MASSACRI D’EGITTO. SE AVESSERO (E AVESSIMO) ASCOLTATO BENEDETTO…
articolo di Antonio Socci
Quanti sono anche da noi quelli che osannarono le cosiddette “primavere arabe” (la quasi totalità dei giornali) e pure quelli che hanno alimentato illusioni sui “Fratelli musulmani”. Ma nessuno farà autocritica.
Girard Renaud ieri è stato intervistato dal “Corriere della sera” sulla tragedia egiziana.
Renaud Girard per anni è stato inviato di guerra del “Figaro”, poi saggista, autore di libri importanti sulle guerre mediorentali, ha spiegato:
“non esiste alcun problema di incompatibilità della democrazia con il mondo arabo.
Ma esiste invece, eccome, con l’Islam”.
E ha fatto l’esempio di paesi non arabi, però islamici come il Pakistan o l’Iran dove infatti la democrazia e il rispetto dei diritti umani sono chimere. Oppure c’è il caso della Turchia di Erdogan che “è rimasto profondamente intollerante con chi non la pensa come lui” e, con le recenti repressioni di piazza Taksim, ha mostrato quanto è stato “ridicolo” averlo paragonato, in Occidente, “a statisti e cristiano-democratici del calibro di Adenauer e De Gasperi”.
Il motivo è semplice: “Perché non esiste nella civilizzazione musulmana una separazione fra la sfera religiosa e la sfera politica. Non c’è mai stata, dal VII secolo in poi, quella separazione fra potere religioso e potere politico che invece è alla base della civiltà occidentale. E fin dal principio del Cristianesimo”.
Girard richiama qui le fondamentali parole di Gesù nel Vangelo:
“Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”.
Antonio Socci
Da “Libero”, 18 agosto 2013




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