

Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF


finitela che ho malditesta porco quie porco lì
"Pistilloni in crabettura boccidi sa zanzara" (Don Gigi)"Internet è stato creato per dare ai malati di mente qualcosa da fare" (Frank Darabont)


e non solo, sto guardando un film dove le persone vengono uccise da un virus che si trasmette con le parole, e a un certo punto crepano sboccando sangue (immagino con il cervello spappolato)![]()
"Pistilloni in crabettura boccidi sa zanzara" (Don Gigi)"Internet è stato creato per dare ai malati di mente qualcosa da fare" (Frank Darabont)


Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF


http://m.youtube.com/watch?v=JVodsbgquGA
Che vergogna di uomo ! Uno dei più imbarazzanti mistificatori tra i "giornalisti" italiani .
Regressista amante della pucchiacca.


abbiamo passato anche il confine della stanchezza ormai
"Pistilloni in crabettura boccidi sa zanzara" (Don Gigi)"Internet è stato creato per dare ai malati di mente qualcosa da fare" (Frank Darabont)




I F.lli Musulmani di Hasan al banna.
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Segue pippone, quindi se non avete voglia, non leggete.
nel 1798 Napoleone sbarca in Egitto, e dopo varie battaglie, viene rispedito a casa dall’azione congiunta degli Ottomani e degli Inglesi. L’evento però è simbolico: l’Europa è arrivata, in armi, in Medio Oriente, un mondo che non sarà mai più lo stesso. Da allora ai primi del ‘900, l’impero Ottomano e quello Safavide (in Persia) subiscono una lenta ma inesorabile trasformazione sociale ed economica. Il mondo della cultura islamica inizia a riflettere sulla sua manifesta debolezza, a cercarne le cause e ad elaborare una reazione.
Le risposte sono di tre tipi: secondo la tradizione Allah protegge il suo mondo, quindi se il mondo crolla, si avvicina la fine dei tempi; altri pensatori ritengono di dover rifiutare la penetrazione occidentale e riconquistare la purezza originaria dell’islam, coltivando una utopia retrospettiva che porterà, alla lunga, a fondamentalismi di scarso spessore culturale; una terza via è quella del riformismo che cerca di trovare un modo per conciliare la modernità e i principi islamici.
Queste correnti di pensiero si intrecciano con gli eventi del ‘900 e il crescente imperialismo delle potenze occidentali, proiettate verso uno sviluppo a senso unico dei loro interessi, nel tentativo di prevalere sullo scacchiere domestico, usando il colonialismo come carburante.
In poche parole, da un lato nel mondo arabo si sviluppano i movimenti nazionalisti, proprio come in Europa, dall’altro l’aggressione occidentale soffia sul fuoco dello scontro e lascia poco spazio allo svilupparsi di chi cerca una “via mediana” ad un islam moderato e modernizzato.
Personaggi come Jamal Al-Din Al-Afghani e Muhammad Abduh, coi loro aneliti verso la democrazia e la scienza occidentale, rappresentano delle eccezionalità che restano schiacciate sotto il peso dei tradimenti e delle aggressioni inglesi e francesi al Medio Oriente.
Negli anni ’20 l’Egitto è una società forzosamente urbanizzata, sfruttata e impoverita, che strappa con le unghie l’indipendenza dal dominio inglese. In quest’atmosfera Hasan Al-Banna, maestro elementare, fonda un’associazione che fornisce alle famiglie aiuti e sostegno di ogni tipo: i Fratelli Musulmani. Solo a metà degli anni ’30 l’organizzazione si trasforma in apparato anche militare e si contrappone al nazionalismo laico fino al punto da commettere attentati.
Sayyid Qutb è inizialmente un laico vicino al partito nazionalista Wafd, tanto da essere malvisto dalle autorità ed essere mandato negli Stati Uniti, ufficialmente, in viaggio di formazione. Cosa vede Qutb negli Stati Uniti del 1948 tra il Wilson's Teacher's College di Washington D.C, e la Stanford University ? Ve lo immaginate ? Consumismo, promiscuità sessuale, individualismo e razzismo dilagante non lo lasciano indifferente.
Una volta rientrato al Cairo, i Fratelli Musulmani non gli appaiono più così fondamentalisti, mentre inizia a sentire l’urgenza di riaffermare un concetto ricorrente nel Corano: la giustizia sociale. Qutb sente di dover fare qualcosa perché il suo paese non diventi quell’occidente che ha visto e che gli è apparso così insensato e alienante. Tanto oscuro da definirlo Jāhiliyya, ossia l’epoca dell’Ignoranza.
Per Qutb la giustizia sociale deve fondarsi su tre elementi: Libertà, Uguaglianza e Solidarietà. Vi ricorda qualcosa ? Già.
Nell’ottica di questo pensatore, cresciuto “all’ombra del Corano” (titolo di una sua opera successiva) la libertà è soprattutto libertà interiore, perché davanti a Dio tutti gli uomini sono uguali, e non è ammesso che uno prevalga o comandi su un altro, bensì occorre che tra tutti gli umani vi siano solidarietà ed armonia. Ecco come interpreta Qutb i concetti base dell’islam, che diventano, nella sua elaborazione, anche idee sociali e ideali politici.
E’ ovvio che il pensiero di Qutb, come quello di molti pensatori islamici moderni, sia stato influenzato dalla storia europea. Il fatto è che spesso né loro né noi ne siamo consapevoli, e tendiamo a rimarcare sempre di più ciò che sembra dividerci, rispetto a ciò che abbiamo in comune.
E’ verissimo che Qutb porta il discorso alle estreme conseguenze, deformando il concetto di jihad (che nella tradizione islamica è lo “sforzo” di mantenere l’equilibrio e di resistere alle tentazioni terrene) e spingendo alla militanza e alla difesa della cultura islamica con l’azione, anche violenta. Ma in Occidente sappiamo bene come qualsiasi forma di pensiero, anche quella in embrione più benevola, possa essere regolarmente estremizzata conducendo a terrorismi di ogni genere, dal ku klux klan, al nazismo, dalla violenza degli anni ’70 fino al Breivik di pochi mesi fa.
D’altra parte l’Italia è un paese che è stato governato per 50 anni da un partito religioso, e nessuno si è alzato a protestare “contro la minaccia” allo stato laico.
Dunque pensatori come Qutb, ci fanno capire come nel mondo islamico le idee dell’occidente siano penetrate molto a fondo, e dovrebbero farci riflettere sulle similitudini tra certe forme di pensiero, che nel sentire comune sono considerate come totalmente aliene ed ostili, e il nostro passato.
Gli anni ’50 hanno visto in Medio Oriente la sconfitta dei fermenti più interessanti e delle idee che potevano condurre a un riavvicinamento tra il mondo islamico e l’occidente, con le conseguenze che noi tutti ben conosciamo, e gran parte della responsabilità è da attribuire, secondo me, al disinteresse dimostrato dalle potenze Euro-Americane al dialogo paritario con una cultura, in quegli anni, ferita e disorientata.
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fine pippone
Ultima modifica di Druuna; 05-03-15 alle 00:37
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij



