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  1. #4051
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    La metà degli aiuti Caritas per la povertà al Nord. Serve un ministero per la Questione settentrionale o no?
    17 OTTOBRE 202217 OTTOBRE 2022 ECONOMIA LETTURA 2 MIN

    di Stefania Piazzo – Se vai a leggere il corposo lavoro della Caritas, il dossier “L’anello debole” sulla povertà in Italia, ti accorgi che il Paese sta scivolando in silenzio e nell’indifferenza, spesso, oltre la soglia dell’indigenza. E’ una linea di confine che non è superata solo per il dato economico statistico, ma perché la povertà è sociale, culturale, scolastica, professionale. E’ la somma di tante povertà.

    Mentre scorri i dati leggi che “Nel 2021 la povertà assoluta conferma i suoi massimi storici toccati
    nel 2020, anno di inizio della pandemia da Covid-19. Le famiglie in povertà assoluta
    risultano 1 milione 960mila, pari a 5.571.000 persone (il 9,4% della popolazione residente).
    L’incidenza si conferma più alta nel Mezzogiorno (10% dal 9,4% del 2020) mentre scende in
    misura significativa al Nord, in particolare nel Nord-Ovest (6,7% da 7,9%). In riferimento
    all’età, i livelli di povertà continuano ad essere inversamente proporzionali all’età: la
    percentuale di poveri assoluti si attesta infatti al 14,2% fra i minori (quasi 1,4 milioni
    bambini e i ragazzi poveri), all’11,4% fra i giovani di 18-34 anni, all’11,1% per la classe 35-64
    anni e al 5,3% per gli over 65 (valore sotto il la media nazionale)”.

    Certo sarà aumentata da una parte e diminuita dall’altra, ma il dato che spaventa è quando vai a vedere sulle schede di sintesi la ripartizione degli assistiti. Il Nord fa registrare il 50,4% degli assistiti. Il Sud il 20,9%, il Centro il 28,9%. Sta scritto. Vuol dire che l’apparente benessere diffuso non è quello che si crede che sia. Serve, ed è una provocazione, un ministero per la questione settentrionale?

    Nella sintesi del rapporto, si legge anche che “il nord-Est e il Sud risultano le macroaree con la più alta incidenza di poveri di prima generazione”.

    Come la mettiamo? Se questo non è un dato politico, se questa non è una questione settentrionale aperta, cosa lo è, a parte il silenzio della politica e dei partiti e dei sindacati che la povertà del Nord non la sanno mai vedere? Figuriamoci interpretare.

    https://www.lanuovapadania.it/econom...trionale-o-no/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #4052
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    E’ finito il Berlusconismo. Cosa sta nascendo, se il governo Meloni-Giorgetti tiene botta per un po’?
    17 OTTOBRE 202216 OTTOBRE 2022 OPINIONI LETTURA 7 MIN

    di Giovanni Robusti – Con l’astensione dei forzisti all’elezione del presidente del Senato finisce un’era trentennale. L’astensione, fallita, è di gran lunga più significativa del soccorso rosso, rosa, bianco, giallo o di che colore sia.

    Che nel centrodestra, un contenitore solo di nome, non ci fosse armonia era noto. Come era noto che due ex leader, maschilisti, non potessero sopportare di essere i sottoposti di una giovane giornalista. I giornalisti, loro, sono abituati a non “subirli”. Che la situazione precipitasse così in fretta è stata una novità. E che novità. Come tutta la storia del “cavaliere”, provocata da una donna. Che strano eh!

    A noi interessa il seguito. Capire cosa succede dopo. Matteo si spertica a garantire che tutto rientrerà. Non può essere. Non starebbe in piedi. Non sarebbe nemmeno il caso. Quello che succede è un ottimo starter per dare una spallata al passato, ben rappresentato in questo nuovo Parlamento. Sono certo che Meloni non perderà l’occasione. Vediamo perché.

    Giorgia Meloni dimostra di avere ben chiara la portata della sfida. Che non è solo di contesto, seppur grave. Arrivare in 3 anni al potere e con quel supporto di voti dimostra che la donna ha gli attributi e soprattutto ha ben chiaro che non avrà altre occasioni. O buona la prima o niente. Tant’è che ha subito ribattuto in modo chiaro “non sono ricattabile”. Ma il presidente in pectore alza il tiro. “Nessun posto di governo per chi non ha votato al Senato”. Ne vedremo delle belle in Forza Italia dove le poltrone sono un fine. Per il bene comune, ovviamente.

    C’è un altro fatto che va messo sul piatto. Giorgetti. Merita fare un’analisi della cronologia dei fatti. Meloni stravince contro Salvini che straperde. Berlusconi, che non gli va poi male, resta ultimo anche se per poco. Meloni parte subito a parlare di squadra di governo e gli altri iniziano a mettere sul tavolo le pretese. La Salvini spa tra la rosa dei ministri non cita Giorgetti. Tutti si irritano sull’ipotesi dei numerosi tecnici che Meloni vorrebbe imbarcare. Tra cui in primis certamente il ministro del Tesoro, la cassa. Passano i giorni e merita rilevare, tra le notizia ben note, che nessuno dei tecnici indicati per il MEF sembra accettare l’offerta. Brutto segno. O pensano che sia una missione impossibile o suppongono che durerà poco e finirà male. E alla luce dei fatti attuali pare verosimile.

    A un certo punto, un po’ sottotraccia, Meloni inizia a farsi scappare il nome di Giancarlo. Salvini tace o cerca di dirottare l’ipotesi, semmai, al ministero che Giorgetti ancora segue. Poi Meloni considera Giorgetti un tecnico papabile per il MEF mettendo a disposizione uno dei suoi posti senza intaccare quelli “venduti” ai due compari. Giorgetti tace conscio che nessuno possa nemmeno ipotizzare che passi ad altra corte. Non è nell’uomo, non nella sua storia, nella sua etica. Solo a tempo scaduto Salvini arriva a “gridare” la destinazione di Giorgetti al MEF come politico della Lega apprezzato da tutti per quel ruolo.

    Per capire meglio bisogna considerare che il ministro de Tesoro è il collaboratore più stretto, più sinergico, più “intimo” (professionalmente ovviamente) del presidente del Consiglio. In ogni governo. Basti vedere cosa succede a Londra. Meloni, seppur scaricata da prestigiosi tecnici, non può pensare di fare il presidente con a fianco un ministro della cassa, dei soldi, che prenda ordini da un terzo. Seppur socio o presunto tale. E quindi se si fida vuol dire che considera Salvini “a cuccia” o quantomeno inoffensivo. Le conclusioni tiratele voi.

    Ultimo fatto recente. Nella formazione dei gruppi parlamentari potremmo vedere nascere, dentro alla destra, un gruppo con la seconda fila della coalizione. Non hanno i numeri ma potrebbero avere un prestito di deputati e senatori dal numeroso gruppo di Fratelli. Perché tanta disponibilità e per di più gratuita visti i soldi che supportano i gruppi. Serve per creare un contenitore che faccia da paracadute per chi volesse cambiare cavallo senza passare direttamente da Forza Italia e anche dalla Lega ai Fratelli .

    Il tutto nella convinzione, condivisibile, che i voti a sostegno dell’azione di governo almeno per un po’ di tempo ancora, si troveranno comunque. Renzi & C e non solo. In tutta quell’area sino alla fine dell’arco sinistro, i problemi sono ancora più evidenti e grossi. E per problemi grossi, ci vuole tempo. Si potrebbe tornare a votare. Ma non così in fretta. Mattarella non lo permetterebbe. Ci sarà una verifica di medio termine con le europee del 2024. Nessuno rischierà l’annientamento prima. Nemmeno la Repubblica che con quel debito non può permetterselo.

    Assisteremo quindi alla fine politica di più di una aggregazione sin qui presente sul mercato della politica. Tempo al tempo. Anche se non ce ne vorrà poi molto.

    Siccome in politica i vuoti non esistono. Allo svuotamento di contenitori se ne creano altri. Mi auguro che si arrivi a due grossi schieramenti che portino la gente a votare. Perché, in fin dei conti, con l’astensione quasi al 40%, in soldoni, la Meloni è stata scelta da meno di un italiano su tre. Pochini per rappresentare gli italiani. Almeno nella nostra concezione di democrazia. Che differisce, non poco, da quella di Orban.

    E’ solo un’opportunità. Oggi per Meloni come lo era per Grillo. Opportunità che cammina su un terreno molto ma molto scivoloso. Soprattutto con i chiari di luna che si prevedono. Meglio, sono già in vista.

    https://www.lanuovapadania.it/opinio...tta-per-un-po/
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  3. #4053
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Ecco tutti i ministri del governo di Giorgia Meloni
    21 Ottobre 2022

    di REDAZIONE

    La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha accettato l’incarico senza riserva. Ecco la lista dei ministri del suo governo: 9 ministri di Fratelli d’Italia, 5 della Lega, 5 di Forza Italia e 5 tecnici. Le donne, con Meloni, sono 7 in tutto.

    Domani alle 10 il giuramento.

    Infrastrutture (vicepremier): Matteo Salvini
    Esteri (vicepremier): Antonio Tajani
    Economia: Giancarlo Giorgetti
    Difesa: Guido Crosetto
    Interno: Matteo Piantedosi
    Giustizia: Carlo Nordio
    Imprese e Made In Italy (ex Sviluppo Economico): Adolfo Urso
    Ambiente e Sicurezza Energetica: Paolo Zangrillo
    Pubblica Amministrazione: Gilberto Pichetto Fratin
    Agricoltura e Sovranità Alimentare: Francesco Lollobrigida
    Riforme: Elisabetta Casellati
    Affari Regionali e Autonomie: Roberto Calderoli
    Rapporti con il Parlamento: Luca Ciriani
    Università e Ricerca: Anna Maria Bernini
    Lavoro e Politiche Sociali: Marina Calderone
    Beni Culturali: Gennaro Sangiuliano
    Famiglia, Natalità e Pari Opportunità: Eugenia Roccella
    Disabilità: Alessandra Locatelli
    Sport e Politiche Giovanili: Andrea Abodi
    Salute: Orazio Schillaci
    Istruzione e Merito: Giuseppe Valditara
    Turismo: Daniela Santanchè
    Affari Europei e Pnrr: Raffaele Fitto
    Mare e Mezzogiorno: Nello Musumeci
    Sottosegretario alla presidenza del Consiglio: Alfredo Mantovano
    I 9 ministri FdI sono: Ciriani, Musumeci, Fitto, Roccella, Nordio, Crosetto, Urso, Lollobrigida, Santanchè. I 5 ministri di Forza Italia sono: Pichetto Fratin, Casellati, Tajani, Zangrillo, Bernini. I 5 ministri della Lega sono: Calderoli, Locatelli, Giorgetti, Salvini, Valditara. I 5 ministri tecnici sono: Abodi, Piantedosi, Calderone, Sangiuliano, Schillaci. Non ci sono ministri di Noi moderati.

    Post Scriptum: Per il Miglioverde siamo di fronte all’ennesimo governo ostile alla libertà, un governo che rimarrà nei binari già tracciati da Mario Draghi, dall’Ue e dal globalismo internazionale finanziario.

    https://www.miglioverde.eu/ecco-tutt...iorgia-meloni/
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  4. #4054
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Non è solo il miglio verde a pensarla così.
    Ma era l'unico governo possibile oggi nello stivale.
    Occorre prenderne atto, inutile fare sogni, e sperare che faccia meno danni possibili in un momento molto particolare, senza soldi e con la guerra dietro l'angolo.
    Buon lavoro e buona fortuna a Crosetto, ne avrà presto bisogno, come tutti noi.
    Qualcuno forse si aspettava che potesse nascere un governo non atlantista, non filo UE?
    Ma dov'è vive sta gente?
    Speriamo almeno nell'autonomia.
    Ma se il problema per Salvini è il ponte....

  5. #4055
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Non è solo il miglio verde a pensarla così.
    Ma era l'unico governo possibile oggi nello stivale.
    Occorre prenderne atto, inutile fare sogni, e sperare che faccia meno danni possibili in un momento molto particolare, senza soldi e con la guerra dietro l'angolo.
    Buon lavoro e buona fortuna a Crosetto, ne avrà presto bisogno, come tutti noi.
    Qualcuno forse si aspettava che potesse nascere un governo non atlantista, non filo UE?
    Ma dov'è vive sta gente?
    Speriamo almeno nell'autonomia.
    Ma se il problema per Salvini è il ponte....
    Esatto.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  6. #4056
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  7. #4057
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #4058
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Tutta la solidarietà possibile a Giordano.
    Aveva iniziato a riferire di effetti avversi del vaccino.
    Non si può.
    Evidentemente non si può.

  9. #4059
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Mattarella: “Possibile contribuire alla realizzazione dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite”
    26 Ottobre 2022

    di REDAZIONE

    “Desidero porgere un caloroso saluto a quanti partecipano al Convegno celebrativo del 50/mo anniversario dell’Associazione volontari per il servizio internazionale. Nel condurre una molteplicità di progetti a favore dei più bisognosi di tutti i continenti, Avsi ha svolto un lavoro prezioso che ha riaffermato costantemente la centralità della persona umana quale protagonista di una crescita equa, sostenibile e solidale, a beneficio del singolo e della comunità in cui vive”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla presidente dell’Associazione.

    “Nell’attuale contesto globale –prosegue il Capo dello Stato– sono cresciute le diseguaglianze. La terribile guerra scatenata dalla Federazione Russa nel cuore dell’Europa e gli altri gravi fattori di instabilità pongono all’attenzione della comunità internazionale sfide complesse che possono essere affrontate in maniera efficace soltanto tenendo in adeguata considerazione la forte interdipendenza che caratterizza il nostro presente. Questo sollecita un multilateralismo efficace e una cooperazione internazionale capace di elaborare risposte tempestive, coordinate e di lungo periodo”.

    “L‘esperienza di Avsi ci ricorda che la Repubblica italiana esprime un ampio patrimonio di solidarietà e che è davvero possibile –conclude Mattarella– contribuire alla realizzazione dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile senza lasciare indietro nessuno“. (ADNKronos)

    LEGGI: Agenda 2030: la distopia mondiale pianificata nei dettagli dall’ONU (https://www.miglioverde.eu/agenda-20...tagli-dallonu/)

    https://www.miglioverde.eu/mattarell...nazioni-unite/
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  10. #4060
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Verso “condono” delle multe per i No vax? Governo posticipa a giugno 2023 le multe per chi non si era vaccinato
    27 OTTOBRE 202227 OTTOBRE 2022 CRONACA LETTURA 1 MIN

    Il governo, viene spiegato, sarebbe intenzionato a presentare un emendamento al dl Aiuti ter con l’obiettivo di rinviare (l’ipotesi è fissare la dead line a giugno) l’arrivo delle multe alle categorie per le quali era previsto l’obbligo vaccinale (over 50, Forze dell’ordine e personale della scuola) e che non avevano provveduto a mettersi in regola. Lo scrive l’Agi dopo le dichiarazioni del ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a Sky Tg24.

    In tutto, dovrebbero essere tre gli emendamenti dell’esecutivo al testo del decreto, ora all’esame della commissione Speciale della Camera e atteso in Aula il prossimo 8 novembre, come ha stabilito ieri la Conferenza dei capigruppo.

    “Sì, c’è l’ipotesi di rinviare le multe” destinate a chi non si è messo in regola con l’obbligo vaccinale anti Covid.

    “C’è l’ipotesi di rinviare le multe, credo ci siano problemi tecnici” in merito all’invio delle multe, “attendiamo il testo da parte del ministero, ma c’è questa ipotesi, non di annullare o congelare le multe ma solo il rinvio del termine” entro cui dovrebbero essere spedite a chi non è in regola.

    https://www.lanuovapadania.it/cronac...era-vaccinato/
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