
Originariamente Scritto da
Korax
Mi fanno quasi pena, i bananas.
Anche perchè i più fedeli, gli ultimi, saranno anche i più piccoli e i più sprovveduti. Ora, alla fine, quando davvero pare in procinto di levarsi dai piedi, dopo aver affossato economicamente il Paese e averne devastato il cervello, si assiste al farsesco tentativo di sganciamento dei lacchè e delle puttane che a vagonate si è sempre portato dietro.
Quando un ciclo politico si chiude c'è sempre qualcosa, nella fine, di "importante", se non di "grande". Senza scomodare i sacri macelli della Storia (quella vera), quando un gruppo di Pretoriani fanatici con la forza della disperazione e la determinazione che solo la consapevolezza della fine può dare, cercavano di terminare in un wagneriano Gotterdammerung, trascinandosi dietro il Mondo che avevano conosciuto e qualche volta forgiato, è comunque sempre ravvisabile una dignità della fine, un rispetto, per così dire, nella fine. Persino al termine della cd. Prima Repubblica si potevano trovare quelle tracce di tragedia che impongono almeno il silenzio.
Ma qui, no. Qui tutto è squallido, becero, volgare. Questi non meritano neppure il silenzio. Si sono ingrassati nel "kafonal", nell'esibizione del dito medio, nei rutti, nei peti, nelle puttane e nelle bandane, nei vulcani finti, nelle mutande esposte come bandiere, nello strisciare leccando culi, nell'essere forti con i deboli e deboli con i forti, nel godere della loro bestiale mediocrità ed ignoranza. Adesso, disperati, dicono di far fronte comune (ad una sentenza definitiva!!!) perchè sono finiti e disperati. Potessero, farebbero a tranci il "padre nobile" pur di salvarsi anche solo in parte.
Questi, persino da morti, non meritano che sguaiate risate, rutti e pernacchie.