







Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.I MELONOMI, i sudditi della meloniIsraele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF




"Pistilloni in crabettura boccidi sa zanzara" (Don Gigi)"Internet è stato creato per dare ai malati di mente qualcosa da fare" (Frank Darabont)


Sì, la risposta era abbastanza scontata per quanto riguarda lo studio.
La curiosità è come non ci si renda conto che si "mitizza" il luogo dove si è nati, soltanto perchè ci si è nati e ci si è passata l'infanzia, si dica che è il più bello che c'è ecc. ecc., però si è prontissimi ad abbandonarlo per questioni pratiche e per perseguire altri obiettivi... il che dovrebbe farci comprendere che quindi non è così "mitico", "bellissimo", "perfetto" ecc....
è un ragionamento generale e impersonale, sia chiaro.


Comunque la cosa vergognosa è che nonostante l'obbligo di fatto di tenere i soldi in Banca il bail in dal 2016 non garantirà anche i depositi superiori ai 100mila € .
I correntisti che non fanno alcun tipo di investimenti dovrebbero essere garantiti per la totalità del conto visto che se prelevi i tuoi soldi sopra le soglie stabilite da loro e non fai pagamenti tracciabili come vogliono loro ti arriva a casa la finanza , sono conti correnti forzosi .
Regressista amante della pucchiacca.




Il Sole24Ore dice di no
Con la Brrd, dunque, viene definita in maniera dettagliata la gerarchia dei soggetti che saranno coinvolti nel salvataggio di una banca. Dal primo gennaio 2016, nel caso in cui una banca finisca in dissesto, a contribuire al salvataggio saranno chiamati in prima battuta gli azionisti delle banca, poi i detentori di obbligazioni subordinate (strumenti Additional tier 1 e tier 2) e senior e, in ultima battuta, i correntisti. In quest’ultimo caso, tuttavia, il rischio riguarda solo la liquidità superiore ai 100mila euro detenuta sul conto corrente. Ad azionisti e creditori sarà chiesto un contributo pari all’8% del passivo della banca in crisi. Oltre, interverranno le banche tramite il Fondo di risoluzione. Fuori dal rischio bail-in ci sono invece i correntisti fino a 100mila euro, i possessori di covered bond, e i debiti verso dipendenti, fisco, enti previdenziali e fornitori. I testi approvati ieri hanno accolto alcune delle modifiche chieste dalle commissioni parlamentari. La più attesa era quella che sposta al 1° gennaio 2019 l’avvio della “depositor preference estesa”. In pratica, fino al 2019 in caso di bail-in i prestiti non garantiti emessi prima di oggi verranno “aggrediti” nella stessa misura (pari passu) con i depositi interbancari e delle imprese corporate. Dal 2019 si darà avvio alla depositor preference estesa. Tradotto: le obbligazioni bancarie non garantite saranno colpite in via prioritaria rispetto ai depositi non garantiti diversi da quelli di persone fisiche e Pmi. Con questo regime transitorio si evita il rischio che gli obbligazionisti si possano ritrovare in portafoglio strumenti più rischiosi di quanto previsto inizialmente.
Banche, via libera al «bail-in» dal 2016 - Il Sole 24 ORE
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