
Originariamente Scritto da
Grubach-Kléber
A me fece ridere in maniera criminosa, spero sia lo stesso per voi: dunque, un dodici-tredici anni fa dei miei amici punk, e quando dico punk intendo veramente punk, del tipo calzamaglia anche d'Agosto e continua competizione interna per chi avesse più borchie sul giacchetto di jeans dove fiorivano toppe di UK Subs e Charles Bronson (il complesso, non l'attore), decisero di partire per una barbonata che loro definivano "campeggio libero urbano" ma in realtà era dormire sulle panchine e per strada senza neppure il tappetino. Loro meta era la Sardegna, e in un trionfo di incongruità totale Villasimius. I tre, peraltro fisicamente simili a dei boiler con la cresta, una volta raggiunta l'isola di Occhioni iniziano, nella migliore tradizione della sottocultura che rappresentano, a ubriacarsi in modo massiccio con penose birre finto-tedesche (ma in realtà nate e cresciute in Polonia) da discount, temperatura esterna circa quaranta gradi, svalvolamento semi-integrale assicurato a neppure le sei dei sera. Dopo scene epiche di lanci di lattine a lontane imbarcazioni di lusso nel mare gridando "soldacciiiiiiiiiiiiiiiiiii, soldacciiiiiiiiiii", il loro stato di abbrutimento peggiora di minuto in minuto mentre cala la notte: vagano in mezzo alle stradine in cui scorrazzano Smart Brabus quando va bene e Bentley quando va male, e camminando senza meta arrivano allo Smaila's o meglio al retro dello Smaila's dove perlustrano efficienti buttafuori. Destino vuole che becchino una specie di totem umano che dopo averli squadrati tipo tu scrive suo nome travolto dai ricordi di gioventù inizia ad attaccargli bottone (loro tre sempre messissimi) su quando anche lui andava ai concerti e si metteva le spille e la ragnatela sul gomito insomma morale della favola li imbuca lui (!) dentro il locale raccontando al capo che anche se non sono su nessuna lista sono figli "di gente importante con cui Umberto ha degli affari in ballo" quindi di lasciarsi fare anche se sembrano tre teppisti. Entrati nell'ambito(...) Smaila's e guardati dai presenti come si guarderebbe un curioso animale domestico si piazzano come da consiglio del buttafuori su un divanetto un po' in disparte, anche se è difficile non notarli visto che sono praticamente spalmati su detti divanetti. Arriva proprio lui, Smaila in persona, con la sua band per un'agghiacciante live di revival e tra gli ululati del pubblico, dopo i saluti di rito, apre la serata con "Lo sapete perché la figa non passa mai di moda? PERCHE' HA UN TAGLIO CLASSICO!" e senza perder fiato parte con un "Sapore di saleeeeeeeeee, sapore di mareeeeeee..."(una preziosa ripresa tramite telecamera portatile per anni ha fatto da testimonianza dei fatti, nonostante la pessima qualità delle riprese viste le condizioni dei soggetti, che avevano la fisima di riprendere le proprie scorribande). Tra una canzone e l'altra, Smaila distribuisce altre dritte per svoltare che i nostri amici accolgono con alcolico entusiasmo ampiamente superiore a quello degli altri frequentatori, che ovviamente iniziano ad interrogarsi sulla natura di questi ospiti completamente fuori luogo. Umbertone si accorge di loro e della videocamera, e precorrendo l'epopea dei selfie & simili, scende dal palco microfono in mano (anche lui discretamente alticcio) e si riprende assieme a loro in una sguaiatissima Maracaibo invitando tutti a manifestare "voglia di far casino" come "questi ragazzi che sono i numeri uno". Il tutto culmina con il collasso tra la folla festante e un buttafuori, ahiloro senza trascorsi HC, che li spedisce fuori al fresco, ma con il buon gusto di infilargli la videocamera nello zaino.