Di sicuro la sanità italiana è stata costantemente massacrata, però ci sono da dire due cose:
una che i bisogni sanitari sono aumentati enormemente, con l'invecchiamento della popolazione, per cui i costi sono elevatissimi e lo stato ha bisogno, invece di risparmiare. Certe regioni hanno messo in campo da decenni i programmi di prevenzione (anche a livello sociale, incentivando, ad esempio l'attività fisica, la buona alimentazione ecc.) che sono importantissimi, mentre altre sono andate alla deriva;
e due che in particolare in certe zone del paese, causa corruzione e criminalità, da anni si assiste a sprechi assurdi e soprattutto alla non razionalizzazione dei servizi e delle strutture. In Emilia Romagna è da almeno 35 anni che si è fatto l'accorpamento degli ospedali, eliminando le strutture antieconomiche e trasformandole in poliambulatori distrettuali, che assorbono molta dell'attività di visite e controlli, alleggerendo così gli ospedali, su cui si concentrano le prestazioni che richiedono attrezzature più costose e le degenze. Inoltre si è attivato il più possibile il day-hospital, che riduce ancora i costi ed evita alle persone di passare tempo in ospedale quando non è necessario.
In sostanza, in alcune regioni, la sanità fornisce prestazioni di ottimo livello, soprattutto considerando la scarsità di risorse, mentre in altre regioni la situazione è drammatica.
Il filo di Arianna. Rivista on line per la didattica nelle scuole superiori (ISSN 2036-8458) - Il debito delle Regioni italiane per la Sanità (2010)
Per non parlare di cose come l'obiezione di coscienza selvaggia sull'IVG e cose simili......
ovviamente collegata a...
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