



Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .


A proposito del "paese di menta" e delle ridicole regole di buio sondaggistico (15 gg: come pochi altri casi sul pianeta), ma "corse clandestine" o ""conclavi" quest'anno non ce ne sono?
Qualcuno ha link a qualche sito estero?
Abbiamo lasciato sparire tanti sentieri, abbiamo lasciato incolti prati e boschi: siamo perduti in un esodo senza terre promesse. Ma la nostra terra promessa è qui, tra questi monti e questi sassi, qui per stillare latte e miele da questa dura terra




È un periodo di scarso tempo.
Non saprei. Se trovi, fai un fischio. Grazie.


Io comunque ne approfitto per dire la mia. E non faccio certo propaganda.
Sapete quanto odio Salvini, il traditore del Nord.
Qui si vota per l'Europa.
Penso che andrò a votare perché potrebbe essere importante qualche cambiamento, e non ci si può sempre e solo lamentare.
Inoltre ho figli e nipoti. Non posso non apprezzare chi si batte, come farei io stesso, per fermare l'invasione.
Che poi sia per di più pieno di difetti e carenze è fuor di dubbio.
Ma alternative non ne vedo.
Da me si vota anche per Regione e Comune.
Lì il discorso è diverso.


Insegnanti: difendiamo la scuola libera, c'e' un clima fascitoide - Italia - ANSA.it
La nostra squola LIBERA.
![]()
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


AUTOSTRADE? TUTTO E' CONCESSO! – A OTTO MESI DAL CROLLO DI PONTE MORANDI ARRIVA IL DOSSIER DELL’ANAC CHE SCOPRE IL SEGRETO DI PULCINELLA: AUTOSTRADE HA MASCHERATO IL MONOPOLIO SULLE MANUTENZIONI E I CONTROLLI – MA SE CONTROLLORE E CONTROLLATO COINCIDONO, GLI INVESTIMENTI IN PREVENZIONE POTREBBERO ANCHE ESSERE VIRTUALI – LE “ESTERNALIZZAZIONI” DEI BENETTON A “SPEA” E “PAVIMENTAL” E QUEI REPORT SUL VIADOTTO DI GENOVA AMMORBIDITI...
Alcuni concessionari, sostiene l' Autorità nazionale anticorruzione, hanno mascherato il monopolio sulle manutenzioni e i controlli di migliaia di chilometri d' autostrade, talvolta senza rispettare la soglia minima di appalti da assegnare all' esterno. E lo hanno fatto con comunicazioni poco chiare al ministero dei Trasporti (supervisore soltanto a tavolino) nelle quali «sottostimano» per miliardi i lavori affidati a «controllate».
In pratica se la cantano e se la suonano anziché delegare, come invece prevede la legge in una comprensibile necessità di contrappesi. E se controllore e controllato coincidono, i presunti investimenti in prevenzione dopo l' incasso dei pedaggi potrebbero essere virtuali, maggiori sulla carta che nei fatti.
I dettagli di questa «prassi» emergono in un dossier che Anac ha trasmesso nei mesi scorsi al governo, visionato integralmente da La Stampa . E assumono un valore particolare a otto mesi dalla strage di Genova, con l' inchiesta alla svolta decisiva.
L' aggiornamento-clou, emerso di recente negli accertamenti sul disastro del Ponte Morandi, riguarda le carte agli occhi dei pm truccate proprio in materia di manutenzioni e successivi monitoraggi. Secondo la Procura, i report sullo stato del viadotto sono stati ammorbiditi prima dello scempio; oppure sono stati certificati come svolti controlli mai avvenuti.
Simbiosi pericolosa
Com' è stato possibile? Manutenzioni, monitoraggi e redazione dei resoconti erano in teoria «esternalizzati»; ma i destinatari dell' incarico erano aziende della galassia Autostrade per l' Italia, Pavimental e Spea Engineering. E secondo diversi testimoni un dirigente Aspi ordinava ai tecnici Spea di edulcorare le relazioni, ritenendoli semplicemente dei sottoposti. Problema cruciale: l' infrastruttura, le cui radiografie erano esposte a questo «baco», il 14 agosto è crollata uccidendo 43 persone.
Per evitare cortocircuiti una legge obbligherebbe a esternalizzare il 60% dei «contratti».
Percio' l' Autorità guidata da Raffaele Cantone ha esaminato i consuntivi 2008-2016 su quest' aspetto: forniti sia dai privati direttamente (28), sia dal ministero che aveva a sua volta esaminato i numeri grezzi dei gestori. Ed emerge uno «scostamento» abnorme tra valutazioni e percentuali dei due fronti, mentre non è chiaro come interverrà l' esecutivo.
Le «anomalie» più significative riguardano Autostrade per l' Italia, che ha in carico tremila chilometri di rete in base a una convenzione definita con lo Stato nel 2007. Aspi ribadisce di aver sostenuto negli otto anni successivi una «prestazione» - somma d' investimenti, manutenzioni, materiali e costo del lavoro - di 16,8 miliardi, per il Mit è stata poco più della metà.
«Non si puo' escludere una diversa interpretazioni delle voci - premette l' Anac - né la volontà del concessionario di non fornire i dati (sulle esternalizzazioni farlocche, ndr)».
Le carte mascherate Il gestore, interpellato per una replica, insiste sul primo aspetto precisando che sono solo «differenti prospettive» contabili. E pero' incrociando altri numeri emerge come sempre Autostrade dichiari d' aver esternalizzato nel periodo in esame il 78% delle prestazioni. Salvo specificare in un altro paragrafo che il 35% degli affidamenti, ufficialmente 4,7 miliardi, era «a società collegate e/o controllate».
Ergo: le vere commesse extra, pure nella versione dell' azienda, hanno rappresentato al massimo il 50%. Aspi rintuzza ricordando che il diktat del 60% minimo è nero su bianco dal 2012, nel quadriennio precedente era più blando e quindi bisognerebbe fare una media (il ministero, come vedremo, dà cifre parecchio al ribasso).
Attenzione: l' obbligo di affidare a esterni uno stock di appalti, insiste Autostrade, fino al 2018 non riguardava il complesso dei «contratti», ma solo i «lavori», esclusi «servizi e forniture». E siccome le ispezioni sul Morandi di Spea (la ditta del gruppo che avrebbe falsificato i report) erano incasellate alla seconda voce, nuovamente Autostrade ricorda di non esser stata vincolata al tempo a quote di esternalizzazione sul punto.
La sostanza non cambia, poiché la disinvoltura negli affidamenti alle controllate, il «sistema» stigmatizzato da Anac, è ritenuto dagli inquirenti tra le principali cause del massacro; ma la specifica branca degli screening al viadotto, fino a un anno fa, secondo Aspi esulava dall' obbligo di delega.
E quindi, pur stando ben attenti a lavarsi i panni sporchi in casa, non avrebbero formalmente dribblato norme. Anac evidenzia in generale che a parere dello Stato (impotente) le esternalizzazioni totali di Autostrade nell' intervallo monitorato non hanno superato il 38-39%. E' un numero ben lontano da quota 60, e scenderebbe ancora calcolando «servizi e forniture» dati in house . Sempre a parere di Anac non va meglio con altri concessionari, in primis Autostrade siciliane, del Frejus, Venete e Milano-Serravalle, ma le somme in ballo sono inferiori.
E pure qui c' è chi contesta alla radice l' approccio dell' Authority: «Riteniamo - scrivono dal Frejus in una nota ad Anac, posizione condivisa sovente da Aiscat, associazione dei gestori - che l' attività svolta direttamente dalla concessionaria non debba in alcun modo essere ricompresa nella quota da esternalizzare, altrimenti il contratto di concessione si trasformerebbe in intermediazione». Per pianificare il futuro l' Authority aveva inviato a tutti i privati un questionario, in cui chiedeva una descrizione preventiva dei prossimi appalti: ha ricevuto solo rassicurazioni-fotocopia sul fatto che saranno rispettate le quote di legge tra affidamenti interni ed esterni.
https://www.dagospia.com/rubrica-4/b...esi-200338.htm
Chiudete Radio Radicale
Il suo servizio, senza filtro, poteva avere un senso al tempo in cui venne fondata, gli anni Settanta. Oggi non più
Per la chiusura di Radio Radicale. O meglio, per la chiusura dei rubinetti del denaro pubblico a Radio Radicale: se la radio andrà avanti con denaro privato nulla da eccepire, ovviamente. Radio Radicale vuole soldi per diffondere le sedute del Parlamento italiano, logomachie tre volte vane: 1) la politica viene decisa altrove; 2) l’economia conta più della politica; 3) le istituzioni sovranazionali contano più di quelle nazionali (molti fan della radio sono sovranazionalisti che riscoprono l’asfittica dimensione nazionale solo per rispondere al richiamo della foresta nichilista, abortista, eccetera).
Radio Radicale pretende di praticare la disintermediazione ma il microfono aperto, senza filtro, poteva avere un senso al tempo in cui venne fondata, gli anni Settanta. Oggi la disintermediazione è garantita da internet e urgono invece mediazione, elaborazione, interpretazione. Inoltre, il servizio pubblico radiotelevisivo viene pagato con la bolletta e delle due l’una: o Radio Radicale è pletorica o la Rai non svolge il servizio per cui è pagata e dunque ci deruba. Infine, i radicali sono i soliti ricattatori: Giachetti col suo digiuno compie una violenza morale, una pressione sadomaso sul contribuente che meriterebbe argomenti razionali e a cui invece viene inflitto l’osceno spettacolo del dolore. Costosi, inutili, obsoleti, irrazionali, sopraffattori: chiudano pure.
https://www.ilfoglio.it/preghiera/20...dicale-256109/
Procura indaga giudice di pace per favori ai «confratelli»
Povera massoneria, ridotta a occuparsi di divieti di sosta. La storia d'Italia è stata attraversata spesso dall'ombra dei «liberi muratori». Ieri pero' la Procura di Milano indaga un giudice di pace di Verbania, membro della Loggia di Novara, accusato di avere venduto i suoi servigi ai confratelli: e sono servigi di un livello assai basso. Tanto che l'inchiesta nasce dall'inspiegabile accoglimento da parte del giudice-massone, di un ricorso per una violazione al codice della strada, un anno fa.
Da quell'episodio l'indagine si è mossa portando a galla i rapporti che Crapanzano intratteneva con alcuni avvocati della zona, anche loro di fede massonica, che «sembrano aver usufruito di veri e propri favori da parte del giudice». A Crapanzano l'indagine della polizia, coordinata dal pm Paolo Filippini e Ilda Boccassini, contesta di avere agito «per asservire la propria funzione agli interessi della Loggia» di appartenenza, ovvero la sezione locale della Gran Loggia degli Antichi liberi accettati muratori», staccatasi oltre un secolo fa dal Grande Oriente.
Nei giorni scorsi sono state perquisite sia la sede della Loggia a Novara sia lo studio e a casa di Crapanzano, nonchè quelli di una avvocatessa considerata particolarmente vicina al giudice. Nel mirino, sentenze pilotate e consulenze.
Procura indaga giudice di pace per favori ai «confratelli» - IlGiornale.it
FUBINI & FURBINI - “CASOMAI L'ORDINE DEI GIORNALISTI E LA FNSI TROVASSERO IL TEMPO, FRA UN SIT IN E L'ALTRO PER GARANTIRE 14 MILIONI DI FONDI PUBBLICI A RADIO RADICALE, GRADIREMMO UN PARERE SU FEDERICO FUBINI CHE HA CONFESSATO DI AVER TACIUTO UNA NOTIZIA SULLE CONSEGUENZE MORTALI DELLE POLITICHE EUROPEE DI AUSTERITA' IN GRECIA. ANZICHE' RACCONTARE LE CONSEGUENZE DI QUELLE POLITICHE, DA LUI STESSO SEMPRE APPLAUDITE COME FORIERE DI SVILUPPO, LE NASCONDE AI LETTORI, PER PAURA CHE APRANO GLI OCCHI, E A SE STESSO, PER PAURA DI DOVER CAMBIARE IDEA”
Casomai l'Ordine dei giornalisti e la Fnsi trovassero il tempo, fra un sit in e l'altro per garantire 14 milioni di fondi pubblici a Radio Radicale, gradiremmo un loro illuminato parere sull' ultima impresa di Federico Fubini. L'altro giorno il nostro vicedirettore del Corriere preferito ha confessato di aver taciuto una notizia sulle conseguenze mortali delle politiche europee di austerità per salvare la reputazione (si fa per dire) delle politiche europee di austerità.
La notizia è l'aumento vertiginoso della mortalità infantile in Grecia (dal 2,7 al 4,2 per mille, pari a 700 bimbi morti in più all' anno) dopo la cura europea che taglio' le cure ai malati più piccoli e deboli. Lui lo sapeva, ma - ha confessato alla tv vaticana presentando il suo ultimo capolavoro Per amor proprio. Perché l'Italia deve smettere di odiare l' Europa - "mi sono autocensurato", perché la notizia non fosse "strumentalizzata" dagli odiati "sovranisti" contro la sua amata Ue e il suo adorato Fmi, ma anche contro di lui, vittima di "ostracismo" (quello che lo confina in clandestinità sulla prima pagina del primo quotidiano italiano) e di "attacchi assurdi sui social".
Cioè: Ue e Fmi affamano la Grecia e ne raddoppiano la mortalità infantile e il giornalista che fa? Anziché raccontare le conseguenze di quelle politiche, da lui stesso sempre applaudite come foriere di sviluppo e benessere, le nasconde ai lettori, per paura che aprano gli occhi, e a se stesso, per paura di dover cambiare idea. Immaginiamo l'entusiasmo dei lettori del Corriere nell'apprendere che il loro vicedirettore li tratta come un gregge belante e non pensante: decide lui da quali notizie preservarli per evitare che si facciano strane idee (quelle corrette, basate sui fatti).
E' lo stesso Fubini che il 1° novembre titolo' a tutta prima "Deficit, pronta la procedura Ue", indicando anche la data del lieto annuncio ("il 21 novembre"), mentre il suo corrispondente da Bruxelles, Ivo Caizzi, scriveva l'opposto. Che poi, incidentalmente, era la verità: nessuna procedura pronta, nessun annuncio né il 21 né mai, anzi accordo Ue-Conte.
Lo stesso Fubini che annuncio' mezza dozzina di volte le dimissioni del ministro Tria, tuttora felicemente al suo posto.
Chissà, forse l'Ordine ha riformato a nostra insaputa la deontologia giornalistica, raccomandando di dare o non dare le notizie a seconda del cui prodest. Infatti Fubini fa scuola. Ad agosto, non riuscendo a spiegarsi perché i social 5Stelle invocassero l'impeachment di Mattarella dopo che Di Maio e Di Battista avevano chiesto l'impeachment di Mattarella, "rivelo'" che dietro l'hashtag #Mattarelladimettiti c'erano battaglioni di "troll russi".
E' il suo modo di giustificare eventi per lui ingiustificabili, dalla Brexit a Trump alle elezioni italiane quando non vince chi dice lui: il complotto di Putin. Noi siamo ancora in trepidante attesa delle conclusioni della mega-indagine sui troll made in Mosca dei pm romani Antiterrorismo, ma intanto apprendiamo dai fubini de La Stampa che "ci risiamo. Gli apparati collegati al governo russo hanno ripreso le attività di interferenza in vista del voto del 26 maggio". Chi lo dice? Fonti? Dichiarazioni? Documenti? Macché. Le solite supercazzole che si autoavverano a furia di ripeterle: "Come hanno dimostrato le denunce fatte (da chi? quali? quando? con quali prove? boh) in occasione del referendum del 2016 e le politiche dell' anno scorso".
Anche stavolta, è roba grossa: "In Italia sono stati individuati almeno 22 account di Twitter strumenti della propaganda russa". Una potenza di fuoco in grado di spostare - cosi', a occhio - almeno 22 milioni di voti. I ghostbuster de La Stampa segnalano gli account che "usano l'arresto di Assange per promuovere posizioni anti Usa e anti Ue" (strano: l'arresto di un attivista è il fiore all' occhiello di ogni democrazia). E poi - tenetevi forte - "la pagina Fb 'La Verità di Ninco Nanco' con i suoi post anti Ue e anti Nato", la cui portata terroristica non sfuggirà ad alcuno. Si attende ad horas un nuovo blitz delle teste di cuoio.
Intanto i giornaloni continuano a combattere le fake news a colpi di fake news. Venerdi', per Repubblica, Salvini aveva tolto la fiducia e "dato lo sfratto" a Conte, mentre per La Stampa gli aveva dato del "carnefice" e il premier aveva minacciato le dimissioni, tant'è che il Messaggero annunciava il "voto a settembre" perché "Matteo ha deciso: stacchiamo la spina il 27 maggio". Poi purtroppo Matteo ha dichiarato che "il governo va avanti quattro anni". Ma a quel punto Repubblica ha anticipato Fubini dando per certa una procedura d'infrazione fuori stagione: "Europa, pronta la stangata".
Poi purtroppo, dall'articolo si è scoperto che di pronto non c'è una cippa: "La decisione finale non è ancora stata presa" e se ne riparla "dopo il 26 maggio". Ma, se non è oggi, è domani. E se non è domani, poi la gente si scorda tutto.
https://www.dagospia.com/rubrica-3/p...ine-202810.htm


https://voxnews.info/2019/05/24/alun...voca-il-padre/
Accade nel regno delle die sicilie.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.

