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Discussione: Il Bar di POL

  1. #147601
    Israele= Paese terrorista
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Malandrina Visualizza Messaggio
    Ma sticazzi.
    A parte che lui non è fascista, per quanto posso avere capito, io rispetto l'intelligenza e la coerenza, a prescindere dalla stazza. Poi magari la penso in modo diametralmente opposto, ma non è questo il punto.
    Triangolo Nero, al di là delle sue idee per me lontanissime, è una persona assai intelligente e coerente.
    Avessimo avuto tempo, probabilmente ci saremmo scannati a Bologna, ma credo rispettando chi si aveva di fronte.
    Concordo.
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

  2. #147602
    Super Troll
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da agaragar Visualizza Messaggio
    Ehm, 'colposo' vuol dire privo di colpa, non mi pare proprio il caso. Comunque mentre altri condannati sono stati presi all'estero, per Lollo si è sempre fatto poco o nulla.
    sono scappati tutti. Ora sono liberi per prescrizione.

  3. #147603
    iperbannatiSSimo
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Lars Visualizza Messaggio
    io sono masochista
    Tu hai anche altri problemi... l'ultimo dei tuoi problemi è quello della sicura perdita degli incisivi in uno scontro corpo a corpo....
    Il Bar di POL
    When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
    "Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)

  4. #147604
    Israele= Paese terrorista
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Triangolo nero Visualizza Messaggio
    Tu hai anche altri problemi... l'ultimo dei tuoi problemi è quello della sicura perdita degli incisivi in uno scontro corpo a corpo....
    Il Bar di POL
    Ti suderesti eh!!!
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
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  5. #147605
    Super Troll
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    siamo quasi al livello di "Neruda era comunista quindi meritava di morire". quasi

  6. #147606
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Vabbè erano altri tempi.....facile giudicare nel 2016.

  7. #147607
    Me ne frego
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Il caso Lollo



    Opera, febbraio 2011
    Il compagno Achille Lollo torna a casa, libero, impunito ed impunibile.
    L’episodio che lo ha visto protagonista, con altri suoi compagni, illumina il comportamento della magistratura italiana che, in ossequio ad ordini politici, decise negli anni ’70 che lo “stragismo” fosse solo “fascista”. Lollo ed i suoi amici, nella primavera del 1973, versarono cinque litri di benzina sotto la porta di casa della famiglia Mattei, a Primavalle, con il preciso intento di sterminare l’intera famiglia. Fallirono solo in parte, perché morirono due dei fratelli Mattei, gli altri riuscirono a salvarsi. L’accusa iniziale nei loro confronti fu, doverosamente, di strage perché il numero dei morti poteva essere più elevato, tant’è che la condanna per strage può essere comminata anche quando l’azione non provoca morte, come nel caso dell’attentato fallito al treno Torino-Roma del 7 aprile 1973, dieci giorni prima dell’incendio di Primavalle. Poi, i magistrati romani cambiarono idea: a Lollo e compari elevarono l’accusa di omicidio preterintenzionale ed incendio colposo. Imputazioni grottesche e ridicole che comportarono una condanna a 18 anni di reclusione, mai scontati, ed oggi caduta in prescrizione. Mutato il clima politico e venute meno certo esigenze politiche, i magistrati romani riaprono l’inchiesta, questa volta, sul reato di strage. La storia della sinistra armata è punteggiata da episodi che per il luogo, le circostanze, il numero dei morti e l’eventualità di provocarne altri in modo indeterminato, sono qualificabili giuridicamente come “stragi”. Ne fa testo l’agguato di via Fani, il 16 marzo 1978, quando i brigatisti o chi per loro uccisero la scorta di Aldo Moro e sequestrarono quest’ultimi, sparando anche in direzione di testimoni. Si dice ancora oggi “la strage di via Fani” (cinque morti), ma nessuno magistrato ebbe la dignità di elevare questa accusa a carico di Mario Moretti e compagni. Sarebbe un lungo elenco, che un giorno faremo dettagliato e completo, di fatti che, giuridicamente, erano qualificabili come stragi e che sono sempre stati puntualmente contestati come omicidi plurimi ed amenità del genere. Non ci interesserebbe se non fosse che il comportamento della magistratura italiana, oltre a sottolinearne la dipendenza dal potere politico, non rivelasse l’esistenza di una regia occulta ad altissimo livello. Sappiamo che il “terrorismo” fu il frutto di operazioni condotte dal regime e dallo Stato italiani insieme ai loro alleati internazionali, che come la “guerra a bassa intensità” anche per i depistaggi la regia è unica e la decisione di creare il mito dello “stragismo fascista” contrapposto alle azioni mirate del “terrorismo rosso” ne è una conferma ulteriore. E’ vero che fra tutti gli imputati di stragi, alcuni dei quali nemmeno i magistrati hanno avuto il coraggio di assolvere (Giancarlo Rognoni, Nico Azzi, Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini), non ne hanno mai trovato uno che non fosse dipendente dagli apparati dello Stato e da quelli dei suoi alleati americani ed israeliani, ma la propaganda ha creato il mito dello “stragismo fascista” e, per ora, ce lo teniamo come un peso dal quale riusciremo, un giorno, a liberarci. Ma chi e perché ha sentito il bisogno di creare questa contrapposizione?
    A chi ha fatto comodo stabilire una fasulla linea di continuità fra lo “stragismo nero” degli anni Settanta e le stragi compiute dai militari tedeschi nel biennio 1943-45?
    Abbiamo sempre sostenuto che 1’uso della strage derivava dalla necessità di offrire allo Stato la possibilità di proclamare, con il consenso dei cittadini, lo “stato di emergenza”, ma che a fomentarlo ci fosse anche l’odio ideologico di chi sente il pericolo di una rivalutazione del fascismo, come storia ed ideologia. Non è una coincidenza che i plurinquisiti spioni veneti, assolti sempre e soltanto per insufficienza di prove, fossero in contatto con agenti dei servizi segreti israeliani e con ufficiali americani tutti, questi ultimi, di religione ebraica. Il massacro di innocenti nelle banche e nelle stazioni ferroviarie, sui treni e nelle strade produce, ovviamente, un senso di rivolta non solo contro i responsabili materiali ma anche contro le idee di cui si ritiene che siano portatori. La magistratura italiana e la stampa non hanno mai posto in rilievo i rapporti fra gli stragisti e gli apparati dello Stato, continuando a tacciarli di “terroristi neri”, “fascisti”, “cellule nere” e così via, in modo da ingannare consapevolmente l’opinione pubblica ed impedirle di conoscere la verità. Ma la storia s’impone, lentamente, sui mentecatti italici, così che i collegamenti, i rapporti, le esigenze che hanno determinato la “guerra a bassa intensità” in Italia, con l’uso della strage come arma, cominciano ad essere conosciuti e valutati nella loro realtà da un numero sempre maggiore di italiani. La decisione imposta alla magistratura, da sempre dipendente dal potere politico, di escludere l’accusa di strage nei confronti degli appartenenti alle formazioni militari di sinistra, in modo che restasse esclusivamente a carico dei terroristi di Stato di destra, è un altro tassello che si aggiunge al mosaico. Lollo è libero, ma il rogo di Primavalle rimane una strage e lui uno stragista che si può vantare di aver ammazzato un bambino per la cui vita non ha mai pagato. Il merito va allo Stato stragista, alle sue scelte, alla sua politica, alla sua magistratura alla quale, oggi, un coro di dementi e di disonesti chiede oggi che faccia “giustizia”: quella che non ha voluto fare nel 1973 e non farà mai più.
    Vincenzo Vinciguerra
    http://www.archivioguerrapolitica.org/?




    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  8. #147608
    Bacchettona del forum
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Fenix85 Visualizza Messaggio
    Vabbè erano altri tempi.....facile giudicare nel 2016.
    Non so esattamente a cosa ti stia riferendo, ma la contestualizzazione è sempre indispendabile.

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  9. #147609
    Super Troll
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Ada De Santis Visualizza Messaggio
    Il caso Lollo

    Opera, febbraio 2011 Il compagno Achille Lollo torna a casa, libero, impunito ed impunibile. L’episodio che lo ha visto protagonista, con altri suoi compagni, illumina il comportamento della magistratura italiana che, in ossequio ad ordini politici, decise negli anni ’70 che lo “stragismo” fosse solo “fascista”. Lollo ed i suoi amici, nella primavera del 1973, versarono cinque litri di benzina sotto la porta di casa della famiglia Mattei, a Primavalle, con il preciso intento di sterminare l’intera famiglia. Fallirono solo in parte, perché morirono due dei fratelli Mattei, gli altri riuscirono a salvarsi. L’accusa iniziale nei loro confronti fu, doverosamente, di strage perché il numero dei morti poteva essere più elevato, tant’è che la condanna per strage può essere comminata anche quando l’azione non provoca morte, come nel caso dell’attentato fallito al treno Torino-Roma del 7 aprile 1973, dieci giorni prima dell’incendio di Primavalle. Poi, i magistrati romani cambiarono idea: a Lollo e compari elevarono l’accusa di omicidio preterintenzionale ed incendio colposo. Imputazioni grottesche e ridicole che comportarono una condanna a 18 anni di reclusione, mai scontati, ed oggi caduta in prescrizione. Mutato il clima politico e venute meno certo esigenze politiche, i magistrati romani riaprono l’inchiesta, questa volta, sul reato di strage. La storia della sinistra armata è punteggiata da episodi che per il luogo, le circostanze, il numero dei morti e l’eventualità di provocarne altri in modo indeterminato, sono qualificabili giuridicamente come “stragi”. Ne fa testo l’agguato di via Fani, il 16 marzo 1978, quando i brigatisti o chi per loro uccisero la scorta di Aldo Moro e sequestrarono quest’ultimi, sparando anche in direzione di testimoni. Si dice ancora oggi “la strage di via Fani” (cinque morti), ma nessuno magistrato ebbe la dignità di elevare questa accusa a carico di Mario Moretti e compagni. Sarebbe un lungo elenco, che un giorno faremo dettagliato e completo, di fatti che, giuridicamente, erano qualificabili come stragi e che sono sempre stati puntualmente contestati come omicidi plurimi ed amenità del genere. Non ci interesserebbe se non fosse che il comportamento della magistratura italiana, oltre a sottolinearne la dipendenza dal potere politico, non rivelasse l’esistenza di una regia occulta ad altissimo livello. Sappiamo che il “terrorismo” fu il frutto di operazioni condotte dal regime e dallo Stato italiani insieme ai loro alleati internazionali, che come la “guerra a bassa intensità” anche per i depistaggi la regia è unica e la decisione di creare il mito dello “stragismo fascista” contrapposto alle azioni mirate del “terrorismo rosso” ne è una conferma ulteriore. E’ vero che fra tutti gli imputati di stragi, alcuni dei quali nemmeno i magistrati hanno avuto il coraggio di assolvere (Giancarlo Rognoni, Nico Azzi, Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini), non ne hanno mai trovato uno che non fosse dipendente dagli apparati dello Stato e da quelli dei suoi alleati americani ed israeliani, ma la propaganda ha creato il mito dello “stragismo fascista” e, per ora, ce lo teniamo come un peso dal quale riusciremo, un giorno, a liberarci. Ma chi e perché ha sentito il bisogno di creare questa contrapposizione? A chi ha fatto comodo stabilire una fasulla linea di continuità fra lo “stragismo nero” degli anni Settanta e le stragi compiute dai militari tedeschi nel biennio 1943-45? Abbiamo sempre sostenuto che 1’uso della strage derivava dalla necessità di offrire allo Stato la possibilità di proclamare, con il consenso dei cittadini, lo “stato di emergenza”, ma che a fomentarlo ci fosse anche l’odio ideologico di chi sente il pericolo di una rivalutazione del fascismo, come storia ed ideologia. Non è una coincidenza che i plurinquisiti spioni veneti, assolti sempre e soltanto per insufficienza di prove, fossero in contatto con agenti dei servizi segreti israeliani e con ufficiali americani tutti, questi ultimi, di religione ebraica. Il massacro di innocenti nelle banche e nelle stazioni ferroviarie, sui treni e nelle strade produce, ovviamente, un senso di rivolta non solo contro i responsabili materiali ma anche contro le idee di cui si ritiene che siano portatori. La magistratura italiana e la stampa non hanno mai posto in rilievo i rapporti fra gli stragisti e gli apparati dello Stato, continuando a tacciarli di “terroristi neri”, “fascisti”, “cellule nere” e così via, in modo da ingannare consapevolmente l’opinione pubblica ed impedirle di conoscere la verità. Ma la storia s’impone, lentamente, sui mentecatti italici, così che i collegamenti, i rapporti, le esigenze che hanno determinato la “guerra a bassa intensità” in Italia, con l’uso della strage come arma, cominciano ad essere conosciuti e valutati nella loro realtà da un numero sempre maggiore di italiani. La decisione imposta alla magistratura, da sempre dipendente dal potere politico, di escludere l’accusa di strage nei confronti degli appartenenti alle formazioni militari di sinistra, in modo che restasse esclusivamente a carico dei terroristi di Stato di destra, è un altro tassello che si aggiunge al mosaico. Lollo è libero, ma il rogo di Primavalle rimane una strage e lui uno stragista che si può vantare di aver ammazzato un bambino per la cui vita non ha mai pagato. Il merito va allo Stato stragista, alle sue scelte, alla sua politica, alla sua magistratura alla quale, oggi, un coro di dementi e di disonesti chiede oggi che faccia “giustizia”: quella che non ha voluto fare nel 1973 e non farà mai più.
    Vincenzo Vinciguerra
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    Vinciguerra eroe fascista (reo confesso duplice omicidio di due carabinieri) e Sofri no? Tra l'altro ammette che ci fu una guerra negli anni '70. Fu incendio doloso e omicidio colposo, non strage. Lollo fu un omicida e un incendiario. Stragista è Freda.

  10. #147610
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Malandrina Visualizza Messaggio
    Non so esattamente a cosa ti stia riferendo, ma la contestualizzazione è sempre indispendabile.
    A quanto successo durante gli anni di piombo, con l'italia che era una fragile democrazia appena nata e la guerra fredda.

 

 
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