

_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()






Il fatto che sia consentito non vuol dire che sia corretto, poi da uno che parla sempre di morale e modera un sottoforum ai limiti. Poi tu non puoi fare la morale a nessuno, né a me, né a FLenzi né a @Lazzaro Santandrea.


E' consentito ed è corretto , Giò ha risposto alle domande di Merovingio per giorni e giorni , non è tipo che si tira indietro , però non gli garba essere preso in giro e alla fine lo ha bannato , io lo avrtei bannato prima ha avuto anche troppa pazienza .Neanche tu puoi fare la morale a nessuno , come non la può fare flenzi o quel pagliaccio di @Lazzaro Santandrea , non mi sembra che voi non rispondiate o volete parlare solo voi ?
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dovete continuare ancora per molto?
no, cosi, solo per sapere eh...
Se non hai il coraggio di mordere, non ringhiare.


In seguito all’omicidio di Marco Biagi la norma sulla scorta è diventata legge.
privo di scorta: venne ucciso dalle nuove Brigate Rosse due anni prima a Bologna, sotto casa sua, mentre era in bici, era il 19 marzo 2000.
Il 27 giugno 2002 il Parlamento italiano ha, infatti, istituito l’Ufficio centrale per la sicurezza personale, ovvero l’Ucis, chiamato a gestire in modo più efficace le scorte alle persone potenzialmente obiettivi di minacce o attentati.
In Italia tra il 2012 e il 2013 vi erano 600 persone sotto scorta fra politici, magistrati e giornalisti.
Quel numero nel 2014 è sceso vertiginosamente a 200. Frutto della spending review. I costi, però sono sempre altissimi: circa 250 milioni di euro l’anno.
Quasi 3 mila uomini tra carabinieri, polizia, guardia di finanza, corpo forestale affiancano quotidianamente ministri, magistrati, giornalisti, collaboratori di giustizia.
Ma sono tutti potenzialmente a rischio?
Tralasciando le più alte cariche dello Stato, sottoposte a tutela obbligatoria durante il mandato e per ulteriori 12 o 24 mesi dalla fine, e i ministri con portafoglio, la lista degli scortati è probabilmente più lunga del necessario.
Numerose le critiche verso chi ne usufruisce ancora come Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Renato Schifani, ex presidenti della Camera (i primi due) e del Senato.
Due guardaspalle seguono ancora l’ex sindaco di Roma Alemanno, due Angela Finocchiaro e due Lorenzo Cesa. Scorta anche per l’ex segretario del Pd Guglielo Epifani,
per l’ex premier Massimo D’Alema e per il già presidente del consiglio ed ex parlamentare, Ciriaco De Mita.
C’è chi va e c’è chi viene.
A non usufuire più della scorta ‘è il “Capitano Ultimo”, il colonnello Sergio De Caprio, l’ufficiale dei carabinieri che arrestò il capo della mafia Toto Riina il 15 gennaio del 1993.
Mentre è appena rientrata in un programma di protezione Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso dalla mafia.
Cosa accade negli altri Paesi?
Negli Usa hanno diritto ad una scorta permanente presidente e vicepresidente. In Germania il capo dello Stato, il presidente del Bundestag, ovvero il parlamento federale tedesco, e i ministri.
In Francia il Presidente dell’assemblea nazionale e quello del Senato.
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle




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