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Lo chiama gay e lui gli mangia il cuore: l’incredibile storia di Andrew Chimboza
Andrew Chimboza è stato condannato a 18 anni per aver ucciso il rivale in amore, mangiandogli poi il cuore con coltello e forchetta. «Solo quando ho finito di mangiare mi sono accorto che era morto»
Il 10 giugno 2014 l’ufficiale di polizia Mlungisi Landule entra nella casa dove gli è stata segnalata l’aggressione. Un dirimpettaio, certo Nkululeko Mpambo, ha detto di aver assistito ad un omicidio guardando dalla finestra del proprio appartamento. E di non essere intervenuto per paura. Siamo a Gugulethu, una quindicina di chilometri da Città del Capo, Sudafrica. Cittadina di quasi centomila abitanti, tra le più restie a liberarsi dall’apartheid. E tra le più violente, con una media di un omicidio ogni due giorni e mezzo. Omicidi la cui eco ha talvolta travalicato i confini. Come quando, il 25 agosto del 1993, una studentessa universitaria americana, Amy Biehl, fu assassinata nelle rivolte che volevano mettere fine proprio all’apartheid. O, più di recente, quando la turista svedese Anni Dewani, novembre 2010, venne ammazzata mentre si trovava in viaggio di nozze. Un delitto misterioso e chiuso da un colpo di scena, con l’arresto nel neomarito Shrien come mandante.
L’ufficiale Landule è dunque abituato a confrontarsi con realtà difficili e pericolose. Ma la scena che gli si presenta davanti, in vita sua non se l’era mai nemmeno immaginata.
Nella stanza c’è un uomo per terra. Si chiama Mbuyiselo Manona. Ha 62 anni, un buco nel torace e un altro nel collo. Di fianco a lui tre coltelli per tagliare il pane e un tipo più giovane, Andrew Chimboza, 35, originario dello Zimbabwe, che sta masticando della carne cruda. Nelle mani ha una forchetta e dell’altra carne.
Colpito da un atroce sospetto, il poliziotto sente gelarsi il sangue nelle vene e riesce solo a urlare un «Fermati! Fermati!».
Ma Andrew continua a masticare. E mentre mastica dice: «Ti amo Nomonde, tu sei la mia donna».
Nomonde, si scoprirà, è l’amante di Andrew ed ex compagna di Manona.
Ma ciò che conta è che il sospetto di Landule è fondato: la carne cruda che Andrew sta mangiando è quanto resta del cuore e di parte del collo di Manona.
La storia del cannibale di Gugulethu sconvolge l’opinione pubblica. Viene raccontato che tra i due fosse scoppiata una lite per Nomonde. Ma bisogna attendere nove mesi per avere la versione di Andrew, per nulla pentito del suo gesto. Una versione agghiacciante. «Perché l’ho fatto? Per mostrargli che non ero un gay, come diceva lui. Ero così arrabbiato che non mi ricordo quante volte lo ho accoltellato né dove l’ho colpito. Mi sono seduto su di lui e l’ho pugnalato al petto, gli ho strappato il cuore, ho preso un coltello e l’ho fatto a fette. Poi l’ho mangiato. Solo quando ho finito mi sono reso conto che era morto».
Così dice ai giudici. Gli psichiatri lo definiscono una “bomba ad orologeria”, che non si sa quando possa riesplodere, dato che non aveva precedenti per disturbi mentali. Lo condannano a 18 anni e lo spediscono in un ospedale psichiatrico.
Resta un dettaglio a inquietare ancora i sonni diGugulethu: il medico legale, il dottor Allie, si è detto sicuro che, quando Andrew ha strappato il cuore della sua vittima, Manona era ancora vivo.
Edoardo Montolli
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