28.05.2004
Michael Moore ha vinto la sua battaglia: Fahrenheit 9/11 nelle sale Usa dal 2 luglio
di red.
Michael Moore ha vinto la sua battaglia: Fahrenheit 9/11, il film-documentario che si propone dichiaratamente di convincere gli americani a non rieleggere il presidente George W. Bush, uscirà nelle sale americane venerdì 2 luglio, nel weekend dell'Indipendenza che solitamente dà il via alla grande stagione cinematografica.
Almeno secondo quanto si è appreso dalla distribuzione italiana Bim che ha avuto una comunicazione dai distributori internazionali che hanno appena ricevuto conferme precise sull'uscita nelle sale Usa. Non è ancora chiaro chi materialmente si occuperà della distribuzione. Il film che ha appena vinto la Palma d'oro al festival di Cannes uscirà presentato da Harvey Weinstein, con un accordo a stralcio del precedente contratto con la Miramax. La società che farà la distribuzione, sia essa Lions Gate, Focus Features o Newmarket come si dice, «sembra a questo punto solo un dettaglio tecnico», secondo la fonte internazionale. Al momento comunque non ci sono comunicazioni ufficiali.
Dopo l'uscita in patria, Fahrenheit 9/11 sarà nelle sale di Francia e Germania a luglio, mentre la Bim ha deciso di distribuirlo in Italia dal 27 agosto alla riapertura della stagione italiana. Con ogni probabilità, sia perché i tempi sono ristretti e sia perché il film ha già conquistato una vittoria prestigiosa come la Palma d'oro a Cannes, Michael Moore non rimetterà le mani su Fahrenheit 9/11 se non per minime modifiche. Non ci saranno insomma, come pure aveva detto nei giorni del festival francese, aggiornamenti al documentario, magari con qualche spezzone dedicato allo scandalo delle torture di Abu Ghraib. Almeno questo risulta alla Bim, per ora.
Il cineasta americano ha detto di avere girato un'intervista anche con Nick Berg prima che il giovane americano venisse decapitato in Iraq da fiancheggiatori di al Qaeda. L'intervista, che dura una ventina di minuti, è stata fatta, ma poi non utilizzata, nel corso delle riprese di Farhenheit 9/11. «Non lo renderemo di pubblico dominio. Siamo in contatto con la famiglia», ha aggiunto Moore.
Il documentario di Michael Moore, prodotto da Kathleen Glynn e Jim Czarnecki (lo stesso team del precedente Bowling for Columbine), è stato finanziato dalla Miramax senza una autorizzazione particolare della casa madre Disney guidata dal discusso Michael Eisner, che però esattamente un mese fa si è rifiutata di dare l'ok alla distribuzione del film negli Stati Uniti proprio per il suo contenuto politico.
Per Moore, l'uscita del 2 luglio, è una vittoria: il regista aveva posto come condizione nel contratto originario con la Miramax l'uscita di luglio nelle sale e qualche tempo dopo del Dvd (i cui diritti sono di Moore stesso), nella speranza che possa avere un impatto sulla campagna elettorale per la Casa Bianca, per l'Election Day di novembre, convincendo gli americani che l'amministrazione Bush non è degna di ulteriori mandati.
Per Fahrenheit si parla già di incassi da record, non inferiori ai 120 milioni di dollari che avrebbero fruttato secondo le stime, tra distribuzione negli Usa e all'estero, dvd e diritti tv, il precedente lavoro di Moore, Bowling for Columbine, il film sulla tragedia nella scuola di Denver vincitore di un Oscar. Intanto, con l'aggiunta dell'Albania, questa settimana, il film avrà una distribuzione in tutti i paesi del mondo.
L' Unità




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