Euhf, i monarchici del post '45 erano un pò difficili da distinguere dai missini.Dopo la guerra Guareschi fece ritorno in Italia e fondò, con Giovanni Mosca e Giaci Mondaini, una rivista indipendente con simpatie monarchiche, il «Candido», settimanale del sabato. Condirettore della rivista con Giovanni Mosca fino al 1950, Guareschi rimase poi unico direttore fino al 1957, anno in cui gli subentrò Alessandro Minardi[6]. Nella rivista, insieme ad altre famose penne della satiraitaliana, curava numerose rubriche tra cui quella a firma "Il Forbiciastro", che spigolava nella cronaca spicciola italiana.
Guareschi era rimasto un irriducibile monarchico e non lo nascondeva. In occasione del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 sostenne apertamente la monarchia e denunciò i brogli che secondo lui avevano ribaltato l'esito del voto popolare.[7]
Oltre a fare satira, Guareschi denuncia gli omicidi politici compiuti dai partigiani comunisti nel cosiddetto "triangolo della morte"[8]:
https://it.wikipedia.org/wiki/Giovannino_Guareschi
« Noi chiamammo poco tempo fa l'Emilia "Messico d'Italia", ma ciò è ingiusto perché piuttosto si deve dire che il Messico è l'Emilia d'America. Cose terribili succedono a Castelfranco Emilia e gente ci manda lettere piene di terrore elencando assassinii. Quarantadue persone sono già state soppresse misteriosamente per cause di politica o di vendetta, in uno spazio di pochi chilometri quadrati, in piena pianura. E la gente sa, ma non parla perché ha paura. »
Era Fascista ma più monarchico , questo spiega la sua visione di Don Camillo e Don Peppone .





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