E fu così che si ritrovò nel buio.
Annaspava nella fredda e melmosa aria, densa come un livido inferno d'acqua, e aspettava. I suoi occhi, bruciate gelatine nell'incavo del teschio, cercavano una luce che non sarebbe mai arrivata. Alzò la testa rivolgendosi al creato, come un novello Michelangelo che dipingesse una Sistina abitata dal Demonio, e si rese conto di essere morto. Poi cominciò ad urlare di paura, avvertendo l'Eternità.
Che bello scrivere stronzate di getto![]()




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