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  1. #2121
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Comunque ci sono giornalisti, che per il fatto di essere stati cacciati dai media nazionali sono di per sè già meritevoli e forse credibili, che da anni studiano seriamente il fenomeno e parlano di capacità militari.
    Il tutto pare legato anche alla questione scie chimiche, che non possono essere considerate ormai più balle, in quanto sotto gli occhi di tutti.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #2122
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    E contro quattro imbecilli che scrivono cazzate non credo sia necessaria la censura.
    Lasciano in vita persino noi...
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #2123
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    E contro quattro imbecilli che scrivono cazzate non credo sia necessaria la censura.
    Lasciano in vita persino noi...
    Perché non hanno ancora capito chi siamo .


    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  4. #2124
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    A proposito la città colpita dal terremoto, Pretare di Arquata del Tronto, nell'anno 1993 fece parlare di sé per un noto caso, il quale vedeva coinvolto il giovane artista Filiberto Caponi che asseriva di aver visto una creatura, pare non umana dall'aspetto mostruoso.

    Lui ne parla qui:

    Il Caso Caponi - The Caponi Case - Official Website


    Del caso in quel periodo, poi anche dopo se né parlato ancora, alcuni, tra cui i soliti noti discreditatori del cicap lo hanno tacciato di falso.

    I DUBBI DEL "FALSO" CASO CAPONI :: Ufologia :: Notizie





    Ovviamente nulla a che vedere col caso citato, comunque la città aveva già fatto parlare di sé in passato.

    Arquata del Trontoetare di Arquata del Tronto

  5. #2125
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    A proposito la città colpita dal terremoto, Pretare di Arquata del Tronto, nell'anno 1993 fece parlare di sé per un noto caso, il quale vedeva coinvolto il giovane artista Filiberto Caponi che asseriva di aver visto una creatura, pare non umana dall'aspetto mostruoso.

    Lui ne parla qui:

    Il Caso Caponi - The Caponi Case - Official Website


    Del caso in quel periodo, poi anche dopo se né parlato ancora, alcuni, tra cui i soliti noti discreditatori del cicap lo hanno tacciato di falso.

    I DUBBI DEL "FALSO" CASO CAPONI :: Ufologia :: Notizie





    Ovviamente nulla a che vedere col caso citato, comunque la città aveva già fatto parlare di sé in passato.

    Arquata del Trontoetare di Arquata del Tronto
    Caso controverso , ma interessante , c'era pure la foto di uno strano bozzolo che pareva materializzarsi in giro , se non fosse stato uno scultore forse non avrebbero coperto subito la faccenda così o magari poteva avere un'incidente ...
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #2126
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Italia in avanzato stato di sfacelo | L'Indipendenza Nuova

    di LUIGI LOMBARDI CERRI – Non sono un etnologo e nemmeno un etologo, ma solo un normale cittadino che mette in fila le osservazioni e ci medita sopra.Eccone alcune.
    1.-L’italiano non è un popolo (non è stato e non lo sarà mai), ma un insieme di popolazioni diversissime che proprio per questo non hanno mai sviluppato un senso civico comune (comune all’intero stivale).
    E’ rimasta infatti quello che era: l’Italia dei Comuni ( epoca peraltro bellissima).
    La quasi identità della lingua (identità si fa per dire, basta sentir parlare certi personaggi cosiddetti acculturati) non vuol dir assolutamente niente, come se la comunanza della lingua spagnola volesse dire: unica nazione e Stato per il Centro ed il Sud America e per le Filippine.
    2.-L’Italia è un paese in cui a chi governa interessa solo fare gli affari propri e del bene comune non importa un fico secco.
    Anche perché essendo la stragrande maggioranza dei politici e di burocrati meridionali il “bene comune “ se a loro dovesse interessare sarebbe semmai l’esclusivo bene del Sud.
    3.-Moltissimi cittadini (direi quasi la maggioranza) non contando mai su se stessi (come collettivo) contano e tifano sempre per altri.
    Vedi il tifo per l’URSS, vedi il tifo per l’USA e per tanti altri, nella speranza che quelli per cui tifano risolvano SPASSIONATAMENTE (sic!) i problemi dell’Italia.
    Se arrivassero i marziani, sono convinto che il giorno stesso dell’arrivo gli italioti tiferebbero per Marte.
    4.-L’Italia “patria di navigatori, di Santi , di martiri e di eroi”, ma ,sopratutto, dico io, di figli di….,
    ha generato e genera filosofi di comodo i quali abbracciano una certa filosofia solo per dimostrare di essere “sapienti IN” e poi la tagliano e l’aggiustano secondo i propri intendimenti.
    5.- In tutti i dibattiti, nazionali ed internazionali, hanno sempre ragione gli altri.
    Per i marò: ha ragione l’India
    Per gli israeliani: hanno ragione gli islamici
    Per l’invasione: hanno ragione gli extracomunitari anche se clandestini.
    Per l’invasione: hanno ragione gli invasori.
    Così come avevano ragione i tedeschi, quando erano in Italia, e ragione gli anglo americani quando hanno preso il posto dei germanici.
    6.-Viene applicata costantemente “La teoria dello stupido che non è riuscito ad avere successo”
    Lo stupido che non riesce ad avere successo sceglie e sostiene un argomento avversato dalla stragrande maggioranza dei cittadini. A questo punto alcune decine di imbecilli che gli diano ragione li trova sempre. Inizia la polemica ed il gioco per ottenere una notorietà sia pure temporale è fatto.
    7.-Tutti reagiscono alle invasioni, gli italiani no.
    Gli italiani, come complesso non hanno mai avversato gli invasori.
    Solo Genova con Balilla, Milano con le 5 giornate, Brescia con le 10 giornate, Venezia con la resistenza (combattuta aspramente) agli austriaci.
    Napoli dopo che l’ultimo panzer tedesco era uscito sconfitto dagli alleati si è affacciata dietro un ben riparato spigolo di casa e ha fatto il terribile segno dell’ombrello, accompagnato dall’immancabile pernacchia.
    Inventando così le “famose” 4 giornate di Napoli.
    8.-Esaltare i meriti propri, inventando termini favorevoli anche quando si perde come il titolo di”vicecampione” quando si perde nella lotta per il primato.
    E attribuire sempre agli altri i demeriti.
    Le constatazioni di Giletti su Napoli, da tutti condivise hanno suscitato vittimismi, polemiche e cause.
    La colpa dello sporco non è mai dei napoletani , anche quando accettano la spazzatura altrui a patto di essere pagati.
    9.-Detestare forza e armi
    Allo scopo di apparire come “piume dell’agnolo Gabriello” blaterano di detestare violenza e armi, salvo poi uccidere come tutti gli altri se non di più.
    Frequentano assiduamente Criesa e Sacramenti, per poi inventare pie associazioni come Camorra, Mafia, n’drangheta, Sacra corona unita ed esportarle al Nord Italia e in tutti i paesi, USA in testa, bisognosi della loro opera di beneficenza.
    Ed hanno pure la sfacciataggine di dire che la Mafia esiste anche al di fuori del Sud.
    Basterebbe chiedere la carta d’identità ad ogni mafioso catturato per vedere la consistenza del “di fuori”.
    10.-Dare lo stesso peso ai fatti e alle parole. Perché i fatti costano fatica e impegno. Le parole no ed in ogni momento possono essere “fraintese” .
    Tutte queste doti, ed altre ancora, sono sparse per tutto lo stivale in maniera fortemente a macchia di leopardo.
    E serve a dimostrare che sino a quando non ci sarà la disintegrazione totale dello Stato non si curerà le malattia.

  7. #2127
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Due cose reaganiane ai prof privilegiati che scioperano pure
    di Federica Dato
    Gli insegnati della scuola pubblica sono francamente insopportabili. L’emblema dello statalismo peggiore, manifesto del dipendente pubblico viziato e incosciente di come giri il mondo. E se consideriamo che sono una delle figure fondamentali per la crescita della nostra società la cosa da triste si fa drammatica. Perché mentre nessuno nega che chi maneggia gli adulti del domani (se lo fa bene) meriterebbe stipendi molto più alti, che la sua formazione dovrebbe essere agevolata, che i presidi dovrebbero essere selezionati in maniera molto più accurata e che troppo spesso si trovano a lavorare in condizioni impossibili, è più difficile che si ammettano un paio di verità: i docenti sono sovente impreparati, reagiscono male a corsi di aggiornamento, la loro preparazione dovrebbe essere testata di continuo e il loro stipendio, così come la loro assunzione, determinato dal merito. Non è che se uno fa il concorsone… la meritocrazia, quella dovrebbe valere. Ma in Italia è utopia.
    Oggi parliamo di loro, della categoria più stucchevole degli ultimi anni, giacché in piazza Plebiscito hanno manifestato contro i trasferimenti della Buona scuola. Bollettino di guerra, che denunciano con forza a Repubblica (sembra una barzelletta ma qui fan gli scandalizzati davvero): un’insegnante è caduta ed è intervenuta l’ambulanza che l’ha trasportata in ospedale per le cure. Alcuni prof denunciano: “La polizia a un certo punto ha indossato i caschi, come in assetto antisommosa, e ci ha messo le mani addosso”. Prima dei disordini, un’altra insegnante era svenuta per il caldo.
    Loro, che non paghi di desiderare il posto fisso (anacronismo totale), si lamentano perché lo vogliono pure sotto casa. Un po’ come dire che uno vuol raccogliere arance nel centro di Milano, non dove crescono. Il grande corteo composto da duecento “deportati”, sì, si definiscono tali, è iniziato alle nove di mattina. Loro, punteggio alto e trasferiti al Nord, urlano contro la scuola renziana. E qui non si tratta della riforma, se questa sia buona davvero o pessima, del fatto che neppure i delegati sindacali hanno avuto la faccia di presentarsi a dare appoggio al gruppo (ché fin per loro forse di fronte a chi non ha lavoro le proteste dei privilegiati suonano come troppo). Si tratta di un concetto basilare, logico, ovvio: il lavoro lo si prende dove c’è. Nel dettaglio dove ci sono gli alunni, le aule, i corridoi da riempire. Se non lo si vuole ci si licenzia o si dice no all’offerta preziosa e si va a fare altro, un “altro” qualsiasi ma non lo stipendiato di Stato inoperoso perché in un luogo in cui il datore di lavoro ha deciso che non occorri.
    Non ci sarebbe discussione, eppure riusciamo a discuterne. Una pantomima pietosa. Offensiva rispetto all’Italia produttiva, a quella che vorrebbe esserlo e a chi ha voglia di lavorare davvero. Ah, come ci manchi Reagan. Ché il presidente americano licenziò in tronco 11mila controllori di volo che si rifiutavano di lavorare. Per noi sarebbero pochini undicimila dipendenti pubblici in meno in un paese dalla spesa pubblica malsana spropositata. Noi che abbiamo in Calabria più forestali del Canada. Ma sarebbe un inizio. E questi signori dovrebbero istruire i nostri figli. Ah, le tragedie italiche.
    Due cose reaganiane ai prof privilegiati che scioperano pure - L'intraprendente | L'intraprendente

    Le Olimpiadi senza oro: spesi 70 milioni, incassati 7,5
    Gli introiti pubblicitari un decimo dei costi tra diritti e produzione. Ascolti buoni ma inferiori al passato
    Laura
    Quasi 70 milioni di euro di spese. E soli 7,5 milioni di introiti pubblicitari. Lette, così, nude e crude, le cifre del bilancio economico delle Olimpiadi che si avviano a conclusione mostrano una perdita pesante per la Rai.
    Molto pesante. Praticamente si è incassato solo un decimo di quanto si è pagato. E questo va certamente a pesare sulle casse dell'azienda di Stato e sul bilancio di fine anno. Anche perché gli ascolti televisivi, pur registrando una buona performance, non sono da scrivere nell'album dei successi. Però - l'azienda lo sottolinea con forza - garantire la visione gratuita dei giochi olimpici a tutta la popolazione è uno dei compiti del servizio pubblico. Anche a costo di dover integrare i costi dell'evento con gli introiti del canone.
    Quando, nel 2012, i giochi di Londra se li aggiudicò Sky, le polemiche infuriarono e si gridò alla scandalo perché la visione sarebbe stata riservata solo agli abbonati, tanto che alla fine la tv di Murdoch cedette parte dei diritti alla Rai per coprire i principali eventi. Comunque quest'anno, a Rio, la tv di Stato ha totale ed esclusiva copertura, anche perché Sky si è ben guardata dal ripetere l'esperienza olimpica che non aveva portato il successo sperato.
    Dunque, vediamo i numeri più in dettaglio. I costi complessivi dell'operazione Rio si aggirano sui 68 milioni di euro: di questi 60 sono serviti per l'acquisto dei diritti di trasmissione e 8 per la produzione. In base all'accordo con Sky stipulato nell'era di Luigi Gubitosi direttore generale (che prevedeva la spartizione: giochi invernali di Soci alla tv di Murdoch e quelli estivi alla Rai) 30 milioni furono consegnati cash e 30 in cambio merce (scambio di spazi pubblicitari), oltre alla concessione della visione dei canali olimpici sulla piattaforma satellitare. Degli 8 milioni per la produzione, 3 sono stati usati per il personale (trasferte e soggiorno) inviato in Brasile: 180 addetti tra giornalisti, tecnici e impiegati. E cinque per i costi industriali di realizzazione dei servizi. Un risparmio comunque rispetto a Pechino 2008 quando le spese di produzione si aggirarono sui 10 milioni e quelle per i diritti tv sugli 80 (e anche allora il bilancio fu fortemente negativo).
    A fronte di tali spese, gli incassi pubblicitari ammontano ad appena 7,5 milioni. Poco in assoluto, in linea con le previsioni secondo gli strateghi della raccolta pubblicitaria dell'azienda che ne avevano previsti solo 7. Questo perché gli investitori pubblicitari si sono concentrati sugli Europei di calcio che hanno preceduto di pochi giorni le Olimpiadi portando nelle casse di Rai Pubblicità 60 milioni di euro. Comunque, visti i listini degli spot (si vendevano pacchetti complessivi da uno o due milioni di euro o passaggi giornalieri da 60-100mila euro), poche aziende si sono fatte avanti.
    E gli ascolti? Analizziamo i risultati Auditel dei tre canali dedicati all'evento. Se li rapportiamo alle medie stagionali, il successo sembra indubitabile: Raidue, rete olimpica principale, ha raddoppiato i suoi numeri ed è diventata primo canale nazionale durante quasi tutti i giorni delle competizioni (dal 6 agosto). Per RaiSport1 e Rasport2 che di solito si fermano ad ascolti decimali si parla di enormi percentuali di crescita. Dal 6 al 17 agosto la media del secondo canale, rete olimpica principale, nell'intera giornata è stata del 15,58 per cento di share e 1.222.000 spettatori. Per RaiSport1 media del 4,45 con 348.000 e per RaiSport2 del 3,6 con 288.000. Rispetto alle Olimpiadi di Londra si nota una flessione significativa: la media di Raidue fu all'incirca del 21 per cento e rispetto a Pechino (24 per cento) la differenza è ancora più marcata: meno 8,5 punti.
    Comunque, per consolarsi, la Rai ricorda che l'ascolto medio del pubblico è cresciuto di più del venti per cento rispetto agli stessi giorni della scorsa estate. Altissimi i numeri per alcune sfide come il tiro a volo: picco di 6 milioni pari ad un eccezionale share del 32,4% durante la gara per la medaglia di Giovanni Pellielo l'8 agosto. Non sono mancate le critiche sugli aspetti televisivi: come osservato da più parti, si poteva fare molto di più dal punto di vista della grafica, delle spiegazioni, della vivacità dei commenti e del coordinamento.
    Conclusioni: pochi incassi a fronte delle alte spese, ascolti così così, resa televisiva appena sufficiente. Questa è la Rai di Campo Dall'Orto. Il voto datelo voi.
    Le Olimpiadi senza oro: spesi 70 milioni, incassati 7,5 - IlGiornale.it

    Antonio Chimisso
    Prima della finale nel fioretto per la medaglia olimpica, Elisa Di Francisca ha dichiarato: "La scuola della Russia non ci raggiungerà mai. Non hanno fantasia, sono costruite e prevedibili. Hanno il fisico sì, ma le puoi inquadrare". Poi la Di Francisca quella finale l'ha persa contro l'atleta russa Inna Deriglazova. La Prevedibilità ha battuto la fantasia ma soprattutto la presunzione. Siamo alla sindrome del cucchiaio ormai, quella di Pellè che non è Pelè. Sul podio, per la medaglia d'argento, Di Francisca è inoltre salita con la bandiera Ue. Secondo posto, seconda scelta.







  8. #2128
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Antonio Chimisso
    Prima della finale nel fioretto per la medaglia olimpica, Elisa Di Francisca ha dichiarato: "La scuola della Russia non ci raggiungerà mai. Non hanno fantasia, sono costruite e prevedibili. Hanno il fisico sì, ma le puoi inquadrare". Poi la Di Francisca quella finale l'ha persa contro l'atleta russa Inna Deriglazova. La Prevedibilità ha battuto la fantasia ma soprattutto la presunzione. Siamo alla sindrome del cucchiaio ormai, quella di Pellè che non è Pelè. Sul podio, per la medaglia d'argento, Di Francisca è inoltre salita con la bandiera Ue. Secondo posto, seconda scelta.








    Lasciateli ragliare.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #2129
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    E non so se avete notato quanti "itagliani" di origini straniere le più svariate c'erano.
    I controlli antidoping durante gli anni su costoro: assenti o con largo preavviso.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #2130
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    CERNOBBIO ENNE.ZERO - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato

    La notizia mi ha raggiunto poco fa mentre ero in un bar:

    “il 2016 è un dato di fatto va meglio del 2015, il 2015 è andato meglio del 2014, che a sua volta era andato meglio del 2013 e cosi via fino al 2012”.
    La voce quella di un nullafacente conclamato, ineguagliabile epigono di cosa può generare da un vuoto a perdere la partitokrazia kattofasciokomunista italiota.
    La narrazione radiofonica del nullafacente si arresta al 2012, e non a caso. Prima infatti c’era Silvio Berlusconi, geneticamente causa dei mali d’itaGlia, d’europa, del mondo e della via Lattea. Tant’è che dal 2012 nelle scuole medie in itaGlina si insegna oltre che il collaudato teorema di Pitagora, l’assioma di Arcore. In quanto assioma non deve essere dimostrato.

    Dopo Berlusconi è infatti tutto un tripudio nazionalpopolare : per le strade, nei bar, al parco giochi, nelle case e nelle scuole. Col sottofondo di Gigi D’Alessio da Roma in giù e dell’orchestra Casadei da Roma in su.
    Questo prologo sulla narrazione è datato 2 settembre 2016. La località è Cernobbio, dove la “creme” del kapitalismo all’amatriciana, si riunisce ogni anno per celebrare i fasti del momento di un paese leader nel mondo per immigrazione clandestina, disoccupazione, livello di rapina fiscale e livello di corruzione pubblica, livello di debito pubblico. Ma c’è speranza che tra qualche centinaio di edizioni di Cernobbio si possano celebrare altre pole position.
    Non ho bisogno di scrivere nulla sull’edizione 2016 della sagra lariana, ho ripreso quello che avevo scritto e pubblicato qui sempre su RC, il 6 settembre 2014. Spetta a voi la sostituzione di qualche nome caduto in disgrazia o che ha cambiato palazzo e poltrona, e il gioco è fatto.
    Dalla cloaca itaGlia è tutto. A voi studio.
    ===================================
    Rischio Calcolato – 6 settembre 2014
    CERNOBBIO: la sfilata degli stregoni.
    “Di tutte le forme di errore umano, la profezia è la più evitabile.” lo diceva il grande Thomas Eliot, poeta e drammaturgo inglese di Londra, premio nobel per la letteratura nel 1948.
    Avete presente Cernobbio e il rito annuale propiziatorio dell’estabishment itaGliota e degli europeones ? Ecco, si è appena conclusa la 40° edizione. Sono andato a guardare i video del 2013, della stessa parata di soloni.
    Sentite cosa dicevano alcuni degli invitati, un anno esatto fa :
    antonio tajani, uomo PDL inboscato tra Strasburgo e Bruxelles dal 1994. Così dichiarava giulivo il 7.9.2013 davanti alla platea :
    Per l’Italia, ancora in territorio negativo, gli indicatori lasciano presagire una stabilizzazione entro fine anno, con un ritorno alla crescita nel 2014, grazie al miglioramento degli scambi con l’estero, al rilancio degli investimenti e al pagamento dei debiti pregressi P.A. alle imprese
    Posso confermare l’opinione che avevo del suddetto tajani : un vero fulmine, ineguagliabili capacità divinatorie. Nel mondo che frequento, dove contano i risultati e la soddisfazione dei clienti, e soprattutto si rischia reputazione e soldi propri, Tajani sarebbe stato precipitato giù dalla finestra della sala del CdA, dopo aver servito per l’ultima volta il caffè agli azionisti.
    Prendete nota. 1

    Dinosauro del kolle, in uno dei suoi innumerevoli messaggi augurali, scriveva ai parassiti partecipanti :
    LE DIFFICOLTÀ DEL PRESENTE IMPONGONO, INFATTI, DECISIONI LUNGIMIRANTI. OCCORRE CHE I LEADER POLITICI RITROVINO IL CORAGGIO DELLA SCELTA EUROPEISTA, NON SOLO – COME FU ALL’INDOMANI DEL SECONDO CONFLITTO MONDIALE – QUALE RISPOSTA ALLA CATASTROFE DELLA GUERRA, MA – OGGI – COME UNICA VIA PER RISPONDERE CON SUCCESSO ALLE SFIDE DEL DOMANI, CHE METTONO ALLA PROVA IL RUOLO DELL’EUROPA NEL NUOVO CONTESTO GLOBALE“.
    Sul kolle esiste un apposito ufficio “messaggi augurali” che produce nient’altro che questo, a ritmo continuato, h24 per 365 giorni/anno. I messaggi sono archiviati per categoria “festival vari arte, musica e spettacoli”, “ricorrenze repubblicane, governative, costituzionali e affini”, “funerali e lutti solenni”, “eventi religiosi, tradizionali, pubblici e popolari”, “gare di bellezza, di bravura”, “eventi sportivi dilettantistici e non”, se ne contano un migliaio di tipi diversi. Non può mancare anche la categoria “messaggi per sagre, corse coi sacchi, tiro alla fune, alpini e bersaglieri”. L’ufficio è ininterrottamente impegnato a cercare nella categoria adatta il messaggio da inviare alla bisogna, aggiornare la data, e trasmettere ai destinatari.
    Le poche righe del messaggio del dinosauro, sono il vuoto veterokomunista del suo autore e del suo klan, e la difesa a oltranza dello status quo, alla stregua del faraone Ramses II, degli imperatori romani, o dei meno datati Lenin, Stalin e Tito, padrini e mentori d’ordinanza del suddetto dinosauro del mesozoiko primario.
    Prendete nota. 2


    rag. mario monti, già ex (all’epoca del summit di Cernobbio 2013 appunto) parassita del consiglio itaGliota, dichiarava :
    “….è stato fatto un lavoro profondo di ristrutturazione in europa e nelle economie nazionali e di miglioramento sul piano della governance dell’economia europea nel suo insieme, ed effettivamente è il momento di vedere i risultati di tutto questo in una crescita, molto necessaria soprattutto per affrontare il problema della disoccupazione, e giovanile in particolare….”
    Queste parole sono stucchevoli e criminali al tempo stesso. Si attribuisce alle riforme (de che ?) europee e nazionali la soluzione della disoccupazione, che notoriamente è prodotta da ben altro. Fumo di Londra, e parole che in tempo di guerra, assicurerebbero a chi le pronunciasse in successione : corte marziale, muro e plotone d’esecuzione. Ma si sa, siamo in guerra ma c’è la demokrazia che mette a posto tutto e la prossima volta che ti fanno votare, puoi sempre sceglierne uno diverso o puoi fare il tuo di partito !!!!
    Prendete nota. 3


    corrado passera, già ex ministro del Sviluppo Economico del governo Monti, dichiara :
    “…se uno prende i disoccupati ha solo un pezzetto del problema, deve aggiungere gli inoccupati, cioè quelli che non cercano più neppure un lavoro, deve aggiungere i cassintegrati…., e i sotto occupati, questo è un problema enorme….. che coinvolge circa 9 milioni di persone, che con le loro famiglie sono quasi la metà della popolazione italiana...”
    Un vero trattato di aritmetica elementare, che almeno il mio caro maestro elementare usava il pallottoliere ma non le faceva girare. Sull’algebra, già più complicata, passera evita di avventurarsi. Se in un azienda si presentasse un dirigente a raccontare quello che un passera può permettersi in scioltezza di dichiarare alle telecamere, sarebbe liquefatto all’istante e messo alla porta. Ma si sa, questa è la demokrazia del konsenso, o meglio ormai la plutokrazia del kolle, tanto cara a milioni di statalesi e affiliati, un vero esercito.
    Prendete nota. 4

    adesso prendete nota 5
    Cernobbio 4 settembre 2014
    parla Roubini, economista USA di origine turche (una vera garanzia).
    (TMNews) : Il Governo Renzi rappresenta l’ultima spiaggia per l’Italia. A dirlo è l’economista Nouriel Roubini, nel corso di una conferenza stampa al worskshop Ambrosetti. “Il programma proposto da Renzi è positivo – ha detto Dr. Doom (alias del solito Roubini) – perchè le sue riforme vanno tutte nella giusta direzione, più riuscirà a realizzarle e meglio sarà per l’economia italiana, io mi auguro che ci riesca. Questa è l’ultima spiaggia per l’Italia”.
    Per Roubini una vittoria di Beppe Grillo alle elezioni sarebbe un “disastro” per l’Italia, se vincesse Silvio Berlusconi un “mezzo disastro”. “Renzi rappresenta l’ultima spiaggia per l’Italia perchè se Renzi fallisse si aprirebbe lo scenario delle elezioni con due possibilità – ha detto l’economista Usa nel corso di una conferenza stampa – che vinca Grillo, e questo sarebbe un disastro per l’Italia, o che vinca Berlusconi e questo sarebbe un mezzo disastro perchè nessuno in Europa lo vuole rivedere alla guida del Paese
    No comment.
    Adesso che avete letto prendete nota che i soloni parlano di voi e decidono per voi. Mentre voi lavorate, sputate il sangue e siete anche disperati e senza lavoro e senza soldi, per sentirvi dire cosa è la disoccupazione, che è un problema grave, e tutte le altre nefandezze che vi ho proposto in sintesi qui.
    Ogni tanto fate l’esercizio di prendere le dichiarazioni di qualcuno che vi sta ancora incantando, un renzyes, una boscola, una bindola, un bersano, uno svendola qualsiasi, una camusso o un bonanno, ma dell’anno precedente o ancora più datate. E vi accorgerete che se non riprenderete la vostra vita e quella delle vostre famiglie con le vostre mani, sarà davvero l’apocalisse. Quanto a Cernobbio 2014, non preoccupatevi di sentire cosa hanno detto, è lo stesso del 2013, del 2012 e degli anni precedenti.
    Vi ricordo che a Cernobbio nel 2013, la Camusso (CGIL) e Squinzi (Confindustria) si presero per mano simbolicamente, chiedendo al Governo di intervenire per salvare l’economia. Quest’anno secondo me, la Camusso e Squinzi avranno simulato un coito davanti alle telecamere dei TG. Ne sapete nulla dei due piccioncini innamorati ?

    Nota : le k e le minuscole, non sono affatto errori di grammatica. Chiaro ?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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