

"Pistilloni in crabettura boccidi sa zanzara" (Don Gigi)"Internet è stato creato per dare ai malati di mente qualcosa da fare" (Frank Darabont)




«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




5 motivi per cui Donald Trump vincerà (Michael Moore)
Pubblicato: 24/07/2016 20:03 CEST Aggiornato: 25/07/2016 11:05 CEST
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Amici,
Mi dispiace dover essere ambasciatore di cattive notizie, ma sono stato chiaro l'estate scorsa quando vi ho detto che Donald Trump sarebbe stato il candidato repubblicano alla presidenza. Ed ora vi porto notizie ancora più terribili e sconfortanti: Donald J. Trump vincerà a Novembre. Questo miserabile, ignorante, pericoloso pagliaccio part-time, e sociopatico a tempo pieno, sarà il nostro prossimo presidente. Presidente Trump. Forza, pronuciate queste parole perché le ripeterete per i prossimi quattro anni: "PRESIDENTE TRUMP".
In vita mia non ho mai desiderato così tanto essere smentito.
Posso vedervi adesso. State scuotendo la testa convinti: "No, Mike, non succederà". Purtroppo, state vivendo in una campana di vetro dotata di camera dell'eco, dove voi ed i vostri amici siete convinti che gli Americani non eleggeranno un idiota come presidente. Passate dall'essere scioccati al ridere di lui per il suo ultimo commento folle o per la sua presa di posizione narcisistica su qualsivoglia questione, come se tutto girasse intorno a lui. Poi ascoltate Hillary e osservate il nostro primo presidente donna, qualcuno che il mondo rispetta, una persona estremamente intelligente che si preoccupa dei nostri ragazzi, che porterà avanti il lascito di Obama perché è questo che vogliono gli Americani! Per altri quattro anni!
Dovete uscire da quella campana, adesso. Dovete smetterla di vivere nella negazione e guardare in faccia una verità che sapete essere profondamente attuale. Cercate di consolarvi con i numeri "il 77% dell'elettorato è composto da donne, persone di colore, giovani adulti sotto i 35 e Trump non otterrà la loro maggioranza", o con la logica "le persone non voteranno per un buffone o contro i loro interessi": è il modo in cui il cervello cerca di proteggervi dal trauma. Come quando sentite un rumore molto forte in strada e pensate "Oh, è appena scoppiata una ruota" oppure "Chi sta giocando con i petardi?" perché non volete pensare che c'è appena stata una sparatoria. È lo stesso motivo per cui tutte le notizie iniziali e i testimoni oculari dell'undici settembre dicevano "un piccolo areo si è accidentalmente schiantato contro le Torri Gemelle". Vogliamo (ne abbiamo bisogno) sperare per il meglio perché, sinceramente, la vita è già uno schifo ed è piuttosto dura tirare avanti stipendio dopo stipendio. Non possiamo sopportare altre cattive notizie. Quindi la nostra mente attiva "un'impostazione predefinita" quando qualcosa di spaventoso accade davvero.
Le prime persone falciate da quel camion, a Nizza, hanno passato i loro ultimi momenti sulla terra a fare cenni al conducente, perché pensavano avesse semplicemente perso il controllo del veicolo. Cercavano di dirgli che aveva oltrepassato le recinzione: "Attento", gridavano. "C'è gente sul marciapiede".
Beh, amici, questo non è un incidente. Sta succedendo. E se pensate che Hillary Clinton batterà Trump con i fatti, l'intelligenza e la logica, be' vi siete persi l'ultimo anno: con 56 primarie e caucus, 16 candidati Repubblicani le hanno provate tutte per fermare Trump ma niente è servito ad arrestare la sua furia devastante. Ad oggi, allo stato attuale, credo che succederà davvero e, per poter affrontare la cosa, ho bisogno che prima ne prendiate coscienza e poi, forse, potremo trovare un modo per uscire dal caos in cui siamo finiti.
Non fraintendetemi. Nutro grandi speranze per il mio paese. Le cose sono migliorate. La sinistra ha vinto la guerra culturale. I gay e le lesbiche possono sposarsi. La maggioranza degli americani ora adotta posizioni liberali in quasi tutti i quesiti elettorali. Paga uguale per le donne. Legalizzazione dell'aborto. Leggi più severe in materia ambientale. Più controllo sulle armi. Legalizzazione della marijuana. Un enorme cambiamento ha avuto luogo: chiedete ai socialisti, che hanno conquistato 22 paesi quest'anno. E per me non c'è alcun dubbio: se le persone potessero votare dal loro divano, con le loro X-box o Playstation, la vittoria di Hillary sarebbe schiacciante.
Ma non funziona così in America. Le persone devono uscire di casa e fare la fila per votare. E se vivono nei quartieri poveri, neri o ispanici, troveranno una fila più lunga e, perdipiù, si sta facendo di tutto per impedire loro di votare. Nella maggior parte delle elezioni è difficile raggiungere il 50% dell'affluenza ai seggi. E qui sta il problema in vista del prossimo novembre: chi avrà gli elettori più motivati, più convinti, alle urne? Conoscete già la risposta a questa domanda. Chi è il candidato con i sostenitori più rabbiosi? Quali fan impazziti si sveglieranno alle cinque del mattino il giorno delle elezioni, incitando le persone per tutto il giorno finché l'ultimo seggio elettorale non sarà chiuso ed assicurandosi che tutti i Tom, i Dick e gli Harry avranno espresso il loro voto? Già, proprio così. È questo l'estremo pericolo che stiamo correndo. E non ingannatevi: non serviranno i convincenti spot di Hillary, o le sconfitte subite da Trump nei dibattiti, né gli ultraliberali che sottragono voti a Trump a fermare la sua corsa.
Ecco i cinque motivi per cui Trump vincerà:
1. La "matematica" del Midwest. Ovvero, benvenuti nella Brexit della Rust Belt. Credo che Trump concentrerà buona parte della sua attenzione sui quattro stati blu della cosiddetta "Rust Belt" a nord dei Grandi Laghi: Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin. Quattro stati tradizionalmente democratici che hanno eletto governatori repubblicani dal 2010 (solo la Pessylvania, adesso, ha finalmente eletto un democratico). In Michigan, alle primarie di Marzo, sono stati di più i voti per i Repubblicani (1,32 milioni), rispetto a quelli riservati ai Democratici (1,19 milioni). Trump è avanti ad Hillary negli ultimi sondaggi in Pennsylvania mentre ha pareggiato in Ohio. Pareggiato? Come può la corsa essere così ravvicinata dopo tutto quello che Trump ha detto e fatto? Be' forse perché ha detto (correttamente) che il sostegno dei Clinton al NAFTA ha contribuito a distruggere gli stati industriali dell'Upper Midwest.
Trump colpirà Clinton su questo punto e sul supporto che Hillary ha accordato al TPP e ad altre politiche commerciali che hanno sontuosamente fottuto gli abitanti di questi 4 stati. Durante le primarie in Michigan Trump, all'ombra di una fabbrica Ford, ha minacciato l'azienda che se, avesse portato avanti il piano di chiudere la fabbrica e trasferirla in Messico, lui avrebbe applicato una tariffa del 35% su ogni vettura fabbricata in Messico e rispedita agli Stati Uniti. È stata musica per le orecchie degli operai del Michigan. Inoltre, quando Trump ha minacciato i vertici della Apple che li avrebbe costretti a fermare la produzione di iPhone in China, per trasferirla esclusivamente in America, be' i cuori sono andati in estasi e Donald ne è uscito trionfante, una vittoria che sarebbe dovuta andare al governatore vicino, John Kasich.
Da Green Bay a Pittsburgh, questa America, amici miei , è come il centro dell'Inghilterra: al verde, depresso, in difficoltà, le ciminiere che punteggiano la campagna con la carcassa di quella che chiamiamo Middle Class. Lavoratori arrabbiati, amareggiati, ingannati dall'effetto a cascata di Reagan ed abbandonati dai Democratici che ancora cercano di predicare bene ma, in realtà, non vedono l'ora di flirtare con un lobbista della Goldman Sachs che firmerà un gran bell'assegno prima di uscire dalla stanza. Quello che è successo nel Regno Unito con la Brexit succederà anche qui. Elmer Gantry rivive nelle vesti di Boris Johnson e dice qualunque cazzata riesca ad inventarsi per convincere le masse che questa è loro occasione! L'occasione per opporsi a tutti loro, quelli che hanno distrutto il loro Sogno Americano! E ora l'Outsider, Donald Trump, è arrivato a dare una ripulita. Non dovete essere d'accordo con lui! Non deve nemmeno piacervi! È la vostra Molotov personale da lanciare ai bastardi che vi hanno fatto questo! Mandate un messaggio ! TRUMP è il vostro messaggero!
Ed ecco che arriva la matematica. Nel 2012, Mitt Romney è stato sconfitto per 64 voti. Sommate i voti espressi da Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin. Fa 64. Tutto quello che Trump deve fare per vincere è conquistare il supporto degli stati tradizionalmente rossi dall'Idaho alla Georgia (che non voteranno mai per la Clinton), poi avrà soltanto bisogno dei quattro stati della Rust Belt. Non ha bisogno della Florida, non ha bisogno del Colorado o della Virginia. Solo Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin. E questo lo farà arrivare in cima. Ecco cosa succederà a Novembre.
2. L'ultimo baluardo del furioso uomo bianco. La nostra era patriarcale, durata 240 anni, sta arrivando alla fine. Una donna sta per prendere il sopravvento! Com'è successo? Sotto i nostri occhi. Ci sono stati segnali d'allarme, ma li abbiamo ignorati. Nixon, il traditore, che ci ha imposto il Titolo IX, legge che stabilisce pari opportunità nei programmi scolastici sportivi. Poi hanno lasciato che le donne guidassero jet commerciali. Prima che ce ne rendissimo conto, Beyoncé prendeva d'assalto il campo del Super Bowl (il nostro gioco) con un esercito di Donne nere, col pugno alzato, a dichiarare che la nostra supremazia è finita. Ah, l'umanità.
Questa era una rapida sbirciatina nella mente dell'Uomo Bianco, specie in via di estinzione. C'è la sensazione che il potere gli sia scivolato dalle mani, che il suo modus agendi non sia più seguito. Questo mostro, la "Feminazi", quella che Trump ha definito una "cosa debordante sangue dagli occhi e non solo" ci ha sconfitti. Ed ora dopo aver sopportato per otto anni un uomo nero che ci diceva cosa fare, dovremmo rilassarci e prepararci ad accogliere i prossimi otto anni con una donna a farla da padrone? Dopodiché, per i successivi otto anni ci sarà un gay alla Casa Bianca! Poi toccherà ai transgender! Vedete che piega abbiamo preso. Finiremo col riconoscere i diritti umani anche agli animali ed un fottuto criceto guiderà il paese. Tutto questo deve finire.
3. Il problema Hillary. Possiamo parlare onestamente, almeno tra noi? E prima di farlo, lasciate che lo dica, mi piace davvero Hillary e credo che le sia stata attribuita una cattiva reputazione che non merita. Ma dopo il voto per la guerra in Iraq, ho promesso che non avrei mai votato per lei un'alra volta. Fino ad oggi, non sono venuto meno alla promessa. Ma, per impedire ad un protofascista di diventare il nostro "comandante supremo" infrangerò la promessa. Putroppo, credo che la Clinton troverà il modo di coinvolgerci in una qualche azione militare. È un falco, alla destra di Obama. Ma il dito da psicopatico di Trump è pronto a premere Il Bottone. Questo è quanto.
Accettiamo la realtà dei fatti: il nostro problema principale non è Trump, è Hillary. È incredibilmente impopolare: quasi il 70% degli eletteori pensa che sia disonesta e inaffidabile. Rappresentante della vecchia politica, che non crede a niente se non alle cose utili a farsi eleggere. Ecco perché il momento prima si oppone al matrimonio gay e quello dopo ne celebra uno. Tra i suoi principali detrattori ci sono le giovani donne: questo deve far male condiderando i sacrifici e le battaglie che Hillary, e altre donne della sua generazione, hanno sopportato per far sì che le esponenti di questa nuova generazione non fossero più costrette a sentire le Barbara Bush del mondo dire loro di chiudere il becco e andare a sfornare biscotti. Ma i ragazzi non la amano, e non passa giorno senza che un millennial non mi dica che non voterà per lei. Nessun democratico, e di certo nessun indipendente, si sveglierà l'8 Novembre e vorrà precipitarsi a votare per Hillary, come invece hanno fatto il giorno dell'elelezione di Obama o quando Bernie ha corso per le primarie. Non c'è entusiasmo. Dal momento che questa elezione si riduce ad una cosa sola (chi tira più persone fuori di casa e le conduce ai seggi), Trump adesso è in testa.
4. "Il voto depresso" degli elettori di Sanders. Smettetela di preoccuparvi che i sostenitori di Bernie non voteranno per la Clinton. Voteremo per lei. I sondaggi già mostrano che ci saranno più elettori di Sanders pronti a votare Clinton quest'anno, rispetto al numero degli elettori di Hillary alle primarie del 2008, che allora votarono per Obama. Non è questo il problema. L'allarme dovrebbe scattare perché quando il sostenitore medio di Bernie si recherà alle urne quel giorno per votare, seppur con riluttanza, per Hillary, esprimerà il cosiddetto "voto depresso": significa che l'elettore non porta con sé a votare altre 5 persone. Non svolge attività di volontariato nel mese precedente alle elezioni. Non parla in toni entusiastici quando gli/le chiedono perché voterà per Hillary. Un elettore depresso. Perché, quando sei giovane, la tua tollerenza verso gli ipocriti e le stronzate è pari a zero. Ritornando all'era Clinton/Bush, per loro è come dover improvvisamente pagare per la musica, o usare MySpace o portarsi in giro uno di quei cellulari giganteschi.
Non voteranno per Trump, qualcuno voterà il terzo partito, molti se ne staranno a casa. Hillary Clinton dovrà fare qualcosa per fornire loro una valida ragione per sostenerela: e scegliere un ragazzo bianco, moderato, insipido e centrista come candidato alla vicepresidenza non è proprio la mossa vincente per dire ai millennial che il loro voto è importate. Avere due donne come candidate, quella sarebbe stata un'idea entusiasmante. Ma Hillary ha avuto paura e ha deciso di andare sul sicuro. E questo è solo uno degli esempi del modo in cui si sta alienando il favore dei più giovani.
5. L'effetto Jesse Ventura. Per non ignorare la capacità dell'elettorato di essere malizioso e non sottovalutare il fatto che milioni di elettori si considerano "ribelli segreti" una volta chiusa la tenda e rimasti soli nella cabina elettorale. È uno dei pochi luoghi della società dove non ci sono telecamere di sicurezza, nessun registratore, non ci sono coniugi, bambini, capi, poliziotti, non c'è neanche un limite di tempo. Puoi prenderti tutto il tempo che vuoi lì dentro e nessuno può farti nulla. Puoi premere il bottone e votare una linea di partito, oppure scrivere Mickey Mouse e Donald Duck. Non ci sono regole. E per questo, e per la rabbia che molti sentono verso un sistema politico corrotto, milioni di persone voteranno per Trump: non perché siano d'accordo con lui, non perché ne adorino il fanatismo e l'ego, ma solo perché possono farlo.
Solo perché manderebbe tutto all'aria e farebbe arrabbiare mamma e papà. Un po' come quando osservi le cascate del Niagara e ti chiedi, per un attimo, come sarebbe oltrepassare quel limite. A tantissime persone piacerebbe interpretare il ruolo del burattinaio e "gettarsi nel vuoto" per Trump, solo per vedere cosa potrebbe succedere. Ricordate quando, negli anni '90, gli abitanti del Minnesota hanno eletto come governatore un wrestler professionista? Non l'hanno fatto perché sono stupidi, né perché pensavano che Jesse Ventura fosse un grande statista o un fine intellettuale politico. Lo hanno fatto solo perché potevano.
Il Minnesota è uno degli stati più intelligenti del paese. È anche pieno di persone con un senso dell'umorismo un po' tetro: votare per Ventura era il loro scherzo ad un sistema politico malato. La stessa cosa succederà con Trump.
Mentre tornavo in albergo, dopo aver partecipato allo speciale di Bill Maher sulla Convention repubblicana andata in onda sulla HBO, sono stato fermato da un uomo. "Mike", ha detto. "Dobbiamo votare per Trump. Dobbiamo stravolgere un po' le cose". Ed è finita lì. Per lui quella motivazione era sufficiente. "Stravolgere le cose". Il Presidente Trump lo farebbe sul serio. E ad una buona fetta dell'elettorato piacerebbe tanto sedere in tribuna e godersi il reality show.
(La settimana prossima posterò i miei pensieri sul "Tallone d'Achille" di Trump e su come ritengo possa essere sconfitto).
Il vostro
Michael Moore.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


Anche Michael getta la spugna.
Rosicando, si intende.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.




Aggiornati. Era vecchia ai tempi del film.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
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Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


anche dal punto di vista estetico, è perdente
e comunque la Summa la leggono anche loro
ßÔÝ ÇáÞäÇÚ.. Çááå ÊÒæÌ ãÑíã ÝÇäÌÈ íÓæÚ - ãäÊÏíÇÊ ÇáßäíÓÉ
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


La terza guerra mondiale ispirata da “Il trono di Spade”?
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L’aggressività di Washington nei confronti della Russia è già pericolosamente fuori dalla realtà. Ma forse il prossimo Vice Presidente della Casa Bianca porterà un elemento ancora più allarmante nel processo decisionale: fantasy televisivi e militarismo NATO.
Non prendete i pop corn e gli snack, è tutto vero gente.
Questa settimana, il Boston Globe riporta [NdTn inglese] che il candidato presidenziale democratico Hillary Clinton sta pensando di affidare il lavoro numero due della Casa Bianca al suo vecchio amico, l’ex Comandante Ammiraglio Supremo della NATO James Stavridis [NdT
n inglese].
Si sa che Stavridis è un grande fan della serie televisiva di successo,“Il Trono di Spade” [NdTn inglese]. Non che ci sia qualcosa di sbagliato con la scelta di intrattenimento di per sé, tranne cioè quando viene utilizzata come materiale di riferimento per fare politica.
Infatti, in un recente articolo d’opinione [NdTn inglese], l’ammiraglio statunitense in pensione ha invocato la serie fantasy medievale cavalleresca come inspirazione sul perché l’alleanza militare NATO dovrebbe essere rafforzata per sconfiggere la presunta aggressione russa.
Davvero, non è uno scherzo. Il potere politico americano è stato a lungo pieno di nozioni deliranti di “eccezionalismo” e “destino evidente” di “leader del mondo libero”. Ora, sembra che chi occuperà prossimamente la Casa Bianca prenderà decisioni strategiche sulla guerra e la pace basate sulle emozioni provocate da una serie TV incentrata su intrighi feudali e sanguinosi e su tribù in guerra.
Durante le due precedenti amministrazioni statunitensi sotto Obama, le relazioni con la Russia si sono rapidamente deteriorate, sulla spinta del tema immaginario secondo cui Mosca stia rappresentando una minaccia alla sicurezza globale.
Questa narrativa è stata amplificata a livelli allarmanti negli scorsi due anni, tanto che le sanzioni europee contro la Russia, decise dagli USA, sono immodificabili e la militarizzazione dell’Europa dell’est, imposta dagli USA, è bruscamente aumentata.All’inizio di questo mese, il summit della NATO a Varsavia ha dato via libera a più truppe, missili, aerei di guerra e carri armati, da ammassare sui confini della Russia con l’apparente scopo di “difendere l’Europa dall’invasione russa”. Le presunte ragioni per una tale aggressione, decisa dagli Stati Uniti e a cui i governi europei hanno docilmente acconsentito, non reggono ad un controllo oggettivo. La destabilizzazione dell’Ucraina, favorita dall’Occidente con un colpo di stato neonazista nel 2014, è stata capovolta e presentata come una “prova” di come la Russia stia rappresentando una “minaccia” [NdTn inglese] per il resto dell’Europa.
Sicuro, una spiegazione più plausibile è che il conflitto artificioso fra Est e Ovest abbia consentito, al Pentagono ed ai suoi contraenti, una espansione del giro di denaro nella NATO e, allo stesso tempo, abbia seminato zizzania fra la Russia e l’Europa a tutto vantaggio, immenso e storicamente da sempre voluto, di Washington.
Questo intrigo politico della vita reale ha il pericolo che il confronto potrebbe portare ad una guerra mondiale, con armi nucleari incluse.La politica americana sconsiderata è ancora più preoccupante quando si considera Hillary Clinton probabile successore di Obama come presidente.
La Clinton è emersa come candidata alla presidenza preferita dalla classe dirigente statunitense rispetto al suo rivale repubblicano Donald Trump, il quale è visto come un anticonformista troppo chiacchierone. Wall Street, il Pentagono e i mezzi di informazione, questi ultimi di proprietà di solo sei conglomerati, non lo vogliono come uomo di punta alla Casa Bianca.
Alle prossime elezioni a novembre, le possibilità della Clinton di arrivare alla Casa Bianca hanno avuto questa settimana una ulteriore spinta con il sostegno fornitole dal suo rivale democratico di un tempo, Bernie Sanders. La campagna “percepisci il Bernie” si è esaurita, o forse si dovrebbe dire “è stata svenduta”, ed il sostegno di Sanders servirà per portare molti democratici dell’ala liberale verso la Clinton, così come molti degli elettori in generale.
La presunta amministrazione Clinton sta conformandosi come una di falchi aggressivi sotto steroidi. Si vocifera fortemente che Michele Flournoy, un addetto ai lavori del Pentagono, sarà il suo Segretario della Difesa e Capo del Pentagono, lo stesso che pubblicizza a gran voce il mantra dell’ “aggressore russo” ed ha richiesto pubblicamente un intervento militare statunitense più diretto in Siria, anche se questo dovesse comportare uno scontro con le forze russe.
La scelta, come viene riportata, da parte della Clinton dell’Ammiraglio James Stavridis come Vice Presidente è quindi totalmente coerente con una linea più dura della Casa Bianca.Stavridis è stato il Comandante Supremo della alleanza NATO fra il 2009 e il 2013, nello stesso periodo in cui la Clinton aveva l’incarico di Segretario di Stato È stato durante il mandato della Clinton che Washington ha adottato una politica ostile senza precedenti nei confronti di Mosca, preparando il terreno per la successiva crisi ucraina, le sanzioni e la attuale militarizzazione NATO dell’Europa dell’est.
La Clinton era abilmente assistita da James Stavridis, l’allora comandante in capo della NATO, in quella linea politica diretta verso la belligeranza contro la Russia e si dice che entrambi abbiano lavorato fianco a fianco nella formulazione della politica antirussa.
Con Stavridis chiamato ad essere Vice Presidente sotto l’amministrazione della Clinton, il futuro delle relazioni USA – Russia sembra ancora più tetro.
Stavridis rimane fortemente collegato al comando americano della NATO e sembra che sia un grande amico, lo chiama amichevolmente “Scap”, del suo attuale comandante, il generale dell’esercito americano Curtis Scaparrotti. Quest’ultimo, alla sua recente entrata in carica di maggio, ha gettato ulteriore carne sul fuoco dell’ “aggressore russo” dichiarando che l’alleanza “deve essere pronta a combattere se la deterrenza fallisce”.
Ma ciò che rende più perplessi è il fatto che il sessantunenne Stavridis cerchi ispirazione dalla serie TV “Il trono di Spade” per la pianificazione militare della NATO.Stavridis dice [NdT
n inglese] che “le due sfide più grandi di fronte alla NATO” sono “l’ascesa del cosiddetto Stato Islamico e la resurrezione della recalcitrante e combattiva Russia”.
Nello stesso articolo, colui che forse verrà scelto dalla Clinton come Vice Presidente, menziona tre volte “Il Trono di Spade” come fonte di intuizioni su come la NATO dovrebbe sviluppare le sue forze in vista di un confronto con la Russia.
“È un grande ed ambizioso piano”, scrive Stavridis, “Ma comparato a quello che Jon Snow [NdT: un personaggio della serie TV] sta affrontando quando apre i suoi occhi e vede il caotico mondo del Trono di Spade, ci sono molte strategie ragionevoli e opzioni funzionali che attendono la NATO”.
Se Hillary Clinton dovesse essere eletta alla Casa Bianca, e la classe dirigente statunitense si sta muovendo certamente per assicurare questa conclusione, la sua probabile compagine governativa sembra sempre più simile ad un Governo di Guerra. È ragionevole mettere in guardia sul fatto che le tensioni fra Washington e Mosca potrebbero diventare un confronto militare.Clinton, Flournoy e Stavridis vivono nella stessa camera di eco deliranti in cui echeggiano ripetutamente le parole vuote “aggressione russa”. L’uno rinforzerà l’altra nella loro visione collettiva maniacale del mondo, e della Russia in particolare, e questa mentalità belligerante della Casa Bianca rinforzerà, a sua volta, un comando NATO altrettanto belligerante e delirante innescando un circolo vizioso di ostilità crescente verso la Russia.
E come se questo diabolico anello di retroazione non fosse un male già sufficiente, possiamo aggungere alla miscela il principale aiutante della Clinton alla Casa Bianca che sarà un ex falco aggressivo che forma la sua visione del mondo basandosi una serie TV fantasy la cui trama è imperniata sulle azioni di nemici malvagi.
Le politiche americane e il loro impatto sul mondo sono un autentico spettacolo degli orrori e lo è stato per decenni, guerre, colpi di stato, cambi di regime, assassinii e povertà forzata di miliardi di persone, il tutto per gratificare una élite mondiale capitalista.
Ma l’ultimo episodio horror potrebbe essere una terza guerra mondiale dovute alle farneticazioni deliranti dei leader politici statunitensi che sembrano fondare su una soap opera medioevale la loro percezione di ciò che accade nel mondo.Il popolo americano ha bisogno di organizzarsi e di spegnere questa TV di abominii.
Le idee espresse in questo articolo sono quelle del solo autore e non rispecchiano necessariamente la posizione ufficiale di Sputnik.
{Divertente pensare che l'entourage della Clinton accusa Trump di essere folcloristico e pericoloso}
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.