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Discussione: Ancora UFO.

  1. #271
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    25/03/14

    UFFICIALE RUSSO: ASTRONAVI EXTRATERRESTRI SOTTO LE CALOTTE POLARI




    Il capitano di primo rango Vladimir Prikhodko, direttore di una organizzazione di ricerca pubblica per gli studi sottomarini, ha osservato che la Russia, gli Stati Uniti e la Cina stanno spendendo miliardi nello spazio, quando potrebbe essere necessario spendere soldi qui … giù nelle profondità del mare, sotto le calotte polari, di colore blu, dove, dice, si nascondono gigantesche macchine aliene.


    UFO ai poli

    Per decenni, l’esercito russo ha rintracciato UFO e alieni che vanno e vengono dalla parte superiore e inferiore del mondo. Le basi che vantano competenze, tecnologie e macchinari utilizzati per i conteggi del mondo sono a volte a dir poco magiche.




    Prikhodko ha rivelato il caso incredibile del dottor Rubens Dzh.Villela, un famoso esploratore artico che, insieme con un ufficiale di servizio e un esperto pilota, ha visto la partenza di un oggetto d’argento, dirigendosi verso il cielo dal fondo del mare coperto dal ghiaccio.





    Gli uomini navigavano a bordo di una grande nave rompighiaccio russa, durante un’operazione navale chiamata Deep Freeze, nella regione del Nord polare. Secondo la testimonianza, più tardi durante un’audizione formale, il dottor Dzh.Villela e i due dell’equipaggio sul ponte con lui, erano scioccati a causa dell’oggetto apparso improvvisamente da sotto il ghiaccio.


    Dalle crepe nel ghiaccio dell’Artico escono UFO


    “Qualcosa fuori dall’acqua … ha rotto il ghiaccio solido, largo circa tre metri e un enorme oggetto d’argento scomparve nel cielo. Enormi blocchi di ghiaccio sono stati sollevati a centinaia e per metri di altezza, il suono ha colpito i cumuli di ghiaccio e sull’acqua si sono formate delle bolle enormi. Ciò suggerisce che un potenziale colosso energetico era stato appena liberato.”


    L’Antartide ha la sua presenza aliena


    Nel 1997, Prikhodko disse: “Ad una profondità di sei chilometri, in prossimità della stazione diBellingshausen, la [sua] macchina fotografica, ha catturato oggetti di forma ovale che emettevano un’intensa luce interiore.” “Il filmato è stato esaminato dagli esperti dell’Istituto Reale di Oceanologia. La conclusione è inequivocabile: queste strutture possono essere solo di origine artificiale.”


    La Marina Russa e gli UFO sommersi
    I dati sugli UFO della Marina Russa, presentati dall’ex capitano dell’URSS Vladimir Azhazha e dall’ex vice presidente e capo della sezione di navigazione della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’Accademia delle Scienze, rivelano che circa “il 50% di incontri con gli UFO, sono collegati con gli oceani e il 15% con i laghi. Quindi gli UFO tendono all’elemento acqua in modo esplicito, quindi la raccolta dei dati navale sugli UFO, sono di particolare valore.”




    Il capitano Prikhodko ha aggiunto che, durante un’altra esercitazione navale russa, “il dispositivo di misurazione del movimento sottomarino segnò una velocità di 150 nodi! Alcuni andavano a 450 km/h! Un moderno sottomarino in immersione può raggiungere massimo 45 nodi.”


    I misteri delle profondità degli oceani sono profondi come quelli dello spazio esterno, ha detto Prikhodko: “Il problema è che l’umanità non ha troppo interesse alle profondità. Forse questo è un grosso errore”, disse tristemente.

    fonte

    NOI E GLI EXTRATERRETRI : UFFICIALE RUSSO: ASTRONAVI EXTRATERRESTRI SOTTO LE CALOTTE POLARI





    Ultima modifica di Eridano; 26-03-14 alle 21:33
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #272
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  3. #273
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    la presa non sembra essere a triangolo, come sono tutte le prese attuali, bensì sembra mostrare la mancanza di un quarto elemento. mi meraviglia assai che non si sia proceduto a una analisi seria.

  4. #274
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  5. #275
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  6. #276
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  7. #277
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    06/04/14

    1977: IL MESSAGGIO (PRESUNTO) DELL' ET VRILLON IRROMPE DURANTE UN TELEGIORNALE DELLA TV BRITANNICA


    Durante un telegiornale della tv britannica England Southern television nel 1977, improvvisamente si interruppero le trasmissioni, si accavallarono ad esse delle onde di disturbo, ed infine, si cominciò a udire una voce metallica e sconosciuta che si è sovrapposta alla diretta. Questa voce, secondo alcuni analisti e traducendo il messaggio che viene annunciato, apparterrebbe a un ipotetico comandante extraterrestre che si fa chiamare Vrillon. Questo messaggio dovrebbe, quindi in teoria essere rivolto all’intera umanità; ovviamente non esistono prove di alcun tipo, che questo messaggio, sia realmente di provenienza aliena, l’unica cosa certa su di esso è che l’interferenza è di origine ignota.

    Forse per la prima volta nella storia del contattismo, viene menzionato il nome Ashtar, oggi meglio conosciuto come “Ashtar Sheran”. Ma vediamolo insieme di cosa stiamo parlando.

    “Questa è la voce di Vrillon, un rappresentante del Comando Galattico Ashtar e sta parlando a Voi.
    Per molti anni ci avete visto come luci nel cielo. Parliamo ora a Voi in pace e saggezza, come abbiamo fatto con i vostri fratelli e sorelle di questo pianeta Terra.
    Veniamo per avvertirvi sul destino della vostra razza e del vostro mondo in modo da riuscire a comunicare con i vostri simili la strada da prendere per evitare il disastro che minaccia il vostro mondo e gli esseri sul nostro mondo intorno voi.
    La nuova era può essere un tempo di grande pace ed evoluzione per la vostra razza, ma solo se i vostri governanti si rendono consapevoli che le forze del male possono oscurare i loro giudizi.
    Restate qui ancora ed ascoltate, dato che questa occasione potrebbe non tornare più.


    Tutte le vostre armi di malvagità devono essere rimosse. Il momento dei conflitti ora passato, e la razza della quale fate parte può procedere alle più alte fasi della sua evoluzione se mostrerete di esserne degni.

    Avete tempo ma breve per imparare a vivere insieme nella pace e nella benevolenza.
    Piccoli gruppi dappertutto sul pianeta stanno imparando ed esistono per passare alla luce dell’alba della nuova era di tutti Voi.
    Siete liberi di accettare o rifiutare i loro insegnamenti, ma soltanto coloro che impareranno a vivere nella pace passeranno ai più alti regni di sviluppo spirituale.

    Ascoltate ora la voce di Vrillon, rappresentante del Comando Galattico di Ashtar che vi parla.
    Siete consapevoli che ci saranno molti falsi profeti e guide che operano nel vostro mondo.
    Succheranno la vostra energia -le energie che voi chiamate denaro- usandola per fini diabolici, dando in cambio avanzi senza valore.
    Il vostro divino se superiore vi proteggerà. Dovete imparare ad essere sensibili alla voce della verità dentro di voi, che può dirti cos’è la verità e cosa è la confusione, il caos e la menzogna.
    Imparate ad ascoltare la voce della verità al vostro interno, Vi guiderà sul sentiero dell’evoluzione. Questo nostro messaggio per i nostri cari amici che abbiamo guardato crescere per molti anni, così come Voi avete guardato la nostra luce nei cieli. Ora Voi sapete che noi siamo qui, è che ci sono miriadi di esseri intorno è sulla Terra, più di quanti i vostri scienziati ammettano.
    Noi siamo profondamente interessati a Voi e il Vostro sentiero attraverso la luce, faremo di tutto per aiutarvi. Non abbiate paura, cercate solo di conoscervi in armonia al passo con il Vostro pianeta.
    Noi del Comando Galattico di Ashtar Vi ringraziamo per la vostra attenzione.
    Stiamo ora lasciando i vostri piani di esistenza.
    Possiate essere benedetti dall’amore e della verità suprema dell’universo.”





    Questo messaggio contattistico, ovvero un messaggio di pace che in genere viene rilasciato a coloro che sono contattati (vedi per esempio il più famoso George Adamsky), che divenne famoso in seguito al contatto con entità nordiche provenienti da Venere. In questo caso se mai il dialogo fosse realmente di provenienza extraterrestre, dobbiamo porre la nostra principale attenzione su un punto preciso dell’annuncio dove dice più o meno “nostro mondo vicino a voi”. Queste ultime parole indicano, che essi sono molto vicini, tanto da essere influenzati, dalle nostre azioni; ciò, in termini di analisi, si potrebbe tradurre in una presenza degli alieni del Comando in una dimensione a noi parallela (piano esistenziale differente). Il resto del discorso, fatta eccezione per i nomi è classificabile esattamente come tutti gli altri messaggi dei contattisti come messaggi di pace inneggianti ad una vita più consona al nostro pianeta, rispettandolo ecologicamente è tralasciando i beni materiali ed il potere politico a favore di una vita migliore e più naturale.
    Anche se non è possibile stabilire con certezza la provenienza di questo messaggio o se preferiamo di questa interferenza, ed anche se tale messaggio non fosse di origine aliena o extra dimensionale, ma forse più semplicemente un messaggio umano lanciato attraverso un’emittente televisiva, saremmo comunque davanti ad un messaggio ecologico intelligente e condivisibile.


    fonte



    http://noiegliextraterrestri.blogspot.it/2014/04/1977-il-messaggio-presunto-dell-et.html


    Ultima modifica di Eridano; 11-04-14 alle 13:46
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  8. #278
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    10/04/14

    "SOLLEVATO DA UN FASCIO DI LUCE" GLI INCONTRI DEL QUARTO TIPO DI PADRE MADAU




    Sardegna, 1948: l’inedita e straordinaria esperienza del 4° tipo di un religioso



    Nel dicembre del ’90 un’insolita missiva giungeva alla sede del Coordinamento Nazionale del CUN; in calce essa recava l’intestazione di un istituto ecclesiastico di Roma, il Centro Missionario Italiano dei Frati Minori Conventuali. L’autore era un frate di origine sarda, di nome Giuseppe Madau, all’epoca sessantenne, e da oltre 15 anni in missione nello Zambia. Precisando di aver trovato il recapito del CUN sul libro di R. Pinotti, “UFO, Visitatori da Altrove”, acquistato in occasione del rientro in Italia per le festività natalizie, il religioso narrava di essere stato protagonista parecchi anni prima, nel settembre del ’48, all’età di diciotto anni, di un clamoroso contatto ravvicinato con un UFO.
    Ciò era avvenuto in pieno giorno nei pressi del proprio convento di Oristano, in Sardegna, nel corso del quale – per evidente azione del misterioso oggetto – egli era stato sollevato in aria per alcuni istanti, insieme ad un cane che si trovava nelle vicinanze.



    A questa esperienza, continuava il Madau nel proprio scritto, ne seguì decenni più tardi, nel 1974, una seconda, di minore entità. Si fa per dire: l’avvistamento sui cieli dello Zambia, di un’enorme piattaforma cilindrica metallica, che affiancò per qualche istante l’aereo a bordo del quale egli si trovava, poco prima che avesse inizio la manovra di atterraggio.
    Vi era la giustificata sensazione che si fosse in presenza di un caso di notevole spessore, soprattutto per ciò che riguardava l’episodio dell’incontro ravvicinato del ’48. Ovvero un vento inedito risalente agli albori dell’era ufologica, caratterizzato da una così rilevante interazione fra il testimone ed un oggetto non identificato; oltretutto il primo del genere, in Italia, e non solo, nel quale un religioso fosse stato di prima persona coinvolto. Questa consapevolezza trovava conferma nella convinzione del protagonista stesso circa alcuni elementi della vicenda, del cui significato egli non riusciva bene a capacitarsi, e che –a suo dire – avrebbero necessitato di un debito approfondimento in sede di regressione ipnotica, esperienza che egli si diceva disposto ad affrontare malgrado l’avanzata età.


    Ulteriori dettagli


    Data l’esiguità del periodo entro il quale il religioso sarebbe stato reperibile prima del ritorno in Africa, Gianfranco Neri si affrettò ad inviare una lettera contenente alcuni quesiti circa la dinamica dell’episodio in questione; poco dopo giunse una risposta. Così era apparso l’oggetto volante in questione agli occhi stupiti dell’allora giovane seminarista: un disco sormontato da una cupola trasparente, sospeso al di sopra di un albero, a poche decine di metri di distanza da lui. Il Madau asseriva anche di avere constatato la presenza di due figure di aspetto estremamente simile all’uomo; agitato il braccio ad esse rivolto, in segno di saluto, queste avrebbero risposto!
    Le entità uscite quindi all’esterno, avrebbero invitato a gesti il giovane ad avvicinarsi al di sotto del disco, ma a fronte della sua manifesta riluttanza, sarebbero rientrate a bordo. A questo punto la narrazione passava a descrivere il clou dell’evento: effettuata una strana manovra di mutamento del proprio assetto, l’oggetto avrebbe preso ad emettere strani fasci di luce di diverso colore, separati l’uno dall’altro per scomparire quindi di colpo dal campo visivo del testimone, il quale si sarebbe sentito improvvisamente sospeso in aria. Di lì a poco il seminarista avrebbe cominciato a recepire una crescente e non meglio precisata sollecitazione di tipo elettrico sul proprio cervello, sempre più fastidiosa e dolorosa: era come se venisse letteralmente scandagliato da qualcosa contro la quale egli nulla poteva.



    Sentendosi prigioniero di funi invisibili, e di una paura che in lui stava crescendo incontrollata, egli avrebbe preso a supplicare la Madonna, perché lo salvasse da quell’inaudita condizione; poco dopo la voce chiara ed un po’ distaccata di una donna, echeggiante nella sua mente, ingiungeva fermamente a qualcuno che egli venisse lasciato libero. Di lì a poco tutto sarebbe cessato, ed egli insieme al cane, suo compagno di sventura, sarebbe stato lentamente adagiato a terra.
    Dell’oggetto, a questo punto, non vi era più alcuna traccia, se non nel suo animo comprensibilmente frastornato. Rientrato in convento, e cercato di far parola ai propri compagni dell’incredibile accaduto, egli venne impietosamente zittito.
    Così terminava la ricostruzione epistola dell’episodio occorso nel lontano ’48. Negli anni che seguirono, l’ex seminarista – divenuto frate – tacque a lungo sulla propria incredibile esperienza. Dapprima, non avendo di fatto alcuna nozione di accadimenti ufologici, e quindi impossibilitato ad interpretarla in alcun modo, relegò in un angolo della propria memoria, archiviandola idealmente. L’eco degli avvistamenti che andavano ripetendosi in tutto il mondo, e di cui egli apprendeva dai giornali, operò in lui una prima sensibilizzazione. Ciononostante ogni sui tentativo di aprirsi con terzi dovette rivelarsi infruttuoso e solo raramente egli poté ricevere attenzione e credibilità. Venne poi il lungo periodo missionario nello Zambia, lontano dalla civiltà e dal mondo, ma paradossalmente fu proprio in quel contesto che si verificò la seconda esperienza ufologica della sua esistenza: l’avvistamento del grande oggetto cilindrico che procedeva a zig zag, di fianco al suo aereo, nascondendo di volta in volta dentro le coltri nuvolose.
    Alla luce dell’apparente impossibilità di un approfondimento dell’intera vicenda, data la pressoché continua assenza del missionario dall’Italia, le lettere furono archiviate e del caso rimase una vaga memoria nei pochi che di esse avevano a suo tempo preso visione. Lo stesso Gianfranco Neri aveva, peraltro giustamente, sconsigliato il Madau dall’intraprendere la regressione ipnotica, sia per l’avanzata età di questi, sia per la continuità che un tale trattamento avrebbe richiesto.


    Nove anni dopo: l’incontro


    Quando, nel dicembre del ’98, mi trovai casualmente tra le mani quegli scritti, apprendendo a grandi linee dell’incredibile storia, così frettolosamente – anche se giocoforza – accantonata, fui tentato di verificare, tramite il Centro Missionario Italiano dei Frati Minori Conventuali di Roma, se qualcuno fosse in grado di fornirmi il recapito di padre Madau, nella vaga speranza di contattarlo per lettera. Con mia grande sorpresa – si era a ridosso delle festività natalizie – venni a sapere che il religioso era provvisoriamente rientrato in Italia, e che si trovava in quei giorni presso il medesimo istituto. Nel volgere di un paio d’ore potei parlarvi: si
    ricordava perfettamente della lettera scrittaci nel ’90 e del suo successivo breve contatto con Gianfranco Neri. Essendo peraltro il suo udito fortemente compromesso dalla malaria e dal chinino, condizione che rendeva a dir poco problematica la conversazione telefonica, fu lui stesso ad esortarmi ad andarlo a trovare a Roma. L’incontro ebbe luogo in capo ad una decina di giorno, nella stessa sede del Centro Missionario, la Casa Kolbe, nello splendido contesto del Palatino. Constatato il mio interesse per l’esperienza dell’incontro ravvicinato ad Oristano, non tergiversò affatto a ripercorrere quell’intero episodio, ampliandolo con inediti ed estremamente interessanti dettagli. Quanto segue è il contenuto dell’intervista concessami nel gennaio scorso, rievocante il clamoroso evento in questione nelle sue fasi più importanti e significative, preceduta da un breve preambolo.


    Il 13 settembre 1948 è la vigilia della ricorrenza di Santa Croce; Oristano è addobbata a festa per l’occasione, e sulla torre medievale della piazza centrale sono state disposte delle luminarie. Verso le ore 19.00, malgrado il sole sia appena tramontato, vi sono ancora eccellenti condizioni di luminosità, come è del resto tipico in Sardegna ancora in quel periodo dell’anno. Madau, in ritiro spirituale presso il locale seminario diocesano, in attesa di fare le prime promesse dell’ordine francescano (cioè i voti), esce dal collegio recitando il Rosario. Inoltratosi nell’orto del convento, prende il sentiero diretto a ponente, uno dei tre percorsi dai quali all’epoca era attraversato. Qui egli si imbatte nel cane del guardiano, un vecchio animale mezzo cieco, che prende a seguire il frate sino alla fine del vialetto, punto dell’orto coincidente, a sinistra, con l’angolo nord dell’edificio conventuale, poco più in là del muro di cinta oltre il quale corre l’allora Strada Provinciale Cagliari – Sassari, oggi sostituita dalla Strada Statale.
    Fermatosi un istante, recitando la prima parte dell’Ave Maria, lo sguardo rivolto al cielo, ancora chiarissimo e privo di nubi, egli scorge verso ponente un corpo mobile, dapprima scambiato per un volatile, in quanto pressoché puntiforme, che scende in picchiata verso di lui, divenendo sempre più grande…


    Quella sera di 50 anni prima – Una descrizione lucida e accurata


    In pochi secondi vidi una macchina assolutamente silenziosa e di forma stranissima che non avevo mai visto, e di cui non avevo mai sentito prima parlare (durante il periodo del ritiro spirituale o noviziato i seminaristi erano tenuti ad osservare l’isolamento totale rispetto al mondo esterno, lontani quindi da radio, giornali etc… NdR). All’inizio essa non planava parallela al suolo, ma piuttosto obliqua, di modo che, arrivata all’altezza dell’edificio seminariale, potei vederne chiarissima la sagoma: era un disco color argento, a forma di campana. La cupola pareva essere di plastica trasparente, dato che notai indistintamente all’interno la presenza di due uomini, bianchi, di aspetto giovanile. Il disco si fermò poco al di sopra di un albero, un eucaliptus, disponendosi parallelamente al suolo: contemporaneamente si udirono grida convulse e disorientate di gente, provenienti dalla piazza del paese, e dal vicino distretto militare: “E’ andata via la luce”, andavano a più riprese ripetendo.
    Le figure uscirono quindi all’esterno dell’oggetto, che era sospeso a poche decine di metri di distanza da me, ponendosi in piedi sulla sua piattaforma: erano uomini piuttosto alti, 1.90 o forse 2 metri, bellissimi, dal portamento nobile, e vestivano una specie di tuta argentea; incuriosito, feci loro un cenno di saluto, agitando il braccio, ed essi mi risposero sorridendo, invitandomi testualmente, così mi parve, ad avvicinarmi al loro disco: intendendo volessero portarmi via con loro, rifiutai. Ripeterono il loro invito più di una volta, ma io non lo accolsi, conscio del fatto che il seguirli avrebbe significato per me l’impossibilità di divenire frate francescano. Quasi constatando il mio atteggiamento, le figure rientrarono nella loro macchina, la quale si dispose in assetto obliquo, mostrando la propria parte inferiore: fu in quel momento che notai la presenza di un’apertura circolare scura, al centro, e di una specie di struttura “a cingolo”, o “cinghia” metallica, posta lungo la circonferenza esterna. Questa prese a muoversi, girando dapprima a scatti netti ed intermittenti, con un suono secco, (simile a quello prodotto da una catena su di un ingranaggio) e poi sempre più velocemente. Di colpo il rumore cessò ed il disco, dispostosi nel proprio primitivo assetto orizzontale, prese ad emettere a “raffica”, in rapida successione, dall’apertura sottostante, stranissimi fasci di luce, di diverso colore, indipendenti l’uno dall’altro. Si trattava di luce a settori, o “blocchi”, il cui aspetto cromatico cominciava dal viola, sfumava nel blu/celestino, quindi nel verde, nel giallo, nell’arancione, nel rosso e per ultimo nell’incolore: ebbi l’impressione che ognuno di essi “spingesse” quello sottostante, ad un ritmo ininterrotto. Tra i vari “blocchi”, ognuno dei quali culminava in una specie di divisione / strozzatura, che dava all’insieme un aspetto a “salsiccia”, vi era una zona acromatica di transizione. Il disco d’un tratto scomparve dal mio campo visivo e cominciai a recepire la distinta sensazione di un suono elettrico: uu-uu/uu-uu. Questo però si manifestava non a mezzo dell’udito, bensì nella parte superiore del cervello: mi sentivo molto leggero, ondeggiante come un panno appeso ad un filo! Non vidi cosa stesse in quel momento capitando al cane. Forse l’oggetto in quel momento era sopra di me; di fatto comunque non lo vedevo più. Da quel momento il suono in questione si convertì in sensazione tattile ed avvertii qualcosa di simile a “dita elettrice”. Mi stava “rovistando” nel cervello, insistendo particolarmente sul lobo sinistro.



    Inizialmente era paragonabile ad un solletico, e ci fu una fase durante la quale fui, credo, assente come coscienza, rispetto ciò che avveniva. Ecco perché, a suo tempo, avevo proposto di venire sottoposto ad ipnosi regressiva. Mi risvegliai con una sensazione dolorosa: il “frugamento” stava continuando ed io sentivo sempre più male. Fu a questo punto che cominciai a spaventarmi, pensando mi volessero acchiappare e portare via… Reagii allora “esclamando” nella mente: “No, non voglio”!, e con la mia coscienza di frate mi misi a pregare, ed invocai: “Madre mia, aiutami. Non voglio!”. Fu allora che sentii la voce di una donna, che rivolta a “qualcuno”, diceva, sia pur con poca convinzione: “Ma lasciatelo; lasciatelo stare”. La risposta a queste parola, fu data da un suono indistinto ed incomprensibile di “voci” estremamente “accelerate”, che potei paragonare a quello comunemente prodotto dal nastro di un registratore fatto procedere alla massima velocità.
    Lo scambio “verbale” si protrasse per alcuni istanti, mentre io seguitavo a supplicare “Madre mia, aiutami”: si trattava però, voglio nuovamente precisare, di “voci” e suoni a loro volta non provenienti dall’esterno, ma che io udivo dentro di me.
    Ad un determinato punto echeggiò nuovamente la stessa voce femminile che, chiara ed energica, ingiunse: “Basta, lasciatelo!”. Il “rovistio” cerebrale cessò di colpo, ed ebbi la sensazione di “scendere” di lì a poco, confermata dal mio battere i tacchi delle scarpe al suolo, come quando ti capita quando scendi da un gradino elevato. Fu allora che riaprii gli occhi e, voltandomi a sinistra, vidi il cane, ancora sospeso a mezz’aria, il muso in alto, le gambe in posizione “fetale”, la coda infilata tra queste: lo vidi scendere lentamente a terra; arrivato a venti centimetri da terra, l’animale fece una caduta improvvisa. Per l’occasione constatai che il punto sul quale fummo “calati” distava circa una decina di metri dal sentiero di ponente, ove inizialmente eravamo: ci trovavamo ora infatti sul sentiero centrale dell’orto. In quel preciso momento, quando appunto avevo ripreso coscienza, sentii i soldati del vicino distretto militare gridare: “E’ tornata la luce”; analoghe grida udii provenire dalla piazza del paese, che salutavano la riaccensione delle luminarie sula torre. Contemporaneamente sulla vicina Statale Cagliari – Sassari, al di là del muro di cinta del Convento, le automobili si rimettevano in moto: per quale motivo esse si fossero fermate non sono in grado di dirlo.
    Era nel frattempo ormai divenuto buio, e mi riavviai verso casa: in quel mentre, ebbi la netta sensazione che sulla parte sinistra della testa, in corrispondenza della zona prefrontale e parietale, mi avessero fatto una cucitura. Quest’impressione durò qualche istante e poi svanì. Incontrai i miei compagni che stavano preparando canti e cerimonie per la festa del giorno dopo, tentai di informarli di quanto mi era capitato. Il tentativo fu inutile, in quanto non appena ebbi abbozzato la descrizione dello strano oggetto che avevo visto, essi seccati per la mia intrusione, mi zittirono quasi insultandomi. Da allora tacqui per lungo tempo, nella convinzione che l’esperienza che quel giorno avevo vissuto, ben difficilmente avrebbe potuto essere resa nota.


    fonte

    Nota: Padre Giuseppe Madau è deceduto nell'agosto 2013




    http://noiegliextraterrestri.blogspot.it/2014/04/sollevato-da-un-fascio-di-luce-gli-incontri-del-quarto-tipo-padre-madau.html
    Ultima modifica di Eridano; 11-04-14 alle 13:52
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  9. #279
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  10. #280
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    Non sapevo dove postarlo, ma forse qui è il posto giusto.

    Quando ho letto, un brivido mi è corso lungo la schiena, quasi avessi spiato attraverso la porta degli inferi.





    Passo verso la vita artificiale con il primo batterio con Dna espanso

    Aggiunte quattro "lettere", due non esistono in natura. E il batterio si è replicato conservando la modifica

    NEW YORK - Ottenuto il primo organismo vivente con un Dna 'potenziato': accanto alle tradizionali quattro lettere che costituiscono 'l'alfabeto della vita' ne sono state aggiunte due, chiamate X e Y. E' il primo organismo semi-sintetico, capace di replicarsi e mantenere il suo Dna 'truccato', e rappresenta un nuovo fondamentale capitolo della biologia sintetica. Il risultato, al quale Nature ha dedicato la copertina, si deve all'istituto californiano Scripps.

    Video







    La nuova coppia di lettere è stata inserita all'interno del genoma di un comune batterio Escherichia coli al fianco delle tradizionali coppie di lettere A-T e C-G, i mattoni che formano l'alfabeto della vita in ogni essere vivente della Terra. Le nuove lettere non hanno alterato il funzionamento del batterio, che replicandosi le ha trasmesse alle nuove generazioni.
    Lo stesso gruppo di ricerca dell'istituto Scripps, diretto da Floyd Romesberg, aveva costruito in laboratorio, già alcuni anni fa, nuove possibili 'lettere' ideate per ampliare il 'vocabolario' genetico. Adesso i ricercatori hanno fatto il passo ulteriore, inserendole e facendole integrare perfettamente nel Dna di un batterio. In altre parole, sono riusciti nel difficile compito di far accettare la nuova coppia di lettere alle molecole 'poliziotto' che verificano costantemente la presenza di intrusioni o errori genetici.
    Il prossimo passo, spiegano i ricercatori, sarà inserire le nuove lettere anche in regioni più 'importanti' del genoma, ossia verificare che possano essere usate attivamente dalla cellula anche per il suo funzionamento. Il 'potenziamento' delle lettere tradizionali del Dna apre ora la porta alla possibilità di creare nuove proteine con 'mattoni' non esistenti in natura e si prevede fin da ora un ampio dibattito etico e sulla brevettabilità di questi esseri viventi 'semi-naturali'.


    Ticinonline - Passo verso la vita artificiale con il primo batterio con Dna espanso
    sklöpp & kanù

 

 
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