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Discussione: Il Bar di POL

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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    La bella attrice Luisa Ferida e suo marito Osvaldo Valenti fatti fucilare da Sandro Pertini nel 1945



    Luisa Ferida: storia di una donna incinta condannata innocente alla fucilazione insieme al marito !


    La bella attrice Luisa Ferida e suo marito,
    l'attore Osvaldo Valenti
    C'è da dire che Sandro Pertini, peraltro ritenuto un utile idiota da molti suoi stretti "compagni" e collaboratori ideologici e politici, fu una persona crudele, falsa ed ipocrita, ma il regime rothschildiano, imposto militarmente in Italia dagli "alleati" di Rothschild fin dal 1943 ai nostri giorni, se ne è sempre servito spregiudicatamente per i suoi loschi e criminali intrighi contro il popolo italiano, usando a suo favore il proprio monopolio mediatico sulla stampa e sulla televisione in Italia per dipingerlo come un "bravuomo", al fine di mostrare al pubblico un suo preteso lato umano positivo che egli, in realtà, non aveva affatto. Ha saputo sfruttare però l'immenso potere mediatico della televisione. Ogni volta che s'accorgeva della presenza delle telecamere recitava la parte dell'uomo che sta dalla parte del Popolo. Il suo ipocrita comportamento sta venendo alla luce e solo ora il Popolo italiano si sta accorgendo delle manovre di facciata. Basta ricordare il comportamento di Pertini durante l'incidente di Vermicino accaduto al povero Alfredino Rampi, che cadde in un pozzo e che vi morì nell'aprile del 1981. Basta ricordare il suo comportamento durante la finale di coppa del mondo di calcio l'11 luglio del 1982. Tutto il suo comportamento (ipocrita) davanti alle telecamere per ingannare gli italiani.



    La bella attrice Luisa Ferida condannata alla
    fucilazione su ordine del partigiano Sandro Pertini
    Luisa Ferida, nome d'arte di Luigia Manfrini Farné (Castel San Pietro Terme, 18 marzo 1914 – Milano, 30 aprile 1945), è stata un'attrice italiana. Fu una delle più note e capaci attrici del cinema italiano nel decennio 1935-1945. Aderente al fascismo e alla Repubblica Sociale Italiana, venne fucilata dai partigiani, assieme al marito, l'attore Osvaldo Valenti, perché accusata di collaborazionismo con i nazisti, principalmente per la partecipazione ai crimini di guerra e alle torture della cosiddetta "banda Koch", accusa della quale era in realtà probabilmente innocente, come fu riconosciuto nel dopoguerra.


    Luisa è bella da morire e ha già addosso quel broncio che porterà con sé nella sua breve vita. Gli occhi sono pungenti da zingara, gli zigomi alti, i capelli color carbone, il corpo splendido, il portamento altero. In lei c'è qualcosa di erotico, di torbido e di felino, una sensualità, una rotonda carnalità da bellezza popolana, così amata dagli italiani di allora.


    "Era l’estate del ’39 quando la bella Luisa conobbe Osvaldo Valenti, altro divo del cinema dell’epoca. I due furono colpiti dal dardo di Cupido, che li portò a vivere un’intensa storia d’amore. Condivisero gioie e dolori, piaceri e rinunce, ma vissero sempre insieme, sempre uniti. Insieme ed uniti affrontarono anche le sorti dell’Italia a seguito del tradimento dell’8 settembre.
    Valenti, che fino ad allora non aveva mai avuto incarichi nella compagine fascista, si arruola volontariamente nella Repubblica Sociale Italiana. Nel ’44 è tenente della Xa Flottiglia MAS. Nel frattempo, pare che la coppia frequenti Villa Triste a Milano, sede della famigerata Banda Koch. Dico “pare” perché non sono stati mai accertati legami tra quest’ultima e la coppia Valenti-Ferida. Nulla di certo, nulla di dimostrato; solo congetture e trame vigliacche, sufficienti per condannarli a morte. Difatti, il 10 aprile ’45 Valenti, forse per aver salva la vita e,soprattutto, quella di Luisa che aspettava un bambino, (la coppia aveva già concepito un figlio, morto purtroppo poco dopo la nascita), decise di consegnarsi spontaneamente ai partigiani. Si rifugiò in casa di Nino Pulejo, appartenente alle Brigate Matteotti, il quale però lo scaricò, affidando le due celebrità al comandante Marozin della Divisione Pasubio, che non era certo uno stinco di santo, dato che era stato trasferito a Milano dal Veneto per sfuggire ad una condanna a morte del CLN, (pensate!), per furti, abusi e altri crimini.
    Il 21 aprile Marozin incontra Sandro Pertini il quale chiede di Valenti; avuta la notizia della sua prigionia, il “grande presidente” ordina lapidario: “fucilali (quindi anche la Ferida, incinta! Ndr); e non perdere tempo. Questo è un ordine tassativo del CLN. Vedi di ricordartene!”. «Ordine tassativo del CLN: chi lo avrà dato e quando? Di quell' ordine, che sarebbe stato determinato dall' accusa ai due d' avere partecipato alle torture della banda Koch e di avere collaborato con i tedeschi ,(ripeto: circostanza mai dimostrata! Ndr), dovrebbe esserci stato un documento scritto. Nessuno lo ha veduto. Di scritto c' è soltanto un foglio in data 25 aprile dove si legge che ‘...il CLN su proposta dei socialisti vota all' unanimità il deferimento al tribunale militare di Valenti Osvaldo e Ferida Luisa per essere giudicati per direttissima quali criminali di guerra per avere inflitto torture e sevizie a detenuti politici’. Dunque, un deferimento, non una sentenza. Ma in quel mese di aprile, e peggio nei successivi, c' era la fucilazione facile e bastò l' intervento di Pertini a decidere la sorte dei due attori. Marozin voleva scambiarli con cinque dei suoi presi prigionieri dai tedeschi. Fallito il tentativo, non ebbe scrupoli a liberarsi dei due ingombranti personaggi e ad eseguire l' ordine.»
    Così, il Valenti e la Ferida furono condotti in una cascina, ove vissero i loro ultimi giorni. L’attore subì un processo sommario, al termine del quale fu confermata la condanna a morte. Condanna che non fu mai comunicata al diretto interessato e che riguardava anche la compagna. Ignari della loro fine, i due innamorati furono caricati su un camion tra gente rastrellata. Giunti in via Poliziano, furono fatti scendere e messi faccia al muro. La donna stringeva in mano una scarpina azzurra di lana, destinata a scaldare i piedi innocenti di quel bambino che non vedrà mai la luce. Partì la raffica di mitra. I due caddero al suolo, stretti tanto nella vita quanto nella morte. Su di loro furono adagiati due cartelloni. Due scritte rosse dicevano: «I partigiani della Pasubio hanno giustiziato Osvaldo Valenti»; «I partigiani della Pasubio hanno giustiziato Luisa Ferida». Tre vite spezzate in colpo solo. Due vite probabilmente incolpevoli riguardo le accuse di collaborazionismo nazi-fascista e di aver compiuto ogni genere di atrocità a Villa Triste; una semplicemente candida.
    Come se ciò non bastasse, Marozin e i suo compagni depredarono anche gli averi della coppia defunta, finiti poi chissà dove.
    Negli anni successivi, la madre della Ferida domandò una pensione di guerra, dato che traeva le sue sostanze dai proventi della figlia. La domanda rese doverosi degli accertamenti sulla vicenda. Le indagini dei Carabinieri portarono alla conclusione che “la Manfrini, (vero nome della Ferida, ndr), dopo l'8 settembre 1943 si è mantenuta estranea alle vicende politiche dell'epoca e non si è macchiata di atti di terrorismo e di violenza in danno della popolazione italiana e del movimento partigiano”. Conclusione ribadita dallo stesso Marozin, il quale disse: “La Ferida non aveva fatto niente, veramente niente. Ma era con Valenti. La rivoluzione travolge tutti”. Nemmeno Valenti aveva probabilmente fatto niente, come fu poi confermato dalla Corte d’Appello di Milano, la quale ebbe a dire che la Ferida e Valenti non furono giustiziati, bensì assassinati. Su questa posizione anche Romano Bracalini, biografo di Valenti, che dice: "La frettolosa condanna del CLN obbediva sostanzialmente alla regola umana e crudele che alla spettacolarità del simbolo che egli aveva rappresentato corrispondesse subito e senza ambagi una punizione altrettanto spettacolare. In altre parole egli doveva morire non già per quello che aveva fatto, quesito secondario, ma per l'esempio che aveva costituito".

    Questo è ciò dice la storia, ciò che è realmente accaduto in quei giorni maledetti, che qualcuno si ostina ancora a chiamare “giornate radiose”. A voi ogni commento sull’accaduto. In cuor mio spero solo che prenda avvio un processo di seria revisione storico-politica riguardo la persona di Sandro Pertini, indegnamente spacciato per un eroe del nostro tempo, per un uomo degno di stima e ammirazione. I fatti dicono il contrario: fu un inetto e, per giunta, con le mani sporche di sangue. Direi che è giunta l’ora di smettere di scrivere l’agiografia di questo personaggio, di questo falso mito e di iniziare a dire la verità, cominciando ad insegnarla sin dalle scuole. Perché, a mio avviso,non c’è peggior delinquente di un cattivo che gioca a fare il buono.
    Roberto Marzola".
    (RITORNO ALLA TRADIZIONE: LUISA FERIDA:STORIA DI UNA DONNA INCINTA CONDANNATA A MORTE DA PERTINI)


    Sandro Pertini non fu ma i processato per i
    suoi crimini, come tutti i partigiani
    Hanno ucciso centinaia di migliaia di uomini, di donne, gente che si e' sacrificata per noi, per il popolo italiano, per la democrazia e la pace. Ovviamente queste cose non le insegnano a scuola. Il potere rothschildiano in Italia fa parlare, da sempre, giornali e TV delle verità mistificate per lavarci il cervello. Ancora oggi, dopo più di 75 anni dalla fine della guerra mondiale, accusano il fascismo di tutti i mali storici d'Italia e del mondo, dimenticando che il fascismo durò solo 20 anni e che solo in questo periodo l'Italia ebbe il suo unico e vero statista.








    ondasud - cultura mediterranea : La bella attrice Luisa Ferida e suo marito Osvaldo Valenti fatti fucilare da Sandro Pertini nel 1945
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  2. #171092
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Ada De Santis Visualizza Messaggio
    La bella attrice Luisa Ferida e suo marito Osvaldo Valenti fatti fucilare da Sandro Pertini nel 1945



    Luisa Ferida: storia di una donna incinta condannata innocente alla fucilazione insieme al marito !


    La bella attrice Luisa Ferida e suo marito,
    l'attore Osvaldo Valenti
    C'è da dire che Sandro Pertini, peraltro ritenuto un utile idiota da molti suoi stretti "compagni" e collaboratori ideologici e politici, fu una persona crudele, falsa ed ipocrita, ma il regime rothschildiano, imposto militarmente in Italia dagli "alleati" di Rothschild fin dal 1943 ai nostri giorni, se ne è sempre servito spregiudicatamente per i suoi loschi e criminali intrighi contro il popolo italiano, usando a suo favore il proprio monopolio mediatico sulla stampa e sulla televisione in Italia per dipingerlo come un "bravuomo", al fine di mostrare al pubblico un suo preteso lato umano positivo che egli, in realtà, non aveva affatto. Ha saputo sfruttare però l'immenso potere mediatico della televisione. Ogni volta che s'accorgeva della presenza delle telecamere recitava la parte dell'uomo che sta dalla parte del Popolo. Il suo ipocrita comportamento sta venendo alla luce e solo ora il Popolo italiano si sta accorgendo delle manovre di facciata. Basta ricordare il comportamento di Pertini durante l'incidente di Vermicino accaduto al povero Alfredino Rampi, che cadde in un pozzo e che vi morì nell'aprile del 1981. Basta ricordare il suo comportamento durante la finale di coppa del mondo di calcio l'11 luglio del 1982. Tutto il suo comportamento (ipocrita) davanti alle telecamere per ingannare gli italiani.



    La bella attrice Luisa Ferida condannata alla
    fucilazione su ordine del partigiano Sandro Pertini
    Luisa Ferida, nome d'arte di Luigia Manfrini Farné (Castel San Pietro Terme, 18 marzo 1914 – Milano, 30 aprile 1945), è stata un'attrice italiana. Fu una delle più note e capaci attrici del cinema italiano nel decennio 1935-1945. Aderente al fascismo e alla Repubblica Sociale Italiana, venne fucilata dai partigiani, assieme al marito, l'attore Osvaldo Valenti, perché accusata di collaborazionismo con i nazisti, principalmente per la partecipazione ai crimini di guerra e alle torture della cosiddetta "banda Koch", accusa della quale era in realtà probabilmente innocente, come fu riconosciuto nel dopoguerra.


    Luisa è bella da morire e ha già addosso quel broncio che porterà con sé nella sua breve vita. Gli occhi sono pungenti da zingara, gli zigomi alti, i capelli color carbone, il corpo splendido, il portamento altero. In lei c'è qualcosa di erotico, di torbido e di felino, una sensualità, una rotonda carnalità da bellezza popolana, così amata dagli italiani di allora.


    "Era l’estate del ’39 quando la bella Luisa conobbe Osvaldo Valenti, altro divo del cinema dell’epoca. I due furono colpiti dal dardo di Cupido, che li portò a vivere un’intensa storia d’amore. Condivisero gioie e dolori, piaceri e rinunce, ma vissero sempre insieme, sempre uniti. Insieme ed uniti affrontarono anche le sorti dell’Italia a seguito del tradimento dell’8 settembre.
    Valenti, che fino ad allora non aveva mai avuto incarichi nella compagine fascista, si arruola volontariamente nella Repubblica Sociale Italiana. Nel ’44 è tenente della Xa Flottiglia MAS. Nel frattempo, pare che la coppia frequenti Villa Triste a Milano, sede della famigerata Banda Koch. Dico “pare” perché non sono stati mai accertati legami tra quest’ultima e la coppia Valenti-Ferida. Nulla di certo, nulla di dimostrato; solo congetture e trame vigliacche, sufficienti per condannarli a morte. Difatti, il 10 aprile ’45 Valenti, forse per aver salva la vita e,soprattutto, quella di Luisa che aspettava un bambino, (la coppia aveva già concepito un figlio, morto purtroppo poco dopo la nascita), decise di consegnarsi spontaneamente ai partigiani. Si rifugiò in casa di Nino Pulejo, appartenente alle Brigate Matteotti, il quale però lo scaricò, affidando le due celebrità al comandante Marozin della Divisione Pasubio, che non era certo uno stinco di santo, dato che era stato trasferito a Milano dal Veneto per sfuggire ad una condanna a morte del CLN, (pensate!), per furti, abusi e altri crimini.
    Il 21 aprile Marozin incontra Sandro Pertini il quale chiede di Valenti; avuta la notizia della sua prigionia, il “grande presidente” ordina lapidario: “fucilali (quindi anche la Ferida, incinta! Ndr); e non perdere tempo. Questo è un ordine tassativo del CLN. Vedi di ricordartene!”. «Ordine tassativo del CLN: chi lo avrà dato e quando? Di quell' ordine, che sarebbe stato determinato dall' accusa ai due d' avere partecipato alle torture della banda Koch e di avere collaborato con i tedeschi ,(ripeto: circostanza mai dimostrata! Ndr), dovrebbe esserci stato un documento scritto. Nessuno lo ha veduto. Di scritto c' è soltanto un foglio in data 25 aprile dove si legge che ‘...il CLN su proposta dei socialisti vota all' unanimità il deferimento al tribunale militare di Valenti Osvaldo e Ferida Luisa per essere giudicati per direttissima quali criminali di guerra per avere inflitto torture e sevizie a detenuti politici’. Dunque, un deferimento, non una sentenza. Ma in quel mese di aprile, e peggio nei successivi, c' era la fucilazione facile e bastò l' intervento di Pertini a decidere la sorte dei due attori. Marozin voleva scambiarli con cinque dei suoi presi prigionieri dai tedeschi. Fallito il tentativo, non ebbe scrupoli a liberarsi dei due ingombranti personaggi e ad eseguire l' ordine.»
    Così, il Valenti e la Ferida furono condotti in una cascina, ove vissero i loro ultimi giorni. L’attore subì un processo sommario, al termine del quale fu confermata la condanna a morte. Condanna che non fu mai comunicata al diretto interessato e che riguardava anche la compagna. Ignari della loro fine, i due innamorati furono caricati su un camion tra gente rastrellata. Giunti in via Poliziano, furono fatti scendere e messi faccia al muro. La donna stringeva in mano una scarpina azzurra di lana, destinata a scaldare i piedi innocenti di quel bambino che non vedrà mai la luce. Partì la raffica di mitra. I due caddero al suolo, stretti tanto nella vita quanto nella morte. Su di loro furono adagiati due cartelloni. Due scritte rosse dicevano: «I partigiani della Pasubio hanno giustiziato Osvaldo Valenti»; «I partigiani della Pasubio hanno giustiziato Luisa Ferida». Tre vite spezzate in colpo solo. Due vite probabilmente incolpevoli riguardo le accuse di collaborazionismo nazi-fascista e di aver compiuto ogni genere di atrocità a Villa Triste; una semplicemente candida.
    Come se ciò non bastasse, Marozin e i suo compagni depredarono anche gli averi della coppia defunta, finiti poi chissà dove.
    Negli anni successivi, la madre della Ferida domandò una pensione di guerra, dato che traeva le sue sostanze dai proventi della figlia. La domanda rese doverosi degli accertamenti sulla vicenda. Le indagini dei Carabinieri portarono alla conclusione che “la Manfrini, (vero nome della Ferida, ndr), dopo l'8 settembre 1943 si è mantenuta estranea alle vicende politiche dell'epoca e non si è macchiata di atti di terrorismo e di violenza in danno della popolazione italiana e del movimento partigiano”. Conclusione ribadita dallo stesso Marozin, il quale disse: “La Ferida non aveva fatto niente, veramente niente. Ma era con Valenti. La rivoluzione travolge tutti”. Nemmeno Valenti aveva probabilmente fatto niente, come fu poi confermato dalla Corte d’Appello di Milano, la quale ebbe a dire che la Ferida e Valenti non furono giustiziati, bensì assassinati. Su questa posizione anche Romano Bracalini, biografo di Valenti, che dice: "La frettolosa condanna del CLN obbediva sostanzialmente alla regola umana e crudele che alla spettacolarità del simbolo che egli aveva rappresentato corrispondesse subito e senza ambagi una punizione altrettanto spettacolare. In altre parole egli doveva morire non già per quello che aveva fatto, quesito secondario, ma per l'esempio che aveva costituito".

    Questo è ciò dice la storia, ciò che è realmente accaduto in quei giorni maledetti, che qualcuno si ostina ancora a chiamare “giornate radiose”. A voi ogni commento sull’accaduto. In cuor mio spero solo che prenda avvio un processo di seria revisione storico-politica riguardo la persona di Sandro Pertini, indegnamente spacciato per un eroe del nostro tempo, per un uomo degno di stima e ammirazione. I fatti dicono il contrario: fu un inetto e, per giunta, con le mani sporche di sangue. Direi che è giunta l’ora di smettere di scrivere l’agiografia di questo personaggio, di questo falso mito e di iniziare a dire la verità, cominciando ad insegnarla sin dalle scuole. Perché, a mio avviso,non c’è peggior delinquente di un cattivo che gioca a fare il buono.
    Roberto Marzola".
    (RITORNO ALLA TRADIZIONE: LUISA FERIDA:STORIA DI UNA DONNA INCINTA CONDANNATA A MORTE DA PERTINI)


    Sandro Pertini non fu ma i processato per i
    suoi crimini, come tutti i partigiani
    Hanno ucciso centinaia di migliaia di uomini, di donne, gente che si e' sacrificata per noi, per il popolo italiano, per la democrazia e la pace. Ovviamente queste cose non le insegnano a scuola. Il potere rothschildiano in Italia fa parlare, da sempre, giornali e TV delle verità mistificate per lavarci il cervello. Ancora oggi, dopo più di 75 anni dalla fine della guerra mondiale, accusano il fascismo di tutti i mali storici d'Italia e del mondo, dimenticando che il fascismo durò solo 20 anni e che solo in questo periodo l'Italia ebbe il suo unico e vero statista.








    ondasud - cultura mediterranea : La bella attrice Luisa Ferida e suo marito Osvaldo Valenti fatti fucilare da Sandro Pertini nel 1945
    Come sacrificata per la democrazia? La Repubblica sociale italiana voleva la democrazia? Ma quando mai

  3. #171093
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    che palle Ada
    «The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
    «Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij

  4. #171094
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    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  5. #171095
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  6. #171096
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    che palle Ada
    Rode la verità Druuna ....ma bisogna accettarla .
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
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  7. #171097
    Israele= Paese terrorista
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Ada De Santis Visualizza Messaggio
    Rode la verità Druuna ....ma bisogna accettarla .
    Ma che palle Ada, l'unica che sta a rosicà è lei, ma non le basta più la piazzetta per i suoi vaneggiamenti?
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

  8. #171098
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Ma la smetta!!!
    Chi sono i filosudici? Quelli che definiscono filoterroristi i difensori dei palestinesi.
    I MELONOMI, i sudditi della meloni
    Israele=Paese Terrorista - Palestina libera dai terroristi dell'IDF

  9. #171099
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da Ada De Santis Visualizza Messaggio
    Se fosse possibile ,,, lo rifarebbero di nuovo . sono per la MACELLERIA MESDSICANA !!!
    Come quella fatta dai nazifascisti in giro per l'Italia?
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  10. #171100
    iperbannatiSSimo
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    Predefinito Re: Il Bar di POL

    Citazione Originariamente Scritto da fiume sand creek Visualizza Messaggio
    Mirko, te lo chiedo con la massima buona fede:

    Se io fossi triangolo nero e tu fossi fiume sand Creek non mi troveresti quantomeno un po' ridicolo?
    Cioè, che senso ha aggrapparsi disperatamente ad un passato ormai morto e decomposto invece di affrontare l'oggi per costruire il domani?
    Me ne vuoi se a volte penso che manifestate una grande paura della realtà ed in base a tale paura preferite rifugiarvi dietro le vostre fantasie?
    Guarda, ti dico una cosa con la massima umiltà.... in mezz'ora di lavoro facile facile (una decina di euro investiti tra deltametrina e un paio di litri di glicole minerale) ho guadagnato sei volte la cifra che Drugosky guadagna in un mese... io del futuro dei miei connazionali democratici e antifascisti me ne impippo bellamente, non mi interessa vedere quest'italietta puttana riemergere dalla merda nella quale è sprofondata e non ho alcuna intenzione di cambiare la testa degli italioti.
    Per me contano solo la mia famiglia ed i miei camerati.... tutto il resto non esiste, finché riuscirò a straguadagnare ammazzando bestie in Italia resterò qua... quando le condizioni economiche non saranno più favorevoli me ne andrò, tanto il mio lavoro posso farlo ovunque e ho abilitazioni internazionali che mi permettono di svolgerlo in qualsiasi parte del mondo.
    Vedi Fiume.... tu ragioni pensando che io - in un modo o nell'altro - viva sperando in un cambiamento, ma la realtà è differente: me ne frego!!!!
    Se le cose cambieranno buon per me e per i miei sodali... se peggioreranno o imploderanno in un oceano di sterco
    ... io, la mia famiglia e i miei camerati abbiamo il culo straparato.... non farò certo la fine di Dario a cui lo stato non riuscirà nemmeno a pagare la pensione.
    Vivo con i miei ideali e con i miei miti.... studio e approfondisco argomenti scomodi (ma non per me) e lo faccio per i "miei"... non certo per quelli che una volta consideravo compatrioti.
    Citando una vecchia canzone "d'area": "...la mia patria è un'idea, non è più la geografia..."

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    When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
    "Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)

 

 
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