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Ho visto il comizio e mi ha emozionato. Avessimo tutti il coraggio di quest'uomo.
Grazie Presidente Berlusconi!
Ma che coraggio. ormai è delirio
Amico inimicoque bonum semper praebe consilium, quia amicus accepit, inimicus spernit
All'amico e al nemico dà sempre buoni consigli, perchè l'amico li accetta il nemico li rifiuta
Mi hanno detto che si trova in giro una polverina bianca che si aspira col naso e provoca tali effetti.
Glielo hanno fatto il test antidoping quando ha finito di vendere le pentole?
Grande Berlusconi..!
Eroico..!
Un uomo superiore cammina tra noi..ma pochi lo hanno riconosciuto..
[4]In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini; [5]la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l'hanno accolta. [6]Venne un uomo mandato da Dio
e il suo nome era Silvio...
Mitico! la tua ironia sarcastica non è mai sufficientemente apprezzata!
Siamo ormai, a tre giorni dalla sentenza definitiva su Berlusconi, in piena modalità-caciara.
Diverse cose colpiscono nella manifestazione di Palazzo Grazioli, che si potrebbe raccontare come una baracconata spassosa. I toni da talk show dell'imbattibile re della televisione, che serve un bello spettacolo di mezza estate in mezzo a palinsesti un po' mosciarelli. La presenza di numerosi pensionati in gita, vecchini che tuttavia parrebbero assai incazzosi, a giudicare dalle interviste che rilasciano. Le bandiere di Samorì tra la folla, uno che tempo fa si proponeva come aspirante erede del Cavaliere. Quelle di Forza Italia che, dice un tizio, "conservavo da vent'anni" (pare più probabile una alacre ristampa notturna in queste ore). I consueti pullman di passeggeri col panino e il sacchetto pic nic pagato (avviene però anche in altre manifestazioni, e non c'è nulla di male nel farsi una passeggiata gratis a Roma). Le pasionarie in prima fila, una Francesca Pascale che per stare col quasi ottantenne si è sessantennizzata, una bella ragazza napoletana coperta di cipria come una maschera giapponese. Gli occhi a palla della segretaria del Cavaliere Maria Rosaria Rossi. La messa in piega appena sistemata della Santanchè, in piena tenuta a dispetto dei quaranta gradi. La consueta, sobria maglietta della Mussolini, "c'hann scassat o'cazz". Ovviamente la parole del leader condannato, che fornisce lui il titolo scontato, "io non mollo" (manca il barcollo, quello si vede a occhio nudo). L'Inno di Mameli, insolitamente usato per sostenere le ragioni di un uomo che ha frodato sette milioni allo Stato (in realtà il processo riguarda una cifra molto più alta di soldi, 368 milioni, ma prescritta). I commenti televisivi che ancora discutono pensosamente su una "strategia di Berlusconi" (il Financial Times quando scrive "cala il sipario sul buffone di Roma" è troppo ottimista e troppo poco italiano). I pensieri nascosti di Enrico Letta, che chissà cosa deve aver pensato guardando in tv l'evento. "Siamo responsabili"; baracconata sì, ma responsabile.
Forse un quadro così rischia un po' di far dimenticare che ci sono ancora diversi milioni di persone (una decina) assolutamente convinte della bontà delle tesi berlusconiane, e disposte a votarlo. O che c'è un leader condannato che parla sulla tv pubblica con notevole grancassa (il discorso a caldo dopo la condanna), confondendo un po' tutto (magnifico quando dice che lui non telefona a Mediaset perché non c'è traccia di sue chiamate al centralino), e in mezzo alla caciara riscrive la Costituzione dicendo che "la magistratura non è un potere dello Stato perché non è elettivo". Insomma, ci ho ripensato. C'è tanto da ridere. Ma forse più da piangere.