I discendenti di chi ha commesso tali nefandezze che non le rinnegano, non sono degni della mia pietà, tanto come i genitori, se permetti.
Non provare compassione, non significa odiare.
Inoltre non ho mai detto che la divisa fosse più importante del comportamento.
Però prendi ad esempio quel personaggio che nel film "La vita è bella" gioca agli indovinelli col personaggio di Benigni. Ce ne sono stati molti che con la semplice indifferenza o con la tacita complicità, hanno permesso nefandezze incredibili. Non sono certo persone di cui avere rispetto.
Il punto è che chi ha voluto la dittatura e la guerra ha tracciato una linea e ognuno ha fatto una scelta: o di qua o di là. Chi si è messo con gli assassini, non è degno di rispetto.






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