Scuola
Giannini, 50 mila euro
al miglior prof dell'anno
Anche in Italia il premio Nobel dell'insegnamento
Scommettiamo che sarà uno iscritto al PD?
Lo so, mi piace vincere fin troppo facile.


Scuola
Giannini, 50 mila euro
al miglior prof dell'anno
Anche in Italia il premio Nobel dell'insegnamento
Scommettiamo che sarà uno iscritto al PD?
Lo so, mi piace vincere fin troppo facile.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


PREMESSA: ero indeciso se pubblicare o meno questa mia riflessione, perchè sappiamo tutti che l’Italia è messa male, sotto il profilo economico, sociale, demografico, della sicurezza, etc. ed in un blog come questo ricco di autori bene informati, sarebbe stata solo un’altra pagina in questo cahiers de doleances. Alla fine ho deciso di pubblicarlo, perchè ritengo che sia non solo un diritto, ma anche un dovere civico quello di pubblicare le proprie idee, in un momento di involuzione illiberale e totalitaria del nostro paese. Se Gad Lerner fa un videoclip sui partiti ed i movimenti razzisti, io voglio pubblicare qui sotto il mio pensiero.Innanzitutto, desidero che vi sforziate di leggere il pezzo (in inglese) di Yulia Latynina, davvero premonitore, già nel 2013, necessario per dare una cornice più cosmopolita al mio pensiero di cui sotto: è davvero importante leggerlo e comprendere bene i concetti che esprime questa columnist russa, che non ha mai avuto peli sulla lingua.
http://www.rischiocalcolato.it/2016/03/italia-pericolo-la-liberta-pensiero-espressione-giusto-del-grande-esproprio-proletario.html
«Berlusconi lo stanno processando perchè vive con le donne,
se fosse gay, non lo toccherebbero con un dito»
Denunceranno anche lui?
European Parasites Feed on Cyprus and Russia | Opinion | The Moscow Times
La recente notizia del rinvio a giudizio di un consigliere regionale per una frase shock omofobica mi ha impressionato non tanto per il contenuto in sè, evidentemente da censurare nella sua evocativa brutalità, quanto per ciò che ne è seguito ed il clima che si è instaurato, sempre più simile -secondo me- ad una dittatura valoriale “progressista”.
In questo sito leggo che “la Procura di Genova ha deciso di estendere l’applicazione delle Legge Mancino, che prevede l’aggravante per le dichiarazioni razziste anche a quelle omofobe”.
Cioè, se ho capito bene quanto riportato nel sito del Secolo XIX, siamo arrivati al punto in cui la magistratura non si limita a giudicare, ma si limita a fare “supplenza” alla politica estendendo il testo delle leggi: e con quale autorità? Mi sono perso qualcosa durante gli studi di diritto pubblico in merito alla suddivisione e all’equilibrio dei poteri?
Ecco fatto: già di per sè la Legge Mancino poneva secondo me dei gravissimi limiti alla libertà di pensiero e di espressione sancita dalla nostra costituzione, esponendo i critici della cultura multietnica e multiconfessionale alle possibili interpretazioni di magistrati con la tendenza ad estendere il senso delle leggi (magari anche in vena di notorietà).
Non possiamo criminalizzare un’intera categoria, ovviamente, ma nel paese dei dossieraggi politici dove alcuni interpretano ed estendono le leggi secondo quello che gli antichi greci definivano la “Τύχη“, ovvero un fato ormai imperscrutabile a noi comuni mortali, dobbiamo tenere alta la guardia: abbiamo tutti visto ad esempio come vengono gestiti a livello giudiziario i casi di legittima difesa; del resto dopo aver letto, mesi addietro, che l’Agenzia delle Entrate avrebbe applicato in modo arbitrario l’IMU anche ai macchinari “imbullonati al pavimento”, non avrei dovuto stupirmi più di tanto, nel paese dove tutti vogliono mettere il becco nel lavoro degli altri, e mai finire bene il proprio.
Il succo dell’emergenza democratica in cui ci troviamo è questo: ormai chi non la pensa come il PD (=Pensiero Dominante) rischia di diventare fuorilegge; non è ammessa manifestazione di pensiero e di azione politica alternativa al politically correct.
Pensate che sia un’esagerazione? E allora cosa mi dite di un ex ministro che voleva mettere al bando un intero partito, che se pur discutibile, era pur sempre votato da qualche milione di Italiani?
Se pensi che l’Italia debba essere innanzitutto il Paese del Popolo Italiano, potresti essere preso per un razzista, e ormai devi avere paura a cucinare un piccione alla leccarda che anche gli animalisti ti denunciano, e trovano magari anche qualche giudice disposto a rinviarti a giudizio per maltrattamento agli animali.
A proposito, ancora nessuno ha provveduto a rinviare a giudizio Bertolaso per avere detto in un fuori onda qualcosa del tipo “la Meloni pensi a fare la mamma”? Non mi meraviglierei se, a questo punto, qualche magistrato estendesse la legge Mancino all’istigazione contro un sesso, piuttosto che ad un gruppo religioso, o orientamento politico…
E che dire dell’emergenza dell’informazione? Per mesi, per anni, abbiamo dovuto subire il martellante tam tam della concentrazione dei media nelle mani di Berlusconi, che questo era inammissibile in una repubblica normale, che c’era un problema di democrazia, di deficit informativo, etc. ed ora che stiamo assistendo alla fusione dei media Gruppo Espresso – Stampa va tutto bene? Qualcuno qui può dirmi per favore quali sono i canali informativi rimasti al pensiero tradizionalmente definito di “centro-destra”?
Leggete, fra i tanti, l’articolo di cui sotto ad esempio, ma soprattutto i commenti dei lettori, per farvi qualche idea:
Fusione Stampa-Repubblica: la fabbrica delle notizie - Il Fatto QuotidianoOrmai di democrazia in Italia non c’è rimasto più nulla, e secondo me nel 2018 non ci faranno neanche più votare per la “stabilità di governo”.
Tornando a noi, stanno tentando di convincerci in tutti i modi, anzi con tutto il fuoco mediatico politically correct, che l’antica pratica sodomitica è normale, anzi, è moderna ed esprime la migliore variante possibile della mascolinità, e se uno vuole soddisfare il proprio orgoglio omosessuale con una bella paternità, c’è sempre l’utero in affitto di qualche povera disgraziata filippina (posso dire povero+disgraziato+filippino o denunciano anche me per avere associato dei concetti contrari allo spirito della legge Mancino???).
Dovrete accettare la decisione presa da qualcuno anche per conto vostro che l’Italia non deve essere più il vostro paese, ma un bel paese multietnico e colorato, possibilmente pieno di musulmani, altrimenti non siete abbastanza democratici, e che dovete togliere i vostri simboli religiosi per non offendere gli ultimi venuti, dovete convincervi a comprare i BOT a tasso negativo e continuare a credere che avere in tasca il contante sia segno chiarissimo di evasione fiscale, dopo che avete lavorato nove mesi su dodici per il Grande Fratello Stato: se dissentite potreste finire sotto la lette d’ingrandimento di qualche solerte procura, su denuncia di qualche cooperativa dell’accoglienza, che magari vi farà un mazzo mica da ridere, e come minimo dovrete spendere un sacco di soldi per difendervi, senza contare il linciaggio mediatico a cui sareste esposti.
A proposito di Grande Fratello, sappiate che entro dal 31 marzo la mitica Agenzia delle Entrate comincerà ad acquisire i dati di tutti i vostri movimenti bancari e postali: sapranno tutto di voi, mentre voi non sapete una mazza di niente di come loro spendono i vostri soldi, almeno fino a quando le pagine dei giornali si popolano a fasi lunari alterne di scandali per mazzette e malversazioni pubbliche varie.
Comunque tranquilli, va tutto bene, il monitoraggio durerà poco, perchè a default imminente, qualcuno vi toglierà il peso insostenibile dello sterco del demonio, e voi sarete leggeri e asciutti, e ben felici del mega bail-in di stato sui vostri conti correnti e titoli di stato: prendetela ovviamente come una battuta, noi abbiamo il PD al potere, Renzi al timone, e il suo braccio destro Padoan dice sempre che i conti vanno benissimo, che volete che succeda ai nostri soldi, stanno in una botte di ferro!
Ah, dimenticavo: in Italia Putin è il Dittatore, ma il Re dell’Arabia Saudia può tranquillamente ricevere la Legione d’Onore e il suo paese all’ONU guidare la Commissione per i Diritti Umani senza che nessuna associazione LGBT nostrana abbia nulla da dire, mentre la delegazione renziana litiga a palazzo reale per spartirsi i Rolex del Re; l’importante è reprimere il dissenso al politically correct imperante, con una giustizia che secondo me assomiglia sempre più spesso ad una Muttawa al servizio del Pensiero Dominante (abortista, omofilo, transgeder, immigrazionista e xenofilo).
E intanto si mandano messaggi con minacce in perfetto stile mafioso a quei paesi, tipo la Polonia, Slovacchia o Ungheria, che non vogliono sapere di farsi invadere o di alterare la composizione demografica della propria popolazione, che non vogliono saperne di farsi dettare l’agenda politica da Bruxelless, e si mette in dubbia la legittimità di governi regolarmente eletti perchè non condividono i “valori europei”: se non vi piegate ai nostri valori, via dall’Europa e via fondi europei.
A noi Italiani manca l’esperienza del dolore, che è l’unica davvero formativa: 70 anni di “pace” senza scendere in strada per i propri diritti, senza lottare, bastonare ed essere bastonati per la libertà, ed un accettabile livello di onestà delle istituzioni, ci hanno reso un popolo imbelle e rassegnato a tutto; tuttavia la straordinaria povertà presto in arrivo ed i crimini sempre più violenti delle nuove risorse allo sbando, la dissoluzione delle famiglie e della società in una poltiglia informe senza prospettive, saranno motivo di necessario risveglio delle coscienze e dei cuori, e setaccio naturale per quelli che non combatteranno abbastanza per la propria sopravvivenza; non dico che è giusto, faccio solo una previsione.
Termino questa mia piccola e umile riflessione con un estratto del memorabile discorso di Vladimir Putin al Forum di Valdai, censurato nel paese con la costituzione più bella del mondo, con i sottotitoli in italiano.
https://youtu.be/biGzij6nIOs
https://youtu.be/biGzij6nIOs
I
l discorso di Putin che i nostri politici non faranno mai!
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


opa Hitachi-Ansaldo Sts
La Finanza anche
in Finmeccanica
Economia.Perquisizioni sono state fatte, su disposizione della Procura di Milano, nelle sedi di Ansaldo Sts, Hitachi e nella capogruppo della società di segnalamento ferroviario. Finmeccanica cambia nome, sarà "Leonardo"
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Asaps, 2.256 agenti colpiti in controlli
Osservatorio 'Sbirri pikkiati', nel 2015 'un referto ogni 4 ore'![]()
© ANSA
(ANSA) - FORLI', 17 MAR - L'osservatorio 'Sbirri Pikkiati' dell'Asaps, l'Associazione sostenitori Polstrada, ha registrato lo scorso anno 2.256 aggressioni durante i controlli su strada nei confronti di poliziotti, carabinieri, polizia municipale, operatori delle altre forze di polizia e pubblici ufficiali. Nel 2014 furono 2.266. Ogni quattro ore almeno un operatore di polizia finisce in ospedale, "spesso con conseguenze invalidanti, fisiche e psicologiche che lo accompagneranno per tutta la carriera", dice il presidente Asaps, Giordano Biserni.
Nel 2015 in 443 casi, 19,6% del totale, l'aggressore ha fatto uso di armi. I più colpiti sono stati ancora i carabinieri, con il 49,3% delle aggressioni (in tutto 1.113), seguono Polizia di Stato con 716 episodi (31,7%), Polizia Locale con 253 (11,2%) e gli altri corpi con 221 (9,8%). Gli episodi al Nord sono stati 1.007 (44,6%), al Centro 542 (24%), al Sud 707 (31,3%). Gli stranieri si sono resi responsabili di 965 eventi, il 42,8%; in 653 casi erano ubriachi o drogati.
Dati da non sottovalutare.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Scuola: per 61,9% studenti poca Costituzione in classe - Politica - ANSA.it
Vero.
Bisognerebbe conoscerla soprattutto per uno scopo ben preciso.
Capire come le forze politiche in generale, e le massime istituzioni soprattutto, la manipolino e la riducano all'evenienza a pura carta straccia.
Ma poi tanto senza dare il giro al tavolo non servirebbe a nulla.
Nelle scuole occorrerebbe far conoscere la Costituzione e la finanza, anzichè procedere sempre e solo con il lavaggio del cervello sinistro.
Ma questo, chissà perchè, non si fa.
Tagliare!
Questa è la sola via.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Nord e Sud, due Italie due partiti
17 Mar 2016 · 3 Commenti
di ROMANO BRACALINI – Giustino Fortunato, liberale meridionale, infaticabile critico dell’unità italiana, scriveva a un amico nel 1877: «Per quanto suoni male la parola, che resuscita all’orecchio l’eco delle canzoni francesi alla calata di Carlo VIII – nous conquerons les Italies – due Italie non solo economicamente diseguali ma moralmente diverse».
Fortunato non lo diceva a cose fatte, ma come se l’avesse sempre saputo scriveva nel 1899 a Pasquale Villari: «Sì, la scissura si accentua; e più si accentuerà via via. Sono stato il primo a osar dire, in pubblica Camera, che la questione della nuova Italia è la questione delle due Italie, in antagonismo tra loro, come fra due civiltà, l’una superiore e l’altra inferiore: e soggiunsi, la gravezza del problema è anche in ciò, che la inferiorità dell’una è, in gran parte, per ragioni naturali, poiché – contrariamente all’opinione generalissima – l’Italia meridionale, cioè a dire mezza Italia, meno poche plaghe, come la Campania, la provincia di Bari, il litorale siculo di Palermo e Catania, val poco assolutamente poco: altro che giardino d’Italia!».
Il “capolavoro” cavouriano avrebbe ben presto mostrato i propri limiti, nei tratti distintivi di una crisi istituzionale che l’abile tessitore”, pareva mostrare qualche dubbio, se sul letto di morte, a pochi mesi dalla proclamazione del regno, disse che «l’Italia settentrionale è fatta. Non vi sono più lombardi, né piemontesi, né toscani, né romagnoli, noi siamo tutti italiani. Ma vi sono ancora i napoletani», frase che i censori di storia patria cancellarono perché non si addiceva allo spirito di “fraternità” del Risorgimento realizzato. Aveva aggiunto, cogliendo un difetto storico che non è stato più emendato: «V’è molta corruzione nel loro Paese. Non è colpa loro, povera gente. Sono stati così mal governati….».
Anch’egli finiva per fare delle condizioni del Sud, che veniva appiccicato all’Italia, dalla Toscana in su, un quadro convenzionale e di comodo, assolvendo i meridionali dalla specifica responsabilità d’aver fatto ben poco per darsi una classe politica migliore. Esattamente come oggi, a oltre 140 anni di distanza, l’Italia è ancora divisa in due dalle insorgenze napoletane della spazzatura, che nessuno rimuove, ma all’atto di votare il governatore Bassolino può contare su un plebiscito di stima. È il permanere di un visione stantia e pigra che vede nel potere, qualunque esso sia, l’obbligo di soggiacervi con umiltà di suddito e scaltrezza di servo. Non si pretende la virtù ma il trionfo dei vizi più corrivi.
Non si eleggono gli amministratori più onesti e capaci, ma i protettori più riconoscenti e generosi, i garanti dello “status quo”. La Napoli del dopoguerra, orfana della monarchia di Savoia, come nel 1860 lo era stata di quella dei Borboni, sempre in arretrato di una idea e di una dinastia, decretava il medesimo tributo popolare al comandante Lauro che non prometteva nulla al di fuori di un chilo di pasta e della scarpa sinistra da appaiare alla destra offerta al buon popolo napoletano in campagna elettorale. E la protesta dei forestali di Calabria non ha i contorni della separazione dal resto d’Italia, di un’ennesima insorgenza borbonica, di una rivolta plebeaplebea, con le centinaia di manifestanti accampati suiBINARI? Che c’è di diverso dalla sollevazione a comando della folla palermitana contro i gendarmi borbonici squartati e messi in vendita sui banchi della Vucciria, dopo l’ingresso di Garibaldi in città nel 1860? Tutto il meridione in fiamme, dal Faro alle Calabrie, al Beneventano delle provole, in un sogno di redenzione di brevissima durata, e il popolo con le roncole e i coltelli a farsi giustizia, le foreste della Sila piene di insorti per poi ritornare all’antico torpore, al fatalismo, alla vocazione assistenziale un secolo e mezzo dopo ovvero ai maneggi soliti del vecchio notabilato solo perché Loiero Agazio, paladino della “rinascita meridionale“, ventilava l’ennesima prevaricazione nordista in danno del povero Sud.
Anche nell’Ottocento, quando la disputa era appena all’inizio, ci si lamentava dei pregiudizi dei settentrionali, «specialmente dei signori lombardi, secondo cui i meridionali non pagano imposte e scialacquano sul bilancio dello stato…». Se si diceva con tanta insistenza forse qualcosa di vero c’era; ma ciò che si rileva con qualche stupore è che la natura delle critiche non sia in fondo molto cambiata. A proposito dell’incipiente conflitto tra settentrionali e meridionali, l’onorevole Enrico Ferri, socialista, aveva suscitato un vespaio dicendo alla Camera «come al Sud esistono oasi di onestà, così al Nord esistono oasi di disonestà». Insorsero sdegnati i deputati meridionali che non ignoravano come stessero le cose.
«Dio buono! – esclamava ancora Giustino Fortunato. – Il governo italiano, mediante i deputati e i ministri meridionali, ha sostenuto
e sostiene, quaggiù, tutte le camorre provinciali e comunali.. L’abisso fra Nord e Sud, anche per questo, si andrà sempre più allargando…».
Ed è proprio sul Sud – che vede nel Federalismo lo spauracchio che potrebbe mettere fine a una prassi di assistenze e protezioni
– mentre è ripresa la corsa al Nord di studenti e laureati meridionali, a riprova che forse al Sud qualcosa non funziona – che è scoppiata la crisi di governo con una divaricazione di interessi e patronati che esulano da quelli collettivi e nazionali. Si è tornati ai due partiti di rappresentanza dei due poli del Paese, che non sono la destra e la sinistra, ma il Nord e il Sud, due realtà inconciliabili, come attesta lo scontro più drammatico da un secolo a questa parte. L’olio e l’aceto stanno bene insieme; ma due Paesi sono una cosa diversa.
- See more at: Nord e Sud, due Italie due partiti | L'Indipendenza Nuova
http://www.lindipendenzanuova.com/nord-e-sud-due-italie-due-partiti/
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


IT - Il bavaglio laico sui nostri valori - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
“Tempi duri per i padri. Oggi sono tutti madri. E presto saremo figli di una sega”Beh, che dire, più chiaro di così…. un giudice sotto inchiesta e costretto a corsi di rieducazione per avere sostenuto che per un bambino in affido sia meglio una famiglia eterosessuale piuttosto che una omosessuale, la tradizionale (ed innocua) Festa del Papà non celebrata per non discriminare le famiglie diverse, etc, alcuni che sostengono che sia giusto togliere i crocifissi dai luoghi pubblici perchè siamo in uno stato laico…. avanti così verso la nostra autodistruzione.
Abbiamo anche assistito ad una recente sentenza sulla adottabilità di un bambino da parte di due padri, una sentenza che ancora una volta ha delle implicazioni politico-normative, senza che il parlamento, e meno che meno il popolo italiano, abbiano avuto la possibilità di esprimersi.
Infatti qui non è discussione il diritto di vivere insieme in modo omosessuale, o di convivere more uxorio fuori del matrimonio, o il diritto di essere atei, qui è in discussione, anzi in grave pericolo, qualcosa di molto più grande: la nostra libertà di pensiero quando viene sanzionato il rifiuto di adattarsi “al nuovo che avanza” e la difesa della nostra identità, parlo di quella sedimentatasi in centinaia di anni, quando ci viene imposto dall’alto uno stravolgimento di costumi.
Non esiste uno stato laico perchè qualsiasi popolo che si da organizzazione statuale si da dei valori, scritti in una carta fondamentale (nel nostro caso la costituzione), ma anche dei valori non scritti, quelli che gli antichi greci chiamavano agrapta nomima, e nel caso specifico dell’Italia e dell’Europa questi valori e queste tradizioni, sedimentatesi nel corso di centinaia di anni e conquistati spesso a prezzo di grave spargimento di sangue, ora sono messi in discussione dalla forma più capziosa, quindi pericolosa e liberticida, di concezione della laicità dello stato.
Senza contare che -lo possiamo vedere tutti- tutti questi precetti laici vengono usati in modo unilaterale contro la nostra tradizione cristiano-liberale e sempre in favore di altre minoranze, le quali meritano sì la protezione della legge, ma come ha sostenuto il più Grande Statista di questo secolo (Vladimir Putin) i diritti delle minoranze non possono essere a scapito di quelli della maggioranza dei cittadini.
Per fare qualche altro esempio, agli Italiani è stata imposta dall’alto la società multietnica, senza che nessun governo si sia mai posto il problema di indire un referendum su un tema così importante per il futuro soprattutto dei nostri figli: volete voi che crescano nell’Italia del popolo italiano, dove sono presente certamente delle minoranze etniche e religiose che devono integrarsi nella nostra cultura e nei nostri valori, oppure volete che i nostri figli crescano in un paese dove l’italianità (inteso come corpus di valori e di cultura) sia marginale ed in declino numerico?
Qualcuno nel paese con la costituzione più bella del mondo vi ha mai concesso di esprimervi su un tema così fondamentale?
Nel frattempo abbiamo dovuto assistere persino ad un ministro che proponeva impunemente di mettere fuorilegge un intero partito che, per quanto rozzo e triviale, rappresentava il desiderio di alcuni milioni di cittadini italiani di opporsi alla svolta multietnica e multiconfessionale del nostro paese.
Se molliamo ora, il futuro è quello del Belgio e degli altri paesi cosiddetti “avanzati” del Nord Europa (avanzati rispetto a noi nella disfatta sociale), dove ci saranno dei bei ghetti di minoranze etnico-religiose, da cui usciranno di tanto in tanto degli aspiranti martiri con armi sempre più letali pronti ad immolarsi in nome del loro Dio, e dove voi sarete solo white trash, o meglio ancora cannon fodder del Nuovo Ordine Mondiale [1].
Quindi, contro ogni interpretazione capziosa della laicità dello stato, ripropongo ancora una volta il frammento del discorso di Putin, nella speranza che lo condividiate il più possibile e ne facciate una bandiera di resistenza per la libertà, contro la tirannide sedicente progressista del politically correct xenofilo, eterofobico e “colorato”.
[1] avevo scritto l’articolo qualche giorno fa, e non lo avevo ancora pubblicato, e tuttavia i tragici fatti di oggi arrivano prima di quanto persino io stesso mi aspettassi. Ma la cosa che più mi fa rabbia, anzi le cose, di fronte a questa notizia e a questi morti, sono alcune reazioni che ho potuto vedere. Ad esempio, chi ha sempre propugnato la teoria dell’accoglienza, delle porte aperte, e continua a fare lacrime di coccodrillo di fronte ad una realtà talmente chiara da risultare inaccettabile per i più, fino alle dichiarazioni fatte da Vasily Grizak, copo del Servizio di Sicurezza Nazionale Ucraino, durante una lezione universitaria all’Accademia Kiev-Mogilesky: “Я не хочу быть голословным и утверждать о чем-то, но я не удивлюсь, если за этими терактами в Брюсселе появится “российский след”, cioè qualcosa del tipo “io non voglio fare affermazioni infondate o asserire qualcosa, ma non sarei sorpreso se dietro questi attentati a Bruxelles ci fosse una traccia russa”.
Anche per me questo sarà l’ultimo articolo: dopo essermi staccato fisicamente dall’Italia, non senza grandi sacrifici personali, ed in coerenza col mio pensiero che non è quello della maggioranza degli Italiani, mi sono imposto un auto-esilio anche culturale, e le notizie italiane non mi interessano più; tanto è un film già visto, la riedizione odierna di Costantinopoli 29 maggio 1453, dove al posto dei monaci che discutono del sesso degli angeli mentre i Giannizzeri danno l’assalto finale alle mura, noi abbiamo Alfano che discute di “Islam Italiano”, i magistrati che decretano la stepchild adoption, prima ancora che il parlamento si esprima in materia, le riunioni romane delle varie correnti del PD che dominano i media sussidiati, etc. etc.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


certo che detto da quelli che hanno imposto l'itaglia mafia, pizza e mandolino anche alle regioni PadanoAlpine ...


Pellegrinaggio a casa Pannella: parodia dei tempi moderni
Marco Pannella sta male. E allora, come fosse un santo, tutte le personalità politiche e religiose (in barba al suo irriducibile ateismo…) fanno a gara per andarlo a trovare sul letto di morte. Ma come, il leader di un partito che in parlamento ha sempre contato poco o niente viene omaggiato così unanimamente dalla “destra” e dalla “sinistra”?!
La sfilata di questi giorni di uomini delle istituzioni, tutti in fila indiana a caricarsi di negatività a casa del guru Pannella, denota la grande influenza che questo oscuro personaggio esercita “ai piani alti”. A guardare bene, infatti, le battaglie minoritarie dei radicali, a lungo termine si stanno realizzando tutte… così è stato per divorzio e aborto, così sarà a breve per i matrimoni gay e, chissà, in un futuro non troppo lontano, con lo sdoganamento della pedofilia. La stessa influenza che esercita la sua fedele compagna di barricate, la mammana Emma Bonino, fatta ministro degli esteri così, honoris causa, e addirittura premiata dal burattinaio dei burattinai, George Soros per il suo “impegno filantropico”.
Troppo strano questo per due esponenti di un partito che alle ultime elezioni ha raccolto lo 0,2% (zerovirgoladuepercento!) dei voti? No. La verità è che di Partito Radicale ce n’è uno solo, ed è un grande, unico partito mondiale al servizio della sovversione, dove le differenze destra-sinistra si annullano in una fosca coincidentia oppositorum in nome del Progresso…
Pellegrinaggio a casa Pannella: parodia dei tempi moderni | Azione Tradizionale
Mandate un prete a Pannella
di Camillo Langone
Mandate un prete a Pannella, più che andare a trovarlo. In via della Panetteria mandate un sacerdote perché è l’unica persona che può ancora servirgli a qualcosa. Il politico radicale ha sulla coscienza un fiume di aborti e di divorzi e se per molti questi sono risibili problemi morali è perché molti ignorano che il 63 per cento dei suicidi giovanili si verifica in nuclei famigliari con padre assente, gli stessi da cui proviene l’80 per cento dei bambini ricoverati nei reparti psichiatrici. Sono dati Usa che valgono per l’universo mondo: un problema morale quando diventa di massa è un problema sociale.
Siccome il divorzio ha distrutto il matrimonio ossia l’ambiente che consentiva alle donne di partorire i due figli virgola qualcosa che garantiscono il ricambio generazionale, a svuotare la penisola peggio della peste del Manzoni è stato proprio il vecchio capo dei maltusiani. Oggi l’Italia è l’Ospizio d’Europa: chiedete a Pannella. Domani i giovani non avranno la pensione: chiedete a Pannella. A Copernico e a Verne hanno dedicato crateri lunari, a Pannella bisognerebbe dedicare il buco dell’Inps. “Che fosse un bandito negare non si può”, dice Francesco De Gregori.
E allora a questo killer della demografia nazionale mandate un prete, se davvero gli volete così bene (non pensate bastino le preghiere promesse dal Dalai Lama: come tutti i buddisti il Dalai Lama è ateo, i suoi Om sono soltanto vocalizzi, gargarismi dell’anima). Gli storici non potranno che condannarlo mentre Dio, nella sua misericordia, potrebbe decidere di non farlo: ma urge un pentimento, una confessione, un’assoluzione.
Mandate un prete a Pannella
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