





When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)




siamo quasi al livello di "Neruda era comunista quindi meritava di morire". quasi


Vabbè erano altri tempi.....facile giudicare nel 2016.


Il caso Lollo
Opera, febbraio 2011
Il compagno Achille Lollo torna a casa, libero, impunito ed impunibile.
L’episodio che lo ha visto protagonista, con altri suoi compagni, illumina il comportamento della magistratura italiana che, in ossequio ad ordini politici, decise negli anni ’70 che lo “stragismo” fosse solo “fascista”. Lollo ed i suoi amici, nella primavera del 1973, versarono cinque litri di benzina sotto la porta di casa della famiglia Mattei, a Primavalle, con il preciso intento di sterminare l’intera famiglia. Fallirono solo in parte, perché morirono due dei fratelli Mattei, gli altri riuscirono a salvarsi. L’accusa iniziale nei loro confronti fu, doverosamente, di strage perché il numero dei morti poteva essere più elevato, tant’è che la condanna per strage può essere comminata anche quando l’azione non provoca morte, come nel caso dell’attentato fallito al treno Torino-Roma del 7 aprile 1973, dieci giorni prima dell’incendio di Primavalle. Poi, i magistrati romani cambiarono idea: a Lollo e compari elevarono l’accusa di omicidio preterintenzionale ed incendio colposo. Imputazioni grottesche e ridicole che comportarono una condanna a 18 anni di reclusione, mai scontati, ed oggi caduta in prescrizione. Mutato il clima politico e venute meno certo esigenze politiche, i magistrati romani riaprono l’inchiesta, questa volta, sul reato di strage. La storia della sinistra armata è punteggiata da episodi che per il luogo, le circostanze, il numero dei morti e l’eventualità di provocarne altri in modo indeterminato, sono qualificabili giuridicamente come “stragi”. Ne fa testo l’agguato di via Fani, il 16 marzo 1978, quando i brigatisti o chi per loro uccisero la scorta di Aldo Moro e sequestrarono quest’ultimi, sparando anche in direzione di testimoni. Si dice ancora oggi “la strage di via Fani” (cinque morti), ma nessuno magistrato ebbe la dignità di elevare questa accusa a carico di Mario Moretti e compagni. Sarebbe un lungo elenco, che un giorno faremo dettagliato e completo, di fatti che, giuridicamente, erano qualificabili come stragi e che sono sempre stati puntualmente contestati come omicidi plurimi ed amenità del genere. Non ci interesserebbe se non fosse che il comportamento della magistratura italiana, oltre a sottolinearne la dipendenza dal potere politico, non rivelasse l’esistenza di una regia occulta ad altissimo livello. Sappiamo che il “terrorismo” fu il frutto di operazioni condotte dal regime e dallo Stato italiani insieme ai loro alleati internazionali, che come la “guerra a bassa intensità” anche per i depistaggi la regia è unica e la decisione di creare il mito dello “stragismo fascista” contrapposto alle azioni mirate del “terrorismo rosso” ne è una conferma ulteriore. E’ vero che fra tutti gli imputati di stragi, alcuni dei quali nemmeno i magistrati hanno avuto il coraggio di assolvere (Giancarlo Rognoni, Nico Azzi, Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini), non ne hanno mai trovato uno che non fosse dipendente dagli apparati dello Stato e da quelli dei suoi alleati americani ed israeliani, ma la propaganda ha creato il mito dello “stragismo fascista” e, per ora, ce lo teniamo come un peso dal quale riusciremo, un giorno, a liberarci. Ma chi e perché ha sentito il bisogno di creare questa contrapposizione?
A chi ha fatto comodo stabilire una fasulla linea di continuità fra lo “stragismo nero” degli anni Settanta e le stragi compiute dai militari tedeschi nel biennio 1943-45?
Abbiamo sempre sostenuto che 1’uso della strage derivava dalla necessità di offrire allo Stato la possibilità di proclamare, con il consenso dei cittadini, lo “stato di emergenza”, ma che a fomentarlo ci fosse anche l’odio ideologico di chi sente il pericolo di una rivalutazione del fascismo, come storia ed ideologia. Non è una coincidenza che i plurinquisiti spioni veneti, assolti sempre e soltanto per insufficienza di prove, fossero in contatto con agenti dei servizi segreti israeliani e con ufficiali americani tutti, questi ultimi, di religione ebraica. Il massacro di innocenti nelle banche e nelle stazioni ferroviarie, sui treni e nelle strade produce, ovviamente, un senso di rivolta non solo contro i responsabili materiali ma anche contro le idee di cui si ritiene che siano portatori. La magistratura italiana e la stampa non hanno mai posto in rilievo i rapporti fra gli stragisti e gli apparati dello Stato, continuando a tacciarli di “terroristi neri”, “fascisti”, “cellule nere” e così via, in modo da ingannare consapevolmente l’opinione pubblica ed impedirle di conoscere la verità. Ma la storia s’impone, lentamente, sui mentecatti italici, così che i collegamenti, i rapporti, le esigenze che hanno determinato la “guerra a bassa intensità” in Italia, con l’uso della strage come arma, cominciano ad essere conosciuti e valutati nella loro realtà da un numero sempre maggiore di italiani. La decisione imposta alla magistratura, da sempre dipendente dal potere politico, di escludere l’accusa di strage nei confronti degli appartenenti alle formazioni militari di sinistra, in modo che restasse esclusivamente a carico dei terroristi di Stato di destra, è un altro tassello che si aggiunge al mosaico. Lollo è libero, ma il rogo di Primavalle rimane una strage e lui uno stragista che si può vantare di aver ammazzato un bambino per la cui vita non ha mai pagato. Il merito va allo Stato stragista, alle sue scelte, alla sua politica, alla sua magistratura alla quale, oggi, un coro di dementi e di disonesti chiede oggi che faccia “giustizia”: quella che non ha voluto fare nel 1973 e non farà mai più.Vincenzo Vinciguerrahttp://www.archivioguerrapolitica.org/?
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()





