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Discussione: Ancora UFO.

  1. #261
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    "Entro 50 anni vivremo sulla Luna e colonizzeremo Marte"

    SPAZIO | Il fisico Stephen Hawking: in caso contrario, estinzione uomo.

    Parola di superstite di Roosevelt.
    Cosa ne penseranno i Signori Celesti?
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #262
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    Avranno, spero, pietà di noi.
    Visto che ci hanno fatti male.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #263
    Blut und Boden
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  4. #264
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #265
    Blut und Boden
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  6. #266
    Blut und Boden
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    21/03/14

    I GRIGI DELLE FAER OER: CRONACHE DI ANTICHI CONTATTI E MISTERIOSI POPOLI NEL MARE DEL NORD



    Un popolo di piccoli esseri dotati di incredibili poteri. E gli Asi, dei alti e biondi che solcavano il cielo a bordo di navi luminose.



    Il freddo silenzio del Mare del Nord viene rotto solamente dal frangersi delle onde sui fiordi e dal continuo lamento del vento. Simile ad una sentinella di pietra, a nord dell’isola di Eysturoy, svetta imponente il monte Slaettarantindur, le cui asperità si confondono tra le nuvole basse, rischiarate appena dal sole di mezzanotte.

    Le Faer Oer, isole "fatate" situate tra l’Islanda e le isole scozzesi Shetland, ai confini del circolo polare artico, sembrano perennemente avvolte dalle nebbie del nord. Forse proprio per contrastare il grigio della bruma, le case dei pescatori sono tinte in colori vivaci, spesso con accostamenti estremi. Arcipelago composto da 22 isolotti, le Faer Oer sono caratterizzate da un paesaggio incontaminato, la cui natura ostica e selvaggia non impedì ai Vichinghi di colonizzarla, nel IX secolo d.C. Non a caso oggi la capitale dell’arcipelago è la città di "Thorshavn", la quale prende il nome dal dio norvegese Thor. La cultura vichinga è ancora forte nelle Faer Oer, anche per la morfologia del luogo e del suo clima. A tratti sembra che dagli impervi promontori rocciosi, dalle fredde acque scure dei fiordi o dall’onnipresente nebbia, possano sbucare creature fatate o appartenenti ad un altro mondo.

    IL POPOLO DEI GRIGI


    Le leggende delle Faer Oer sono piene di riferimenti a esseri fatati, soprattutto gnomi e folletti. In queste isole ogni scoglio, rupe o isolotto ha una sua storia. Fino alla metà del XIX secolo, quando vennero poste le basi di una letteratura nazionale attraverso l’elaborazione di una lingua scritta, prevalse la tradizione orale, ricchissima di favole e racconti epici. Ne sono protagonisti esseri strettamente collegati alla mitologia nordica, come gnomi, folletti (hulduman) e il "popolo dei Grigi", incarnazione degli elementi potenti ed ostili della natura. I "Grigi" abitano sottoterra, spesso occupano le caverne e non sanno nuotare. Gli "gnomi", benché dispettosi, sono spesso considerati molto saggi dai pescatori del luogo, nonché portatori di fortuna. Una di queste leggende, legata all’isolotto di Koltur, sull’isola di Streymoy, narra dello scontro tra un membro del popolo dei Grigi e uno Gnomo, il quale aveva consentito ad un isolano di pescare in poco tempo un’incredibile quantità di pesce, tale da sfamare tutto il villaggio. Lo gnomo riuscì a far cadere in acqua lo "spirito Grigio", ma questi si vendicò, trasformando in uno scoglio la barca ed il pesce pescato.


    DA KOLTUR A... DULCE


    Solo leggende? In effetti i racconti e le descrizioni del "popolo dei Grigi" hanno diversi elementi in comune con quanto sappiamo della razza aliena nota, appunto, come "Grigi". Di piccola statura, appaiono e scompaiono come d’incanto e difficilmente si troverebbero a loro agio nel mare aperto, data la loro fisiologia, almeno stando alle descrizioni testimoniali dei protagonisti di IR3 ed IR4, proprio come accade nella dinamica di attacco del Grigio al malcapitato pescatore. Secondo il giornale russo Ternopil Vechiriniy, un documento del KGB di 250 pagine comproverebbe l’apparizione di un UFO in Siberia, nel Febbraio 1988, nei pressi di unità militari in esercitazione. Un missile terra-aria russo abbatté il disco, da cui fuoriuscirono cinque alieni di tipo Grigio. Questi, vedendo le truppe sovietiche avvicinarsi, si fusero assieme in un oggetto sferico che, esplodendo in un lampo bianco accecante, pietrificò letteralmente 23 dei 25 soldati presenti, alterandone la struttura molecolare in qualcosa di prossimo al calcare! Fu con un sistema simile che l’uomo Grigio di Koltur trasformò la barca ed i pesci in uno scoglio? Questi "exploit" da parte dei Grigi sarebbero avvenuti altrove ed in altra epoca. Si parla da tempo di un incidente avvenuto nella base militare americana di Dulce, nel New Mexico, fra umani ed alieni. Il dottor Michael Wolf ha dichiarato di essere certo che tale "contrattempo" sia realmente avvenuto. Militari troppo nervosi avrebbero aperto il fuoco su alcuni Grigi e gli alieni di Zeta Reticuli si sarebbero difesi tramite emissioni di energia psichica, staccando di netto, o facendole esplodere, le teste dei soldati, come nei film "Fury" o "Scanners". Al di là della loro gracile struttura fisica i Grigi sarebbero dunque in grado di difendersi e, messi alle stretti, di annientare il nemico. Sotto questa luce, la leggenda tramandata nelle Faer Oer assume maggiore credibilità. Incuriosisce che la narrazione parli di uno Gnomo quale avversario del Grigio, anch’esso dotato di poteri "magici". Forse si trattava di un diverso tipo di alieno? Di sicuro, un tempo l’apparizione di questi esseri non-umani era comune: se di bassa statura e morfologia inusuale venivano identificati come gnomi, Troll e Leprechaun, e se alti e di aspetto umanoide come dei e titani. Non a caso, le leggende nordiche dipingono la razza divina degli Asi come alti, biondi e con gli occhi azzurri, nonché progenitori in linea diretta di tutte le popolazioni nord europee. Ma chi erano questi Asi adorati dai Vichinghi?


    TRADIZIONE NORDICA

    Il retaggio culturale nord-europeo affonda le sue più profonde radici in un credo ancestrale, quello degli Asi, o dei, chiamato Asatrù. Un tipo di religione così fortemente radicata, specialmente nei luoghi di origine come Svezia e Norvegia, che solo alla fine del 1800 venne distrutta in un rogo l’ultima, tenace cattedrale in legno eretta ad Uppsala, in Svezia, in onore di Odinn, Thor e Freyr. Il credo Asatrù, di recente tornato in auge tramite la "New Age", è stato spesso tacciato di collegamenti con l’esoterismo nazista. Ma in verità con il nazismo in senso stretto Asatrù aveva poco a che fare, essendo anzi più vicino alla concezione celtica di rapporto armonico tra uomo e forze naturali. Per i Vichinghi, gli dei vivevano in una città celeste, al di là delle nubi, chiamata Asgard, raggiungibile solo tramite Bifrost, il tremulo ponte dell’arcobaleno (probabilmente un teletrasporto). Si diceva inoltre che il padre degli dei, Odino, risiedesse in un luogo chiamato "Hlidskiaf", ossia "Alto Seggio", da cui egli teneva d’occhio tutto l’Universo. Si trattava forse di una stazione orbitante dotata di migliaia di computer, monitoranti la vita sul pianeta, una sorta di torre di controllo?


    Alcuni dei, come Thor, padrone del tuono, possedevano potenti carri capaci di volare nel cielo. Thor veniva chiamato spesso a difendere gli Asi dai temibili giganti dei ghiacci (nati forse da mutazioni genetiche) e sembra che quando attraversava le nubi col suo carro, il cielo rimbombasse e l’aria venisse percorsa da lampi. È noto oggi che quando un UFO accelera, il suo spettro di luce varia in modo direttamente proporzionale alla velocità acquisita. Erano questi i lampi del dio del tuono?
    Freyr invece, a differenza del bellicoso Thor, era il dio della bellezza, della gioventù, dell’abbondanza e della forza fecondante della natura e aveva un mezzo di trasporto davvero eccezionale. Da alcuni nani della luce gli venne donato "Gullinbursti", un "Cinghiale dalle setole d’oro", che "corre notte e giorno per le vie del cielo e della Terra e sulle onde del mare, meglio di ogni altro corsiero... ovunque andrà, nella notte più fonda o nei mondi di tenebra, potrà sempre vedere innanzi a sé e si lascerà alle spalle una scia luminosa, poiché le sue setole d’oro irradieranno luce risplendendo nel buio". Più che un animale va ipotizzato (anche per via della sua struttura dorata) che si trattasse di un oggetto di metallo, magari di una foggia così insolita da ricordare un cinghiale. E poteva volare ovunque, irradiava luce e lasciava una scia luminosa dietro di sè, così come spesso fanno certi UFO... la fantasia dei popoli cambia, insieme alle descrizioni, ma il tipo di oggetti probabilmente è lo stesso. Anche l’usanza vichinga di cremare le salme dei capi deceduti in battaglia su una nave in fiamme riprende il mito di Balder, il dio della luce norreno che, ucciso con un inganno da Loky, viene portato nel regno di Hel, la dea della morte, in una "Nave brillante di fiamma", stranamente accompagnato nel suo ultimo viaggio da uno "Gnomo".
    Forse era il Grigio incaricato di pilotare il mezzo? Dunque, cosa ci dicono le saghe nordiche tramandateci da storici come Snorri Stuerlson? Miti e leggende riguardanti dei e folletti, o resoconti incredibili ma realmente accaduti sulla presenza di alieni sulla Terra?
    Non ci resta che meditare sulle parole del "Carme di Siordrifa", cercando di comprenderne l’autentico significato:
    "Allora la testa di Mimir pronunciò la prima parola, disse le rune possenti. Disse che erano incise sullo scudo posto a schermo del Sole splendente, sull’orecchio di Arvak, sullo zoccolo di Alsvid, sulla ruota che gira, sotto il carro di Thor, sui denti di Sleipnir, sulle corregge della slitta, sugli artigli dell’orso, sulla lingua di Bragi, sulle grinfie del lupo, sul becco dell’aquila; sulle ali insanguinate, a capo del ponte, sulla mano della levatrice, sull’orma di chi giunge in aiuto, sul vetro, sull’oro, sugli amuleti degli uomini, sul vino, sulla birra, sulle sedi della gioia, sulla punta di Grungnir, sul pettorale di Grani, sull’unghia della norna, sul becco della civetta.
    Tutte le rune così intagliate furono levigate, intinte nell’idromele sacro, inviate per ampi cammini.
    Sono fra gli Asi, sono fra gli elfi; alcune fra i Vani sapienti... altre le possiedono gli uomini".

    Articolo di Pablo Ayo

    fonte

    NOI E GLI EXTRATERRETRI : I GRIGI DELLE FAER OER: CRONACHE DI ANTICHI CONTATTI E MISTERIOSI POPOLI NEL MARE DEL NORD

    I nostri Elohim.


    Ultima modifica di Eridano; 23-03-14 alle 18:06
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  7. #267
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  8. #268
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    (ANSA) - BANGKOK, 24 MAR - L'aereo scomparso MH370 è precipitato nel sud dell'Oceano Indiano. Lo ha annunciato a Kuala Lumpur il primo ministro malaysiano Najib Razak. E la Bbc riferisce che le famiglie dei 239 dispersi dell'aereo Malaysia Airlines MH370 hanno ricevuto un sms dalla compagnia aerea, secondo cui l'aereo scomparso è stato "perduto" e non ci sono sopravvissuti.

    Ma come si fa a dare una simile notizia senza uno straccio di prova?
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  9. #269
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    24/03/14

    ROMANIA, L'ENIGMA DI UNA INCREDIBILE STRUTTURA DENTRO I MONTI BUCEGI: SI TRATTA DI ANTICA BASE ALIENA?




    La curva dei monti Carpazi che prende il nome di Bucegi si porta sulle spalle da secoli le etichette esoteriche più disparate. Luogo di singolari attrazioni turistiche d’origine geologica come la sfinge e la babele, racchiude una moltitudine di fenomeni mistici riferiti quotidianamente dalle testimonianze degli abitanti del luogo.



    Si tratta di avvistamenti di esseri eterei o mitologici, spesso confusi per elementi religiosi (molte croci cristiane si trovano nei luoghi delle “apparizioni”) e sopratutto misteriose scomparse tra le nebbie di quei monti.

    I racconti narrano di persone ritrovate solo dopo giorni in qualche nascosta caverna o addirittura si racconta che ci si possa perdere in qualche grotta di quelle valli per ritrovarsi nel mezzo del deserto del Kansas...
    Verità o finzione che sia gli occhi del mondo hanno iniziato a posarsi tra queste montagne con l’inizio di singolari terremoti che hanno portato ad una sensazionale scoperta.
    Si dice che queste informazioni abbiano iniziato a filtrare lentamente proprio per espressa volontà del governo Romeno che vorrebbe informare il mondo di questa realtà ormai impossibile da mascherare. Va in ogni caso ringraziato il coraggio e la tenacia dimostrati dall’ex agente psicotronico del regime di Ceauşescu, Vasile Rudan, divenuto solo da poco noto al grande pubblico per le numerose interviste e soprattutto per la partecipazione alla trasmissione “Access Direct” dell’11 e 12 Maggio dell’emittente nazionale Antena 1, un uomo che porta avanti da anni una dura battaglia per diffondere questi segreti.


    UN CIMITERO DI GIGANTI SOTTO UN MELETO


    Tra le montagne dei Carpazi può capitare spesso che mentre si scava un pozzo o si stanno fissando le fondamenta di una casa ci si possa trovare ad aver a che fare con ossa dall’aspetto umanoide di dimensioni abnormi. Ossa che gli scienziati giunti sul posto definiranno sicuramente “non autentiche” e che quindi finiranno in qualche magazzino di reperti “non autentici”.
    Il caso più macroscopico è accaduto qualche anno fa nel piccolo paese di Scăieni dove un agricoltore intenzionato a fare una piantagione di mele nei suoi campi si è trovato ad aver a che fare con un vero e proprio cimitero di giganti.
    Come affondava la pala di qualche metro si trovava intralciato da resti di scheletri umanoidi che superavano i due metri e mezzo di altezza e che proprio non volevano saperne di lasciargli piantare le sue mele in pace.
    Dopo aver dissotterrato un po’ di questi reperti chiaramente “non autentici” il meleto è stato infine piantato proprio sopra questa necropoli dei giganti.


    UNA BASE ALIENA SOTTO LE MONTAGNE


    Fenomeni sospetti tra i monti Bucegi presero a manifestarsi quasi un ventennio fa, un crescendo di eventi destinato ad attirare l’attenzione sia dei media che delle autorità.
    Tra queste vette nel 1993 la terra iniziò a tremare ripetutamente terrorizzando le popolazioni del luogo. Presto ci si rese conto dell’inspiegabile singolarità di quei movimenti sismici che oltre a interessare soltanto una superficie troppo delimitata, si manifestavano solamente in una precisa fascia temporale intercorrente tra le 20 della sera e le 3 del mattino. Inoltre gli abitanti del luogo sostenevano che quando iniziavano queste scosse sismiche si poteva avvertire, l’eco di un rumore sordo risalire dal sottosuolo come se il pavimento stesse per crollare sotto i loro piedi. Ciò che rese il caso tristemente noto in tutta la Romania fu la ripetitività apparentemente inarrestabile del fenomeno: più di 100 scosse sismiche interessarono quella singola area prima di svanire per un decennio.



    I geologi sotto l’impulso delle autorità romene e soprattutto del Pentagono presero ad analizzare la specificità di quel territorio e attraverso delle misurazioni con dei progrediti satellite di tecnologia bionica si cercò di identificare la struttura tellurica del luogo.
    Si trovarono dinanzi a dati inspiegabili: Sembrava che sotto quelle montagne la terra fosse cava, ma il nucleo più profondo di quel vuoto terrestre pareva insondabile a ogni verifica. Una sorta di barriera respingeva ogni tentativo di accesso.
    Nel 2002 il fenomeno riprese. I Bucegi tremarono nuovamente seguendo le medesime modalità e fasce orarie. Le autorità Romene e Americane ritennero che fosse giunto il momento di agire.
    Nel 2003 si diede inizio alle trivellazioni della montagna dalla struttura sotterranea tanto insolita e dopo numerosi tentativi fallimentari un equipe di nazionalità mista raggiunse una singolare galleria sotterranea.
    Parve subito evidente a tutti che ci si trovava dinanzi a una galleria artificiale: le pareti erano perfettamente lisce senza traccia di irregolarità naturale, l’aspetto faceva venire in mente un tunnel della metropolitana. La squadra proseguì per il ramo del tunnel che scendeva.


    Prestò gli esploratori raggiunsero un’imponente porta che all’aspettò appariva di tipo scorrevole.
    La squadra dovette però arrestarsi qualche metro prima del battente perchè si vedeva distintamente una parete luminosa in cui scorreva una qualche forma di energia sbarrare ogni accesso.
    Si misurò che ci si trovava dinanzi a una scudo energetico di elevata tensione. Alcuni fonti sostengono che coloro che hanno tentato, con adeguate protezioni, di oltrepassare la parete siano morti di collasso cardiaco, mentre i tentativi di far passare oltre la barriera dei materiali non organici produsse la semplice polverizzazione istantanea di questi. Simili tentativi inconcludenti erano stati fatti in una missione esplorativa in Iraq dove il terreno presentava le medesime “anomalie geologiche” e anche in quel caso l’equipe americana si trovo sconfitta della barriera energetica.
    In Romania l’epilogo fu differente poiché alcuni componenti dell’equipe dotati di una “determinata tensione energetica” che funzionava in “simpatia” con quella che vibrava nella parete luminosa riuscirono ad oltrepassare il varco dischiudendo così la successiva porta metallica.
    Oltre a questo doppio sbarramento il tunnel si modificava sviluppando una struttura più complessa, fino a portare i visitatori all’ennesima barriera energetica di un colore verde pallido che funzionava con modalità simili alla prima.
    Oltrepassata anche questa le fonti ci riferiscono che ci si trova dinanzi a una grande sala artificiale dalle misure inaspettate: di una lunghezza che pare aggirarsi intorno ai 100 metri, mentre un’altezza di 30.



    Sulla stanza dominano alcuni tavoli dalla forma insolita e dall’altezza di due metri. Se mai un umano avesse potuto sedersi in una sedia adeguata avrebbe visto sopra delle iscrizioni che apparivano dei geroglifici in una lingua sconosciuta dalla forma cuneiforme. Gli unici simboli che gli esploratori riconobbero furono alcuni cerchi e quadrati. Poggiando le mani su questa simbologia aliena le pareti della stanza trasmettevano una serie inaspettata di immagini olografiche. Sembravano ai presenti immagini della terra e di altri luoghi non conosciuti. Attraverso tentativi ed errori i tavoli proiettarono una serie infinita di immagini ed iniziarono ad analizzare gli stessi presenti che poterono “vedere” le lastre accurate del loro corpo e la forma del loro DNA. Le testimonianze riferiscono che i computer alieni iniziarono a incrociare il DNA dei presenti con la specie aliena più adatta finché sullo schermo apparve l’Ibrido che sarebbe nato da questa unione.
    Il luogo che assomigliava ad una stanza di analisi e raccolta dati fu battezzata dai visitatori “Sala delle Proiezioni”.
    Coloro che proseguirono nell’esplorazione del luogo si trovarono alle prese con una galleria che apparentemente proseguiva ininterrottamente fino ad una stretta curva a 26°. Oltre la curva un’altra infinita galleria portava all’ennesima barriera. Oltrepassata anche questa l’equipe poté mirare quella che è poi stata battezzata la “Sala Grande”.



    La sala era di dimensioni colossali, tanto da far perdere i riferimenti spaziali ai presenti ed era ben illuminata anche se i presenti non riuscivano definire la fonte di quella luce.
    In questo spazio si sono trovate quelle che sono apparse come apparecchiature tecnologiche dalla forma sconosciuta di cui non si è riusciti a capire la funzione. Ciascuna di esse era collegata alle altre con dei fili bianchi traslucidi su cui passavano ad intermittenza degli impulsi elettrici.


    BASI UFO SOTTERRANEE

    Sono numerose e sparse per tutto il mondo le testimonianze da parte di militari e civili che parlano di avvistamenti di flottiglie o astronavi (UFO e USO) che emergono dal mare o dal sottosuolo e che farebbero pensare a vere e proprie basi aliene ubicate sottoterra. Dall’Himalaya al Pacifico, le EBE avrebbero scelto montagne impervie (come la zona di Kongka La nella regione del Ladakn al confine tra India e Cina) o isole distanti dal mondo occidentale ma vicine a territori di origine vulcanica, per l’insediamento delle proprie basi. Nel caso delle isole del Pacifico, secondo alcuni studiosi, il terreno vulcanico sarebbe un elemento di preferenza per gli alieni nella scelta del luogo dove insediarsi, probabilmente perché l’attività geotermica del sottosuolo può essere convertita in energia necessaria per le apparecchiature tecnologiche di cui dispongono gli extraterrestri nel sottosuolo.



    Le isole Hawai, sarebbero dagli anni ’40 teatro di un impressionante numero di avvistamenti, come ricostruito da Corrado Malanga. Il ricercatore pisano ha ipotizzato l’esistenza di una base UFO anche nella Polinesia Francese, grazie a ricostruzioni raccolte in ipnosi regressiva condotta su addotti che indicavano l’atollo di Mururoa come sede di una base UFO in cui verrebbero effettuati esperimenti sui rapiti da parte di alieni “Serpenti”, probabilmente Rettiloidi. Proprio l’inavvicinabile Mururoa, inaccessibile non per le radiazioni che nonostante i test nucleari dei francesi sarebbero bassissime (!), ma teatro di avvistamenti UFO fin troppo numerosi… tanto che scienziati e militari (v. Guy Andronik, prospettore geofisico francese), avrebbero testimoniato la presenza di UFO di stanza sull’atollo in veste di “osservatori” degli esperimenti atomici.
    Di basi impenetrabili si parla anche alle Fiji, terra di leggende legate agli Dèi “venuti dalle stelle” (tra tutti il Dio Serpente che ricorda in modo inquietante l’alieno di tipo Rettiloide dei giorni nostri) dove recentemente sarebbero emersi dal sottosuolo scheletri di Giganti sui due metri circa di altezza (assolutamente fuori misura per la tipologia degli abitanti del luogo), risalenti a tremila anni fa e ora conservati nel Museo diretto da Matararaba.
    Così nelle Isole Salomone, come testimoniato da un militare della RAAF in pensione, Marius Boirayon, stabilitosi nel Pacifico, le tribù locali si tramandano da generazioni leggende di una stirpe di Giganti che vive in una città sotterranea. Ecco tornare il mito della Terra Cava e dei Giganti in sperdute isole dei Tropici nell’oceano Pacifico meridionale. Isole lontane, spesso di origine vulcanica, con basi militari controllate da americani o francesi. Gli indigeni raccontano anche di abduction violente da parte di esseri chiamati “Dragon Snake”, Serpente Dragone (un Sauro o un Rettiloide?). Dagli schizzi degli abitanti del luogo e da informazioni raccolte dallo stesso Boirayon nel museo locale di Guadalcanal è emerso che gli esseri che turbano le notti dei nativi delle Isole non sarebbero altri che Grigi, forse al comando della schiatta di Giganti che popola il sottosuolo dei Tropici.




    IL MITO DI AKAKOR


    Segreti che emergono dai 4 continenti. Verità scomode messe a tacere a forza. Ritrovamenti di scheletri di giganti a pochi metri l’uno dall’altro dalla Bolivia all’Iraq, dalla Sardegna alla Romania, dal Perù alla Cina lasciano poco spazio alla possibilità di anomalie genetiche, per esempio disfunzione alla ghiandola pituitaria, ma suggeriscono l’ipotesi di una razza con le stesse anomalie. I giganti hanno lasciato molte tracce sul nostro pianeta, basta saper e voler cercare. Dai miti ai ritrovamenti più o meno casuali in ogni parte del mondo - basta scavare per vedere affiorare ossa decisamente fuori misura per l’uomo inteso in senso accademico - emerge una realtà nascosta sotto il racconto del mito, ma anche nascosta letteralmente, sotto terra. Così descritti nel mito: esseri primordiali, divinità legate alla terra, dispensatori di sapere o al contrario creature demoniache e distruttrici. Esseri divini o semidei, spesso provenienti dalle stelle, da costellazioni lontane, ma compatibili con l’uomo, che si accoppiano con le figlie degli uomini (come descritto in Gen. 6, 1-4) generando razze intermedie, portatori di sapere oppure distruttori, etc. Il pensiero corre ai Titani, ai Ciclopi, ai Nephilim, agli abitanti della mitica Akakor, rete vastissima di 13 città sotterranee situata tra Brasile e Perù, che avrebbe avuto il suo apogeo ben 12 mila anni fa. Narrano le leggende degli indios che navi dorate scesero dal cielo, provenienti dalla costellazione di Schwerta, guidate da imponenti stranieri dalla pelle bianca, la lunga barba e sei dita dei piedi e delle mani. I Signori del Cielo costruirono la fortezza di Akakor, dove una luce innaturale (come nelle gallerie scavate nei meandri dei Monti Bucegi in Romania!) risplende all’interno delle città sotterranee, dove man mano che ci si inoltra scema la forza di gravità facendo fluttuare i corpi negli immensi corridoi scavati nel sottosuolo, mentre un ingegnoso complesso di canalizzazioni porta acqua e aria in profondità. Una civiltà altamente evoluta che avrebbe preceduto Maya e Atzechi e che sarebbe stata spazzata via da un diluvio…


    CRANI DOLICOCEFALI




    Molti dei giganti descritti nelle leggende hanno una caratteristica comune, il cranio allungato e retroverso, oppure bilobato. La dolicocefalia è una caratteristica che distingue anche alcune schiatte sacerdotali (Antico Egitto, Malta e Gozo, Sud America etc). Se si non ritiene possibile inserire una o più razze di giganti all’interno dell’evoluzione dell’uomo, forse non è irrazionale ipotizzare l’Interferenza aliena, ipotesi avvalorata dal racconto degli addotti secondo cui i tipi di alieni si dividono in molto alti o molto bassi. Le testimonianze degli addotti e i racconti di unioni tra giganti e umani se interpretate come veritiere ci permetterebbero di avanzare l’ipotesi che qualche alieno umanoide abbia lasciato le sue vestigia sul nostro piano esistenziale e/o dato vita a ibridi di altezza superiore alla media grazie all’unione con umani.


    NORDICI E ALTI BIANCHI



    Tra gi alieni molto alti di tipo umanoide ricordiamo gli Orange, gli Agarthiani, il tipo Nordico e poi gli Alti Bianchi passati alla storia dell’ufologia grazie alla testimonianza lasciataci da Charles Hall nella trilogia “Millenial Hospitality”. Hall, che prestò servizio ad Indian Springs in Nevada presso la Base Aerea Nellis come osservatore meteorologico a partire dal 1965 raccontò dell’esistenza di una base aliena scavata nel fianco della montagna dei Poligoni di Indian Springs, e abitata da alieni alti circa due metri, dalla pelle bianca, quasi perlacea, i capelli albini, gli occhi che cambiano colore con la luce passando dal blu al rosa. All’interno della base vi sarebbero stati anche i loro velivoli e un’astronave madre. Oltre agli Alti Bianchi, Hall sarebbe venuto in contatto con un’altra razza di alieni di tipo Nordico ma con soli 24 denti e le dita dei piedi leggermente palmate.




    Articolo di Enrica Perucchietti e Paolo Battistel


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    NOI E GLI EXTRATERRETRI : ROMANIA, L'ENIGMA DI UNA INCREDIBILE STRUTTURA DENTRO I MONTI BUCEGI: SI TRATTA DI ANTICA BASE ALIENA?





    Ultima modifica di Eridano; 26-03-14 alle 21:26
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    24/03/14

    OGGETTI FUORI DAL TEMPO: "ENIGMALITH" UNA PRESA ELETTRICA IN UNA ROCCIA DI ETA' GEOLOGICA DATATA 100.000 ANNI!




    Nel 1998, un ingegnere elettronico di nome John J. Williams fece una scoperta singolare: vide affiorare dal terreno un piccolo oggetto che sembrava essere una presa elettrica a tre poli. Dopo aver iniziato a scavare, si rese conto che questa era fusa in una piccola roccia.



    Williams affermò di aver trovato la strana pietra, durante un viaggio in una zona rurale del Nord America, in un luogo lontano da insediamenti umani, complessi industriali, aeroporti, fabbriche, centrali elettriche ecc. ma rifiutò di fornire la posizione esatta del ritrovamento, per paura che orde di curiosi potessero iniziare a visitare il sito e a saccheggiarlo da altre possibili reliquie misteriose, che potevano verosimilmente trovarsi ancora nel luogo. Questo atteggiamento di Williams tuttavia minò parzialmente la credibilità della sua scoperta.

    Conosciuto come “Enigmalith” (una combinazione della parola ‘enigma’ con ‘lith’, che in greco significa ‘pietra’), il dispositivo ha l’aspetto innegabile di un moderno componente elettrico, incorporato in un solido granito composto da quarzo e feldspato. Il suo prezzo stimato è di 500.000 dollari, ma molti esponenti della comunità scientifica hanno classificato l’Enigmalith come una bufala prodotta dall’ingegnere, al solo scopo di lucrarci.




    Nonostante le critiche, Williams ha più volte sottolineato la natura insolita del monolite, offrendolo per un’analisi scientifica completa, ma nessun scienziato ha ancora preso in considerazione la possibilità di analizzare la roccia. Ciò che sembra evidente è che il componente elettrico incorporato nel granito, non mostra alcuna traccia di saldatura o incollaggio, e quindi pare che la presunta ‘presa’ esistesse già al momento della formazione della roccia.


    Inoltre, un’analisi geologica ha rivelato che la roccia ha circa 100.000 anni, ingarbugliando così non poco le nostre conoscenze riguardanti la storia dell’evoluzione umana e del suo sviluppo tecnologico in tempi remoti. Alcuni hanno paragonato l’oggetto incorporato nella roccia, ad un connettore XLR. Esso ha inoltre una debole attrazione magnetica e la lega di cui sono costituiti i tre poli è, attualmente, di origine sconosciuta, mentre la base (circa 0,8 cm di diametro), non sembra essere di legno, plastica, gomma, metallo o altro materiale riconoscibile.


    Williams non ha permesso la rottura della roccia, al fine di osservarne l’interno, ma ha acconsentito che venissero utilizzati i raggi X, i quali hanno mostrato che il connettore è collegato ad una struttura interna che si estende nella pietra opaca. Una struttura coerente con un “circuito aperto” che però non è collegato a nulla, quindi, di cosa si tratta e a cosa serviva questa specie di presa?




    Alcuni ricercatori hanno suggerito che la presa possa essere un antico manufatto, rimasto semplicemente intrappolato nella roccia mentre questa si andava formando, e che esso sia rimasto relativamente indenne al processo. Mentre gli scettici, senza nemmeno preoccuparsi di analizzare l’oggetto, ritengono che si tratti di un falso. Williams però è convinto di aver scoperto un manufatto ditecnologia aliena ed è desideroso di confermarne, attraverso la scienza ufficiale, l’autenticità. L’unica condizione che egli pone, è quella di poter essere presente durante i test e di mantenere la roccia intatta.


    Alcune persone inoltre sostengono che gli scienziati vogliano prendere le distanze dal campione, perché temono ciò che potrebbero scoprire. Infatti, la conferma dell’autenticità del manufatto, manderebbe in crisi le nostre teorie relative all’evoluzione del genere umano, ponendo degli interrogativi inquietanti riguardo il nostro vero passato e il livello di tecnologia raggiunto da antiche civiltà, di cui nulla si sa e di cui molti nulla vorrebbero sapere.


    Williams ritiene che la scoperta dell’Enigmalith potrebbe quindi fornire un’inconfutabile prova di queste teorie o di altre che parlano addirittura di antichi astronauti alieni venuti sul nostro pianeta, con lo scopo preciso di influenzare lo sviluppo evolutivo e tecnologico della nostra specie.

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    NOI E GLI EXTRATERRETRI : OGGETTI FUORI DAL TEMPO: "ENIGMALITH" UNA PRESA ELETTRICA IN UNA ROCCIA DI ETA' GEOLOGICA DATATA 100.000 ANNI!




    Ultima modifica di Eridano; 26-03-14 alle 21:27
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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