





Mah , queste dinamiche di egemonia che si traducono in conflitti economici e sociali,mi fanno venire in mente roba a cui ho assistito molti anni fa, molto simile a quel che accade con le tifoserie in trasferta.
Non sono mai riuscito a distinguere fino in fondo un canovaccio di rivendicazione dal motivo di rivendicazione vero e proprio.
Forse perché il più delle volte , la pantomima ha a che fare più con un insieme di piccoli episodi che si sommano.
Se non si rivendica una autonomia come affrancamento da un servaggio che fa accadere episodi ascrivibili in cronaca( non da una interdipendenza), quale sarebbe un motivo se non una contrattazione economica redistributiva?


Leggo molti commenti sul web di persone meravigliate della marea umana accorsa (migliaia di italiani) alla tomba del Duce a commemorare la sua figura nella ricorrenza della Marcia su Roma.
..... la miglior risposta la diede padre Giulio Tam ad un giornalista: "Non vi dovete chiedere perchè tanta gente viene sulla tomba del Duce, ma come mai sulla tomba di Alcide De Gasperi non ci sia neanche un cane"
Ancora ve lo chiedete?
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When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)


vorrebbe dire che se ne sbattono di Madrid....
ma secondo te,Carles Puigdemont, cosa sarebbe andato a fare in Belgio...?? @Garat






È un classico fenomeno di reazione alla damnatio memoriae
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Cazzo se c'entra, ma anche senza Grillo il panorama italiano
somiglia da sempre a una maionese impazzita .
Grillo non mi pare abbia complicato la situazione, e comunque
il motivo per cui ora fa da terzo polo è dovuto, giusto o sbagliato,
al fatto che non vuole rischiare il contagio .
Sai, la rogna alla lunga s'attacca .
Meglio far tesoro degli insulti ricevuti . Essi sono il modo
migliore per valutare l'inutilità della vita di chi li profferisce


ma quali elezioni...il popolo catalano fa sul serio un esempio per gli Europei..
«Governo in esilio in Francia? Abbiamo un piano di emergenza» - Corriere.it
Dichiarare l’indipendenza significa giustificare il commissariamento del governo centrale e, probabilmente, far arrestare i membri del governo Puigdemont. Ne vale la pena?
«Sì, perché le elezioni non permetterebbero di smuovere lo stallo che ci ha obbligato a scegliere anni fa la via dell’indipendentismo unilaterale. Torneremmo alla stasi di sempre: Barcellona che chiede con il cappello in mano e Madrid che rifiuta. Elezioni anticipate sotto ricatto implicano il ritorno alla cornice legale spagnola nella quale, l’abbiamo visto in 40 anni, non c’è soluzione alla domanda di indipendenza e di Repubblica».
In pratica?
«Bisognerà rendere effettiva la legalità repubblicana, difendere i diritti delle persone, fare da ombrello alla violenza dello Stato contro il genocidio culturale della Catalogna e di ri-spagnolizzazione che è in marcia».
Come? Con un governo in esilio a Perpignan, in Francia?
«La polizia non è stupida, ma la Cup neanche. Non possiamo svelare in anticipo il nostro piano di emergenza. Voglio però dare un avvertimento. Ci risultano dei piani da parte del governo centrale per creare disordini e poi incolparne i movimenti indipendentisti e in particolare noi della Cup. Chiunque ci accusi di qualcosa si convertirà nel primo sospettato».
Resistere nei municipi al commissariamento di Madrid rischia di generare scontri.
«Non da parte nostra. Da anni portiamo in piazza milioni di persone senza mai un incidente. La nostra è una strategia non violenta. Anche davanti a provocazioni illiberali dello Stato».