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  1. #2631
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    https://www.rischiocalcolato.it/2017...a-ricetta.html

    Finite le ferie, lo “sconfinamento day” ci dice che l’Italia è nella merda. Ma il governo ha la ricetta
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #2632
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Università, Fedeli: 'Trovare risorse per i prof nella legge di bilancio' - Politica - ANSA.it

    Basta chiedere alla Boldrini.
    Lei ne ha da infiltrare ovunque!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #2633
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Pensione giovani, minimo 650-680 euro - Ultima Ora - ANSA.it

    Ancora e sempre le pensioni viste come merce di scambio alle elezioni.
    Che paese di merda!
    Il plotone o le forche!
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #2634
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #2635
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #2636
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Ora arriva lo "ius soldi": reddito di inclusione a chi è in Italia da 2 anni - IlGiornale.it

    Il ministro del Lavoro era stato chiaro. Il Rei, il reddito di inclusione, nuovo sussidio universale per le famiglie più povere, andrà anche agli stranieri, ma solo a quelli che Italia da almeno cinque anni.
    Il paletto messo dal ministro aveva messo in allarme la platea sempre più folta dei generosi che chiedono di estendere al massimo il welfare nazionale, già stremato da disoccupazione e crisi, anche a chi è di passaggio. L'idea di fondo che si fa strada è quella di includere al cento per cento nello stato sociale, chi non ha aiutato a crearlo. Si può ribattezzare lo Ius soldi. Una cosa di sinistra fatta, come negli anni Settanta, a spese del contribuente.

    I partigiani del welfare per tutti, non escono allo scoperto. Nessuna protesta pubblica per chiedere l'inclusione dei cittadini stranieri, in compenso, molti messaggi lanciati via giornali amici e pressing sul governo.

    Lo stesso scenario si era presentato in passato, ad esempio quando è stato varato il bonus mamme. Le associazioni non profit che si occupano di stranieri chiedevano: perché limitare le misure di welfare solo a chi si trova in Italia da anni, perché non includere anche chi ha un permesso di soggiorno breve?

    Il Rei, reddito familiare da associare a progetti di inclusione e che può arrivare fino a 485 euro in caso di famiglie numerose, andrà a una platea di cittadini stranieri molto ampia. Oltre ai cittadini dell'Ue (scontato), anche quelli extra Ue che siano titolari di un «permesso di soggiorno di lungo periodo», residenti in Italia da almeno due anni al momento della presentazione della domanda. Ma non c'è l'obbligo di lavorare in Italia, come in altre misure sociali.

    Durante l'iter parlamentare le opposizioni di centrodestra avevano presentato vari emendamenti per estendere il requisito di residenza a dieci anni, ma sono stati tutti respinti. Ha più voce chi chiede allargare la platea. Facile immaginare che con la versione, un po' ambigua, con l'obbligo di essere residente da 24 mesi, saranno in molti a provare a chiedere il sussidio, anche se vivono fuori dai confini.

    E questo scenario potrebbe aggravarsi con lo Ius soli, spiega Lucio Malan, senatore di Forza Italia. «Facile si verifichino casi in cui la famiglia faccia prendere la cittadinanza a un figlio e vadano a cercare lavoro fuori dall'Italia. Salvo poi tornare se hanno bisogno di cure mediche o di un sistema scolastico gratuito».

    Uno scenario i cui effetti finanziari sono tutti da calcolare. In caso di approvazione dello Ius soli, ci sarebbero subito circa 800 mila nuovi cittadini italiani e poi altri 60 mila all'anno. A molti stranieri fa gola più il welfare tricolore che il passaporto italiano. E se accettano il secondo è solo per avere pieno accesso al primo, spiega Malan.

    La politica ha assecondato questa tendenza. Tutte le ultime misure sociali includono cittadini stranieri, con limitazioni sempre meno nette.

    Sono accessibili agli stranieri, il bonus asilo nido, l'assegno di maternità dei comuni per gli stranieri per le madri disoccupate, i contributi per l'affitto e anche i famosi 500 euro del bonus cultura di Matteo Renzi. Poi anche la Sia e la nuova versione, il Rei.

    In passato, in un contesto politico completamente diverso, l'Inghilterra scelse la strada di un welfare generoso con gli stranieri che non avevano lavorato in patria. Il risultato fu che migliaia di europei - in particolare italiani in fuga da un Paese dove lo stato sociale costa molto ma non arriva ai cittadini - si trasferirono a Londra per avere quel sussidio universale che in patria non esisteva. Poi, un po' ovunque, si è scelta una strada diversa e tanti italiani che vivevano dello stato sociale britannico hanno dovuto fare i bagagli.

  7. #2637
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    O il plotone o le forche.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #2638
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Cernobbio, al via forum 'blindato'. Si parte dall'economia - Economia - ANSA.it

    Cernobbio:bilaterale Italia-Russia al margine del Forum - Economia - ANSA.it
    Un incontro bilaterale Italia-Russia, che si terrà a porte chiuse e sul quale viene mantenuto uno stretto riserbo, chiuderà la prima giornata di confronti al Forum Ambrosetti di Cernobbio

    Ormai siamo al si salvi chi può. Guerra tra blindati.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  9. #2639
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    O il plotone o le forche.
    ho paura che invece è quello che succederà a noi padani, dato che il debito (tra nuove mancette pre-elettorali, assistenzialismo di routine e "emergenze" migranti) esploderà ancora di più e i soliti ciula "saranno chiamati" a rispondere

  10. #2640
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Uccide la fidanzata di 21 anni: dopo un mese i giudici gli concedono i domiciliari
    Hanno fatto scalpore le dichiarazioni del viceministro della giustizia polacco, che nelle scorse ore aveva chiesto che fosse il suo Paese, e non l'Italia, a processare, una volta catturati, i responsabili dello stupro di una sua connazionale a Rimini.
    Un paio di giorni dopo ecco la notizia (una delle tante del genere, purtroppo), che non fanno che dare ragione al politico di Varsavia: il Tribunale del Riesame di Trieste ha concesso gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico a Francesco Mazzega, l'uomo di 36 anni di Muzzana del Turgnano che il 31 luglio scorso (cioè un mese fa) aveva ucciso la fidanzata, Nadia Orlando di 21 anni, strangolandola. Dopo aver vagato tutta la notte col cadavere della ragazza in macchina, Mazzga si era costituito presentandosi ai carabinieri. A chiedere gli arresti domiciliari erano stati i suoi legali. Mazzega quindi uscirà dal carcere.
    Uccide la fidanzata di 21 anni: dopo un mese i giudici gli concedono i domiciliari - Libero Quotidiano

    Alle elementari e alle medie tutti promossi per legge
    Da quest'anno basterà un solo professore contrario alla bocciatura e l'alunno sarà ammesso alla classe successiva.
    Altra novità della Buona Scuola: il test Invalsi non inciderà sul voto finale dell'esame di terza.
    di SALVO INTRAVAIA
    Bocciature "abolite" per decreto alle elementari e medie, nuovi esami e test Invalsi rivoluzionati in terza media. L'anno scolastico ormai alle porte si apre con una serie di novità introdotte dalla Buona scuola che riguardano i bambini della primaria e i ragazzini della scuola media. Per la scuola superiore occorrerà attendere ancora 12 mesi prima di vedere gli effetti della legge 107.
    Il governo Renzi e il suo successore Gentiloni, che ha approvato le deleghe della riforma Renzi/Giannini, hanno dichiarato guerra alle bocciature: l'Italia è una delle nazioni europee con la dispersione scolastica più alta. Alle elementari si potrà bocciare solo in caso di abbandono dell'anno scolastico o per le troppe assenze. Una situazione che riguarda una fascia marginale di alunni: tre su mille in prima elementare e uno su mille nelle altre quattro classi della primaria. In pratica, non si potrà bocciare per il profitto.
    "Le alunne e gli alunni della scuola primaria sono ammessi alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di primo grado anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione", recita il decreto legislativo 62 dello scorso mese di aprile. Nei casi di promozione "agevolata", le scuole dovranno attivare "specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento".
    La bocciatura sarà possibile sono se tutti gli insegnanti del consiglio di classe saranno d'accordo: "Solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione", spiega la norma. Basterà un solo parere contrario per fare scattare la promozione ope legis.
    Anche alla scuola media la promozione diventerà la regola generale: "Le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva e all'esame conclusivo del primo ciclo", prevede il decreto legislativo sulla Valutazione. Tranne i casi di gravi infrazioni disciplinari e nei casi di "parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline". Situazioni in cui "il consiglio di classe può deliberare" la bocciatura ma con adeguata motivazione. Anche in questo caso potrà scattare la promozione in presenza di insufficienze in una o più discipline, a patto che le scuole avviino percorsi di supporto per colmare le lacune.
    Le prove Invalsi, che da qualche anno si svolgono solo in terza media, non saranno più in concomitanza con gli esami conclusivi e non incideranno più sul voto finale. Si svolgeranno entro il mese di aprile, saranno effettuate al computer - computer-based - e contempleranno anche una prova di Inglese.
    Dopo anni di polemiche e dibattiti, l'esame di licenza media verrà semplificato: solo tre prove scritte - Italiano, Matematica e Lingue straniere - e un colloquio. Alla media, più che le risultanze degli esami, la Buona scuola premierà la carriera scolastica. Il voto finale sarà espresso in decimi e scaturirà dalla media tra il voto di ammissione e la media dei voti delle prove d'esame. E a presiedere gli esami sarà lo stesso dirigente scolastico dell'istituto in cui si svolgo gli esami. Niente più presidente esterno.
    Alle elementari e alle medie tutti promossi per legge - Repubblica.it

    L'Erasmus obbligatorio, nuova naia per educare al mondialismo
    Il ministro Fedeli vuole imporre a tutti il periodo di studio all'estero. Ma esso non è altro che il volto trendy dell'espatrio forzato a cui il Capitale condanna i popoli del pianeta. Non credete alle narrazioni edulcoranti.
    La distruzione della scuola: così si annienta l'etica e si formano schiavi ignoranti
    DIEGO FUSARO
    Ed ecco che ora il ministro - ministro, mi perdonerà la neolingua boldriniana! - dell'Istruzione Valeria Fedeli asserisce trionfale che occorre rendere obbligatorio l'Erasmus per tutti e anticiparlo già alle scuole superiori. Quod erat demonstrandum! Abbiamo rimosso la leva obbligatoria e abbiamo messo come nuova naia l’Erasmus, per rieducare i giovani al globalismo post nazionale.
    L'obiettivo è che essi abbandonino ogni radicamento nazionale e ogni residua identità culturale e si consegnino senza coscienza infelice all’erranza planetaria, all’espatrio permanente, al moto diasporico globalizzato e alla centrifugazione post moderna delle identità. I pedagoghi del mondialismo possono così, con profitto, imporre ai giovani italiani la nuova postura cosmopolita no border.
    La figura dell’Erasmus (European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, “schema d’azione delle regioni europee per la mobilità degli studenti universitari”) svolge, in questo contesto, una sua specifica funzione ideologica. Tenuto a battesimo fin nel 1987, l’Erasmus è, di fatto, un progetto di educazione che impone alle generazioni più giovani la mobilità internazionalistica, l’espatrio permanente, l’erramento gaudente e lo spaesamento generalizzato (ossia l’assenza di radicamento territoriale, storico, culturale) come valori di riferimento.
    STUDIO DEL TUTTO SECONDARIO
    Forgia e modella l’immaginario dei giovani in senso liberal-libertario, educandoli all’abbandono di ogni radicamento e di ogni appartenenza nazionale, al divertimento senza frontiere (rispetto al quale lo studio svolge una funzione del tutto secondaria), alla narrativa no border del mondialismo e all’integrazione cosmopolita. Da una diversa prospettiva, il programma di rieducazione dell’Erasmus inocula nelle nuove generazioni l’etica del tempo della deeticizzazione, centrata sulle figure dell’erranza e dello sconfinamento, dell’espatrio e della delocalizzazione.
    COME FLUSSI FINANZIARI GLOBALI
    Senza esagerazioni, l’Erasmus si presenta come la riproposizione, sul versante culturale degli stili di vita delle nuove generazioni a capitalismo integrale, della nuova struttura dei flussi finanziari globali in permanente mobilità, deterritorializzati e sempre in cerca di migliori opportunità di profitto. Esso è, a rigore, un programma di rieducazione coatta alla mobilità e al mondialismo che la genera a propria immagine e somiglianza.
    Al di là delle narrazioni edulcoranti per anime belle, l’Erasmus promuove quella mobilità delle nuove generazioni che è il derivato necessario della mobilità dei mercati del lavoro e delle pratiche della delocalizzazione. La libera circolazione delle merci produce a propria immagine e somiglianza la libera circolazione delle persone, esse stesse ridotte al rango di merci che si spostano sul piano liscio del mercato globale sul fondamento della legge fattasi planetaria della domanda e dell’offerta: con annessa possibilità, per gli architetti del globalismo, di massimizzare i processi della valorizzazione del valore, sempre a detrimento dei lavoratori e dell’ambiente, dei diritti e delle sicurezze.
    ATTRATTI DALLA MOVIDA PERMANENTE
    In una simile prospettiva, l’Erasmus non è altro che il volto trendy e accattivante della delocalizzazione permanente e dell’espatrio forzato a cui il Capitale condanna i popoli del pianeta. La gioventù coattivamente addestrata all’idiosincrasia verso ogni forma di maturità e di stabilizzazione, identifica la libertà ora con il diritto alla movida permanente, ora con il diritto alla mobilità e al nomadismo, ora con il diritto dei popoli ad accedere alla mondializzazione dei mercati, con l’appoggio ausiliario della Nato e con l’abbattimento imperialistico dei “tiranni” locali, ossia di tutti i governanti non piegati al Washington consensus.
    L'Erasmus obbligatorio, nuova naia per educare al mondialismo - Lettera43.it


 

 
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