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  1. #3901
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    …. e questi li abbiamo votati noi
    Maurizio Blondet 17 Marzo 2022

    Con 25 voti contrari, 5 astenuti e oltre 200 assenti la Camera dei Deputati italiani vota per l’invio di armi in Ucraina.

    Un punto di non ritorno



    Di questi non possiamo dire che ce li hanno imposti, come Mario Draghi. Questi li abbiamo votati noi. E sono noi . Sono “uno vale uno”. Sono l’autoritratto collettivo del sub-popolo, che impone imperiosamente la propria ignoranza ai (pochi) pensanti , credulo acceso di ogni falsità televisiva, che prende decisioni gravissime e fatali “di pancia” e per tifoseria, incapace di considerare le conseguenze di questi suoi atti nemmeno un attimo. Nessun altro parlamento in Europa ha votato l’invio di armi a Kiev; i governi lo fanno di nascosto, ma senza dirlo. Solo il nostro organo della sovranità popolare s’è messo con atto legislativo in guerra contro la Russia, tutt’ora il nostro fornitore primario di gas, petrolio e carbone, grani e fertilizzanti.

    Gli allevatori stanno già uccidendo il bestiame perché non hanno mangimi (importati) per nutrirli. Presto saremo senza carne, senza uova, senza latte: ottime condizioni iniziali per una guerra .

    C’è in questo sub-popolo una volontà di estinzione – e inconsciamente vuole la propria autodistruzione.

    https://www.maurizioblondet.it/e-que...mo-votati-noi/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #3902
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    17 marzo 1861, nasce il Regno d’Italia. Con un re che è subito secondo e la prima legislatura che è già VIII
    16 MARZO 202216 MARZO 2022 CULTURA LETTURA 3 MIN

    di Ettore Beggiato – Il 17 marzo 1861 nasce il Regno d’Italia e dal 2013 ​si celebra la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, istituita il 23 novembre del 2012 con la legge n. 222.

    C’è un aspetto che raramente viene evidenziato dagli studiosi e riguarda la furibonda discussione che avvenne proprio il 17 marzo 1861 per definire una questione che sembra marginale, ma non è così.

    Come si doveva chiamare il primo Re d’Italia? La risposta sembrerebbe banale, lapalissiana: il primo Re d’Italia, ed è quanto, giustamente a mio modesto parere, sostenevano un discreto numero di parlamentari doveva chiamarsi, in questo caso, Vittorio Emanuele primo, proprio per rimarcare la nascita del nuovo regno … il primo Re d’Italia dev’essere un …qualche nome seguito da primo.

    Invece no, a Torino Casa Savoia si impuntò e così il primo Re d’Italia è un tale (Vittorio Emanuele in questo caso) che è … secondo … lo capisce anche un bambino di prima elementare il primo non può essere uno che è …secondo, o no ?

    Sembra essere una questione di lana caprina, ma non è così …


    La maggioranza dei parlamentari su forte pressione di Casa Savoia decise (meglio … accettò) che ci fosse la continuità dinastica e che quindi Vittorio Emanuele secondo Re di Sardegna continuasse ad essere tale anche come Re d’Italia; c’è chi, in tale atto, vede tutta l’arroganza dei Savoia che vedevano la cosiddetta unità d’Italia solo come mera espansione dei loro possedimenti e del loro potere con una logica imperialista e annessionistica, altro che liberazione dei popoli oppressi e di tutte le amenità che la retorica risorgimentale ci racconta …

    La stessa cosa riguarda la numerazione delle legislature; nel sito della camera dei deputati della repubblica italiana sta scritto che la VII (settima) legislatura del Regno di Sardegna va dal 2 aprile 1860 al 17 dicembre 1860, che la VIII (ottava) legislatura del Regno d’Italia va dal 18 febbraio 1861 al 7 settembre 1865: qui ancora peggio, quella che doveva essere la prima legislatura del Regno d’Italia diventa, come per incanto, la VIII (ottava): con queste premesse ci si poteva attendere qualcosa di meglio dall’espressione geografica chiamata Italia ?

    https://www.lanuovapadania.it/cultur...he-e-gia-viii/
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  3. #3903
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    “Uno e indivisibile”. Una maledizione di nove sillabe sul genere umano
    17 Marzo 2022



    di PAOLO L. BERNARDINI

    In diverse occasioni ho tentato di suggerire ad editori la traduzione in italiano del “Table Talk” di John Selden, il grande giurista inglese del Seicento, la “gloria della nazione inglese” secondo Grozio. Non sono mai riuscito nell’intento. E dire che in Italia Selden conta, tra i suoi cultori, una figura eccentrica ed intelligente come Sergio Caruso, già ordinario di Filosofia politica a Firenze, che al sommo anglo dedicò nel 2001 due volumi straordinari. Di recente la Cambridge University Press ha ripubblicato i “discorsi a tavola” di Selden, appunto “Table Talk”, nell’edizione ottocentesca (1847) di Samuel Weller Singer (1783–1858); in mancanza di meglio, degnissima come apparati e note. Sono frammenti, aforismi, frasi confidenziali, confessioni. Splendide.

    “Syllables govern the world”, è l’aforisma di Selden che tanto significato porta, e che non smetto di citare. E che qui, per l’appunto, si trova. “Sillabe governano il mondo”, e dal 13 settembre 1791 nove sillabe compongono la più nefasta delle condanne, per il genere umano. Il regno di Francia, secondo la Costituzione francese del 1791, mai effettivamente applicata, che prevedeva la monarchia costituzionale, è e deve essere “uno e indivisibile”. Al titolo II: “Il Regno è uno e indivisibile; il suo territorio è distribuito in ottantatré dipartimenti, ogni dipartimento in distretti, ogni distretto in cantoni.” Donde deriva questa nefasta combinazione di sillabe, che fino ad ora – fino alle stragi belliche di oggi – hanno governato il mondo? Ai posteri – se ce ne saranno – l’ardua sentenza, anche se diecine di pensatori politici e storici costituzionali si sono cimentati col tema. Un riferimento divino: “uno e trino”? A quale ideale metafisico di “unità” si ispirava questa frase, a qualcosa che non può essere “diviso”, come gli sposi nel matrimonio, “finché morte non li separi”?

    La morte sta separando, lo sfollamento sta separando, mentre scrivo queste righe – ci tengo a dirlo, il 16 marzo 2022 alle ore 150 – ebbene forse sono già tre milioni gli sfollati dalla guerra in Ucraina. Più circa 7 milioni di sfollati interni. Insomma, non solo la morte separa. Ma no, gli Stati, LO STATO, nuovo Dio, deve essere unito per sempre, uno e trino come il Dio cristiano, uno e diviso in quattro parti almeno (storicamente del tutto differenziate), come l’Ucrania. Che però deve stare unita! Unito per separare i corpi dalle anime, i fratelli dai fratelli, i figli dalle madri, i madri dai mariti. Unito per lacerare.

    A volo d’uccello, ma l’uccello è un’aquila che tutto vede e tutto uccide, o un corvo del malaugurio, lo “uno e indivisibile”, le nove sillabe (a seconda di come le si conti), si ripresenta puntuale. Ecco l’articolo I della Costituzione del 1793, la “Costituzione dell’anno I”, quella che accompagnò nel suo breve corso, e qual onore!, il Terrore giacobino:

    Article 1. – La République française est une et indivisible.
    La firmò Robespierre. Una vera garanzia. Ma caduta nella cesta la testa del firmatario, il Direttorio si dota della Costituzione del 1795, o anno III. Anche qui si legge: Art. 1 – La Repubblica francese è una e indivisibile. Dura fino al 1799, e finalmente viene emessa una costituzione più adeguata ai tempi. E al nuovo potere del Consolato: ma anche qui: “La République française est une et indivisible. Son territoire européen est distribué en départements et arrondissements communaux.”

    Ora, facciamo un immenso salto di tempo e spazio, senza parlare della presenza delle sillabe maledette e diaboliche nelle costituzioni italiana e spagnola: in virtù della loro presenza si è umiliata la volontà di indipendenza del popolo catalano, che nel 2014 con molti di noi testimoni ha votato per la secessione dalla Spagna. Questa l’Europa modello di civiltà, patria del diritto, madre di libertà? Andiamo bene.

    Facciamo un salto immenso di tempo e di spazio e guardiamo alla Costituzione ucraina: “Art.1. L’Ucraina è uno stato sovrano, indipendente, democratico, sociale basato sulla legge. Art. 2. L’Ucraina è uno stato unitario. Il territorio dell’Ucraina con i suoi confini presenti è indivisibile e inviolabile.” Lo riporto anche in lingua ucraina.

    Стаття 1. Україна є суверенна і незалежна, демократична, соціальна, правова держава.
    Стаття 2. Суверенітет України поширюється на всю її територію. Україна є унітарною державою. Територія України в межах існуючого кордону є цілісною і недоторканною.
    La Dichiarazione di Indipendenza dell’Ucraina dalla dissolta URSS data 24 agosto 1991. Sono passati duecento anni esatti dalla Costituzione francese rivoluzionaria del 1791. La Costituzione entra in vigore nel 1996. La Storia si ripete con la regolarità con cui il macellaio mette per i suoi clienti la carne sul bancone.

    Ora, l’Ucraina è tradizionalmente divisa in almeno due grandi zone geopolitiche, e storiche, e questo da secoli e quasi da un millennio. Ottimo libro, anche se molto ampio, che consiglio, è quello di Massimo Vassallo, “Storia dell’Ucraina”, uscito nel 2021, quindi molto aggiornato, da Mimesis di Milano. Per alcuni interpreti, come Michele Rallo, altro storico e politico italiano, sono poi almeno quattro, queste zone di storica, secolare o millenaria, divisione del “Paese”. L’Ucraina è anche religiosamente divisa, tra greco-cattolici e greco cattolici-ortodossi o Patriarcato bizantino, a partire dal doloroso scisma del 2009 (Sinodo Ortodosso riunitosi a Briuchovicil). Scisma che si inserisce in controversie secolari. Niente, nessun bene, ma soprattutto, nessuna disgrazia, nasce dal caso.

    E invece, per ossequiare tutta una serie di interessi (molto cinici, molto materiali, molto legati all’UE erede del III Reich), ma anche ignoranza e superficialità, come se ogni costituzione debba contenere l’ingrediente di “uno e indivisibile” come il pesto deve avere il basilico, ecco che in una situazione di frammentarietà non occasionale, ma millenaria, si concepisce (qualcuno concepisce) una costituzione che contiene le nove sillabe maledette. Probabilmente tutto quel che sta accadendo sarebbe accaduto lo stesso, per il mondo slavo certamente le costituzioni hanno un significato e un peso diverso rispetto a quello che hanno per il mondo europeo-occidentale e americano, ma una costituzione federale o addirittura una confederazione senza costituzione avrebbe omaggiato molto di più la tradizione ucraina, una terra che perfino nel nome evoca il “confine”.

    Del senno di poi sono piene le fosse e infatti mentre scrivo continuano a riempirsi. Che addirittura le costituzioni moderne inizino evocando tale nefasta manciata di sillabe, tale scriteriato dogma, le mette in subordine perfino rispetto a costituzioni balorde, come quella francese del 1791 (che prevedeva per la Francia una monarchia costituzionale: re e consorte finirono infatti di lì a poco decapitati) che però solennemente principiavano con dichiarazioni generali dei diritti dell’uomo e del cittadino, poi del tutto disattese dai governi, ma almeno dichiarate “apertis verbis”: ecco questa:

    “I Rappresentanti del Popolo Francese, costituiti in Assemblea Nazionale, considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti dell’uomo sono le sole cause delle sfortune pubbliche e delle corruzione dei governi, hanno deciso di esporre, in una solenne Dichiarazione, i diritti naturali, inalienabili e sacri dell’uomo, affinché questa Dichiarazione, costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, ricordi ad essi i loro senza posa i loro diritti e i loro doveri; affinché gli atti del Potere legislativo e quelli del Potere esecutivo, potendo essere in ogni momento confrontati coi fini di tutte le istituzioni politiche, vengano maggiormente rispettati; affinché i reclami dei cittadini, fondati d’ora in poi su princìpi semplici ed incontestabili, siano sempre rivolti al mantenimento della Costituzione ed alla felicità di tutti. In conseguenza, l’Assemblea Nazionale riconosce e dichiara, alla presenza e sotto gli auspici dell’Essere supremo, i seguenti Diritti dell’Uomo e del Cittadino”. Amen.

    L’Essere Supremo è diventato, ma forse già nella loro mente lo era, il “Regno Uno e Indivisibile”, cioè lo Stato elevato a divinità, per il bene, l’arricchimento, lo scrocco, dei suoi tenutari, i nuovi sacerdoti che al Vangelo, per l’appunto, hanno sostituito le Costituzioni, i vangeli laici che permettono ad alcuni di vivere (da oligarchi!) alle spalle di tutti gli altri, miserabili. E così le sillabe diaboliche hanno colpito ancora.

    Se l’Europa avesse accolto le istanze della Catalogna, Putin, che non è stupido, avrebbe trovato altri mezzi per annessioni e riconoscimenti. Ma no, invece tutti schierati e prostrati davanti alle nove sillabe, che rappresentano concreti, miserabili interessi. E la Catalogna, che pacificamente, democraticamente ha votato per la scissione, rimane spagnola.

    Quel che le costituzioni balorde, vangeli che raccontano la vita di Lucifero, e non di Cristo, tengono unito, ebbene, lo separano i cannoni e i carriarmati, i caccia e i bombardieri. Perfino la costituzione estone del 1992 prevede, da subito, unità e indivisibilità del territorio. L’Estonia è grande il doppio della Lombardia, ma ha meno degli abitanti di Milano, sono 1,4 milioni. Ma se qualcuno di loro, se qualche parte di questo territorio, volesse diventare russo? Il confine con la Russia, parzialmente acqueo, è molto lungo. Non credo. Ma la costituzione lo impedirebbe. Diceva Mises, i popoli devono essere liberi di scegliere a quale stato concedersi, a quale amministrazione sottoporsi, se propria o straniera, nel modo meno vincolato.

    Ma così non è. E forse non è mai stato.

    https://www.miglioverde.eu/uno-e-ind...-genere-umano/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #3904
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    VIDEO – Appena varchi il confine sloveno la benzina costa 1,5 euro al litro
    17 MARZO 202217 MARZO 2022 ECONOMIA LETTURA 1 MIN

    https://www.lanuovapadania.it/econom...euro-al-litro/
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  5. #3905
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Fino a ieri urlavano contro lo Stato padre-padrone
    18 Marzo 2022

    di ALFREDO MOROSETTI

    Vivo in uno stato di non piccolo sconforto. Mi rendo conto che proprio tutti, se non un infima ma proprio infima minoranza, non si rende conto della realtà in cui vive. Più orribili di tutti quelli che fino a ieri hanno urlato allo stato padre-padrone, che hanno sbeffeggiato il politically correct, che hanno maledetto la burocratizzazzione di ogni aspetto della vita sociale, che hanno denunciato la fine della proprietà privata, la moneta fiat, il controllo telematico di ogni momento della vita.

    Ebbene la più parte si sono messi ieri la medaglietta per entrare al bar e al cinema e oggi inneggiano all’imperialismo americano, al suo cane fedele, cioè i padroni burocrati della Ue, e parlano di civiltà della libertà contro l’oscuro tiranno.

    Ti rendi conto che non sono nemmeno cattivi, dei semplici burattini che parlano a macchinetta caricata da un’infinità di pregiudizi e pensieri non pensati, ma alla fine della fiera bisognosi solo di obbedire a qualcosa di solido e tranquillizzante: la favola che sentono nell’aria e dice loro che in fondo meglio di come sono le cose non potrebbero essere.

    https://www.miglioverde.eu/fino-a-ie...padre-padrone/
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  6. #3906
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Ci sarà mai qualcuno tra gli asserviti giornalai che avrà il coraggio di contestare le palle raccontate da Draghi stasera?
    Per concederci una magrissima elemosina, prendendo le monetine dalla tasca altrui, ci viene a raccontare che gli aumenti dipendono dalla guerra.
    Memoria corta, sintomo di grave malattia cerebrale per un premier.

  7. #3907
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    SALTA LA SALUTE? Per il caro bollette a rischio 110mila posti letto e il 50% dei servizi nel Sistema sanitario nazionale
    21 MARZO 202221 MARZO 2022 CRONACA LETTURA 3 MIN

    “Oggi abbiamo avvertito, in una lettera, le prefetture locali della possibilità dal prossimo aprile della riduzione del 50% del servizio delle nostre aziende verso il sistema sanitario pubblico, perchè le nostre aziende non riescono più a fronteggiare il boom dei costi energetici. Successivamente interesseremo le centrali di committenza e le Regioni con richiesta di incontro urgente con le aziende che hanno vinto gli appalti e con l’associazione di categoria per iniziare a ragionare sulle strategie da mettere in campo per evitare la riduzione del servizio. Serve il coinvolgimento del governo che al momento attraverso prese di posizione drastiche ha detto un no abbastanza chiaro alla rinegoziazione dei contratti e servizi all’interno del sistema sanitario nazionale”.

    E’ quanto annuncia, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Matteo Nevi, segretario generale di Assosistema Confindustria. “Assosistema in Confindustria -spiega Nevi- rappresenta diverse anime dell’industria italiana. Il core business è rappresentato dalle lavanderie industriali che operano nel settore sanitario, quelle che operano nel settore turistico alberghiero e ristorativo, nonchè quelle che operano nel lavaggio degli indumenti da lavoro. Una sezione importante all’interno di Assosistema è anche quella safety con i produttori dei dispositivi di protezione individuale. Producono quindi le mascherine Ffp2, Ffp3, dalle mascherine ai facciali filtranti, dai caschi agli indumenti da lavoro fino ad arrivare anche al calzaturiero”, aggiunge. Uno spaccato importante delle imprese dei servizi italiane. “Noi come lavanderie industriali che operano in ambito sanitario rappresentiamo il 90% del mercato. Le aziende aderenti ad Assosistema generano fatturato per 3 miliardi di euro”, conclude.

    A causa del caro-energia per le nostre imprese “noi abbiamo stimato che ad aprile potremmo avere una riduzione dei servizi verso il sistema sanitario di circa il 50%. Il che significa un impatto devastante sul sistema sanitario: 110 mila posti letto in meno, che non possono essere utilizzati perchè non hanno la vestizione di cui si occupano le nostre aziende. Ci saranno 400mila operatori che non potranno eseguire il loro servizio con le dovute protezioni. Sarebbero privi sia dei camici normali sia di quelli identificati come dpi. Le nostre aziende inoltre forniscono tutte le telerie per le sale operatorie e quindi si rischiano due milioni di interventi in meno che non potranno essere eseguiti senza prodotti”.

    Assosistema Confindustria, l’organizzazione di categoria rappresenta, tra le altre, le lavanderie industriali che operano in ambito sanitario e le imprese che producono e distribuiscono i dispositivi di protezione individuale usati dal personale sanitario. “Chiediamo al governo di intervenire, è il grande assente di questa partita insieme alle Regioni. E si rischia che le ripercussioni di questa situazione le subiscano proprio i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario”, conclude Nevi.

    https://www.lanuovapadania.it/cronac...rio-nazionale/
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  8. #3908
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Il Grand Reset che procede.

  9. #3909
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Gli aiuti russi per il Covid.
    Ennesima dimostrazione del vigliacco doppiogiochismo itaglioti.
    Una storia semplicemente vergognosa.
    E disgustosa.

  10. #3910
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