FLAVIO INSINNA VUOLE PARLARE SOLO DEI MIGRANTI
Flavio Insinna è il tipico radical chic con tratti tipici dello psicopatico: la mancanza di empatia verso il prossimo che si esprime in offese umilianti si accompagna ad un esorbitante bisogno di apparire buono verso il ‘remoto’. Infatti tiene a far sapere che lui ha regalato il suo yacht per i recuperi di clandestini.
Il buonismo verso gli immigrati è, in fondo, un tratto narcisistico con aspetti sadici: si importano stupratori che puniscano la società che i radical chic tanto odiano.
Come tutti gli psicopatici, infatti, vivono un delirio che li fa credere superiori al resto della popolazione. Poi si ritrovano con riferimenti culturali quali Fazio, Jovanotti, e Insinna.
https://voxnews.info/2017/11/18/flav...-dei-migranti/
Insinna, la maledizione della "nana di m...": insulti e bestemmie, ora Rocchetta gli chiede 2 milioni di euro
La "maledizione della nana di m..." rischia di rovinare Flavio Insinna. Sei mesi dopo lo scandalo sollevato da Striscia la Notizia con i fuorionda del conduttore di Affari tuoi intento a bestemmiare e insultare una concorrente del quiz di Raiuno, arriva un'altra bruttissima notizia: l'acqua Brio blu Rocchetta, di cui Insinna è storico testimonial, secondo quanto riferito dal Messaggero ha chiesto i danni allo showman. Una botta notevole: Insinna, se condannato, dovrebbe versare di tasca propria 2 milioni e 189 mila euro, oltre alla restituzione dei 275mila euro percepiti ogni anno per lo spot. Gli avvocati dell'azienda hanno scelto la via dell'arbitrato, più rapida rispetto alla causa civile. A pesare è l'immagine di Insinna, uscita maluccio dalla vicenda. Sul suo conto è uscito di tutto: insulti, umiliazioni ai collaboratori, minacce ai figuranti del pubblico di Affari tuoi con frasi tipo "Mi fate schifo, domani vi caccio, vado a Lampedusa piglio i negri e gli do 5 euro per uno così risparmiamo pure".
Insinna, la maledizione della "nana di m...": insulti e bestemmie, ora Rocchetta gli chiede 2 milioni di euro - Libero Quotidiano
Flavio Insinna ci ricasca ancora e insulta il giornalista
Chiara Sarra
"Questa è l'ultima intervista della mia vita con te. Sei un pezzente". Flavio Insinna se la prende con Massimo Galanto, giornalista di TvBlog al quale ha appena concesso un'intervista dopo la conferenza stampa di presentenzione della trasmissione "Prodigi".
L'ex conduttore di Affari Tuoi, cacciato dopo i fuorionda in cui insultava una concorrente chiamandola "nana di m...", torna su Rai 1 per una serata benefica a favore dell'Unicef. Tra le polemiche: prima ha chiesto di "non essere giudicato per lo share", poi la lite con il giornalista di TvBlog.
Il video lascia pochi dubbi: i due hanno appena terminato un'intervista, ma evidentemente le domande non sono piaciute a Insinna. Tanto che non appena il giornalista spegne il microfono, il conduttore gli stringe la mano e dice - con sguardo tra l'ironico e l'arrabbiato - "È l'ultima intervista della mia vita con te, però va bene così... alla grande". E gli lancia un avvertimento che suona come una minaccia: "Oh, pesa quello che scrivi, perché c'ho gli avvocati pronti per tutti. E sono state solo secchiate di offese da quando ci sei te".
"Ma perché non procedi già con le querele, dico io?", replica Galanto, "Se ti offendo... dici che ti ho offeso...".
"Guarda ci siamo salutati definitivamente, grazie", ribatte Insinna. Che girandosi aggiunge: "Per sempre".
Flavio Insinna ci ricasca ancora e insulta il giornalista
STUPRI RIMINI: TRANS ORA VUOLE LA CITTADINANZA PERCHÉ STUPRATO DA 4 AFRICANI
Per alti meriti
Chiede la cittadinanza italiana il trans peruviano picchiato e violentato a Rimini, dal branco di quattro bestie – 3 migranti africani e 1 profugo – che la notte tra il 25 e il 26 agosto poche ore prima aveva anche abusato in spiaggia di una giovane turista polacca e massacrato di botte il suo giovane amico. Lo conferma il suo avvocato, Enrico Graziosi. Per gli episodi di quella notte Guerlin Butungu, al quale la polizia è risalita anche grazie alla descrizione resa dalla peruviana, è stato condannato a 16 anni di carcere.
Visto che 4 immigrati l’hanno violentato, ora il peruviano vuole che le venga riconosciuta la cittadinanza: la domanda è già stata sottoposta al questore di Rimini, Maurizio Improta, e l’appello sarà inoltrato alla Presidenza della Repubblica. Non dubitiamo che le darà subito la nostra cittadinanza: per alti meriti ‘sportivi’.
In Italia da 15 anni e finito sulla strada dopo aver svolto diversi lavori, avrebbe, secondo il suo legale, già da tempo i requisiti per la richiesta della cittadinanza ma, ha spiegato il legale, è ora che sente di voler essere “più italiana”. Lo stupro lo ha reso italiano. Ormai siamo al delirio più totale.
Il fatto che un potenziale cliente lo abbia stuprato non rende un trans peruviano italiano. Come non lo rende donna.
https://voxnews.info/2017/11/25/stup...da-4-africani/
Voto in condotta addio. E addio anche alla disciplina
di Manlio Lilli
“Caro professore, la sua nota è ingiusta. Mio figlio ha dato il calcio dopo che il compagno gli aveva detto una parolaccia. Non è la prima volta che mio figlio prende note per colpa di altri. Faccia più attenzione”. Un’affermazione di fantasia in questo caso. Ma che a molti insegnanti è probabile sia capitato di ascoltare, in risposta alla loro notazione ai genitori del ragazzo artefice della performance. Molti genitori, certo non tutti, prendono le difese dei figli. Lo fanno ad oltranza. Lo fanno a prescindere, ormai. Già perché finora, almeno alle scuole primarie di secondo grado, in gioco c’era la condotta. Insomma il voto che aveva il potere di mettere in pericolo il passaggio alla classe successiva, la promozione. Ma dopo la firma del decreto che rende operativi i decreti attuativi della legge 107 del 2015 approvati lo scorso aprile, non è più così. La ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli ha proceduto a rendere esecutivo uno dei cardini della cosiddetta “Buona scuola”.
Con quella firma non finisce la politica buonista di tanti genitori nei confronti dei propri figli, ma almeno si risparmieranno lunghe ma alla fine sostanzialmente inutili discussioni nei Consigli di classe. Discussioni naturalmente non con i genitori che, almeno in questo ancora non hanno voce in capitolo, ma tra colleghi. Da un lato i sostenitori del “ma con me si comporta bene” e del “e poi è un ragazzo che ha tante potenzialità”. Dall’altro gli oltranzisti. Quelli che non vogliono derogare a “buona educazione e rispetto reciproco”, alle “regole dello stare insieme”. Una discussione, progressivamente negli anni, sempre più impari. Segnata fin dall’inizio, quasi sempre. Lo sanno bene gli insegnanti, lo sanno ancora meglio i genitori.
Ormai non si bocciava più. Quasi più. E quando accadeva a determinare la decisione non erano le lingue straniere, né matematica e neppure arte e tecnica, tantomeno lettere con le sue materie. Ad incidere spesso era il comportamento. Il voto condiviso dal Consiglio di classe. Al suo posto ora una “valutazione del comportamento con giudizio sintetico e non più con voti decimali, per offrire un quadro più complessivo sulla relazione che ciascuna studentessa o studente ha con gli altri e con l’ambiente scolastico”. Quanto la “valutazione” sia realmente in grado di “offrire un quadro più complessivo sulla relazione con gli altri e l’ambiente scolastico”, qualche ragionevole dubbio esiste. In dubbio non è ovviamente la valutazione, che di per sé costituisce l’esplicitazione di un voto, ma la sua rilevanza. La sua incidenza sul giudizio complessivo dello studente.
Come accade di consueto, anche su questo tema della scuola ci si divide. Tra chi ritiene che disciplina, rigore e serietà siano prerequisiti fondamentali e chi li ritiene delle gabbie. Degli inutili retaggi di un passato oscurantista. Quel che è indubitale, a prescindere dall’appartenza ad una delle due fazioni, è la realtà. Quella non solo attuale, ma più in generale quella dell’almeno ultimo decennio. Anni di “allentamento della disciplina”. Anni nei quali disciplina, rigore e serietà sono diventati quasi inutili. Anzi avversati strenuamente, quasi si trattasse di elementi discriminatori. Come se ogni atteggiamento, ogni azione, ogni reazione fosse lecita. Come se l’occupazione della scuola fosse l’unico antidoto a problemi strutturali dell’edificio. Come se offendere un insegnante fosse giustificabile. Come se provare ad intimorire un insegnante oppure un preside, magari fino a giungere all’aggressione fisica, non fosse poi una grande trasgressione.
Il decreto Fedeli, con grande efficacia, offre sostanzialmente agli studenti non meritevoli una grande possibilità. Derubricare le loro bravate a goliardate. Ufficializzare che il comportamento non è parte rilevante del processo formativo degli studenti. E’ un vero peccato che si sia perpetrato questo ennesimo colpo all’autorevolezza della Scuola, al suo ruolo di formazione. E’ scriteriato che accada mentre al Miur sostengono di voler puntare sulla lotta al bullismo, alle discriminazioni.
Avanti così, ministra Fedeli!
https://www.ilfattoquotidiano.it/201...plina/3989900/
“COME MAI VOTA SEMPRE MENO GENTE?”
Maurizio Blondet
Come mai la gente non vota più? Se lo chiede col dovuto ritardo un costituzionalista radicalchic, Zagrebelski. Era ora. Col 60 % di astensioni ad Osta, che qualcuno si accorgesse: del semplice fatto che quando l’astensione supera la metà, i risultati del voto non hanno alcun senso né legittimità.
Naturalmente Zagrebelski, essendo un radical-chich, non dà risposte se non sbagliate, proprie del suo ceto di privilegiati che dalla democrazia “rappresentativa” o “delegata” traggono i loro privilegi.
Egli cioè appartiene a quella oligarchia il cui principale carattere è “farsi passare per detentrice di una conoscenza superiore e universalmente valida, atta a legittimare le riforme che essa ritiene necessarie e razionali alla società” (Paul Picone).
Dalle 12 vaccinazioni obbligatorie allo jus soli imposto contro la volontà popolare, all’accoglienza obbligatoria, a spese di noi contribuenti e votanti, delle centinaia di migliaia di clandestini, dalle nozze gay al “nomadismo” che secondo la Boldrini “dovrà diventare il nostro stile di vita”, fino alla “negazione del passato”, questa oligarchia, essendo un prodotto terminale del liberismo senza freni, promuove “la soppressione di tutte le regole” come nel “mercato”, così nella vita sociale.
Gli oligarchi alla Zagrebelski o Boldrini ci insegnano, col ditino levato, dall’alto della loro superiorità morale, che “non c’è alternativa”, nel mondo della riproduzione economica, alla perdita di senso. Dovete sopportare i vaccini, gli immigrati, le sfilate sodomitiche, sentirvi estranei a casa vostra, dovete sopportare la disoccupazione al 40% dei vostri figli, perché “non si arresta il progresso”. Molti sentono che la loro vita è minacciata dalla presenza, sul suolo nazionale, di una popolazione dai costumi differenti, che percepiscono come ostili o estranee; e contrariamente ai ricchi, non possono separarsi da quei vicini trincerandosi nei quartieri alti. “Sono sottoposti ogni giorno alle conseguenze di decisioni che non hanno preso, e costretti a fronteggiare il disconoscimento mediatico e la superiorità morale di cui le elites si attribuiscono con arroganza il monopolio” .
In più, se guarda la tv o legge i giornali, gli si insegna che lui è una minoranza insignificante; infatti, sui media e talk show deborda “la società civile” felice delle libertà fornite dal nomadismo e dalla formazione permanente, grata delle 12 vaccinazioni obbligatorie, esultante che i diritti dei gay siano finalmente riconosciuti, profondamente misericordiosa e generosa nell’accoglienza alle miglia di clandestini, contentissima di “stare nell’Euro” e cedere la sovranità – questo residuo arcaico – alla banca centrale. A vedere le tv, questa “società civile” sembra la maggioranza assoluta dell’elettorato. E’ un trucco. “La “società civile” è ciò con cui oggi il circo mediatico-politico vuol sostituire il popolo (De Benoist)… L’importanza attribuita alla società civile è un modo di consacrare l’azione dei gruppi di interesse e delle lobby, tutte ugualmente rappresentativi di questa “società civile” – senza dire che molte ONG rappresentate come “società civile” sono creazioni artificiali finanziate da Soros, dal Dipartimento di Stato, dalla nota lobby e dalle massonerie…
https://www.maurizioblondet.it/mai-v...re-meno-gente/
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