
Originariamente Scritto da
nicolaj198vi
Ne conosco una cinquantina, tutti più o meno miei coetanei (20-30). Di nazionalità mista, diversi turchi, qualche nordafricano, palestinesi, libanesi, una ragazza iraniana (molto bella e molto upper class), e due nati e cresciuti a Boston (il mio ex coinquilino e la sua ragazza). Tutti bravissimi ragazzi, tutta gente con un'educazione di un certo livello (almeno laureati, molti con master/dottorato)...con quasi tutti mi è capitato di parlare di questa questione (non Bruxelles, altri episodi analoghi tipo maratona di Boston, Londra, Madrid, Isis ed estremismo in generale).
A parte i due di Boston, quindi americani a tutti gli effetti, i libanesi e qualcuno dei turchi, gli altri o nicchiavano e cambiavano discorso oppure iniziavano con i "si ma...".
E considera che, per una questione di educazione, con loro ho sempre approcciato l'argomento nella maniera più politicamente corretta possibile; e sempre, proprio per non apparire quello che vuol solo attaccarli in quanto islamici, usando la mafia e il mio essere siciliano come analogia.
Ora, come ho detto loro in quelle occasioni, non è che comportandosi in quel modo si mettono al riparo da critiche, anzi...è come se io mi rifiutassi di dire la mia riguardo cosa nostra quando tu o un milanese un cinese un americano o chi ti pare tirate fuori l'argomento. Se mi chiedi che ne penso di Leoluca Bagarella o dei corleonesi, non mi faccio problemi a dirti che mi fanno schifo e li vorrei vedere tutti impiccati col fil di ferro.
Questo per dire che l'atteggiamento della comunità musulmana non sempre è cristallino riguardo certi argomenti...così come non lo è quello della comunità ebraica quando si chiede loro un parere riguardo le politiche israeliane.
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