire nei tg della sera come i salvatori delle Due Pirline, dei Due Marò, dei Quattro Rapiti, lo può ignorare. Pagare riscatti fa’ nascere addirittura entità criminali apposite, mascherate da ISIS, che si danno da far a braccare italiani. In Libia, dove ci conoscono bene, va’ proprio così. Già la nostra “umanità” ha fatto crescere tutti gli scafisti, li abbiamo resi miliardari.
In India, appena ci hanno arrestato I Due Marò,siamo andati a pagare le famiglie degli uccisi: bellissima ammissione di colpevolezza. Pensiamo che l’India sia tutta una Scampia. Ecco: per noi il terzo mondo è, al massimo, come lo Zen di Palermo,o la Vucciria: posti brutti, criminali, ma dove conosciamo i codici, sappiamo come fare. Pagando. Possibile che tra la “opposizione moderata” in Siria ci siano furbi di noi? Noi facciamo politica umanitaria, devono capirlo. Loro, quelli che tengono gli ostaggi, strepitano, minacciano, fanno finta; ma alla fine è solo per avere più soldi. Ci si mette sempre d’accordo. Senza tragedie. Siamo buoni, noi. Saranno buoni anche loro. Senza le palle cioè.
Spiace ricordare il povero Regeni, ma è stato anche lì un equivoco sui codici e le regole non scritte. Ci sono dei sindacati clandestini, contrari al dittatore regnante: cosa vuoi che siano? L’opposizione democratica, umana, che ha ragione. Mi ci ficco, gli do’ del tu, mi esalto perché vogliono la libertà, sono di sinistra come noi di SEL, come Fassina, ci faccio pure un pezzo per il Manifesto.
Nemmeno in grado di capire che in Egitto fra i militari e i Fratelli Musulmani c’è una lotta all’ultimo sangue, un duello mortale, confermato da centinaia di attentati sanguinosi della cosiddetta “opposizione democratica”; una tragedia e un groviglio, dove servizi segreti paranoicamente sospettosi (ed hanno ragione), dove operano altri servizi non si sa quali, un gruppi indipendenti dall’una e dall’altra parte. Uno può avere anche dei buoni studi, ciò che lo frega è la sua italianità. Lo fa’ credere che c’è l’opposizione moderata e la lotta per la democrazia e i diritti, in contesti culturali musulmani dove non si concepiscono né la moderazione, né la democrazia, ma solo: devo vincere io e sterminare il mio nemico, altrimenti se vince lui stermina me, la mia famiglia, la mia kabila, la mia minoranza… Dovremmo aver imparato perché, in quelle zone, i dittatori si comportano così duramente e torturano; perché gli altri, quando vincono, si comportano peggio, torturano e decapitano anche di più, fanno pulizie etniche, crocifiggono, vendono sui mercati le donne dei vinti. Questa è la “dialettica politica” in quei paesi, bisogna aprire la mente e capire. E allora si capisce perché Assad è benemerito, Gheddafi una mano santa, e il generale Al Sisi il nostro miglior amico. Ed evitare di mettergli difficoltà con le nostre simpatie provinciali nei “rivoluzionari” e nei “progressisti”, che vediamo solo noi, coi nostri codici arretrati.
Macché, non ci riusciamo. Su Regeni, l’Egitto ci invita implicitamente a metterci una pietra sopra. Forse è stato un caso personale, invidie, rivali in amore…credeteci, non chiedete di più. E invece noi? “Vogliamo la verità!”. I media, i progressisti, esigono che Al Sisi venga messo sotto accusa, che si dichiari colpevole, che avvii una “riforma dei suoi servizi”, che instauri la democrazia… finisce che ci roviniamo i rapporti col paese più importante dell’area, di cui abbiamo bisogno ora che “andiamo in Libia” coi “nostri ragazzi”.
Troppo stupidi per reggerci nel mondo vero, oltre Scampìa.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Boldrini,bandiere lutto per femminicidio
Bel segnale se istituzioni lo concordassero tra loro![]()
© ANSA
(ANSA) - ROMA, 4 MAR - "Sarebbe un segnale importante se tutte le istituzioni concordassero tra loro che ogni volta che una donna cade vittima di un femminicidio si esponessero le bandiere a mezz'asta in segno di lutto". Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, al convegno 'La Polizia di Stato con le donne'. "Sono certa - ha aggiunto Boldrini - che un segnale di questo tipo sarebbe accolto positivamente dagli italiani e renderebbe in modo efficace la volontà delle istituzioni di combattere questo odioso fenomeno".
Questa è proprio malata seriamente nel cervello.
Preoccupante!
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


La domanda che Repubblica deve ancora porre (se non a Eco, almeno a Scalfari)
È in una delle «serate di baldoria» con Eco rievocate da Scalfari che si stabilì che Calabresi andava abbandonato alla giustizia popolare?
La vita è complicata, e nessuno deve giudicare le coscienze. Ma le cronache devono essere sincere. Anche i resoconti sulla vita di un grande o supposto tale devono trovare il posto per le cadute. E che cadute. Il perdono non può essere dimenticanza, sbianchettamento. Ma indicazione del delitto, e misericordia per il colpevole.
Il riferimento è a Umberto Eco. Sicuramente un intellettuale importante, ma di cui nessuno ha sentito il bisogno di rileggere un libro che sia uno. Erano curiose, complicate, coltissime, erudite, giocose bolle di sapone. Anche Il nome della rosa è stato una lettura gustosa, ma in fondo un falso, trasudava finzione ideologica. Il Medioevo vi era presentissimo, ma era evirato della sua verità. Mancava Dio. Era la proclamazione dell’ateismo parascientifico. C’era Dio ma era come il Dio di Sartre. Un Dio che non è quello lì. Un paraninfo di Satana (e di Umberto Eco).
Non è stato il primo falso di Eco. Ne ha scritto, anzi sottoscritto, ciò che è lo stesso, un altro. Quello in cui si accusava, insieme al branco dei suoi amici stupratori della verità, il commissario Luigi Calabresi. Vi si asserì fosse un «commissario torturatore», «responsabile» della morte di Pinelli.
Il caso è noto. In 757 e più (aderì infatti anche l’associazione di giornalisti che poi prese in mano l’Ordine dei giornalisti e il sindacato) firmarono una missiva in cui si sosteneva senza troppe parafrasi che nei locali della Questura di Milano, l’anarchico Giuseppe Pinelli era stato suicidato dalla polizia. Il suo nome era indicato a chiare lettere. Erano tanti. Di essi pochissimi hanno chiesto pubblicamente scusa, dichiarando di vergognarsene.
La morte di Eco avvenuta nella serata di venerdì è stata rivelata sui quotidiani solo da Repubblica, sabato 20 febbraio. La domenica un supplemento speciale lo ha commemorato. C’è stata una serie di grandi articoli. Il più importante è stato quello di Eugenio Scalfari. Vi ha rievocato l’allegra baldoria notturna che caratterizzava quel gruppo di autentici pesci pilota della cultura italiana: «Per qualche tempo fu perfino un rapporto di baldoria; quando lui veniva a Roma da Milano dove abitava o da Bologna dove insegnava, la sera ci trovavamo al piano bar di Amerigo dove dopo le dieci della sera c’era tutta l’intellighenzia della nostra sinistra, della quale Umberto faceva parte. E lì si chiacchierava, si beveva, si cantavano canzoni e si ballava fino alle due del mattino».
Domanda: è in una di queste simpatiche serate che si stabilì che Calabresi andava additato come un torturatore e lasciato in mano alla giustizia popolare? Una domanda – se fossi stato il direttore di Repubblica – gliel’avrei posta, almeno il giorno dopo. Nulla.
Perché? Non pensa il direttore di Repubblica che non affrontare il tema sia una intollerabile omertà? Come privato cittadino può essersi chiarito mille volte con Umberto Eco e con Eugenio Scalfari, ma come direttore del più diffuso quotidiano italiano ha l’obbligo di far sapere le cose di rilevanza morale e di interesse storico. Invece nulla è trapelato, dietro la tenda scura del gruppo editoriale più potente d’Italia, a proposito di scuse, di pentimenti, di mea culpa per nessuna delle famose firme di Repubblica.
Eugenio Scalfari ha assicurato che il Papa lo ha confermato nell’idea che il peccato non esiste, e se uno è coerente con le sue convinzioni non sbaglia mai, è puro sempre e comunque. Anche quando un innocente ci rimette la vita, dopo qualcuna di queste belle baldorie? Anche quando un gruppo di intellettuali, che non ha smesso di celebrarsi per cinquant’anni, afferra un uomo buono e lo appende in piazza, esposto prima agli sputi e poi ai colpi di pistola?
La «baldoria» Eco-Scalfari e il caso Calabresi | Tempi.it
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Lombroso avrebbe molto da dire di queste facce.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


In 2015 licenziamenti in calo dell'8,4% - Ultima Ora - ANSA.it
Sempre più difficile trovare ancora gente che lavora da lasciare a casa.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.