Per i primi tre il collasso era inevitabile, una volta che la spinta artificiosa che aveva unito le varie nazioni componenti ha cessato di fare effetto.
La situazione italiana è MOLTO più complicata: le varie differenti comunità che formano l'Italia un sia pur debole legame unitario hanno avuto, dai tempi di padre Dante ed anche prima, ma non è mai stato tanto forte da prevalere sui localismi e lo spirito di indipendenza delle varie nazioni.
Per questo le idee federaliste di Cattaneo e Gioberti sarebbero state molto più valide del centralismo spietato imposto dai Savoia, i quali cercarono poi di rafforzare lo spirito nazionale con la retorica irredentista, ripresa e potenziata in seguito da Mussolini fino ad essere trascinata dal suo crollo.
Il risultato è che oggi, nonsostante tutto, un "comune sentire italiano" c'é, anche se non è particolarmente presente nel nostro vivere, è più dato quasi per scontato che altro. In pratica ciò che ci unisce non è particolarmente più forte di ciò che ci divide: una situazione di stallo che potrebbe andare avanti per pura inerzia per molto, molto tempo. Occorrerebbero eventi davvero sconvolgenti per modificare la situazione in modo radicale, in un senso o nell'altro.





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