

«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
I've come to help you with your problems, so we can be free
I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
I'm just a man whose circumstances went beyond his control
Beyond my control




Esatto, condivido in pieno.
Ma questa canzone descrive benissimo la ribellione giovanile, non quella da adulto... che poi usare i termine "ribellione" per un adulto è anche improprio, visto che le figure genitoriali perdono la loro autorità con il raggiungimento dell'indipendenza economica non c'è più nessuno a cui ribellarsi. Probabilmente tu con la parola ribellione intendi uno stile di vita che non si uniforma alla convenzione sociale del matrimonio per esempio, ma secondo me una convivenza non è una ribellione


Cmq secondo me è più figa che mai
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«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Capisco che, nonostante le millantate lauree, tu sia profondamente ignorante, ma dovresti sapere che lo Stato sociale italiano si fonda sulle riforme che introdusse il Fascismo italiano durante i suoi vent'anni di governo. Lo stesso sistema pensionistico italiano, che da anni stanno cercando di smantellare (vedasi riforma Fornero), è un portato fascista. Per non parlare poi di tutto il sistema assicurativo, delle ferie, delle 8 ore, ecc.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

