





Togliatti era moderatissimo, infatti. Altro che venditore di italiani come è stato descritto dalla stampa filoberlusconiana dagli anni '90 in poi. Forse il suo silenzio sul confine orientale potrebbe essergli rimproverato e alcune altre cose come l'accondiscendenza sulle posizioni di Kruscev nel 1956.




Nel febbraio 1992, durante la campagna elettorale per le imminenti elezioni politiche, lo storico togliattista Franco Andreucci pubblicò sul settimanale Panorama lo stralcio di una lettera di Togliatti proveniente dagli archivi del Comintern di Mosca. In risposta a una lettera del dirigente comunista Vincenzo Bianco che chiedeva d'intercedere presso le autorità sovietiche per evitare la morte dei prigionieri italiani in Russia, il 15 febbraio 1943 Togliatti aveva tra l'altro scritto: «Io non sostengo affatto che i prigionieri si debbano sopprimere, tanto più che possiamo servircene per ottenere certi risultati in un altro modo», alludendo al possibile ruolo dei sopravvissuti come testimoni della disfatta dell'aggressione fascista all'Urss o come acquisiti alla militanza comunista. Nella versione falsificata da Andreucci il passo diventava: «Io non sostengo affatto che i prigionieri si debbano assassinare, tanto più che possiamo ottenere certi risultati in altro modo», dove si fa apparire che per Togliatti fosse un bene far morire, qualunque fosse il modo, i soldati spediti dal fascismo in Russia. Un altro passo della lettera, dove Togliatti aveva scritto: «Quanto più largamente penetrerà nel popolo la convinzione che aggressione contro altri paesi significa rovina e morte per il proprio, significa rovina e morte per ogni cittadino individualmente preso, tanto meglio sarà per l'avvenire d'Italia», sostenendo così che l'Italia, fatta consapevole della rovina rappresentata da una politica d'imperialismo guerresco, dovesse scegliere per l'avvenire una politica di pace e non di aggressione, diveniva nella manipolazione di Andreucci: «Quanto più largamente penetrerà nel popolo la convinzione che aggressione e il destino individualmente preso di tante famiglie è tragico, tanto meglio sarà per l'avvenire d'Italia», dove il passo completamente inventato «il destino individualmente preso di tante famiglie è tragico», sopprimeva ogni riferimento alla politica imperialista fin lì seguita dall'Italia fascista per alludere a un generico e inevitabile destino di morte riservato agli Italiani. Altre parole della lettera erano equivocate, tra i quali un «vecchio Hegel», divenuto un grottesco «divino Hegel». La falsificazione fu scoperta dieci giorni dopo: Andreucci si dimise dall'incarico di consulente rivestito nella casa editrice «Il Ponte alle Grazie» che, a causa della perdita di credibilità subita, in breve subì un crollo di vendite e fu assorbita nel 1993 dalle «Edizioni Salani». Il risultato politico dell'operazione era comunque in parte raggiunto: l'attacco a Togliatti, oltre ad influire sul risultato delle elezioni, servì anche a mettere fuori gioco Nilde Iotti da una possibile elezione alla Presidenza della Repubblica.
NDR: una semplice considerazione storico-politica equivalente a dire che "la stupidità - ossia l'aver aderito al nazifascismo - si paga, e servirà in futuro per non seguire più gente come Mussolini" fa apparire Togliatti come nei sogni distorti dei piazzettari, cioè come uno che volesse fare morire tutti gli italiani in Russia, perché rei di averla invasa...




Solo che i finanziamenti dell'URSS erano 1/10 o 1/100 di quelli americani, infatti la DC non ha mai fatto le "feste dell'Avvenire", mentre i militanti del PCI si spaccavano il culo a organizzare le feste dell'Unità per autofinanziarsi
Detto questo, ricordiamoci sempre che se c'è l'art.7 in Costituzione, è causa (il moderatismo di) Togliatti.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




“No le demos lugar a los zurdos de mierda que dicen que la ganancia extraordinaria está mal”

