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Discussione: Ancora UFO.

  1. #1111
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    L’ex agente segreto francese: «Gli UFO esistono»
    Notizie| Spazio & Scienza| UFO & Alieni | Posted by Sabrina Pieragostini | 20 aprile 2020 | 14:01

    «Gli UFO esistono, ma la loro natura resta inafferrabile». L’ultimo ad aver “sdoganato” un tema tanto bistrattato e troppo spesso considerato alla stregua di fantasie da svitati è un personaggio di tutto di rispetto, che di certo non si può tacciare di essere un visionario: è Alain Juillet, ex direttore della DGSE, la Direction Générale de la Sécurité Extérieure- il servizio di informazione per l’estero della Francia. Insomma, uno degli uomini che è stato ai vertici dell’Intelligence di Parigi e che per la prima volta ha accettato di parlare in pubblico di quello che sa e che pensa degli oggetti volanti non identificati.

    L'EX DIRETTORE DEI SERVIZI SEGRETI FRANCESI, Alain Juillet
    L’EX DIRETTORE DEI SERVIZI SEGRETI FRANCESI, Alain Juillet

    Lo ha fatto per il documentario di Dominique Filhol “Ovnis: une affaire d’Etats” (UFO: un affare di Stati), trasmesso nei giorni scorsi da una tv satellitare francese. Il regista ha intervistato politici, scienziati, esperti militari per cercare di comprendere la natura del fenomeno che lo affascina da quando era un ragazzino. Per le riprese, ad esempio, ha partecipato ad un incontro della SIGMA 2, la commissione francese che studia gli UFO in modo scientifico, e ha incontrato il senatore Harry Reid, promotore del programma di ricerca del Pentagono (l’ormai famoso AATIP), la cui rivelazione, nel dicembre 2017, ha aperto nuovi scenari di indagine. Filhol ha avuto modo di conoscere anche Juillet e lo ha coinvolto nel suo documentario.
    Un pragmatico dalla mente aperta: così lo descrive la rivista francese Paris Match (https://www.parismatch.com/Culture/M...restre-1681758 ) che qualche giorno fa ha intervistato l’ex capo dei servizi segreti per meglio comprendere la sua opinione sull’argomento scottante- un vero e proprio tabù, a dirla tutta, per chi opera nel suo settore. Juillet ha spiegato, innanzi tutto, il motivo del suo interesse. « Sono un uomo dell’intelligence e quando noi vediamo cose inspiegabili oggi, sappiamo che potremo spiegarle domani. Soltanto, in questo caso, non abbiamo gli elementi per immaginare o per capire cosa stia succedendo. Nel particolare campo degli UFO, ci sono piloti di caccia, astronauti, persone tutt’altro che strambe che riportano osservazioni molto precise. Non dobbiamo dire che sono sciocchezze, ma solo riconoscere che esistono realtà che ci sfuggono».
    LA LOCANDINA DEL FILM SUGLI UFO DI DOMINIQUE
    LA LOCANDINA DEL DOCUMENTARIO SUGLI UFO DI DOMINIQUE FILHOL

    Il suo interesse è cresciuto quando si è reso conto che gli oggetti volanti non identificati non seguono le leggi valide qui sulla Terra, a partire da quelle gravitazionali. E da agente segreto, si è posto la domanda: potrebbero essere il prodotto ultra tecnologico di un qualche Paese straniero? «Venti anni fa avrei risposto: “Perché no?” Ma oggi, se una nazione al mondo avesse fatto una simile scoperta, lo sapremmo. Nessun progresso di questa portata può rimanere segreto. È impossibile», dice perentorio nell’intervista. In un modo o nell’altro, qualche informazione, qualche indiscrezione, qualche voce sarebbe fuoriuscita. Ecco perché è convinto che il fenomeno non rientri in quelli normali della nostra esperienza terrestre.
    Ma le Intelligence studiano gli UFO? Risponde Juillet: solo se ricevono un preciso ordine. Se i governi ritengono che gli UFO non siano un problema prioritario- come accade il più delle volte- non succede nulla.Tuttavia, ora sappiamo per certo che gli Stati Uniti- e molto probabilmente anche Russia e Cina- hanno impegnato molte risorse nello studio di queste “anomalie” spesso avvistate nei nostri cieli per carpirne i segreti e ricavare dati scientifici. A questo proposito, l’ex direttore della DGSE afferma:«Qui si passa da una visione del mondo modellata dalla fisica tradizionale a un’altra visione basata sulla fisica quantistica». E nella fisica quantistica, tutto può accadere, anche i mondi paralleli o i viaggi nel tempo. «Forse esistono realtà nel nostro universo che normalmente non possiamo vedere perché non si trovano nel nostro campo visivo. Ma forse, ogni tanto, succede qualcosa e un fenomeno attraversa il nostro campo di percezione prima di scomparire».
    UNO DEGLI OGGETTI STUDIATI DAL PENTAGONO
    UNO DEGLI OGGETTI STUDIATI DAL PENTAGONO

    Alain Juillet non crede che la segretezza, in questo ambito, sia di aiuto anche perché finora gli oggetti volanti non identificati non si sono mai mostrati aggressivi o pericolosi. Ma anche parlarne troppo non è consigliabile, con gli scettici pronti a smentire e deridere qualsiasi tentativo di interpretazione del fenomeno e i “guru” del pensiero alternativo pronti ad inventarsi qualsiasi spiegazione. Bisogna mantenere un approccio scientifico. «C’è qualcosa e questo è indiscutibile. Un certo numero di fattori suggerisce che è vicino a noi senza provenire da noi e che può arrivare da altri mondi. Tornando al mio lavoro di intelligence, devo chiedermi: quali conclusioni posso trarre dalle informazioni che ho? Per ora, non ho alcuna conclusione, tutto quello che ho è una serie di indizi che mi permettono di pensare senza avere certezze».
    L'IMMAGINE ORMAI FAMOSA DELL'UFO RIPRESO DA UN JET AMERICANO
    L’IMMAGINE ORMAI FAMOSA DELL’UFO RIPRESO DA UN JET AMERICANO

    Ma di una cosa lo 007 francese sembra non dubitare: quando capiremo la vera natura degli UFO, non dovremo temere chissà quali ripercussioni sociali o culturali, perché l’umanità ha dimostrato di essere in grado di abituarsi a tutto. «Se domani mattina avremo la conferma che gli UFO provengono da un mondo parallelo al nostro, tutti diranno “beh, eccolo, un mondo parallelo”. Dal giorno in cui lo diremo, entro 5 anni, tutti lo avranno accettato come un fenomeno banale». Per scoprire la loro origine, però, serve un cambio di passo: dobbiamo iniziare a pensare fuori dagli schemi.«In Francia accadrà il giorno in cui le persone non avranno più paura di essere ridicole. Se verremo a sapere non solo che gli Stati Uniti o la Cina stanno dedicando importanti studi a questo argomento, ma anche che vari scienziati di alto livello ne hanno tratto riflessioni utili, allora i nostri ricercatori non temeranno più di essere presi per mezzi matti».

    L'ex agente segreto francese: «Gli UFO esistono» | Extremamente
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  2. #1112
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    Tratto dal capitolo 4 OVNI E UAP del libro “UFO-PARLANO I PILOTI”
    Il caso del volo Swissair


    Piloti capaci, che hanno migliaia di ore di volo alle spalle; gente esperta, che gode della stima di colleghi e superiori; professionisti seri, che hanno tutto da perdere – la credibilità, la faccia, persino la loro stessa carriera – nel dichiarare pubblicamente di aver incontrato tra le nuvole un UFO. È questo l’identikit-tipo dei testimoni ad alta quota. Lo ritroviamo anche nei protagonisti di un altro avvistamento molto interessante che coinvolse il 9 agosto 1997 l’equipaggio di un Boeing 747 della Swissair: il comandante e il suo primo ufficiale rischiarono l’impatto con un oggetto luminoso di forma cilindrica che sfiorò addirittura la cabina di pilotaggio ad altissima velocità. È forse uno dei casi più studiati, visto che sull’episodio indagarono il National Transportation Safety Board, la Federal Aviation Administration e persino l’FBI, senza contare che a rendere nota in tutto il mondo la notizia fu l’agenzia di stampa Associated Press e che, ancora una volta, le trascrizioni delle registrazioni intercorse tra l’aereo e la torre di controllo sono state diffuse.

    Dunque, in quel pomeriggio di agosto, con cielo terso e perfetta visibilità, il volo 127 era decollato dall’aeroporto internazionale di Philadelphia diretto a Zurigo, via Boston. Poco dopo le 17 il Boeing della Swissair stava sorvolando l’aeroporto Kennedy di New York: in cabina c’erano il capitano Philip Bobet, il copilota Kurt Grunder e il tecnico di bordo. Bobet lasciò i comandi a Grunder, prese il microfono e rivolse ai passeggeri le classiche frasi di benvenuto, indicando a destra e a sinistra quello che potevano ammirare dai loro finestrini, mentre il collega regolava l’audio. Tutto tranquillo, tutto da routine. Ma alle 17:07 entrambi i piloti, nello stesso istante, videro qualcosa che non si sarebbero mai aspettati di vedere e che li turbò. Pochi secondi dopo, ancora scosso, il comandante chiamò il Centro di controllo del traffico aereo (ATC, la sigla in inglese) di Boston per chiedere chiarimenti.

    ATC: «Swissair, avanti».
    SW: «Sì signore. Non so cosa fosse, ma è volato ad appena poche centinaia di piedi sopra di noi, non so se fosse un missile o cos’altro. Ma era incredibilmente veloce. In direzione opposta».
    ATC: «In direzione opposta?».
    SW: «Sì signore… era troppo veloce per essere un aeroplano».

    Alla richiesta di ulteriori dettagli, il pilota aggiunse: «Non abbiamo avuto avvisaglie. Era troppo veloce. Era proprio sopra di noi, in direzione opposta. Non so, 200, 300, 400 piedi sopra (60, 90, 120 metri). Tutto quello che posso dire è che tre di noi hanno visto un oggetto bianco. Era bianco e molto veloce». Sul radar non era apparso alcun target, così l’addetto della torre di controllo di Boston contattò altri velivoli nella stessa area, senza trovare conferme. Si rivolse anche al collega in servizio in un altro settore radar, dicendogli: «Hey Chris, quel volo 127 della Swissair ha avuto un UFO o un missile o qualcos’altro che lo ha quasi colpito quando era nel mio spazio aereo».

    Un near miss, una collisione sfiorata, che rese l’indagine inevitabile. Anzi, gli uffici di Boston entrarono in fibrillazione quando il Boeing era ancora in volo. Allertarono subito la FAA che, a sua volta, avvisò l’FBI e l’NTSB. Ogni agenzia inviò a Boston un suo rappresentante per interrogare – separatamente – i due piloti. Tanta solerzia non deve stupire: l’anno prima, il 17 luglio 1996, un volo TWA era esploso poco dopo il decollo da New York, su Long Island. Nessuna delle 230 persone a bordo era sopravvissuta. Le indagini avevano stabilito che a provocare il disastro era stato lo scoppio del serbatoio centrale, scoppio innescato da una fonte sconosciuta, forse un corto circuito mai del tutto accertato. Ma le voci relative a un missile sparato per errore da una portaerei americana o da un gruppo terroristico continuarono a circolare a lungo negli ambienti dell’aviazione civile.

    Quando il 10 agosto 1997 Bobet e Grunder atterrarono a Zurigo, incontrarono subito i responsabili della sicurezza di Swissair e il capitano stilò un rapporto sull’accaduto. Ecco cosa si legge sul documento ufficiale: «(…) Nel momento in cui giravo la testa da sinistra (guardando New York) diritto davanti a me (verso il muso dell’aereo) e mentre stavo parlando ai passeggeri, ho notato un Oggetto Volante Non Identificato- UFO. La traiettoria dell’UFO era dalla direzione opposta, lievemente a destra. Distanza orizzontale stimata: tra il posto del primo ufficiale e il motore #3, distanza verticale tra i 100 e i 200 piedi sopra il velivolo (da 30 a 60 metri). Nello stesso tempo, ho visto il primo ufficiale mettere la testa tra le ginocchia. Il primo ufficiale in seguito riferiva che pensava che sarebbe stato colpito dall’oggetto. La velocità dell’UFO appariva molto elevata. L’oggetto era osservato per circa un secondo».

    Nel rapporto erano allegate anche le domande che i funzionari americani avevano rivolto a Bobet e a Grunder durante la sosta a Boston: tra le altre cose, avevano chiesto loro anche la forma dell’oggetto. Le risposte dei due piloti erano state discordanti: «Cilindrico, piuttosto lungo, un po’ più piccolo della fusoliera di un monomotore, senza ali, di colore bianco», aveva detto il comandante. «Tondo, ma appariva differente da qualsiasi pallone meteo che abbia incontrato in precedenza. Di colore bianco» secondo il collega. Probabilmente, la diversa percezione dell’oggetto dipendeva dalla sua elevata velocità e dal diverso punto di vista dei due testimoni: uno lo aveva osservato lateralmente, con un angolo di 40/60 gradi, invece il secondo frontalmente. Ma anche questo caso tanto preoccupante, che aveva terrorizzato due piloti esperti, venne presto liquidato dalle autorità competenti.

    Dopo appena sei settimane di indagini, il portavoce del National Transportation Safety Board dichiarò che si era trattato di un normale pallone meteo, dato che altri equipaggi ne avevano segnalato uno in zona. Una spiegazione rifiutata con sdegno dal capitano Bobet. Nell’ultima intervista rilasciata prima di chiudersi nel silenzio, concessa a R.J. Durant, il comandante del volo 127 ribadiva la sua versione: l’intruso era più veloce di qualunque cosa avesse mai visto prima, eppure non aveva emesso alcun rumore – come avrebbe dovuto fare, superando la barriera del suono. Ed era completamente bianco, un bianco brillante, luminoso, e di forma allungata. Durant, partendo dai resoconti diffusi dagli enti preposti alla sicurezza del volo, ha cercato di capire se la spiegazione ufficiale fosse credibile e ha trovato molte incongruenze: 1) sopra Boston, i palloni meteo sono di due colori, a seconda del tipo: o neri e rossi oppure marrone chiaro. Mai bianchi; 2) vengono lanciati o alle 7 del mattino o alle 7 di sera e di solito restano in aria per un’ora. Dunque, è impossibile che uno di essi, lanciato quel mattino dalla stazione di Long Island (43 miglia nautiche dal punto dell’avvistamento) fosse ancora in aria alle 170 3) uno dei piloti che si trovavano nella stessa area quel pomeriggio ha detto di aver visto il volo Swissair, non il pallone meteo.

    Ecco perché Philip Klass ha avanzato un’altra spiegazione: Bobet e Grunder avrebbero visto solo una meteora, una delle tante Perseidi che bruciano nell’atmosfera terrestre proprio ad agosto e per un’illusione ottica l’avrebbero ritenuta molto più vicina di quanto non fosse in realtà. Anche questa ipotesi, però, cozza con una serie di fattori: nel 1997, il picco della pioggia meteorica fu nella notte tra l’11 e il 12 agosto. Per essere vista in pieno giorno, la stella cadente del volo 127 avrebbe dovuto essere molto grande e brillante. E se così fosse, altri osservatori da terra l’avrebbero notata, soprattutto in un’area vasta e densamente abitata come il Midwest. Invece, nel database dell’American Meteor Society, che ogni giorno registra tutte le osservazioni, risulta un solo avvistamento quel giorno – il 9 agosto 1997 – ma alle 9 e mezza della sera ad Alexandria, in Virginia. Insomma, il caso Swissair, ancora oggi, non ha una spiegazione convincente.

    Tratto dal capitolo 4 OVNI E UAP del libro ?UFO-PARLANO I PILOTI?Il caso del volo Swissair | Extremamente
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  3. #1113
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    Predefinito Re: Ancora UFO.



    Spazio 1999 - Omaggio a Zienia Merton (Sandra Benes)

    Nel giorno della sua scomparsa vi propongo un'intervista realizzata all'attrice protagonista della celebre serie televisiva nel ruolo di Sandra Benes, tecnico della Base Lunare Alpha. L'intervista in lingua originale è con sottotitoli in italiano.
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  4. #1114
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  7. #1117
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  8. #1118
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  9. #1119
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  10. #1120
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    Predefinito Re: Ancora UFO.

    Pilota Marina USA: “Abbiamo subito un atto di guerra da parte di un UFO a forma di mentina”

    22:07 14.09.2020

    Nel 2017, erano trapelati tre video che mostravano un misterioso oggetto volante non identificato (UFO), a forma di Tic Tac, intercettato dalla Marina degli Stati Uniti al largo della costa della California nel 2004. Ora il Pentagono ha pubblicato le immagini e il pilota protagonista dell’avvistamento ha rilasciato dei ‘curiosi’ commenti.

    “Ad un certo punto ci ha bloccato il radar. In pratica un atto di guerra. Quando si blocca attivamente un'altra piattaforma, sì, tecnicamente è un atto di guerra”, in questi termini ha raccontato l’episodio il comandante pilota in pensione della Marina degli Stati Uniti, David Fravor, che aveva rintracciato l'UFO a forma di Tic Tac nel 2004 sui cieli a largo della California. In una recente intervista con lo YouTuber russo-americano e ricercatore del MIT Lex Fridman, Fravor ha rivelato dettagli precedentemente non riportati sull'incidente.

    L’ex pilota si è riferito all'incidente come ad un "un atto di guerra" e ha suggerito che l'oggetto fosse un "passo da gigante nella tecnologia" che sarebbe stato presto svelato.


    Fravor, ex capo squadrone che ha prestato servizio nella Marina degli Stati Uniti per 18 anni, ha detto a Fridman che l'incidente è avvenuto mentre lui e altri quattro "osservatori addestrati" stavano conducendo una missione di addestramento di routine. Durante la missione hanno visto un misterioso oggetto eseguire manovre straordinarie al largo della costa della California.

    "Abbiamo visto questa cosa in una giornata cristallina con quattro osservatori addestrati", ha detto Fravor nell'intervista dell'8 settembre.

    L'ex pilota ha detto che lui e il suo equipaggio avevano ricevuto l'ordine di osservare e identificare un misterioso aereo che la Marina stava seguendo da almeno due settimane. Fravor ha aggiunto che lui e il suo collega comandante Jim Slaight, insieme ad altri due, sono stati inviati a bordo di aerei da combattimento per osservare.

    Fravor ha raccontato che l'oggetto è apparso improvvisamente a un'altitudine di 24mila metri, poi è precipitato verso il mare, si è fermato all'istante e poi si è librato a circa 6mila metri, prima di sparire in un attimo nell’atmosfera e allontanarsi dalla Terra.

    "Abbiamo visto questo piccolo Tic Tac bianco sotto di noi che stava andando a nord, sud, nord, sud, in maniera repentina”, ha detto Fravor, notando che l'UFO non si muoveva come un elicottero o come qualsiasi altro aeromobile conosciuto.
    L'aviatore ha ricordato di aver insistito per avvicinarsi all'oggetto per "controllarlo", volando a una distanza di circa 800 metri di distanza, prima che l'oggetto sconosciuto volasse via e scomparisse in "meno di mezzo secondo".

    "Ricordo di aver detto al ragazzo sul sedile posteriore, 'Amico, non so te ma sembra piuttosto strano".
    Dopo l'atterraggio, Fravor ha appreso che l'oggetto era stato localizzato con successo sul radar del suo collega, Chad Underwood, e una traccia video era stata registrata. È stato anche notato che il loro radar a un certo punto era stato "bloccato", cosa che il pilota ha ribadito essere considerata in ambiente militare un vero e proprio "un atto di guerra".


    In risposta alla domanda dell'ospite se crede che l'UFO provenisse da un altro pianeta, Fravor ha risposto: "Non mi piace parlare di piccoli uomini verdi ma non credo che l'abbiamo sviluppato noi [...] Penso puoi nascondere le cose per un po' ma qui c’è una differenza gigante di tecnologia”.

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    Ultima modifica di Eridano; 20-10-20 alle 18:24

 

 
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