
Originariamente Scritto da
Druuna
va be' ma bastava anche guardare i dati del debito "corretto".....
Debito Pubblico dei paesi nell?eurozona: a sorpresa l?Italia è la meno indebitata | FinanzaNoStop
In buone parole, limitarsi a giudicare la rischiosità o la credibilità di uno Stato solo in funzione dal rapporto debito/Pil non è corretto.
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Di conseguenza, risulta piuttosto insensato ed anzi fuorviante formulare giudizi sulla solidità finanziaria di un Paese esaminandone esclusivamente i livelli di debito, senza considerare allo stesso tempo quale sia la struttura di accesso ai capitali, il tasso di risparmio domestico e la natura della formazione del debito.
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Come evidenziato già dall'economista inglese John Maynard Keynes, se il settore privato risparmia molto e consuma poco, il settore pubblico dovrà intervenire aumentando i propri consumi, per ripristinare l'equilibrio tra domanda e offerta aggregate. È tanto sbagliato dunque demonizzare una situazione di deficit fiscale e di debito pubblico, quanto lo è acclamare come virtuoso un bilancio in pareggio.
Le politiche fiscali devono essere calibrate, piuttosto, in base alla struttura della propria economia domestica e non inseguendo un livello obiettivo di debito/Pil.
Il modo più efficace per ridurre questo rapporto, in ogni caso, è quello di aumentare il denominatore, dal momento che ad una crescita del Pil nominale corrisponde una riduzione esponenziale del rapporto debito/Pil. Al contrario, una battaglia volta a cercare di ridurre la variabile al numeratore (e quindi il livello del debito) difficilmente ha successo, dal momento che ostacola il principale meccanismo di conduzione del risparmio negli investimenti, risultando in un accumulo di risparmio e in una riduzione del PIL nominale.
Tutti i falsi miti sul debito pubblico. Perché spesso i Paesi più indebitati pagano meno interessi - Il Sole 24 ORE