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  1. #2851
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Molto veloci anche quelli delle analisi.
    15 giorni per scoprire che nel corpo c'era eroina ma anche morfina e quindi non poteva essere overdose.
    C'è solo da avere pietà, diversamente sono tutti da aggiungere alla lista dei lampioni e della corda.
    Un'altra vergogna tutta sinistra itagliona.
    Tipica.
    Dov'è la bionda delle case farmaceutiche? Pardon. Dei vasccini?
    Bene , probabilmente trattasi di sacrificio umano e la chiesa tace , se non per condannare il razzismo .Ineccepibile.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  2. #2852
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Una conferma serve sempre.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #2853
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Doppio passaporto, Alfano boicotta incontro con Vienna
    "La proposta di estendere la doppia cittadinanza agli altoatesini di lingua tedesca e ladina appare incomprensibile"
    Marianna Di Piazza
    "Ho dato istruzioni al nostro ambasciatore in Austria di non prendere parte alla riunione convocata il prossimo 23 marzo a Vienna sulla proposta della doppia cittadinanza per la popolazione di lingua tedesca e ladina dell'Alto Adige". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Angelino Alfano.
    I ministri degli Esteri e degli Interni del governo austriaco avevano convocato una riunione con i consiglieri provinciali dell’Alto Adige per discutere della possibilità di un doppio passaporto per i cittadini italiani appartenenti al gruppo linguistico tedesco. Ma Alfano ha comunicato che non ci sarà alcuna partecipazione italiana perché "come già ribadito alla collega austriaca Karin Kneissl, qualunque eventuale discussione sul tema non potrà che avvenire tra Roma e Vienna e non anche, su un livello paritetico, con Bolzano, che è una Provincia autonoma della Repubblica Italiana".
    Per il ministro Alfano "la proposta della doppia cittadinanza agli altoatesini di lingua tedesca e ladina appare incomprensibile: rischierebbe di incidere pesantemente su un positivo contesto e di compromettere una storia di successo internazionalmente riconosciuta. Auspichiamo dunque una riflessione molto attenta sulle possibili implicazioni e siamo pronti ad esaminare tutte le possibili misure per opporci ad un atto che non sarebbe conforme al diritto internazionale".
    Il ministro degli Esteri austriaco Karin Kneissl aveva auspicato "un dialogo costruttivo lungo l'asse Vienna-Roma-Bolzano" nel corso di un incontro con il presidente altoatesino Arno Kompatscher.
    Doppio passaporto, Alfano boicotta incontro con Vienna



    Laura Boldrini minaccia i milanesi: "Se mi eleggete prendo casa qui"
    La presidente della Camera, Laura Boldrini, non lascerà Milano in caso di vittoria alle elezioni del 4 marzo. L’esponente di Liberi e Uguali è candidata al collegio uninominale 1, nel cuore del capoluogo lombardo. «Vorrei essere qui a Milano nel fine settimana, quando non c’è aula a Roma», ha detto la Boldrini. E per questo «sto vedendo di trovare un appoggio, un appartamento in cui stare, e qui mi piacerebbe tanto», ha aggiunto riferendosi a un condominio “green” al civico 49 di via San Gregorio, visitato ieri mattina nell’ambito di un’iniziativa elettorale.
    Laura Boldrini minaccia i milanesi: "Se mi eleggete prendo casa qui" - Libero Quotidiano

    Elezioni 2018, Laura Boldrini umiliata a Milano: "Bella Ciao!"
    Elezioni 2018, Laura Boldrini sconfitta a Milano
    Di Giuseppe Vatinno
    Elezioni 2018, Laura Boldrini umiliata a Milano: "Bella Ciao!"
    Laura Boldrini, la pasionaria rossa, la femminista profeta di un femminismo sgangherato che voleva cambiare il mondo storpiandone le parole è stata umiliata a Milano dove era candidata per Liberi e Uguali nel collegio 12 uninominale alla Camera finendo solo quarta con il 4,6 % e dando prova acclarata e manifesta che agli italiani di lei e delle sue battaglie non importa un fico secco.
    La Boldrini, da Presidente della Camera, ci ha quotidianamente angustiato con battaglie stucchevoli e di retroguardia che oltretutto hanno nuociuto -e non poco- proprio alla causa che avrebbero dovuto perorare e cioè quella delle donne, causa peraltro importante, che i suoi atteggiamenti inutilmente provocatori ha seriamente compromesso.
    Per cinque anni la Boldrini, Presidente della Camera (ora lo possiamo dire con un sospiro di sollievo) ha fatto di tutto e di più nell’inessenziale e cioè in inutili ripicche, polemiche a ciclo continuo e proposte strampalate, come l’abbattimento dei monumenti del ventennio fascista, peraltro criticati anche dalla stessa sinistra.
    Anche i temi di un antifascismo esasperato ed esasperante non hanno giovato ad un clima politico alla ricerca del superamento del passato verso una vera pace sociale e gli italiani l’hanno punita.
    Da ultimo, l’ex presidente della Camera, si era lanciata nella sua nuova passione: un team di “antibufalari” che più che scoprire le bufale (cosa sacrosanta) hanno cercato di delegittimare alcuni siti politici non allineati con la verità di quella che sarà archiviata (finalmente) come la “Boldrinova”.
    Elezioni 2018, Laura Boldrini umiliata a Milano: "Bella Ciao!" - Affaritaliani.it

    Paolo Borgognone
    Spulciando le reazioni dei "giovani social" ai risultati elettorali di ieri, noto con una certa qual curiosità che i figliocci della sinistra universitaria (Erasmus Generation) hanno principiato, com'era del resto lecito attendersi, il loro petulante piagnisteo virtuale. Qualcuno si straccia le vesti (rigorosamente griffate), qualcun altro i capelli (ovviamente acconciati all'ultima moda "alternative"), altri dichiarano di voler "emigrare" nel più breve tempo possibile poiché "intimoriti" dal clima "anti-Ue" che starebbe serpeggiando nel Paese. Prego, cari miei, la porta è là... Nessuno vi trattiene. Tuttavia, il canto lamentoso della Erasmus Generation orfana del trio Renzi-Bonino-Boldrini è un film già visto, la stanca riproposizione mediatica della "sinfonia" andata in scena, sui social, in GB, dopo Brexit. Che poveri di spirito questi teenager... Fighetti fuori, infantili dentro (occhio, le due caratteristiche sono tutt'altro che in contraddizione tra loro). Che tristezza suscitano questi teenager Erasmus Generation... Basta un Salvini al 18% e un Di Maio un po' più brillante e timidamente sopra le righe del solito per mettere al tappeto questi snowflakes...

    Cinesi, catalani, lobbisti: a Bruxelles tutti studiano l'Italia spezzata
    Funzionari di Pechino, indipendentisti, aziende chimiche: così l'Unione europea "va a ripetizioni" sul caso del nostro Paese. Diviso a metà tra Lega e M5s dopo il voto. E col rebus ingovernabilità.
    GIOVANNA FAGGIONATO
    La scrittura è rapida, la trama fitta, con le lettere dell'alfabeto latino dei vocaboli in lingua inglese alternate a qualche riga di ideogrammi più larga e rada. Jian Yang, uno dei tre diplomatici della missione della Repubblica popolare cinese, nella stanza prende appunti diligentemente. Lo fanno, per la verità, tutti i presenti di origini asiatiche nella sede dello European Policy Center, uno dei più importanti think tank di Bruxelles, che si è assunto l'impegno di provare a spiegare cosa stia succedendo in Italia all'indomani del voto.
    INCONTRO SUL VOTO NOSTRANO. Come succede spesso nella capitale dell'Unione europea, l'appuntamento - un incontro sul voto nostrano e sul referendum dell'Spd tedesca moderato dall'analista Giovanni Grevi e con l'intervento dell'editorialista de Il Sole 24 Ore Adriana Cerretelli e del direttore del programma di politica e istituzioni europee dell'Epc Janis Emmanouilidis - non ha raccolto solo l'attenzione e la partecipazione di una comunità composita di italiani e tedeschi che lavorano nella bolla europea.
    PRESENTI DIVERSI DIPLOMATICI. C'erano anche numerosi rappresentanti diplomatici e lobbisti e analisti interessati alle sorti progressive e magnifiche del Paese, dal rappresentante della Hyundai a quello del Cefic, l'importante consorzio delle industrie chimiche; e poi Stephane Rottier - uno degli alti funzionari della Bce passato al Fondo monetario internazionale -, l'ex consigliere del capo economista Peter Praet e appunto i tre inviati dalla rappresentanza diplomatica di Pechino.
    Ad ascoltare Emmanouilidis snocciolare le domande sull'effetto della marea grillina e leghista sugli equilibri europei solo tra gli emissari delle ambasciate e delle rappresentanze con sede a Bruxelles si potevano contare 10 diplomatici, della Norvegia e della Svizzera, i Paesi dell'area di libero scambio Ue, dalla Tailandia alla Repubblica Ceca passando per la rappresentanza della Gran Bretagna in uscita dall'Unione europea.
    I CATALANI GUARDANO AI LEGHISTI. E oltre ai tre funzionari di Pechino figuravano nella lista dei partecipanti anche altrettanti funzionari della Generalitat della Catalogna. Certamente la maggioranza degli Stati Ue ha utilizzato altri canali di informazione e di analisi, ma la presenza dei rappresentanti catalani dopo la vittoria leghista e considerando quanto a Madrid alcune uscite del governatore lombardo Roberto Maroni siano andate di traverso durante i giorni ad altissima tensione di Barcellona è significativa.
    L'Italia è un Paese che non è mai stato unificato, anche se non ne avevamo la prova. Ecco, la notte delle elezioni sfortunatamente l'abbiamo avuta
    È a loro, come ai lobbisti dei colossi giapponesi Mitsui e Hyundai o agli analisti di Deloitte che è stato spiegato senza mezzi termini dalla giornalista italiana che «l'Italia è un Paese che non è mai stato unificato, anche se non ne avevamo la prova. Ecco, la notte delle elezioni l'abbiamo avuta».
    «ESASPERAZIONI MOLTO DIVERSE». «C'è un Sud», spiegava, che è la parte più corrotta del Paese e «aspira a vivere di sussidi pubblici» e su cui sono stati investiti e persi miliardi di euro, che si è fatto conquistare dal reddito di cittadinanza. E un Nord competitivo che vorrebbe invece avere meno burocrazia e tasse per esserlo di più. Un «problema economico, sociale strutturale», argomentava di fronte al movimento veloce delle penne degli astanti, «che ha dato vita a due esasperazioni molto diverse». E chissà cosa avranno pensato i diplomatici cinesi di una giornalista che dice del proprio Paese drammaticamente quello che è.
    Cinesi, catalani, lobbisti: a Bruxelles tutti studiano l'Italia spezzata - Lettera43.it

    Grillo può parlare così perchè è padano-ligure, ma i 5 stelle sono egemonizzati dai terryes....

    Grillo: “L’Italia non ha più ragione di rimanere unita. Sì a macroregioni”
    Sul suo blog il leader M5s definisce l’Italia "un’arlecchinata di popoli, di lingue, di tradizioni che non ha più alcuna ragione di stare insieme". Salvini: "Non vorrei che inseguisse la Lega" ma se da lui non ci saranno "solo parole sarà una battaglia comune"
    Per il segretario federale del Carroccio Matteo Salvini non c’è dubbio. Sono dichiarazioni che vogliono rincorrere la Lega Nord quelle che Beppe Grillo ha pubblicato oggi sul suo blog. Il leader del Movimento 5 Stelle in un post definisce l’Italia “un’arlecchinata di popoli, di lingue, di tradizioni che non ha più alcuna ragione di stare insieme” e per questo insiste sull’urgenza di dividere il territorio nazionale in macroregioni.
    Quella iniziata nel 1861, scrive, è “una storia brutale, la cui memoria non ci porta a gonfiare il petto, ma ad abbassare la testa. Percorsa da atti terroristici inauditi per una democrazia assistiti premurosamente dai servizi deviati (?) dello Stato. Quale Stato? La parola ‘Stato’ di fronte alla quale ci si alzava in piedi e si salutava la bandiera è diventata un ignobile raccoglitore di interessi privati gestito dalle maitresse dei partiti”.
    E se domani, prosegue il post, “i Veneti, i Friulani, i Triestini, i Siciliani, i Sardi, i Lombardi non sentissero più alcuna necessità di rimanere all’interno di un incubo dove la democrazia è scomparsa, un signore di novant’anni decide le sorti della Nazione e un imbarazzante venditore di pentole si atteggia a presidente del Consiglio, massacrata di tasse, di burocrazia che ti spinge a fuggire all’estero o a suicidarti, senza sovranità monetaria, territoriale, fiscale, con le imprese che muoiono come mosche”.
    Secondo Grillo per fare funzionare l’Italia, che “non può essere gestita da Roma da partiti autoreferenziali e inconcludenti”, “è necessario decentralizzare poteri e funzioni a livello di macroregioni, recuperando l’identità di Stati millenari, come la Repubblica di Venezia o il Regno delle due Sicilie. E se domani fosse troppo tardi? Se ci fosse un referendum per l’annessione della Lombardia alla Svizzera, dell’autonomia della Sardegna o del congiungimento della Valle d’Aosta e dell’Alto Adige alla Francia e all’Austria? Ci sarebbe un plebiscito per andarsene”.
    Considerazioni a cui replica Salvini: “Non vorrei che essendo in difficoltà, Grillo inseguisse la Lega”, dice. Ma se da lui non ci saranno “solo parole” fra M5s e Carroccio “sarà una battaglia comune”. “Se è coerente – sostiene – Grillo sosterrà subito il referendum per l’indipendenza del Veneto [?????] e quando in Lombardia chiederemo lo statuto speciale ci sosterrà”.
    Per questo Salvini si aspetta che “non rimangano solo parole, perché a parole i grillini erano contro l’immigrazione clandestina e poi hanno votato contro il reato, a parole erano contro l’euro poi è rimasta solo la Lega: se non saranno solo parole sarà una battaglia comune – conclude – perché è certo che se mettiamo insieme le forze da questo punto di vista non ce n’è per nessuno”.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/201...egioni/906954/

  4. #2854
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    "Ha vinto M5S, dateci i moduli per il reddito di cittadinanza". Ai Caf numerose richieste da Bari e Palermo - Repubblica.it
    "Ha vinto M5S, dateci i moduli per il reddito di cittadinanza". Ai Caf numerose richieste da Bari e Palermo

    https://www.ilfattoquotidiano.it/201...olati/4212430/
    Puglia e Basilicata, “dopo vittoria M5s code ai Caf per reddito cittadinanza”.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #2855
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    "Ha vinto M5S, dateci i moduli per il reddito di cittadinanza". Ai Caf numerose richieste da Bari e Palermo - Repubblica.it
    "Ha vinto M5S, dateci i moduli per il reddito di cittadinanza". Ai Caf numerose richieste da Bari e Palermo

    https://www.ilfattoquotidiano.it/201...olati/4212430/
    Puglia e Basilicata, “dopo vittoria M5s code ai Caf per reddito cittadinanza”.
    Nord ai Nordici, sud a di maio.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #2856
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Dove ... màiano tutti.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #2857
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Doppio passaporto, Alfano boicotta incontro con Vienna
    "La proposta di estendere la doppia cittadinanza agli altoatesini di lingua tedesca e ladina appare incomprensibile"
    Marianna Di Piazza
    "Ho dato istruzioni al nostro ambasciatore in Austria di non prendere parte alla riunione convocata il prossimo 23 marzo a Vienna sulla proposta della doppia cittadinanza per la popolazione di lingua tedesca e ladina dell'Alto Adige". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Angelino Alfano.
    I ministri degli Esteri e degli Interni del governo austriaco avevano convocato una riunione con i consiglieri provinciali dell’Alto Adige per discutere della possibilità di un doppio passaporto per i cittadini italiani appartenenti al gruppo linguistico tedesco. Ma Alfano ha comunicato che non ci sarà alcuna partecipazione italiana perché "come già ribadito alla collega austriaca Karin Kneissl, qualunque eventuale discussione sul tema non potrà che avvenire tra Roma e Vienna e non anche, su un livello paritetico, con Bolzano, che è una Provincia autonoma della Repubblica Italiana".
    Per il ministro Alfano "la proposta della doppia cittadinanza agli altoatesini di lingua tedesca e ladina appare incomprensibile: rischierebbe di incidere pesantemente su un positivo contesto e di compromettere una storia di successo internazionalmente riconosciuta. Auspichiamo dunque una riflessione molto attenta sulle possibili implicazioni e siamo pronti ad esaminare tutte le possibili misure per opporci ad un atto che non sarebbe conforme al diritto internazionale".
    Il ministro degli Esteri austriaco Karin Kneissl aveva auspicato "un dialogo costruttivo lungo l'asse Vienna-Roma-Bolzano" nel corso di un incontro con il presidente altoatesino Arno Kompatscher.
    Doppio passaporto, Alfano boicotta incontro con Vienna



    Laura Boldrini minaccia i milanesi: "Se mi eleggete prendo casa qui"
    La presidente della Camera, Laura Boldrini, non lascerà Milano in caso di vittoria alle elezioni del 4 marzo. L’esponente di Liberi e Uguali è candidata al collegio uninominale 1, nel cuore del capoluogo lombardo. «Vorrei essere qui a Milano nel fine settimana, quando non c’è aula a Roma», ha detto la Boldrini. E per questo «sto vedendo di trovare un appoggio, un appartamento in cui stare, e qui mi piacerebbe tanto», ha aggiunto riferendosi a un condominio “green” al civico 49 di via San Gregorio, visitato ieri mattina nell’ambito di un’iniziativa elettorale.
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    Elezioni 2018, Laura Boldrini umiliata a Milano: "Bella Ciao!"
    Elezioni 2018, Laura Boldrini sconfitta a Milano
    Di Giuseppe Vatinno
    Elezioni 2018, Laura Boldrini umiliata a Milano: "Bella Ciao!"
    Laura Boldrini, la pasionaria rossa, la femminista profeta di un femminismo sgangherato che voleva cambiare il mondo storpiandone le parole è stata umiliata a Milano dove era candidata per Liberi e Uguali nel collegio 12 uninominale alla Camera finendo solo quarta con il 4,6 % e dando prova acclarata e manifesta che agli italiani di lei e delle sue battaglie non importa un fico secco.
    La Boldrini, da Presidente della Camera, ci ha quotidianamente angustiato con battaglie stucchevoli e di retroguardia che oltretutto hanno nuociuto -e non poco- proprio alla causa che avrebbero dovuto perorare e cioè quella delle donne, causa peraltro importante, che i suoi atteggiamenti inutilmente provocatori ha seriamente compromesso.
    Per cinque anni la Boldrini, Presidente della Camera (ora lo possiamo dire con un sospiro di sollievo) ha fatto di tutto e di più nell’inessenziale e cioè in inutili ripicche, polemiche a ciclo continuo e proposte strampalate, come l’abbattimento dei monumenti del ventennio fascista, peraltro criticati anche dalla stessa sinistra.
    Anche i temi di un antifascismo esasperato ed esasperante non hanno giovato ad un clima politico alla ricerca del superamento del passato verso una vera pace sociale e gli italiani l’hanno punita.
    Da ultimo, l’ex presidente della Camera, si era lanciata nella sua nuova passione: un team di “antibufalari” che più che scoprire le bufale (cosa sacrosanta) hanno cercato di delegittimare alcuni siti politici non allineati con la verità di quella che sarà archiviata (finalmente) come la “Boldrinova”.
    Elezioni 2018, Laura Boldrini umiliata a Milano: "Bella Ciao!" - Affaritaliani.it

    Paolo Borgognone
    Spulciando le reazioni dei "giovani social" ai risultati elettorali di ieri, noto con una certa qual curiosità che i figliocci della sinistra universitaria (Erasmus Generation) hanno principiato, com'era del resto lecito attendersi, il loro petulante piagnisteo virtuale. Qualcuno si straccia le vesti (rigorosamente griffate), qualcun altro i capelli (ovviamente acconciati all'ultima moda "alternative"), altri dichiarano di voler "emigrare" nel più breve tempo possibile poiché "intimoriti" dal clima "anti-Ue" che starebbe serpeggiando nel Paese. Prego, cari miei, la porta è là... Nessuno vi trattiene. Tuttavia, il canto lamentoso della Erasmus Generation orfana del trio Renzi-Bonino-Boldrini è un film già visto, la stanca riproposizione mediatica della "sinfonia" andata in scena, sui social, in GB, dopo Brexit. Che poveri di spirito questi teenager... Fighetti fuori, infantili dentro (occhio, le due caratteristiche sono tutt'altro che in contraddizione tra loro). Che tristezza suscitano questi teenager Erasmus Generation... Basta un Salvini al 18% e un Di Maio un po' più brillante e timidamente sopra le righe del solito per mettere al tappeto questi snowflakes...

    Cinesi, catalani, lobbisti: a Bruxelles tutti studiano l'Italia spezzata
    Funzionari di Pechino, indipendentisti, aziende chimiche: così l'Unione europea "va a ripetizioni" sul caso del nostro Paese. Diviso a metà tra Lega e M5s dopo il voto. E col rebus ingovernabilità.
    GIOVANNA FAGGIONATO
    La scrittura è rapida, la trama fitta, con le lettere dell'alfabeto latino dei vocaboli in lingua inglese alternate a qualche riga di ideogrammi più larga e rada. Jian Yang, uno dei tre diplomatici della missione della Repubblica popolare cinese, nella stanza prende appunti diligentemente. Lo fanno, per la verità, tutti i presenti di origini asiatiche nella sede dello European Policy Center, uno dei più importanti think tank di Bruxelles, che si è assunto l'impegno di provare a spiegare cosa stia succedendo in Italia all'indomani del voto.
    INCONTRO SUL VOTO NOSTRANO. Come succede spesso nella capitale dell'Unione europea, l'appuntamento - un incontro sul voto nostrano e sul referendum dell'Spd tedesca moderato dall'analista Giovanni Grevi e con l'intervento dell'editorialista de Il Sole 24 Ore Adriana Cerretelli e del direttore del programma di politica e istituzioni europee dell'Epc Janis Emmanouilidis - non ha raccolto solo l'attenzione e la partecipazione di una comunità composita di italiani e tedeschi che lavorano nella bolla europea.
    PRESENTI DIVERSI DIPLOMATICI. C'erano anche numerosi rappresentanti diplomatici e lobbisti e analisti interessati alle sorti progressive e magnifiche del Paese, dal rappresentante della Hyundai a quello del Cefic, l'importante consorzio delle industrie chimiche; e poi Stephane Rottier - uno degli alti funzionari della Bce passato al Fondo monetario internazionale -, l'ex consigliere del capo economista Peter Praet e appunto i tre inviati dalla rappresentanza diplomatica di Pechino.
    Ad ascoltare Emmanouilidis snocciolare le domande sull'effetto della marea grillina e leghista sugli equilibri europei solo tra gli emissari delle ambasciate e delle rappresentanze con sede a Bruxelles si potevano contare 10 diplomatici, della Norvegia e della Svizzera, i Paesi dell'area di libero scambio Ue, dalla Tailandia alla Repubblica Ceca passando per la rappresentanza della Gran Bretagna in uscita dall'Unione europea.
    I CATALANI GUARDANO AI LEGHISTI. E oltre ai tre funzionari di Pechino figuravano nella lista dei partecipanti anche altrettanti funzionari della Generalitat della Catalogna. Certamente la maggioranza degli Stati Ue ha utilizzato altri canali di informazione e di analisi, ma la presenza dei rappresentanti catalani dopo la vittoria leghista e considerando quanto a Madrid alcune uscite del governatore lombardo Roberto Maroni siano andate di traverso durante i giorni ad altissima tensione di Barcellona è significativa.
    L'Italia è un Paese che non è mai stato unificato, anche se non ne avevamo la prova. Ecco, la notte delle elezioni sfortunatamente l'abbiamo avuta
    È a loro, come ai lobbisti dei colossi giapponesi Mitsui e Hyundai o agli analisti di Deloitte che è stato spiegato senza mezzi termini dalla giornalista italiana che «l'Italia è un Paese che non è mai stato unificato, anche se non ne avevamo la prova. Ecco, la notte delle elezioni l'abbiamo avuta».
    «ESASPERAZIONI MOLTO DIVERSE». «C'è un Sud», spiegava, che è la parte più corrotta del Paese e «aspira a vivere di sussidi pubblici» e su cui sono stati investiti e persi miliardi di euro, che si è fatto conquistare dal reddito di cittadinanza. E un Nord competitivo che vorrebbe invece avere meno burocrazia e tasse per esserlo di più. Un «problema economico, sociale strutturale», argomentava di fronte al movimento veloce delle penne degli astanti, «che ha dato vita a due esasperazioni molto diverse». E chissà cosa avranno pensato i diplomatici cinesi di una giornalista che dice del proprio Paese drammaticamente quello che è.
    Cinesi, catalani, lobbisti: a Bruxelles tutti studiano l'Italia spezzata - Lettera43.it

    Grillo può parlare così perchè è padano-ligure, ma i 5 stelle sono egemonizzati dai terryes....

    Grillo: “L’Italia non ha più ragione di rimanere unita. Sì a macroregioni”
    Sul suo blog il leader M5s definisce l’Italia "un’arlecchinata di popoli, di lingue, di tradizioni che non ha più alcuna ragione di stare insieme". Salvini: "Non vorrei che inseguisse la Lega" ma se da lui non ci saranno "solo parole sarà una battaglia comune"
    Per il segretario federale del Carroccio Matteo Salvini non c’è dubbio. Sono dichiarazioni che vogliono rincorrere la Lega Nord quelle che Beppe Grillo ha pubblicato oggi sul suo blog. Il leader del Movimento 5 Stelle in un post definisce l’Italia “un’arlecchinata di popoli, di lingue, di tradizioni che non ha più alcuna ragione di stare insieme” e per questo insiste sull’urgenza di dividere il territorio nazionale in macroregioni.
    Quella iniziata nel 1861, scrive, è “una storia brutale, la cui memoria non ci porta a gonfiare il petto, ma ad abbassare la testa. Percorsa da atti terroristici inauditi per una democrazia assistiti premurosamente dai servizi deviati (?) dello Stato. Quale Stato? La parola ‘Stato’ di fronte alla quale ci si alzava in piedi e si salutava la bandiera è diventata un ignobile raccoglitore di interessi privati gestito dalle maitresse dei partiti”.
    E se domani, prosegue il post, “i Veneti, i Friulani, i Triestini, i Siciliani, i Sardi, i Lombardi non sentissero più alcuna necessità di rimanere all’interno di un incubo dove la democrazia è scomparsa, un signore di novant’anni decide le sorti della Nazione e un imbarazzante venditore di pentole si atteggia a presidente del Consiglio, massacrata di tasse, di burocrazia che ti spinge a fuggire all’estero o a suicidarti, senza sovranità monetaria, territoriale, fiscale, con le imprese che muoiono come mosche”.
    Secondo Grillo per fare funzionare l’Italia, che “non può essere gestita da Roma da partiti autoreferenziali e inconcludenti”, “è necessario decentralizzare poteri e funzioni a livello di macroregioni, recuperando l’identità di Stati millenari, come la Repubblica di Venezia o il Regno delle due Sicilie. E se domani fosse troppo tardi? Se ci fosse un referendum per l’annessione della Lombardia alla Svizzera, dell’autonomia della Sardegna o del congiungimento della Valle d’Aosta e dell’Alto Adige alla Francia e all’Austria? Ci sarebbe un plebiscito per andarsene”.
    Considerazioni a cui replica Salvini: “Non vorrei che essendo in difficoltà, Grillo inseguisse la Lega”, dice. Ma se da lui non ci saranno “solo parole” fra M5s e Carroccio “sarà una battaglia comune”. “Se è coerente – sostiene – Grillo sosterrà subito il referendum per l’indipendenza del Veneto [?????] e quando in Lombardia chiederemo lo statuto speciale ci sosterrà”.
    Per questo Salvini si aspetta che “non rimangano solo parole, perché a parole i grillini erano contro l’immigrazione clandestina e poi hanno votato contro il reato, a parole erano contro l’euro poi è rimasta solo la Lega: se non saranno solo parole sarà una battaglia comune – conclude – perché è certo che se mettiamo insieme le forze da questo punto di vista non ce n’è per nessuno”.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/201...egioni/906954/
    Alfano sembra uscito dal cotolengo in quella foto.

  8. #2858
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Nord ai Nordici, sud a di maio.
    Questo dimostra come il sangue, il sentire, l'istinto rimane immutato e alla fine arriva sempre al dunque. L'ennesima riprova.

    Di maio ha sentito il richiamo della sua gente e loro hanno risposto ad esso. Una forma d'istinto inconscio.

  9. #2859
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    "Ha vinto M5S, dateci i moduli per il reddito di cittadinanza". Ai Caf numerose richieste da Bari e Palermo - Repubblica.it
    "Ha vinto M5S, dateci i moduli per il reddito di cittadinanza". Ai Caf numerose richieste da Bari e Palermo

    https://www.ilfattoquotidiano.it/201...olati/4212430/
    Puglia e Basilicata, “dopo vittoria M5s code ai Caf per reddito cittadinanza”.
    Sarà colpa dei savoia ...
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  10. #2860
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    Alfano sembra uscito dal cotolengo in quella foto.
    Il ritratto della democrazia cristiana.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
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