



Ma infatti ho cercato di esprimere il concetto che non sto dicendo che una dittatura sia accettabile e un'altra no, resta il fatto che esistono dittature sicuramente più sanguinarie di altre.
Poi, ad esempio anche il dopo non è proporzionale a quanto una dittatura è stata devastante o meno. Ad esempio dopo la dittatura in Argentina c'è stato un processo di riconciliazione che per quanto difficile e non concluso, è stato meglio di quanto si potesse pensare dopo quello che era successo nella popolazione. Così il processo di rielaborazione in Germania è stato ben diverso dalla negazione che è stata applicata ad esempio in Italia, nonostante le differenze tra gli eventi nei due paesi.
Sto solo dicendo che ci sono situazioni diverse.
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij




Quelli non hanno saputo fare marketing, la verità è questa.
E poi stuzzicavano meno l'immaginazione adolescenziale, sempre molto sensibile nei confronti dell'icona del rivoluzionario un pò cattivo ma romantico, di buon cuore (ah!), disposto a morire (e ad uccidere, torturare, imprigionare, etc...) per la causa del bene comune (ovviamente determinato da pochi avanguardisti illuminati).
Con un marketing migliore, ed un'immagine più accattivante, i titoloni di repubblica e i vari distinguo se li sarebbero beccati pure loro.
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena


Salve Ada!![]()
Da un grande potere derivano grandi responsabilità.






Ma te stai bene giusto?
Da un grande potere derivano grandi responsabilità.



