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Discussione: La zuberioridà morale

  1. #31
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    Predefinito Re: La zuberioridà morale


  2. #32
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    Predefinito Re: La zuberioridà morale

    mi ricordano le reazioni degli animalari

  3. #33
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    Predefinito Re: La zuberioridà morale

    Citazione Originariamente Scritto da Felipe K. Visualizza Messaggio
    mi ricordano le reazioni degli animalari
    Russia e gay, lo sport sbaglia battaglia di Massimo Introvigne12-08-2013 Share on facebook Share on twitter


    I campionati mondiali di atletica in corso a Mosca, le Olimpiadi invernali di Sochi dell'anno prossimo e i campionati mondiali di calcio in programma in Russia nel 2016 sono nel mirino non solo delle organizzazioni omosessuali ma anche di molti governi, a cominciare da quello degli Stati Uniti, e dell'Unione Europea. Si annunciano proteste, dimostrazioni e perfino possibili boicottaggi che ricordano i tempi della Guerra Fredda. Questa volta però non si tratta di comunismo ma di omosessuali. Leggiamo dichiarazioni - anche di popolari atleti e allenatori - secondo cui la legge appena approvata farà sì che atleti, dirigenti e turisti omosessuali che si recheranno in Russia saranno discriminati, ed è comunque una legge omofoba e vergognosa, contraria ai valori dello sport.
    La battaglia propagandistica intorno alla legge russa è decisiva. Se infatti passerà - grazie alla mobilitazione del mondo dello sport - l'idea che leggi di questo genere non sono tollerate dalla comunità internazionale, l'ideologia del gender avrà fatto un altro passo avanti cruciale. Per capire il problema, occorre leggere la norma russa. Mi permetto di chiedermi quanti fra gli uomini e le donne di sport che protestano lo abbiano fatto davvero. La legge firmata dal presidente Putin il 30 giugno 2013 modifica l'articolo 6 comma 21 del Codice Federale sulle Contravvenzioni Amministrative, che - come dice il nome - si occupa di reati minori puniti normalmente con un'ammenda anziché con una pena detentiva. Il nuovo comma 21 vieta la propaganda, rivolta a minorenni, di «relazioni sessuali non tradizionali», e recita quanto segue: «S'intende per propaganda l'atto di distribuire a minorenni informazioni che (1) hanno lo scopo di creare atteggiamenti sessuali non tradizionali; (2) rendono attraenti i rapporti sessuali non tradizionali; (3) sostengono che il valore sociale delle relazioni sessuali tradizionali e non tradizionali è lo stesso; e (4) creano un interesse per le relazioni sessuali non tradizionali».
    Chi si rende responsabile di questa propaganda presso i minori non viene - come si potrebbe credere leggendo certa stampa anche italiana - messo al muro o mandato in un Gulag, come capitava ai dissidenti in epoca comunista, ma deve pagare una multa massima di cinquemila rubli (114 euro) - più o meno il costo di una cena per due persone in uno dei buoni ristoranti di Mosca - , a meno che sia un pubblico ufficiale, una persona giuridica o faccia propaganda - sempre rivolta specificamente ai minori - via Internet, nel qual caso le multe sono significativamente più alte, così come sono più alte per gli stranieri, i quali nei casi più gravi - quelli di propaganda finalizzata all'adescamento di minori - rischiano anche quindici giorni di prigione e l'espulsione dalla Russia.
    La norma è questa. Non si deve confonderla con le decisioni di tribunali russi che vietano le sfilate dei Gay Pride per ragioni di ordine pubblico e di buon costume - nel maggio 2012 la Corte Distrettuale di Mosca le ha vietate nella capitale per cento anni -, su cui esiste un contenzioso fra Russia e Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ma che non c'entrano con la legge introdotta nel 2013. Come non c'entra il fatto che bande di teppisti ogni tanto picchino degli omosessuali in Russia. Si tratta di violenze assolutamente deplorevoli e da condannare senza riserve: ma la legge russa le punisce e anche qui il comma 21 contro cui protestano gli sportivi non c'entra.
    La chiave del comma 21, forse non chiara a molti, è che vieta la propaganda «rivolta a minorenni». Non vieta in nessun modo l'apologia dell'omosessualità rivolta a maggiorenni, in pubbliche conferenze o altrove, purché non vi partecipino minori. Non vieta di cercare di convincere maggiorenni che le relazioni omosessuali sono meravigliose e che il loro «valore sociale» è lo stesso delle relazioni fra un uomo e una donna, di conseguenza propagandando l'idea che lo Stato debba introdurre il matrimonio omosessuale. Questa propaganda è vietata solo se rivolta, specificamente, ai minori.
    Sono stati manifestati timori su come i giudici russi, accusati di scarsa simpatia per gli omosessuali, applicheranno la legge. Attendiamo di vederli all'opera, e certamente la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo non mancherà d'intervenire per sanzionare gli abusi. Nel frattempo vale la pena però di riflettere sull'essenziale. Chi ha letto il comma 21, ha davvero capito di che si tratta e lo considera scandaloso - dobbiamo immaginare che il presidente Obama, prima di parlarne, lo abbia letto - di fatto sostiene che dev'essere assolutamente lecito fare propaganda all'omosessualità tra i minorenni, indottrinarli sostenendo che i rapporti tra uomini e donne e quelli omosessuali hanno uguale valore sociale, e - come afferma la legge russa - «creare» nei minorenni una disponibilità a relazioni omosessuali che prima non c'era, perché se no evidentemente non ci sarebbe bisogno di «crearla». Accettare queste premesse significa sottoscrivere tutta la logica dell'ideologia omosessualista, e dichiarare implicitamente che diventare omosessuale per un ragazzo o una ragazzina è qualche cosa di positivo e di liberante, che può e dev'essere promosso con tutti i mezzi e le forme di propaganda opportune. Significa anche escludere che abbia ragione la Chiesa Cattolica, per cui le relazioni omosessuali non sono liberanti o moralmente indifferenti, ma sempre - come insegna il Catechismo - «intrinsecamente disordinate»: e avviare un minore a qualcosa di «intrinsecamente disordinato» non può essere un diritto.
    Prima di saltare sul carro del presidente Obama e della protesta sportiva contro la Russia forse è il caso di pensarci bene, e di chiederci se davvero siamo d'accordo sul fatto che forme d'indottrinamento e di avviamento all'omosessualità debbano essere liberamente proposte ai nostri figli minorenni, di qualunque età. Rispondere «sì» significa avere accettato il presupposto che essere avviato all'omosessualità «dall'esterno», attraverso la propaganda pubblica o privata, per un minore è una cosa buona, una conquista. Se invece rispondiamo «no», allora - per quanto la cosa sia poco politicamente corretta - dovremo ammettere che i russi stavolta qualche ragione ce l'hanno.

  4. #34
    ...
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    Predefinito Re: La zuberioridà morale

    Citazione Originariamente Scritto da José Frasquelo Visualizza Messaggio
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


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  5. #35
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    Predefinito Re: La zuberioridà morale

    Ora fanno gli scandalizzati, quando per altre cose avrebbero inneggiato alla libertà di pensiero e di parola. La società distopica sarebbe quella nella quale avere relazioni omosessuali non debba essere motivo di emarginazione, di scandalo e di dolore sociale. No, è semplicemente una società un po' più libera, non distopica.

    Il consigliere ha detto una cosa assurda e si è dimesso. La Isinbayeva ha ritrattato quello che aveva detto, e anche questo è molto importante. Il resto sono chiacchere da bar di risentiti e patetici reazionari.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  6. #36
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    Predefinito Re: La zuberioridà morale

    Citazione Originariamente Scritto da José Frasquelo Visualizza Messaggio
    Russia e gay, lo sport sbaglia battaglia di Massimo Introvigne12-08-2013 Share on facebook Share on twitter


    I campionati mondiali di atletica in corso a Mosca, le Olimpiadi invernali di Sochi dell'anno prossimo e i campionati mondiali di calcio in programma in Russia nel 2016 sono nel mirino non solo delle organizzazioni omosessuali ma anche di molti governi, a cominciare da quello degli Stati Uniti, e dell'Unione Europea. Si annunciano proteste, dimostrazioni e perfino possibili boicottaggi che ricordano i tempi della Guerra Fredda. Questa volta però non si tratta di comunismo ma di omosessuali. Leggiamo dichiarazioni - anche di popolari atleti e allenatori - secondo cui la legge appena approvata farà sì che atleti, dirigenti e turisti omosessuali che si recheranno in Russia saranno discriminati, ed è comunque una legge omofoba e vergognosa, contraria ai valori dello sport.
    La battaglia propagandistica intorno alla legge russa è decisiva. Se infatti passerà - grazie alla mobilitazione del mondo dello sport - l'idea che leggi di questo genere non sono tollerate dalla comunità internazionale, l'ideologia del gender avrà fatto un altro passo avanti cruciale. Per capire il problema, occorre leggere la norma russa. Mi permetto di chiedermi quanti fra gli uomini e le donne di sport che protestano lo abbiano fatto davvero. La legge firmata dal presidente Putin il 30 giugno 2013 modifica l'articolo 6 comma 21 del Codice Federale sulle Contravvenzioni Amministrative, che - come dice il nome - si occupa di reati minori puniti normalmente con un'ammenda anziché con una pena detentiva. Il nuovo comma 21 vieta la propaganda, rivolta a minorenni, di «relazioni sessuali non tradizionali», e recita quanto segue: «S'intende per propaganda l'atto di distribuire a minorenni informazioni che (1) hanno lo scopo di creare atteggiamenti sessuali non tradizionali; (2) rendono attraenti i rapporti sessuali non tradizionali; (3) sostengono che il valore sociale delle relazioni sessuali tradizionali e non tradizionali è lo stesso; e (4) creano un interesse per le relazioni sessuali non tradizionali».
    Chi si rende responsabile di questa propaganda presso i minori non viene - come si potrebbe credere leggendo certa stampa anche italiana - messo al muro o mandato in un Gulag, come capitava ai dissidenti in epoca comunista, ma deve pagare una multa massima di cinquemila rubli (114 euro) - più o meno il costo di una cena per due persone in uno dei buoni ristoranti di Mosca - , a meno che sia un pubblico ufficiale, una persona giuridica o faccia propaganda - sempre rivolta specificamente ai minori - via Internet, nel qual caso le multe sono significativamente più alte, così come sono più alte per gli stranieri, i quali nei casi più gravi - quelli di propaganda finalizzata all'adescamento di minori - rischiano anche quindici giorni di prigione e l'espulsione dalla Russia.
    La norma è questa. Non si deve confonderla con le decisioni di tribunali russi che vietano le sfilate dei Gay Pride per ragioni di ordine pubblico e di buon costume - nel maggio 2012 la Corte Distrettuale di Mosca le ha vietate nella capitale per cento anni -, su cui esiste un contenzioso fra Russia e Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ma che non c'entrano con la legge introdotta nel 2013. Come non c'entra il fatto che bande di teppisti ogni tanto picchino degli omosessuali in Russia. Si tratta di violenze assolutamente deplorevoli e da condannare senza riserve: ma la legge russa le punisce e anche qui il comma 21 contro cui protestano gli sportivi non c'entra.
    La chiave del comma 21, forse non chiara a molti, è che vieta la propaganda «rivolta a minorenni». Non vieta in nessun modo l'apologia dell'omosessualità rivolta a maggiorenni, in pubbliche conferenze o altrove, purché non vi partecipino minori. Non vieta di cercare di convincere maggiorenni che le relazioni omosessuali sono meravigliose e che il loro «valore sociale» è lo stesso delle relazioni fra un uomo e una donna, di conseguenza propagandando l'idea che lo Stato debba introdurre il matrimonio omosessuale. Questa propaganda è vietata solo se rivolta, specificamente, ai minori.
    Sono stati manifestati timori su come i giudici russi, accusati di scarsa simpatia per gli omosessuali, applicheranno la legge. Attendiamo di vederli all'opera, e certamente la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo non mancherà d'intervenire per sanzionare gli abusi. Nel frattempo vale la pena però di riflettere sull'essenziale. Chi ha letto il comma 21, ha davvero capito di che si tratta e lo considera scandaloso - dobbiamo immaginare che il presidente Obama, prima di parlarne, lo abbia letto - di fatto sostiene che dev'essere assolutamente lecito fare propaganda all'omosessualità tra i minorenni, indottrinarli sostenendo che i rapporti tra uomini e donne e quelli omosessuali hanno uguale valore sociale, e - come afferma la legge russa - «creare» nei minorenni una disponibilità a relazioni omosessuali che prima non c'era, perché se no evidentemente non ci sarebbe bisogno di «crearla». Accettare queste premesse significa sottoscrivere tutta la logica dell'ideologia omosessualista, e dichiarare implicitamente che diventare omosessuale per un ragazzo o una ragazzina è qualche cosa di positivo e di liberante, che può e dev'essere promosso con tutti i mezzi e le forme di propaganda opportune. Significa anche escludere che abbia ragione la Chiesa Cattolica, per cui le relazioni omosessuali non sono liberanti o moralmente indifferenti, ma sempre - come insegna il Catechismo - «intrinsecamente disordinate»: e avviare un minore a qualcosa di «intrinsecamente disordinato» non può essere un diritto.
    Prima di saltare sul carro del presidente Obama e della protesta sportiva contro la Russia forse è il caso di pensarci bene, e di chiederci se davvero siamo d'accordo sul fatto che forme d'indottrinamento e di avviamento all'omosessualità debbano essere liberamente proposte ai nostri figli minorenni, di qualunque età. Rispondere «sì» significa avere accettato il presupposto che essere avviato all'omosessualità «dall'esterno», attraverso la propaganda pubblica o privata, per un minore è una cosa buona, una conquista. Se invece rispondiamo «no», allora - per quanto la cosa sia poco politicamente corretta - dovremo ammettere che i russi stavolta qualche ragione ce l'hanno.
    E prima l'invasione dell'Afganistan
    poi le due Coree
    poi il Tibet
    adesso gli omosessuali.
    Ma lo Sport non dovrebbe unire i popoli?
    Possibile che la politica debba mettere il naso dappertutto per dividere e fomentare odio e rivalitá?
    Rerum cognoscere causas

  7. #37
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    Predefinito Re: La zuberioridà morale

    Citazione Originariamente Scritto da giacomo Visualizza Messaggio
    se lo becca yelena con quelle braccia gli stacca la testa a schiaffi

    Certo che vedere una foto della Isinbayeva diffonde omosessualità più di Pisapia Pisapia canaglia
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  8. #38
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    Predefinito Re: La zuberioridà morale

    Citazione Originariamente Scritto da Abdullah Visualizza Messaggio
    Possibile che la politica debba mettere il naso dappertutto per dividere e fomentare odio e rivalitá?
    come se non bastasse la noia

  9. #39
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    Predefinito Re: La zuberioridà morale

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Ora fanno gli scandalizzati, quando per altre cose avrebbero inneggiato alla libertà di pensiero e di parola. La società distopica sarebbe quella nella quale avere relazioni omosessuali non debba essere motivo di emarginazione, di scandalo e di dolore sociale. No, è semplicemente una società un po' più libera, non distopica.

    Il consigliere ha detto una cosa assurda e si è dimesso. La Isinbayeva ha ritrattato quello che aveva detto, e anche questo è molto importante. Il resto sono chiacchere da bar di risentiti e patetici reazionari.
    Ma guarda che io HO inneggiato alla libertà di pensiero. Queste gogne mediatiche per chi esprime una opinione provocatoria, per quanto forte, sono rivoltanti.

    Per il resto, gli omosessuali possono fare quello che gli pare, sono soggetti giuridici e in quanto tali garantiti dalle leggi dello stato di diritto.

    Chi vuole indottrinare i bambini sul fatto che farsi piacere i maschietti è identico al farsi piacere le femminucce non sono certo io qui.

  10. #40
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    Predefinito Re: La zuberioridà morale

    Insomma sostieni o no la legge russa contro la propaganda omosessuale e altro? Visto che tra l'altro è questo l'oggetto della cosa...
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



 

 
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