VERONA - Nel 1825 Maria Carolina di Berry, moglie di Carlo Ferdinando di Borbone, fece gridare allo scandalo, prima bagnante della storia ad entrare in mare con un abito di lana pesante, calze e scarpe di vernice. Scandaloso perché le dame a quei tempi si facevano solo lambire dall'acqua dopo essere arrivate in carrozza sul bagnasciuga. Da allora coste, spiagge, fiumi, insenature e piscine ne hanno visto di tutti i colori e di tutte le stoffe: fino al "burkini", incrocio di burqa e bikini, un costume "tutto d'un pezzo" che una donna musulmana ha indossato per entrare in una piscina di Verona.
Pur non avendo nulla della sensualità del 'due pezzi', il burkini ha comunque suscitato un piccolo caso, creando stupore e qualche protesta nell'impianto sportivo. La donna musulmana, che era solita accompagnare i tre figli nella piscina Santini, alle porte del capoluogo scaligero, si è presentata lei stessa qualche giorno fa in costume da bagno. In realtà però indossava una tuta-abito composta da pantalone fino alla caviglia, tunica lunga e cappuccio a coprire testa collo e spalle. Risultato: occhi spalancati e bimbi chiamati fuori dall'acqua da mamme forse più spaventate dei figli. Insomma la scena di questa donna che si tuffa così abbigliata nell'acqua al cloro ha sollevato curiosità, perplessità e anche proteste, tanto da spingere il direttore dell'impianto a chiedere alla donna la composizione del tessuto del 'burkini' per verificare se fosse a norma e utilizzabile in una piscina pubblica.
"Certo, anche Federica Pellegrini si tuffa in vasca fasciata e pure gli istruttori di subacquea sono completamente avvolti dalla tuta - spiega Christian Panzarini, il responsabile dell'impianto - ma in questo caso alcune mamme si sono lamentate perché i loro bambini si erano impauriti". Alla signora musulmana, che da quel giorno deve aver cambiato piscina perché non si è fatta più vedere alle 'Santini', il direttore aveva chiesto di conoscere, anche via mail, le specifiche dell'etichetta. Finora non ha ricevuto risposta ma il burkini sembra stia facendo proseliti in tutta Europa con risultati contrastanti: se a Parigi una musulmana di 35 anni ha denunciato i gestori di un impianto per averla fatta uscire dalla piscina dopo che si era presentato con l'insolito costume,
in Inghilterra sembra che il burqa da mare stia per diventare obbligatorio anche per i non musulmani. Sulla rete c'é chi si é già attrezzato e vende l'indumento tra i 49 e 110 euro. Disponibili diversi colori. Insomma i costumi da bagno continuano a far discutere: dal due pezzi in maglia nera di Greta Garbo ne 'La donna dei due volti' del 1941, al 'bikini', la straordinaria invenzione di Louis Renard del 1946, fino al 'burkini' di oggi, rispettoso dell'Islam.